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Edicola – “Storica National Geographic” n°14, aprile 2010: “Pompei – La vita prima del fuoco” 20/03/2010

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola da ieri, al prezzo di 3,90 €, il numero 14 – Aprile 2010 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico.
Debutta con questo numero un nuovo appuntamento con l’arte: ogni mese un’opera diversa, raccontata attraverso l’analisi dei suoi significati simbolici e del contesto storico di riferimento. Inaugura la rubrica “La storia nell’arte” il ciclo di sei arazzi, risalenti al XV secolo, dedicato a “La Dama e l’unicorno”, la cui interpretazione ancora oggi rappresenta un enigma per storici e intellettuali.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

Non leggete l’oroscopo a Cicerone

Perché lo guarderebbe con disprezzo. Il grande oratore dedicò infatti molte pagine a confutare le tesi di quanti credevano negli aruspici, nelle divinazioni e negli oroscopi. Ci è capitato sott’occhio qualche passo della sua De divinatione, che abbiamo consultato mentre mettevamo in pagina la rubrica Il mondo sopra di noi di questo numero, in cui si parla del più antico oroscopo della storia giunto fino a noi. Le parole di Cicerone sembrano scritte oggi, epoca in cui si assiste a un boom di oroscopi,maghi e predittori di futuro. Esattamente come in tutti i periodi del passato. Ma come si vede, anche nell’antichità c’erano le eccezioni. “Se tutto avviene per destino”, scriveva Cicerone, “non ci si può ammonire a essere cauti, perché in qualunque modo noi ci comportiamo, avverrà comunque quello che deve avvenire; se invece il destino può essere piegato, non c’è destino, e dunque non c’è neanche divinazione giacché essa si occupa del futuro. Ma nel futuro non c’è niente di certo, se esiste qualche procedura per impedire che accada”. Più logico di così. Oltretutto, aggiungeva Cicerone, “non c’è dubbio che l’ignoranza delle cose future sia più utile della loro conoscenza”, in quanto “chi avrebbe potuto godere i vantaggi della vita pensando alla propria morte?”. E cita il caso di Cesare che, se avesse saputo in anticipo la fine che lo aspettava davanti alla statua di Pompeo nelle idi dimarzo del 44 a.C., “con quale tormento nel cuore avrebbe trascorso la sua vita?”. Non solo, ma anche nel passato, come oggi, gli oroscopi potevano essere “aggiustati” per ingraziarsi i clienti o il potente di turno. Così fecero i re della Commagene nei confronti dei Romani, come spieghiamo nella rubrica di pagina 100. Forse, per avere davvero un’idea del futuro è più utile conoscere il passato, la storia.

P.S. Da questo numero troverete una nuova rubrica, La storia nell’arte, che ogni mese presenta un’opera attraverso i suoi significati storici, simbolici, legati all’epoca in cui visse l’autore. Ci auguriamo che vi piaccia.

Giorgio Rivieccio

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