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Cinema futuro (898): “Remember Me” 23/03/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Remember Me”

Uscita in Italia: venerdì 26 marzo 2010
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Remember Me”
Genere: drammatico / romantico
Regia: Allen Coulter
Sceneggiatura: Will Fetters
Musiche:
Marcelo Zarvos
Uscita negli Stati Uniti: 12 marzo 2010
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast:
Robert Pattinson, Emilie de Ravin, Pierce Brosnan, Chris Cooper, Lena Olin, Tate Ellington, Ruby Jerins, Gregory Jbara, Martha Plimpton, Kate Burton, Peyton List

La trama in breve…
Allen Coulter (Hollywoodland, I Soprano) dirige Robert Pattinson nel nuovo dramma romantico REMEMBER ME, storia di due giovani studenti della NewYork University, provenienti da due mondi radicalmente opposti,  che si innamorano. Il loro amore estivo porterà a rivelazioni inattese che riguardano la loro vita, la loro storia d’amore e la perdita di persone a loro care.
Tyler (Robert Pattinson) è un giovane che vive a New York ed ha un difficile legame con suo padre sin da quando la morte del fratello ha distrutto l’intera famiglia. Tyler pensa che nessuno possa capire la sua situazione, finché grazie ad uno scherzo del destino non incontra Ally (Emilie de Ravin), orfana di madre. L’amore era l’ultima cosa che sarebbe passata per la loro testa, ma lentamente Tyler ed Ally s’innamorano, e questo sentimento permette ai due di muovere i primi e incerti passi per uscire dalla sofferenza. Attraverso il loro amore, Tyler scoprirà la felicità e il significato della propria vita. Presto, tuttavia, verranno rivelati alcuni segreti e le circostanze che li avevano fatti incontrare lentamente li allontaneranno…
Remember Me è una storia indimenticabile sulla potenza dell’amore, sulla forza della famiglia e sull’importanza di vivere con passione ogni giorno della propria vita.
Pierce Brosnan, Lena Olin, Emilie de Ravin, e il premio Oscar®  Chris Cooper completano il cast di questo film, che ci regala una commovente riflessione sulla condizione umana, sulla ricerca del significato della vita e sul potere dell’amore.

LA STORIA: REMEMBER ME

Riguardo al film e al suo sceneggiatore, il regista Allen Coulter spiega: “Will Fetters ha scritto una storia incredibilmente toccante. REMEMBER ME è una storia d’amore tra due giovani che hanno vissuto una tragedia nel loro passato. E’ il racconto della nascita di una storia d’amore tra due persone che provengono da mondi diversi: lui proviene da una famiglia molto abbiente mentre lei è figlia di un poliziotto, ma entrambi condividono un’esperienza del loro passato che emerge man mano che i due iniziano a conoscersi più approfonditamente. Ma oltre che una bellissima storia d’amore Remember Me è anche un film pregno di humour e di acume”.

“Il film parla dell’amore e della perdita delle persone care”, sottolinea il produttore Nick Osborne. “Parla di come arrivare a capire il senso della vita e di come qualche volta non sia possibile trovare tutte le risposte giuste. Gli argomenti del film sono più d’uno: fondamentalmente, però, si tratta di una storia che descrive la condizione umana”.

“Specialmente nel caso del personaggio di Tyler Hawkins”, aggiunge, “il film descrive cosa significhi essere un giovane di vent’anni che tenta di affrontare eventi che appartengono al suo passato, una cosa che accade a molte persone, e del suo tentativo di capire cosa voglia dalla vita e chi sia veramente. Ritengo che si tratti di questioni che tutti quanti dobbiamo affrontare prima o poi nella vita, soprattutto a vent’anni; il problema dell’identità è una questione importantissima”.

Robert Pattinson descrive il personaggio di Tyler Hawkins che, dopo la perdita del fratello, come spiega lui stesso, è “un ragazzo che si sente perso. Ha dei genitori molto abbienti, ma è molto moralista, si sente superiore a tutti. Ha un atteggiamento comune a molti giovani di venti anni che pensano di saperla più lunga di tutti quanti , ma che non sentono la necessità di provare la loro superiorità in alcun modo. Un giorno incontra questa ragazza che gli mostra in modo indiretto come maturare”.

“Non si tratta della tipica storia d’amore”, spiega Emilie de Ravin (Ally Craig). “Questi due personaggi, Tyler e Ally, si incontrano in circostanze piuttosto inusuali ed entrambi hanno alle spalle un passato traumatico.

La loro relazione è ben congeniata e realistica e tutto il film ruota attorno alla loro storia d’amore. Descrive quello che sentono l’uno per l’altra in modo estremamente realistico”.

LA PRODUZIONE

In REMEMBER ME una coppia di giovani e sfortunati amanti, uniti dalle cicatrici di tragedie passate, trovano l’uno nell’altro una ragione per rinnovarsi, guarire e rinascere.

Dopo aver letto per la prima volta la sceneggiatura i produttori Nick Osborne e Trevor Engelson ne sono rimasti immediatamente catturati. Sapevano di avere tra le loro mani qualcosa di speciale.

Osborne ricorda, “Trevor Engelson lesse la storia quattro anni fa, subito dopo Trevor mi disse: ‘Credo di avere qualcosa di interessante, dovresti leggerla.’ E così feci. Ricordo ancora di averla letta in bagno. Will Fetters era un giovane sceneggiatore che aveva appena scritto una sceneggiatura fantastica, la bozza che scrisse era fantastica e ne rimasi profondamente colpito. Mi commossi molto e così chiamai Trevor e gli dissi, ‘Dobbiamo fare questo film.’

“Abbiamo portato il progetto all’attenzione di numerosi finanziatori”, racconta, “Lo abbiamo fatto leggere ad un attore che ha anche espresso la volontà di fare il film, ma che poi si è tirato fuori. E poi un giorno l’abbiamo fatta leggere ad Allen Coulter. E poi  Allen ed io ci abbiamo lavorato sopra per un po’, assieme a Will Fetters. Poi è salito a bordo anche Rob, e questo fatto ci ha aiutato moltissimo. E’ stato poco prima di Twilight, perciò è stato alquanto bizzarro. Ha letto la sceneggiatura quando ancora non era un nome straordinariamente celebre nell’ambito dell’industria cinematografica”.

Ma la storia di REMEMBER ME inizia con Will Fetters…

Il Produttore Nick Osborne parla del ruolo fondamentale di Will Fetters (sceneggiatore di REMEMBER ME) “Senza Will non avremmo niente. E’ lui che ha creato questa storia e quando Allen, Rob ed io l’abbiamo letta la prima volta, tutti quanti abbiamo capito che sarebbe stato un progetto che ci saremmo impegnati a portare avanti. Non è facile riuscire a fare un film ad Hollywood oggigiorno, ma soprattutto non è facile fare dei film drammatici. Le pellicole drammatiche sono difficilissime da fare”.

“La cosa interessante riguardo a Will è che Will rappresenta Tyler in questa sceneggiatura. Oggi non è più così, lui ora è sposato, sono anche andato al suo matrimonio. Ma credo che Will somigliasse molto a Tyler nel periodo in cui stava scrivendo la sceneggiatura. Era giovane e arrabbiato e voleva diventare un nome conosciuto ma non sapeva come riuscirci. Era una persona molto pensierosa e con una grande angoscia dentro…

Credo che Tyler Hawkins rappresenti ciò che Will è stato per un lungo periodo di tempo della sua vita. Will era proprio così e si è descritto nella sceneggiatura. Ed è per questo che la pellicola risulta così autentica. Autentica come l’esperienza che Will stesso ha vissuto in prima persona in quel preciso periodo.

E’ un ragazzo alto, bello e fantastico, ma capace di pensieri estremamente intensi sulla vita; e alla vita guarda con grande sospetto. E per questa ragione questo film è inestimabile”.

Spiega Osborne, “Ciò che Will ci ha regalato e ciò che, in seguito, Jenny Lumet ha reso più completo, è un vero e proprio testamento all’arte della sceneggiatura. Abbiamo gli attori che volevamo, abbiamo il regista che volevamo, e abbiamo costruito il tutto partendo dalla sceneggiatura. Abbiamo un film fenomenale”.

La sceneggiatura di REMEMBER ME è piaciuta a tutti non appena l’hanno letta…

“Ci sono tante scene bellissime in questo film”, dice Osborne, “tantissimi momenti meravigliosi…come i momenti tra Ruby e Rob, che sono pregni di grande compassione e realismo”.

Pierce Brosnan sottolinea che la sceneggiatura rappresenta una base essenziale per un attore, “Will

Fetters e Jenny Lumet hanno creato dei personaggi estremamente realistici e densi di emozioni, che rimangono intrappolati nel conflitto della vita. E poi il finale del film è un vero e proprio pugno nello stomaco”.

“Sono molto grato per questo ruolo. Molto grato. Sono ad un punto della mia carriera in cui ho la possibilità di fare qualsiasi cosa voglia. Questo è un ottimo ruolo, nelle mani di un bravissimo regista e poi il cast è formato da attori perfetti per i propri ruoli”, aggiunge.

Allen Coulter riflette, “Tutti quelli che hanno letto la sceneggiatura si sono emozionati moltissimo e si sono sentiti attratti dalla storia. E tutto questo grazie a Will Fetters che l’ha scritta. Quando ho accettato di fare questo film il  mio unico obbiettivo era riuscire a far sì che la sceneggiatura e la storia fossero il più possibile realistiche”.

“Tano per fare un esempio, essendo io stesso di New York, sentivo la necessità di inserire alcuni dettagli che corrispondessero a quella che è la realtà di New York; quel tipo di particolari che solo chi è di New York può conoscere, dei dettagli nei personaggi, nelle location o anche semplicemente nell’atmosfera; cose come il modo in cui parla la gente o gli argomenti in voga a New York. Si tratta di elementi con cui Will non poteva avere grande familiarità visto che lui non è di qui”, sottolinea.

UNA LETTERA D’AMORE PER NEW YORK

Sia Allen che Nick pensavano che girare in vere location di New York City l’avrebbe resa uno dei personaggi della storia.

Per riuscire a conferire un autentico tocco NewYorkese alla storia Osborne e Coulter si sono rivolti alla sceneggiatrice Jenny Lumet (Rachel Sta Per Sposarsi). Coulter aveva incontrato Jenny Lumet e aveva letto la sceneggiatura di Rachel Sta Per Sposarsi e ne era rimasto molto colpito.

“Per caso avevo letto quella sceneggiatura”, racconta, “sono anche andato ad uno  screening  del film e l’ho trovato bellissimo, la sceneggiatura era di prima qualità. Perciò ho suggerito di rivolgerci a lei, che avrebbe potuto rendere la sceneggiatura più raffinata, oltre che più realistica. Era lei l’ultimo pezzo mancante. Jenny ha saputo fare tutto ciò”.

“Quando è salita a bordo abbiamo iniziato a cercare le location dove volevamo girare. Non volevamo girare in posti esageratamente iconici, ma allo stesso tempo volevamo conferire al film un tocco tipicamente NewYorkese. E’ stato fantastico girare a New York, è una città magnifica per girare un film”, afferma Osborne.

Coulter spiega, “Vivo lì, perciò mi sento sempre molto fortunato quando trovo una storia ambientata a New York. E’ diventata una sorta di barzelletta con mia moglie: se leggo una sceneggiatura e sulla prima pagina trovo scritto ‘la storia ha inizio a New York,’ allora dico, ‘Mi piace!’ e questo ancor prima di aver letto la prima pagina”.

“Per quanto è stato possibile”, racconta, “abbiamo cercato di utilizzare la città al meglio. Naturalmente è fantastico poter girare a New York. E’ sempre molto difficile ed è stato particolarmente difficile anche questa volta a causa dell’enorme popolarità e notorietà di Rob”.

La sproposita reazione che paparazzi e fan hanno avuto nei suoi confronti non è passata certamente inosservata…

“E’ stata una follia con i paparazzi”, ricorda Coulter, “ci hanno seguiti ovunque. Alcuni giorni c’erano anche trenta paparazzi, altri giorni avevamo  tre o quattro cento fan sul set.

Ma siamo riusciti a portare a termine il film e credo che sia bellissimo. Jonathan Freeman, il Direttore della Fotografia, è fenomenale e credo che ciò risulti evidente guardando il film. Remember Me è perciò anche una storia NewYorkese, una lettera d’amore a New York”.

IL CAST DI REMEMBER ME: UN GRUPPO DI ATTORI INCREDIBI

Allen Coulter e Nick Osborne hanno avuto una parte molto attiva nel casting del film sin dall’inizio. Spiega Coulter, “Abbiamo fatto una riunione dopo che la Summit aveva espresso interesse nei confronti di Rob Pattinson. Circa un anno fa siamo andati a pranzo con lui e ci è piaciuto immediatamente, anche lui ha dimostrato interesse per il film, e da lì in poi è iniziato tutto”.

Uno dei vantaggi maggiori per un regista è lavorare in una produzione dove il cast viene scelto per bene…

“Non riesco ad immaginare un progetto in cui non venga coinvolto in prima persona nel casting”,

osserva Coulter. “Le decisioni le abbiamo prese io e Nick Osbourne e poi, ovviamente, la Summit ha espresso la sua opinione in merito, ma solo su due o tre ruoli principali: ovviamente esistono alcune realtà che riguardano la vendita dei film e che devono essere prese in considerazione”.

“Alla fine, abbiamo messo assieme un cast incredibile che risolveva ogni questione e per il quale sia io che Nick eravamo veramente eccitati. Non è facile spiegare di che tipo di cast si tratti perché è veramente eclettico. E’ un cast che ha degli elementi tipici di un film ad alto budget ma anche elementi che invece sono tipici di un film indipendente”, spiega.

“E’ un mix interessante di persone molto diverse tra di loro, da Pierce Brosnan, un attore estremamente celebre, a Chris Cooper, che proviene da un mondo cinematografico completamente diverso; entrambi, comunque, sono dei bravissimi attori. Poi ci sono Lena Olin, che proviene da un  ambiente molto particolare, e Rob Pattinson: insomma è un miscuglio molto eclettico”, sottolinea Coulter.

ROBERT PATTINSON E’ TYLER HAWKINS

Allen Coulter sostiene che Robert “incarna perfettamente una tipologia di ragazzo pieno di complessità, di rabbia, di sensi di colpa e di frustrazione per il rapporto che ha con il padre. Tyler si sente impotente e incapace di cambiare la sua situazione, in poche parole si sente perso. Non sa chi sia veramente, sente tutto e allo stesso tempo non sente più niente”.

Prosegue, “Nick e io sentivamo che sarebbe stato capace di incarnare quel sentimento di angoscia esistenziale che attraversano quasi tutti i giovani. Allo stesso tempo, è anche molto romantico. Avevamo bisogno di qualcuno di cui il pubblico avrebbe potuto innamorarsi e che, nel contempo, riuscisse ad incarnare tutte queste complessità”.

Pattinson vede il suo personaggio come un giovane che deve crescere, che per certi aspetti ha un’esperienza di vita del tutto simile alla sua, come spiega lui stesso: “Una delle ragioni per cui volevo fare il film era che Tyler si trova in quella fase  di passaggio tra l’adolescenza, in cui si smette di essere fortemente esistenzialisti, ai vent’anni, in cui si inizia a non sentirsi più come un’isola. Inizia a credere che i suoi sentimenti sono onesti. E incomincia a credere un po’ di più in sé stesso. In poche parole sta maturando; credo stia succedendo lo stesso anche a me, più o meno. O per lo meno è successo così all’epoca delle riprese”.

Il personaggio interpretato da Pattinson è afflitto da una sorta di ennui, è emozionalmente  bloccato: “Tyler ha un grande rancore sopito, che ha tenuto dentro di sé per anni e anni. Lui e Charles hanno litigato per le stesse ragioni un’infinità di volte. Tyler è stanco della sua stessa rabbia”, racconta.

Pierce Brosnan descrive Pattinson come “un giovane che è stato catapultato nella stratosfera della celebrità e credo che per quanto ho potuto vedere coi miei occhi è stato capace di cavarsela grandiosamente. Ha un buon cuore. Ha una grande umiltà ed è stato coraggioso ad accettare un film come questo, sapendo di avere la franchise di Twilight con il fiato sul suo collo; dipenderà solo da lui andare anche in futuro alla ricerca di questo tipo di film, tra una megaproduzione e l’altra”.

Brosnan prosegue, “E’ molto bello ed è in contatto con le sue percezioni, con il suo intuito e i suoi istinti. E’ un attore giovane e fresco, e perciò estremamente flessibile, ma è anche molto selettivo. So che è stato fondamentale per la realizzazione di questo film e questa è una cosa meravigliosa per un giovane come lui. Dovrebbe essere una specie protetta la sua. (RIDE) Non si può non augurargli il meglio. Augurarsi che voli alto e lontano”.

Emilie de Ravin descrive Tyler come un personaggio complesso dal passata drammatico; Emilie spiega che Robert  è stato capace di arricchire il suo ruolo con  “numerosissimi dettagli intricati, al tal punto che ho pensato: ‘Ma come gli vengono in mente certe cose?’ Ha reso il personaggio di Tyler così unico”.

Osborne ha apprezzato l’inusuale senso di lealtà che Pattinson ha dimostrato nei confronti del progetto: “Twilight era appena uscito nelle sale eppure Rob è rimasto fedele al progetto. Nella maggior parte dei casi con gli attori giovani riesci a lavorarci solo prima che diventino famosi. Una volta che un attore è diventato una stella, il loro agente ti chiama e ti dice: ‘Mi dispiace, ma non può più fare questa cosa.’ Rob, invece, ha portato avanti il film. E’ stato fondamentale per la realizzazione di questa pellicola. Si è esposto molto per interpretare questo personaggio. Non avrei mai pensato che avrebbe potuto essere tanto bravo. E’ incredibilmente altruista, e tutt’altro che esigente. Ma è anche un tipo che pensa molto. E’ estremamente curioso. Ha afferrato questo personaggio e lo ha portato via con sè”.

Osborne sottolinea l’impegno di Pattinson nei confronti di questo ruolo: “Quando stavamo lavorando sulla sceneggiatura ci sentivamo al telefono con  Rob e lui ci illustrava le sue idee. Ci sentivamo continuamente per dirci cosa stavamo facendo, lui ha partecipato attivamente al film  ed è stato magnifico. Appare in quasi ogni scena, è stato qui ogni singolo giorno: so che si è fatto il mazzo. Aveva appena finito di girare New Moon quando è arrivato sul nostro set”.

EMILIE DE RAVIN E’ ALLY CRAIG

Osborne spiega lo speciale rapporto tra Tyler e Ally, l’unica persona che riesce a portare la calma nella sua vita: “E’ la prima persona che arriva nella sua vita e che  non crede nella sua messa in scena. Tyler è un ragazzo che non ha difficoltà a far innamorare le ragazze di lui o a convincerle a seguirlo a casa, e lei rappresenta la prima sfida della sua vita. Lei riesce a tirar via molti degli strati protettivi che lui si è creato, riuscendo così ad arrivare al vero ‘Tyler’. Perciò, lui rimane affascinato da lei e  si sente messo alla prova”.

“In un certo senso”, aggiunge, “è grazie a lei che lui finalmente inizia a recuperare gli altri rapporti e trova un po’ di pace nella sua esistenza “.

Ma come dice Robert Pattinson, “Ally ha una parte estremamente difficile..”.

“Emilie incarna tutto quello che secondo me è Ally”, dice Osborne, “una ragazza di famiglia proletaria che ha dovuto affrontare una terribile tragedia, che per certi versi è sposata a suo padre,  in quanto entrambi si sono aggrappati l’uno all’altro. Lei non si è mai divertita veramente nella sua vita e adesso vuole uscire nel mondo ma non riesce a trovare il modo per dirglielo. Ha vissuto a testa bassa, va bene a scuola, troverà un buon lavoro… Ma poi, improvvisamente, arriva nella sua vita questo ragazzo che è un raggio di sole e che le mostra un lato diverso del mondo, e così lei inizia a pensarla in maniera differente: Emilie incarna tutte queste qualità”.

La produzione ha fatto delle lunghissime ricerche per riuscire a trovare la giovane attrice più adatta per interpretare il ruolo di Ally Craig.

“Abbiamo visto almeno 180 ragazze”, racconta Coulter . “E’ stato molto difficile. Volevamo trovare una ragazza che risultasse perfetta per Rob e che al contempo fosse una dura, che sapesse tenere testa a Rob.

Ally è la figlia di un poliziotto del Queens ed era importante renderla credibile nei suoi atteggiamenti anche da questo punto di vista.

Spiega Coulter, “Lei frequenta l’Università di  New York e già solo per questo rispetto a suo padre è arrivata più lontano. Sua madre era un’infermiera, quindi proviene da una famiglia proletaria e doveva riuscire ad essere credibile anche da questo punto di vista. Non la conoscevo prima di questo film, quando si parla di televisione sono senza dubbio la persona più ignorante che ci sia. Non avevo idea di chi fosse anche se questo probabilmente è stato un vantaggio perché se avessi saputo che veniva da uno show di successo, avrei potuto avere dei pregiudizi nei suoi confronti”.

Ma de Ravin ha saputo trasmettere tutto il suo irresistibile fascino…

“Abbiamo pensato che  fosse un bene per questo personaggio… Tyler deve poterla notare per una qualche ragione, e poi lei doveva anche essere una dura. E, in effetti, quando abbiamo girato le scene con Chris Cooper, in cui la vediamo ribellarsi al padre, si vede che non è un tipo facilmente addomesticabile”, conclude.

PIERCE BROSNAN E’ CHARLES HAWKINS

Com’è lavorare assieme a James Bond?

Coulter ha pensato a lui perché aveva in mente il film “Matador”,  perchè “si trattava di uno show in cui era un attore molto coraggioso e in grado di accettare dei rischi. Cercavo di pensare a quel film perché tentavo di immaginare qualcuno che potesse essere il padre di un ragazzo così bello, ed ho pensato, ‘Beh, Pierce Brosnan.’ A Nick l’idea è piaciuta, poi, quando l’abbiamo sottoposta alla Summit anche loro ne sono rimasti entusiasti”.

Nick Osborne cercava il giusto equilibrio tra stoicismo e umanità in Charles Hawkins.

Come spiega Osborne, “La mia idea era che Charles fosse un ricco e arrogante uomo di potere incapace di mostrare le sue emozioni, incapace di dire al figlio che gli vuole bene. E per ottenere tutto questo è bastato mettere addosso a Pierce un vestito e lui ha dato vita al suo personaggio. Pierce è stata una rivelazione in questo film, nel senso che è riuscito a dar vita al personaggio esattamente come lo avevo immaginato sin dall’inizio”.

Da parte sua Robert Pattinson aggiunge, “Pierce ci ha regalato una performance molto interessante. E’ anche una persona molto carina. E’ molto strano che un’icona del genere interpreti la parte di tuo padre. Seriamente, è stata un’esperienza piuttosto strana”.

Rob descrive il rapporto del suo personaggio con il padre Charles, “Credo che Tyler sia molto simile a suo padre e non credo che il suo problema sia che gli manca l’amore del padre: Vuole che suo padre si comporti in un certo modo, ma non sa quale modo, perciò non sarà mai soddisfatto. Credo che suo padre sia infastidito dal suo comportamento, perché crede di comportarsi come un padre perfetto”.

Prosegue, “Cerca di incoraggiare il figlio e deve sopportare il suo comportamento nei suoi confronti, ma non credo che al figlio manchi l’amore del padre. Credo che pensi che  quasi tutti nella sua vita dovrebbero comportarsi in modo completamente differente, ma Tyler non ha mai una risposta da dare agli altri. Non riesce mai a dire agli altri cosa vuole, perché neanche lui sa cosa vuole, quindi in sostanza non credo che la questione sia la mancanza di amore”.

CHRIS COOPER E’ IL SERGENTE NEIL CRAIG

Secondo Nick Osborne, non c’è molto altro da dire a proposito di Chris Cooper eccetto che è un “attore veramente magnifico”. “Tutto quello che fa in questo film“, sostiene, “dalla scena iniziale in cui  piange la morte della moglie… al modo in cui dimostra protezione nei confronti di Ally: è perfetto”.

E Allen Coulter concorda: “E’ un attore magnifico ed è stata una fortuna riuscire ad averlo. Se non gli fosse piaciuta la sceneggiatura, sarebbe finita lì. Se a sua moglie Marianne non fosse piaciuta la sceneggiatura, non se ne sarebbe fatto niente, ma dopo che l’ha letta non è stato difficile convincerlo. Avevo chiamato un mio amico che aveva lavorato in un film dal titolo Breach, che un altro mio amico aveva diretto, lui è Billy Ray ne erano entusiasti: ‘E’ la persona più fantastica con cui avrai mai la possibilità di lavorare,’ e così via. Si è rivelato tutto vero. Sarebbe molto difficile dire chi tra Pierce e Chris sia la persona più gentile perché è veramente fantastico lavorare con  entrambi”.

Robert Pattinson spiega che  la cosa più sorprendente di Chris è la sua forza fisica:

(RIDE). “E’ incredible. Non te ne rendi conto immediatamente. Sembrava molto più basso di me quando eravamo vicini. Ma ci sono scene in cui mi picchia e devo dire che nella realtà sarebbe in grado di farmi male sul serio…

Il che è stato alquanto scioccante!”

LENA OLIN E’ DIANE HIRSCH

Nick Osborne e Allen Coulter parlano del contributo che Lena Olin è stata capace di dare nel ruolo della madre di Tyler.

Osborne osserva: “Ho sentito molta empatia per Lena mentre guardavo i giornalieri e mentre osservavo le riprese del film. Si tratta di una donna che è stata ferita terribilmente e che è in lutto per il figlio che si è suicidato otto anni fa; quando si osserva Lena in questo film si avverte esattamente cosa stia passando questa donna. E’ distrutta, poi con il progredire del film ci accorgiamo che la vita ricomincia a fluire dentro di lei , ricomincia in qualche modo godersi la vita, si avverte dentro di lei un po’ di felicità. Credo sia una sopravvissuta, che porta dentro di sé una ferita molto grande”.

Allen Coulter ha visto per la prima volta Lena Olin in The Reader…

“Avevo appena visto la performance di Lena Olin in quel film”, racconta, “ed ero rimasto molto colpito: mi ha impressionato la sua umanità e la totale assenza di pretenziosità; ho detto immediatamente: ‘Sarebbe la madre perfetta per questo bellissimo ragazzo… ‘Come starebbero assieme Pierce Brosnan e Lena Olin? “Nessuno metterebbe in questione dei genitori così per Rob.’

Pierce Brosnan concorda, “Lena ha lasciato un’impressione indelebile su di me anni fa nel film L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere ed è successo lo stesso per ogni ruolo che ha interpretato fino ad oggi. I nostri personaggi non passano molto tempo assieme sullo schermo, eppure, posso dire che è stata una compagnia bellissima e seducente. La scena iniziale in cui vediamo per la prima volta la famiglia nel salotto color crema, dopo il servizio funebre, mi ha letteralmente tolto il fiato. Quello che mi ha colpito di lei è stata la vita e l’intensità delle emozioni che ha saputo conferire al suo personaggio, oltre alla semplicità della sua recitazione e alla sua bellezza”.

O citando Emilie de Ravin: “Quando in un film è presente una famiglia, qualche volta si avverte la mancanza di una connessione tra i suoi membri: risultano poco credibili. Ma Lena è stata capace di infondere grande realismo nell’elemento familiare e nel personaggio della madre di Tyler”.

RUBY JERINS E’ CAROLINE HAWKINS

Pierce Brosnan l’ha ribattezzata “bella come un bocciolo”, e Nick Osborne è rimasto profondamente colpito dal grande talento di Ruby Jerins. Lui stesso racconta, “E’ favolosa: lei e Rob sono estremamente credibili nel ruolo dei fratelli in questo film. Lui se ne è letteralmente  innamorato sul set ed è rimasto molto colpito dalla sua capacità di improvvisare e da quello che è stata capace di dare a al suo personaggio…E’ lei l’adulta della storia. Molti dei personaggi di questo film si comportano in modo immaturo. Il personaggio di Pierce si comporta da immaturo in un modo alquanto bizzarro, così come il personaggio di Chris che si aggrappa a sua figlia in una maniera esagerata per un uomo della sua età. Ma Ruby è certamente la più matura”.

“Credo sia lei a rendere Tyler una persona migliore”, prosegue, “lui è agitato a causa delle sue nevrosi  e della sua rabbia, è tipicamente egoista, come i giovani della sua età, del resto, e Caroline è l’unica persona verso cui Tyler è totalmente devoto, con lei è altruista”.

“Hanno un rapporto meraviglioso, lei sa perfettamente quanto lui le voglia bene e sa di poter contare su di lui. Ma allo stesso tempo, anche lui ha bisogno di lei, perché è lei l’adulta: gli da i consigli che gli darebbe un adulto. Lui in questo film fuma spesso, ma lei non si lascia impressionare, anzi lo rimprovera spesso. Si tratta di un rapporto bellissimo”, aggiunge.

Ciò che Robert Pattinson ricorda con maggiore affetto riguardo al lavorare assieme a Ruby è che “Ruby ha qualcosa in lei che rende facile la recitazione. E’ piuttosto bello essere in una scena in cui guardi qualcuno e non ti rendi conto di essere su un set”, afferma.

TATE ELLINGTON E’ AIDAN HALL

Tate Ellington conferisce al film una certa dose di leggerezza e umorismo, in netto contrasto con il personaggio di Tyler Hawkins, interpretato da Robert Pattinson.

Coulter spiega, “Tate è stata una specie di scommessa perché non è esattamente come ce lo eravamo immaginato – né io né Nick, e tantomeno la Summit. Ma Nick è stato molto convincente e il mio istinto mi ha suggerito di scegliere Tate. Quando ho parlato con lui l’ultima volta, quando eravamo sicuri di voler scegliere lui, ho detto, ‘Non consoci nessuno che sia così?’ E lui ha risposto, ‘Si, in effetti c’è un mio amico,’ ne abbiamo perlato; lui mi ha descritto il suo amico e io ho detto: ‘Ma è esattamente lui.’ Tate si è rivelato molto bravo ad improvvisare. Ha aggiunto delle battute qui e lì che si sono rivelate molto affascinanti, perfette”.

COINVOLGERE IL PUBBLICO

Uno degli obbiettivi primari del cineasta è quello di coinvolgere gli spettatori  affinché si identifichino con il conflitto che si verifica tra i personaggi di una storia.

“Credo che tutti abbiano sofferto per una perdita nella loro vita prima o poi”, sostiene Osborne”.

Tutti si sono sentiti frustrati qualche volta; in tanti hanno avuto un primo amore incredibilmente appassionante, è questo che evoca il film. Credo che tutti abbiano avuto delle discussioni coi genitori qualche volta, che si siano sentiti frustrati,  e credo che la cosa meravigliosa del film sia che, in qualche modo, i personaggi riescano a risolvere queste questioni nel corso della storia”.

Coulter concorda, “Credo che le persone si identificheranno in questa storia per tutte queste ragioni.  Mi azzarderei a dire che quasi ogni essere umano ha subito un grande dolore nel passato. Come accade in questo film, in cui ogni persona ha un segreto: tutti hanno qualcosa nel loro passato che gli ha causato grande agonia.

Non risulta così evidente analizzando solo la superficie della storia ma c’è anche qualche elemento divertente: ogni personaggio, infatti, ha un piccolo aspetto della propria personalità danneggiato, e credo che chiunque possa riconoscere la stessa cosa in sé stesso”.

Un altro degli obbiettivi di Osborne è che il pubblico si commuova. “Spero che rimangano affascinati da questi personaggi, dal percorso che Tyler compie nel film”, spiega. “E che si identifichino con lui. Spero che una volta lasciata la sala continuino a pensarci. Credo che dire ‘carpe diem’ sia un po’ troppo semplicistico…

Spero che una volta lasciata la sala inizino ad apprezzare di più le loro famiglie e quello che hanno”.

Osborne vede un’opportunità per il pubblico per riflettere sulle grandi questioni della vita: “Una volta lasciata la sala le persone penseranno alle proprie vite, a ciò che è importante e alle barriere che hanno costruito attorno a loro stesse.

E si chiederanno perché esistono queste barriere. C’è una ragione plausibile oppure le hanno costruite perché sono troppo arrabbiate o tristi o sconvolte o gelose?  Se fosse possibile eliminarle una alla volta, forse si potrebbero ricostruire alcuni dei rapporti che hanno perso nel corso della loro esistenza. Se questa è una delle cose che gli spettatori potranno portar via con sé dopo aver visto il film, allora avremmo raggiunto il nostro obbiettivo”.

Da questo punto di vista, Osborne e Coulter la pensano allo stesso modo…

Spiega Coulter, “Spero che pensino che il film rappresenti un ritratto accurato di cosa significhi innamorarsi, prima di tutto. Spero che apprezzino i colpi di scena della storia, le sorprese, i cambiamenti  e che si divertano. Spero che rimangano commossi dal finale della pellicola. Spero che lascino la sala pieni di domande e pensieri sulle loro vite”.

TROVARE IL LOOK DEL FILM

Il regista Allen Coulter racconta com’è stato lavorare assieme al direttore della fotografia Jonathan Freeman e con i responsabili di altri dipartimenti e come sono arrivati a decidere quale dovesse essere  il look e la combinazione dei colori del film.

Spiega Coulter: Il film è ambientato nei tempi moderni, ma la storia ha luogo 9 anni fa, perciò non volevamo che sembrasse ambientata oggi, ma non volevamo neanche che sembrassero gli anni ottanta.

Ho lavorato a stretto contatto con Jonathan Freeman, che ha lavorato in Hollywoodland e “Rubicon”, una puntata pilota che ho diretto. Abbiamo lavorato assieme diverse volte. Jonathan ed io siamo dei buoni amici oltre che collaboratori, perciò abbiamo parlato a lungo di questo film e alla fine siamo arrivati alla conclusione che dovesse apparire semplicemente reale, sembra una cosa alquanto banale, ma non volevamo che apparisse troppo artificioso.

Non volevamo modificare troppo il colore facendolo apparire artificioso o troppo stilizzato.

Hollywoodland era piuttosto stilizzato, ma sembrava appropriato considerando il materiale. In questo caso ritenevamo di non doverci intromettere – la Mdp si muove un po’ meno rispetto a quella che è la mia tendenza. Tendo a muovere la mdp a seconda dei movimenti dei personaggi, ma in questo film ci sono numerose scene in cui i personaggi restano seduti e parlano, e sarebbe risultato innaturale se la mdp non fosse stata leggermente più immobile”.

Ma volevamo anche conferire alla cromia del film una leggera patina, per rendere omaggio ai dettagli del passato recente. Credo che si possa tranquillamente guardare questo film e presumere che sia ambientato nel presente perché non ci sono grandi differenze. Non è come la differenza, ad esempio, tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, dove si ha un improvviso cambiamento nella cultura, che risulta molto evidente visivamente.

Perciò, dal punto di vista visivo, abbiamo deciso di optare per la semplicità e poi assieme a Scott Murphy, lo scenografo, e Susan Lowry, la costumista, abbiamo deciso di optare per dei colori attutiti per così dire, di aggiungere una leggero tocco di polvere del passato, ma non credo che la gente se ne renderà conto. Credo che sia un tocco quasi impercettibile nel film.

IL DIALETTO

Rob, Emilie e Pierce nella loro vita reale hanno tutti un proprio accento di origine, ma questo è un film ambientato a  New York, e i personaggi devono parlare con un accento Newyorkese…

Eravate preoccupati che gli attori non sarebbero stati capaci di acquisire il dialetto di New Yorkork?

Risponde Osborne, “Non ci siamo mai preoccupati di Rob. Riesce a fare l’accento americano alla perfezione”.

“Ma a Pierce non era mai capitato prima d’ora”, spiega, “o per lo meno credo.

Ha deciso di  optare per un accento di ‘Brooklyn’, alla Mike Bloomberg: l’accento di una persona che è cresciuta a Brooklyn, che ha fatto molti soldi ma che ha conservato il suo accento originario. Credo ci sia riuscito alla perfezione”.

E Coulter aggiunge, “Ci siamo ispirati a tipi come Donald Trump o Bloomberg,  che vengono da Boston, si tratta di un personaggio che deve aver conservato il suo accento regionale. In questo caso mi piaceva l’idea che fosse una persona cresciuta per strada, lo rendeva un duro e questo tipo di accento è stato più semplice per Pierce da acquisire rispetto a un accento americano convenzionale. Non ritenevo adatto  l’accento americano convenzionale, mi sembrava piuttosto noioso. Nick ed io gli abbiamo detto: ‘Perché non provi con l’accento di Brooklyn, quello della strada, dei duri?’. Quell’accento lo faceva apparire un vero duro, uno che non si fa mettere i piedi in testa e Pierce, alla fine, ha optato proprio per quello. Gli piaceva molto l’idea, e avevamo un bravissimo dialect coach che ha lavorato al fianco di Pierce”.

“Lo stesso vale per l’accento di Emilie”, racconta Osborne.

“Emilie ed io abbiamo discusso sulla possibilità che avesse un accento del Queens”, racconta Coulter. “Ma abbiamo incontrato un poliziotto del Queens, che è stato il nostro consulente e che ha due figlie della stessa età, e nessuna delle due aveva un accento del Queens, perciò abbiamo pensato che il suo personaggio appartenesse ad una generazione successiva. Il padre, interpretato da Chris Cooper, ha mantenuto l’accento del Queens, mentre lei no”.

“E poi per l’appunto c’è”, ricorda Coulter, “Chris Cooper, e il suo accento del Queens; Chris nella realtà ha un accento del Midwest. Spiega Osborne, “se non hai a disposizione degli attori che sappiano fare i vari accenti, sei nei guai. Ma questi attori erano perfettamente capaci di riprodurre ogni accento, e poi avevamo un bravissimo dialogue coach”.

LE SCENE PREFERITE DI ALLEN COULTER

REMEMBER ME ha regalato delle sfide uniche, dei piaceri inaspettati, e anche un tocco di fortuna al suo regista. Allen Coulter descrive alcuni di questi momenti più dettagliatamente:

C’è una confronto estremamente fisico tra Tyler (Pattinson) e Neil Craig (Cooper) che mi ha divertito molto e in cui sono stati entrambi molto bravi. C’è anche un’altra scena molto forte tra  Tyler e  Charles, che è molto interessante. C’è una scena di Tyler che si sveglia una mattina e con le mani fa delle ombre sul pavimento, perché in quel particolare giorno dell’anno, la luce del sole passa attraverso la sua finestra. Credo che l’immagine di un giovane che con le mani crea l’ombra di un uccello sul pavimento sia estremamente evocativa. E’ un momento tenero che evoca i suoi buoni sentimenti nei confronti del mondo, è innamorato e la storia con la sua ragazza sta funzionando al meglio, si tratta di un momento particolarmente dolce.

Qualsiasi scena con Ruby Jerins (Caroline), qualunque cosa abbiamo fatto con lei, è stata una vera e propria gioia  e lo stesso vale per Emilie de Ravin. Ma mi piacciono anche tutte le scene con Lena: è difficile sceglierne una. Non avevo mai lavorato con una ragazzina come Ruby  e devo dire che qualsiasi cosa abbiamo fatto con lei, è stata una gioia, e questo vale per tutti, attori compresi.

Poi c’è una scena molto interessante, che si svolge sul binario della metropolitana e che vediamo all’inizio del film, per la quale  abbiamo dovuto coordinare l’arrivo dei due treni in senso opposto, ma per fortuna avevamo con noi Joe Reidy, l’assistente alla regia, che è stato un maestro, altrimenti non avremmo mai potuto riuscire a girare quella scena.

Per questa prima scena del film, avevamo a disposizione una sola ripresa; il treno doveva necessariamente arrivare in un momento ben preciso, e ricordo che all’inizio la mdp era fuori fuoco, noi volevamo  che la mdp mettesse a fuoco su un’immagine precisa, proprio nel momento in cui il treno si fermava. Ricordo di essermi messo a pregare perché vedevamo arrivare il treno ma la mdp continuava ad essere fuori fuoco.

Il treno era quasi passato del tutto attraverso l’inquadratura e noi ci siamo messi ad implorare, “Ti prego metti a fuoco”,e proprio nel momento perfetto, la mdp ha messo a fuoco  e il treno ha lasciato la stazione, avevamo ottenuto esattamente l’immagine che volevamo.

Mi ricordo che  alla fine Jonathan ed io abbiamo esclamato ‘Oh, Dio,’ perché avevamo una sola occasione a disposizione. Quello non era neanche il nostro treno, non era quello che stavamo controllando, era semplicemente un treno che passava di là, lo abbiamo visto arrivare e ci  siamo detti, ‘Proviamoci!’ Inutile dire che quella nottata è stata davvero elettrizzante.

ALLEN PARLA DI NICK

Coulter racconta com’è  stato lavorare assieme a Nick:

E’ stato impossibile… E’ stato molto difficile. No (Ride), Nick è stato fantastico sin dall’inizio. E’ una persona estremamente tranquilla. A volte, durante la fase iniziale di un progetto, quando ancora non è diventato realtà, si tende a pensare: ‘E’ un film adatto per me?’ inizi ad avere dei dubbi e metti tutto quanto in discussione. Nel caso di questo progetto i momenti del genere sono stati pochissimi, mi è capitato di avere dei dubbi ma Nick è rimasto estremamente calmo.

L’atmosfera era molto simpatica e, in grande misura, attribuisco ciò a Nick: lui sa come mettere assieme i suoi giocatori.

Robert Pattinson racconta che, “la cosa migliore di Nick è che non gli importa di apparire come il classico produttore, e questo è fantastico. Si scusa sempre quando gli capita di doverci chiedere quanto tempo ci vorrà per fare una certa cosa: ‘O dio! Non vorrei proprio doverlo fare; ma potresti dirmi quanto tempo ci vorrà? Venti minuti? Beh, venti minuti è fantastico.’ (RIDE)

…E’ una cosa piuttosto sorprendente per un produttore”.

NICK PARLA DI ALLEN

Mi è sempre piaciuto Hollywoodland, lo considero un film fantastico e ho mandato la sceneggiatura al suo agente. Si fa così a Hollywood. In genere la si manda agli agenti e poi loro non rispondono mai. Il suo agente ha letto la sceneggiatura e poi l’ha data ad Allen dicendogli che a lui era piaciuta tantissimo. Allen ha iniziato a leggere la prima scena, in cui si leggeva: “Vicolo — Esterno Vicolo”, iniziava così originariamente, e ha detto, “Non la leggo questa sceneggiatura è una stronzata: non esistono i vicoli a New York. (RIDE) Ma non sanno niente di New York?’ cosa assolutamente vera all’epoca.

Ma poi ha continuato a leggere e gli è piaciuta moltissimo; in seguito ci abbiamo lavorato sopra assieme per un paio di anni, anzi, per diciotto mesi e lui non si è mai arreso; un anno fa eravamo quasi riusciti a trovare i finanziamenti. Ma poi non se ne è fatto più niente, lui, però, è rimasto legato al progetto e ha aggiunto alla sceneggiatura una certa dose di onestà e realismo, cosa che non sarebbe stata possibile con altri registi.

Conosce New York, è New Yorkese. E’ bravissimo con gli attori sul set, è una persona molto rispettosa, gestisce molto bene il set e fa sentire tutti quanti a proprio agio e apprezzati. Lui ed io crediamo nello stesso film, vogliamo raccontare la stessa storia ed è meraviglioso lavorare con lui.

Desidero realizzare dei buoni progetti e, essendo in questo mondo da molto tempo, so che ci sono cose che non voglio fare. Ora voglio fare dei film su dei personaggi. Voglio fare dei film che  commuovano le persone, che le facciano pensare e che siano onesti.

Credo che una delle cose su cui Allen Coulter ha insistito maggiormente nel caso di questo film, sia stata l’onestà, voleva offrire un ritratto onesto di un amore giovane, non un amore tra adolescenti, che è diverso, ma un amore giovane, quello tra due ventenni: il primo amore importante. E’ questo che sto cercando di fare ora come ora: trovare dei progetti che abbiano una sensibilità onesta e realistica…ed è proprio questo che caratterizza REMEMBER ME.

La sfida in questo film era riuscire a rimanere onesti, realistici, evitando di diventare esageratamente melodrammatici, per riuscire a credere nella storia che Will Fetters ha creato. Grazie ad Allen, tutto ciò non è stato troppo difficile. E’ questo l’obbiettivo che Allen si era prefissato con questo film. E’ questo che ha chiesto a Jenny Lumet quando lei ha accettato di far parte del progetto: riuscire ad eliminare quegli strati che non avrebbero permesso al film di apparire abbastanza onesto.

In proposito, Robert Pattinson aggiunge: “E’ una persona molto aperta mentalmente, e questo è stato fantastico per noi, perché non avevo idea di cosa stessi facendo nella maggior parte del tempo. Ma ha funzionato. Ogni volta che parlavo con lui in fase di pre-produzione eravamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda.

Quando è arrivato il momento delle riprese, la cosa migliore da fare era osservare cosa accadeva, e così ha fatto lui, ed ha funzionato alla grande”.

Nick prosegue, “Allen ed io andiamo molto d’accordo, il che è fantastico. Siamo d’accordo nel 99% delle volte, il che è di grande aiuto, inoltre lo studio ci ha dato grande sostegno durante tutto il corso del progetto. Qualche volta ti viene il dubbio che lo studio stia cercando di  indirizzarti verso una direzione diversa, ma la Summit è sempre stata accanto a noi, con l’obbiettivo di realizzare il film che volevamo”.

Trailer italiano:


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