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Al cinema… (164) – Uscite del 5 gennaio 2010 05/01/2010

Posted by Antonio Genna in Al cinema…, Cinema e TV, Film.
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Ecco i film che da oggi, martedì 5 gennaio 2010 , potete trovare nelle sale cinematografiche italiane. Altri film usciranno venerdì prossimo 8 gennaio.
Come di consueto, per ciascun film è presente un link SCHEDA BLOG se il film è stato Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-endgià trattato negli spazi “Cinema futuro”, ed un link DOPPIAGGIO che rimanda alla scheda dell’edizione italiana del film presente nel mio sito web Il mondo dei doppiatori, il primo database italiano sul doppiaggio.

FILM STRANIERI

FILM ITALIANI

  • “Io, loro e Lara”
    Con Carlo Verdone, Laura Chiatti
    SCHEDA BLOG

Per le informazioni sul box office italiano e statunitense, più notizie, trailer originali e anticipazioni relative ai film futuri visitate l’angolo settimanale “Cinema Festival”.

Il riccio

Commenti»

1. Giangi - 05/01/2010

Andrò a vedere “Il riccio”, ho letto recensioni molto allettanti sul libro, speriamo sia fatto bene.
Rec 2?? solito remake di qualcosa, sono tutti uguali sti film, e non se non mancava il solito film di Verdone, ormai ha fatto storia, a me non fa più ridere da molti anni, e ne aveva di “talento”.

cescocesto - 08/01/2010

io ho iniziato a leggere il libro, ma pare che la stessa autrice sia insoddisfatta del risultato del film, che si discosta troppo dallo spirito del romanzo. infatti avrebbe voluto la dicitura “liberamente ispirato a..”.
sicuramente ha una trama particolare e ci farò un pensierino anch’io, o magari me lo vedo a noleggio dopo aver finito il libro.

2. Paolo - 08/01/2010

Andrò a vedere il Riccio. Non ho letto recensioni (non lo faccio mai per evitare condizionamenti inutili) e ho letto il libro. Se l’autrice non voleva che si mettesse mano alla sua opera, evitava di venderla. Prima fanno gli avidi e poi si lamentano…

Per Carlo Verdone, attendo ogni suo film con molta impazienza. Mi piace come è invecchiato questo artista. Ha accentuato una sua vena malinconica, che già era presente (insospettabilmente) nelle sue prime opere, le quali magari facevano ridere di più mentre ora riesce solo a far sorridere ma riesce, cosa più importante, a far riflettere.
E non mi sembra poco, visto che di una grassa risata non me ne faccio nulla…

3. cescocesto - 08/01/2010

anch’io di solito non leggo recensioni, a meno che non sia incerto tra due film e voglia farmi un’idea della trama, di solito se le leggo lo faccio dopo aver visto il film. però sul riccio c’era un lungo articolo su repubblica con commenti dell’autrice e mi ha incuriosito la cosa.
ti è piaciuto il libro? io sono ancora alle prime 100 pagine perchè sono passato a “la custode di mia sorella”. ovviamente, sono d’accordissimo sul “Prima fanno gli avidi e poi si lamentano…”, però pare che lei più che altro volesse avvisare i lettori del libro che il film si distacca abbastanza dall’atmosfera del libro e quindi lei avrebbe preferito la dicitura “liberamente ispirato da..” e non “tratto da..”, dicitura adottata dai distributori di molti altri paesi ma non in italia.

curiosità, ti è piaciuto grande grosso e verdone?

Paolo - 08/01/2010

Io parlavo del leggere le recensioni in maniera sistematica e come metodo per capire se un film possa o meno piacermi.
Poi è ovvio che qualcosa, per forza di cose, la leggi e qualche giudizio possa venir fuori. Però solitamente leggo dopo.
Di Baaria, ad esempio, sono rimasto perplesso e non saprei dire se sono state le tremila critiche e recensioni spiattellate ovunque o se non ho gradito (molto) effettivamente per un mio gusto.

“L’eleganza del riccio” mi è stato regalato e consigliato da una persona molto cara, l’ho letto in un momento particolare della mia vita e mi è MOLTO piaciuto. Quindi sono davvero curioso di vedere com’è stato interpretato il film e se corrisponderà alle sensazioni che mi suscitò all’epoca.

Verdone: “Grande, grosso e Verdone” non mi è decisamente piaciuto proprio perchè scimmiottava se stesso, venticinque anni dopo. Triste come cosa.
Ma tanti altri suoi film mi hanno colpito perchè riesce a mettere bene il dito nelle debolezze e miserie dell’italiano medio, si sorride (come ho già detto) e non si trascende mai nel cattivo gusto. Mi è piaciuto tanto il suo episodio in “Manuale d’amore” (dove era solo attore) con una scena finale bellissima.
Poi qualche opera è più riuscita qualcun altra meno, ma decisamente uno dei pochi autori completi che abbiamo nel cinema italiano.
Certo non lo paragonerei a Woody Allen, come ha fatto Vittorio Messori oggi sul Corriere; ma non lo etichetterei nemmeno solo “come uno che fa ridere”… :)

cescocesto - 09/01/2010

sono d’accordo sulle recensioni: meglio legger dopo. e poi alla fine, se a te il film è piaciuto, se ti ha “raccontato” qualcosa, chi se ne frega se la critica lo uccide?
e a proposito di spiattellate, oggi c’era per l’appunto su repubblica una recensione del film a tutta pagina, che a questo punto ho letto, per curiosità. ma non ti dico nulla ;)
d’accordissimo su “grande grosso e verdone”, a me ha fatto tristezza proprio per l’imitazione di sè stesso. io, loro e lara a questo punto me lo vedo. :)


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