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TV – “Report” su RaiTre (5) – “L’Unione non fa la forza” 18/04/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Report - RaiTre, TV ITA.
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reportQuesta sera alle ore 21.35 su RaiTre (replica domani sera alle 21.00 su RaiSat Extra) prosegue l’edizione primaverile di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “L’Unione non fa la forza” è stata curata da Stefania Rimini.

Ora come ora in Europa c’è in comune solo la moneta e da sola non basta. L’euro era il primo passo, ma poi ne abbiamo fatti altri? In politica estera quando è ora di negoziare per frenare le emissioni di gas serra degli Indiani o per garantire l’approvvigionamento di gas dai Russi, l’Italia va avanti da sola, la Francia va da sola, la Germania va da sola. Ogni stato gioca per conto suo,   fuori e dentro casa e i 500 milioni di cittadini europei rimangono una massa amorfa che non fa paura a nessuno. Le imprese e i cittadini hanno anche a   che fare con 27 sistemi giuridici diversi per la stessa transazione e allora possiamo definire l’Europa mercato unico?  E’ possibile che ciò  che  è reato in Francia, in Italia non lo sia? Il bilancio dell’Unione è di 116 miliardi all’anno, ma quasi metà se ne va in sussidi agricoli. Per la ricerca, le reti intelligenti o la banda larga rimane ben poco. Tutto compreso ogni Italiano riceve 1200 euro all’anno dal bilancio europeo, meno di uno Spagnolo che ne riceve 1900. I più ricchi sono quelli che ricevono di più: un Lussemburghese prende 22mila euro mentre un Bulgaro ne prende solo 1500. I fondi strutturali sono l’altro grande capitolo di spesa del bilancio europeo, dovrebbero andare agli Stati meno sviluppati per portarli al livello degli altri, ma come li spendono? I progetti sono tanti e ci scappano anche 100 mila euro per lo sviluppo del tango finlandese, 54 mila euro per un hostess bar in Spagna, oppure 1milione e 280mila euro per formare aspiranti vallette televisive a Napoli. Tanti fondi li ha presi la Grecia, che però oggi si sta dibattendo per evitare la bancarotta.  Disoccupazione, riduzione dei salari e aumento delle tasse è il catalogo delle pene che devono subire i Greci indebitati. Siamo andati anche in Irlanda a vedere cosa significa tirarsi il collo per uscire dalla voragine del debito. L’Unione Europea non vuole più salvare gli Stati membri in difficoltà e i  prossimi potrebbero essere il Portogallo, la Spagna e l’Italia. L’integrazione europea è sotto attacco proprio mentre la macchina è ferma con il motore imballato: Francia e Germania non si capiscono, non hanno la stessa idea di dove vogliono portare l’Europa, ma non possiamo più permetterci il lusso d’ora in avanti di continuare a indugiare e lasciare la comunità europea come una grande incompiuta.

A seguire, per lo spazio “Com’è andata a finire?”, un aggiornamento sull’inchiesta “Non abbiamo saputo difenderli” di Bernardo Iovene, trasmessa il 22 maggio 2005.

San Giuliano di Puglia, come vive la gente oggi a otto anni dal terremoto che costò la vita a 27 bambini? E i genitori dei bambini morti nella scuola? Alcuni hanno fatto altri figli, “nati dopo il terremoto”. Scopriremo a che punto sono le indagini sulla responsabilità del crollo della scuola, e a che punto e’ la ricostruzione del paese. I soldi arrivati dalla solidarietà di tanti italiani sono stati usati? Come? Il dopo terremoto a San Giuliano e’ stato diverso o la volontà di dare una soluzione veloce e concreta si e’ insabbiata nella lentezza della burocrazia?

La puntata termina come sempre con lo spazio “Goodnews” e la consueta “buona notizia” della settimana: questa volta il servizio “Surf tra i divani” curato da Giuliano Marrucci.

Il couchsurfing nasce nel 2003 da un’idea di Casey Fenton, uno studente di 25 anni. Oggi e’ una rete mondiale che ha per scopo la creazione di connessioni fra i viaggiatori e le comunità locali da loro visitate.

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