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Cinema futuro (841): “Ong-Bak 2 – La nascita del dragone” 06/01/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Ong-Bak 2 – La nascita del dragone”

Uscita in Italia: venerdì 8 gennaio 2010
Distribuzione: One Movie

Titolo originale: “Ong bak 2”
Genere: azione
Regia: Tony Jaa, Panna Rittikrai
Sceneggiatura: Ake Eamchuen (soggetto di Tony Jaa e Panna Rittikrai)
Musiche: Banana Record
Uscita in Thailandia: 4 dicembre 2008
Sito web ufficiale (Thai): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Tony Jaa, Sorapong Chatree, Sarunyu Wongkrachang, Nirut Sirijanya, Dance Chupong, Santisuk Promsiri, Primorata Dejudom

La trama in breve…
Una storia epica di vendetta, azione e mistero ambientata in un passato leggendario.
Thailandia, XV secolo: Lord Sihadecho e sua moglie sono uccisi durante un ammutinamento. Loro figlio, il piccolo Tien, riesce a sfuggire, ma è catturato da alcuni mercanti di schiavi. Quando cerca di ribellarsi, viene gettato in una pozza con un coccodrillo, contro cui è costretto a combattere per il solo divertimento dei ricchi. Il suo coraggio e l’intervento di Chernang, capo dei banditi della Scogliera dell’Ala di Garuda, lo sottraggono a morte certa. Sotto la protezione del formidabile guerriero, Tien sarà allevato per conoscere tutti gli stili di arti marziali: il kung fu cinese, il ninjitsu e l’arte della spada giapponesi, il muay thai tailandese. Una volta cresciuto, partirà alla ricerca degli assassini dei genitori.
Tony Jaa si conferma il più grande artista marziale contemporaneo. ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE straripa azione, con strabilianti coreografie acrobatiche che vi faranno sgranare gli occhi per lo stupore.

TRA STORIA E LEGGENDA

ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE è ambientato nel 1974 del calendario buddista, equivalente al 1421 del nostro calendario gregoriano, un’epoca di splendore feudale. Nel XV secolo la Thailandia, o meglio Siam, era in un periodo di forti tensioni politiche. Durante il regno di Re Rama II di Ayutthaya la corte reale diventò più potente rispetto al confinante regno di Sukhothai, espandendosi verso est. Per questo messi del re erano distribuiti sui nuovi territori, come viene spiegato all’inizio del film. Ambientato in un passato oscuro e violento, ONG BAK 2 ricrea con fulgore lo splendore e insieme la decadenza di un regno storico, che conserva però un sapore fatato, pieno di contraddizioni. Lo si vede ad esempio nello scarto tra la ricchezza opulenta delle vesti dei nobili e nella assoluta povertà dei vestiti dei poveri, nei ricercati copricapo femminili dispiegati durante la danza, nella raffinata etichetta di corte e nella rozza vita quotidiana del popolo. La storia della Thailandia è poco conosciuta in Italia, e in Occidente in generale, ma è un argomento affascinante e pieno di misteri, che ONG BAK 2, con le sue scenografie e le sue usanze, invoglia a scoprire e studiare.

DIETRO LE QUINTE DI UNA LEGGENDA

Nessuna barriera. Tutti gli stili di arti marziali sono fusi in uno.
Nasce il “Natayuth” (“Nata” = Danza, “Yuth” = Combattimento), il nuovo stile onnicomprensivo di arte marziale introdotto in ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE.

Ong Bak – Nato per combattere e The Protector non sono stati solamente dei grandi successi internazionali per il cinema tailandese, ma hanno avuto il merito di catapultare l’attore e artista marziale Tony Jaa sotto i riflettori.

In Ong Bak – Nato per combattere il mondo ha potuto conoscere la delicata bellezza e la feroce potenza dell’antica thai boxe. In The Protector, Tony Jaa e il suo mentore Panna Rittikrai hanno introdotto lo spettacolare stile “Muay Kodchasarn”. Lo sforzo produttivo ha trasformato i film tailandesi d’azione in una sfida spericolata sempre più interessante e unica. Il meglio che l’azione cinematografica possa oggi offrire.

L’idea alla base di ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE è nata dalla ricerca di Tony Jaa per trovare nuovi approcci al suo prossimo film, mentre viaggiava in tutto il mondo per presentare i due precedenti. Il pensiero che ha accompagnato l’attore è che “le arti marziali e i film d’azione sono intermediari privilegiati tramite cui persone di tutte le nazioni e di lingue diverse possono incontrarsi e condividere emozioni, senza barriere”.

Artisti marziali di tutte le età e da tutto il mondo hanno dimostrato grande interesse verso la thai boxe tradizionale. Tony Jaa, durante il suo ultimo viaggio in Cina per partecipare alla manifestazione Martial Arts Global Celebration, ha dato a sorpresa alla platea una elegante dimostrazione di danza marziale cinese. Jackie Chan, Donnie Yen e Jet Li ne sono rimasti favorevolmente impressionati. La super star Jackie Chan si è tanto commosso da salire sul palco per abbracciare Tony Jaa, scatenando una selva di applausi. Da qui la sfida: quanto avrebbe potuto essere eccitante per appassionati di tutto il mondo vedere Tony Jaa esibirsi in tutti gli stili marziali?

“Insieme al maestro Panna”, racconta Tony Jaa, “stavamo cercando di trovare un’angolazione narrativa interessante. Così abbiamo pensato a un cortometraggio da fare per proporre al boss Jiang (Somsak Techaratanaprasert), chiamato Venomous Man. L’intenzione era mostrare tutti i tipi di arti marziali da tutto il mondo in un unico film, senza distinzione se le tecniche di combattimento venivano da Tailandia, Cina, Giappone, Corea o qualsiasi altra nazione. Partendo da quell’idea, ho iniziato a studiare quanti più stili di arti marziali possibile. Per esempio, l’antica thai boxe, suddivisa in Chaiya Thai Boxing, Korat Thai Boxing e Lopburi Thai Boxing, poi il Kung Fu, il Ninjutsu, il Taifudo, una combinazione di diversi tipi di arti marziali che include Aikido, Kung Fu, Judo e Muay Thai. Molti maestri mi hanno dato consigli, spiegandomi la filosofia e lo spirito dietro ciascuno stile. Così ho deciso di ritrarre tutti questi valori fondamentali in ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE“.

“Mentre stavamo girando” continua a ricordare Tony Jaa, “ho avuto la possibilità di migliorare le mie qualità d’attore con la Maestra Aew, Orchuma Yuthawong, che è la più famosa insegnante per le tecniche di recitazione dell’intera Thailandia. Ho imparato come controllare il mio stato interiore, ho imparato che la forza più dirompente risiede all’interno del mio corpo, infine ho imparato come rilasciare quella forza sullo schermo. Lei mi ha insegnato l’origine dell’identità di ogni persona. Mi ha anche introdotto al Maestro Chet, Pichet Klunchuen, vincitore del premio Silapathorn 2006 in arti performative. È una persona davvero straordinaria e un insegnante di diverse discipline, specialmente la Khon, la danza mascherata tradizionale tailandese. Mi ha insegnato la disciplina del Khon. È stato così che ho iniziato a pensare di far confluire Khon e arti marziali insieme. Era possibile riunire questa cominazione in movenze di combattimento? Quando abbiamo girato delle prove, riguardando il girato abbiamo visto l’energia di entrambe le discipline. È stato insieme strano e davvero affascinante. Era nato un nuovo stile di combattimento. Ciascun movimento era particolare. Solo dopo ho scoperto da alcuni maestri che effettivamente la Thai Boxe deriva dal Khon, e che ci sono coreografie del Khon che prevedono spade e lance. È per questo che ho deciso di andare a visitare sculture e incisioni in siti archeologici, per documentarmi. Ho trovato sculture in roccia di Hanuman dal Ramayana. C’erano incisioni di Rama e Lakshmana che combattono contro Ravana e i demoni. Altre di scimmie, garuda e serpenti giganti. Solo allora sono stato in grado di ricomporre la figura completa del puzzle e veder nascere un nuovo stile di arte marziale che era completamente nuovo rispetto al primo Ong Bak e da The Protector. Era la fusione della danza tradizionale tailandese, Khon, e degli stili di combattimento tradizionali. Così è nata Natayuth, da Nata, danza, e Yuth, combattimento. Natayuth, che è l’utilizzo di movimenti di danza per combattere, richiede molta concentrazione e attenzione per essere eseguita. Sono sicuro non esiste al mondo un altro stile di arte marziale come questo. Lo abbiamo inventato specificamente per ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE“.

Anche Panna Rittikrai, mentore di Tony Jaa e co-regista, parla della trasformazione che ha subito il suo allievo. “Nei primi due film importanti, Jaa ha cercato di evitare dialoghi molto lunghi, e anche le emozioni espresse erano poco approfondite. Non aveva mai avuto una formazione in recitazione. Ma adesso, per questo film, voleva espandere le sue capacità. Per questo ha studiato con la Maestra Aew e il Maestro Chet. Questi due insegnanti sono ai massimi pinai, nel loro campo di esperienza, a livello internazionale. Senza contare tutti i maestri incontati per quanto riguarda le arti marziali. Quello che aveva imparato da me agli inizi serviva soprattutto per fare i lavori di stunt, ed era per intrattenimento. Ma quando ha avuto la possibilità di studiare realmente l’arte del combattimento, ha compreso la profondità dello spirito delle arti marziali. Ci sono due cambiamenti che gli spettatori potranno scoprire in questo film, riguardo a Tony Jaa. Per prima cosa, questa volta sono coinvolte emozioni profonde, sia sul piano drammatico che su quello più leggero. Inoltre potranno vedere la maggiore spiritualità ed eleganza che accompagna i combattimenti, soprattutto grazie all’influenza del Khon. Praticare la danza tradizionale lo ha aiutato a meditare, a entrare in trance, facendogli scoprire una pace e una serenità interiore prima impensabili. Jaa stesso conviene che si tratta di una trasformazione completa come attore, rispetto a Ong Bak e The Protector”.

“Il mio personaggio è multidimensionale”, commenta Tony Jaa. “Ha qualcosa che lo tormenta in testa. Ha lati buoni, ma anche cattivi. Insegue l’amore, ma è anche duro e spietato. Non è facile rendere sullo schermo tutte queste emozioni. Normalmente avevo una sola espressione, nei film. L’espressione Aaargh!. Ma per ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE avevo bisogno che le mie emozioni si approfondissero. È stata la maestra Aew a insegnarmi che dovevo cambiare, che non era necessario urlassi tutto il tempo”.

Panna Rittikrai ricorda il momento della produzione e le difficoltà legate a un film storico: “Abbiamo chiesto aiuto a Ake Iemchuen, sceneggiatore del film, ma anche production designer tra i più affermati. È il migliore per i film storici, ne ha fatti tutta la sua vita. Per questo film è andato a fare ricerche ad Angkor Wat, in Cambogia, dove ha trovato delle incisioni rappresentanti la Khon, esattamente come in Thailandia. Questa scoperta ha aperto la strada a così tante idee e contaminazioni. L’ambientazione nel passato ha reso possibile vedere combattimenti tra guerrieri di diverse etnie, perché a quell’epoca c’erano davvero tanti combattenti stranieri. Questo ha reso verosimile che un’unica persona potesse imparare così tanti stili. Qualcuno può chiedersi se una cosa del genere sia possibile. Ma Tony Jaa ha realmente imparato tutti quegli stili così diversi presenti nel film. Perciò lo è, assolutamente! Ciò che è davvero unico nel film è che, nella stessa scena, il nostro eroe può usare una spada dei samurai prima di cambiare con una spada cinese o altre armi. Può praticare il Muay Thai o il Kung Fu. E tutte queste transizioni sono continue, senza soluzione di continuità. Tutte queste arti marziali sono antiche, ma la loro unione è qualcosa di nuovo. Tony Jaa ha composto da solo il Natayuth, proprio come aveva fatto Bruce Lee con il Jeet Kune Do, che viene insegnato ancora oggi in America e in Europa”,

È  questa alchimia di elementi diversi che rende ONG BAK 2 – LA NASCTA DEL DRAGONE tanto spettacolare, da togliere il fiato, come nessun altro film d’arti marziali prima d’ora.

ARTI MARZIALI PRESENTI IN ONG BAK 2

Tony Jaa ha studiato per diversi mesi gli stili marziali di molti paesi, con maestri riconosciuti di ciascuna disciplina, e ha fuso i movimenti in un’elegia fluente e impressionante di grazia e velocità. In ONG BAK 2 – LA NASCITA DEL DRAGONE si possono ammirare dimostrazioni stupefacenti in moltissime arti marziali, che Tony Jaa esegue con assoluta perfezione. Di seguito un elenco dei principali stili che vengono dispiegati nel film:

– Harimau Silat (mani nude, Indonesia)

– Hung Ga Kung Fu (mani nude, Cina)

– Kenjutsu (armati, Giappone)

– Krabi Krabong (armati, Thailandia)

– Muay Boran (mani nude, Thailandia)

– Muay Chaiya (mani nude, Thailandia)

– Ninjutsu (armati, Giappone)

– Taekwondo (mani nude, Corea)

– Wing Chun (mani nude, Cina)

– Zuiquan – Drunken Fist (mani nude, Cina)

Trailer internazionale:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. nostyle - 25/03/2011

superbe tecniche mai viste prima d’ora su pellicola, una fusione perfetta, peccato che siano un po sprecate nelle trame grossolane dei suoi film (teniamo salvo ong bak 1).
quando arriva in italia il 3?
ma tony jaa ha mai partecipato a sfide o tornei quando era più giovane?..ormai va x i 40


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