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Cinema futuro (932): “Gli amori folli” 26/04/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Interviste, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Gli amori folli”

Uscita in Italia: venerdì 30 aprile 2010
Distribuzione: BIM

Titolo originale: “Les herbes folles”
Genere: drammatico
Regia: Alain Resnais
Sceneggiatura: Alex Reval e Laurent Herbiet (basato sul romanzo “L’incident” di Christian Gailly)
Musiche: Mark Snow
Uscita in Francia: 4 novembre 2009
Sito web ufficiale (Francia): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast:
André Dussollier, Sabine Azéma, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Anne Consigny, Michel Vuillermoz, Edouard Baer, Sara Forestier

La trama in breve…
Un portafoglio perso e poi ritrovato apre la porta – ma solo di uno spiraglio – a un’avventura romantica tra Georges e Marguerite.
Dopo aver guardato i documenti contenuti all’interno di un portafoglio smarrito, Georges non riuscirà a riconsegnarlo alla polizia e a non pensarci più.
Né sarà facile per Marguerite resistere alla tentazione di sapere chi sia l’uomo che lo ha ritrovato.
Attraverso i rituali di ringraziamento previsti dal protocollo sociale, le loro tranquille esistenze saranno investite da una turbolenza.

Qualche parola sul film  Gli amori folli, tratto dal mio romanzo «L’incident»

Durante un’unica, semplice, stringata e sommessa conversazione con il regista, ho espresso così la mia posizione: “Faccia ciò che crede del mio libro – gli ho detto – e in cambio mi lasci lavorare in pace”. Stavo scrivendo un altro romanzo.
Ho visto il film solo una volta, qualche mese fa, e quello che ricordo è questo: “Il signor Resnais non filma la letteratura, compone immagini che ci raccontano qualcosa di completamente diverso: che cosa non lo so, ma è qualcosa di visibile. E, secondo me, il cinema dovrebbe essere questo.”

Christian Gailly

INTERVISTA CON ALAIN RESNAIS
(Estratto da un’intervista di François Thomas)

Come mai ha deciso di fare una trasposizione cinematografica del romanzo di Christian Gailly L’Incident?

Il produttore Jean-Louis Livi mi aveva chiesto di fare un film per lui. Inizialmente pensavamo a un adattamento di una pièce teatrale. Io mi ero già letto una trentina di commedie, quando mi sono imbattuto in un romanzo di Christian Gailly, uno scrittore che avevo ascoltato in un programma radiofonico condotto da Alan Veinstein, su France Culture:  mi aveva colpito per la sua voce affascinante, ironica e malinconica.

Il suo romanzo mi ha conquistato, al punto tale che ho deciso di leggerne subito un altro. Il giorno dopo ho chiamato Jean-Luis Livi e gli ho detto: “Quel suono, quella nota leggermente dissonante che cerchiamo da settimane, credo di averla trovata.” La scrittura di Gailly è così musicale che se avessi parlato con qualcuno dopo aver finito un suo libro, mi sarei messo a parlare come i suoi personaggi. I dialoghi di Gailly sembrano assoli o duetti che aspettano solo di essere recitati.

Irène Lindon, direttrice delle Éditions de Minuit, la casa editrice che ha pubblicato tutti e tredici i romanzi di Gailly, ci ha detto che per dodici di quei romanzi i diritti cinematografici erano ancora disponibili. Allora ho chiesto di poter incontrare Gailly.

Lui mi ha dato carta bianca sulla scelta del romanzo da cui trarre il film –  anche perché all’epoca ne avevo letti solo quattro – ma sembrava preoccupato che le riprese potessero distrarlo dal romanzo che stava scrivendo e a cui doveva dedicare tutte le sue energie. Di conseguenza, gli ho promesso che non lo avrei mai disturbato, non gli avrei chiesto di scrivere nuove scene, né lo avrei interpellato sull’adattamento o sulla scelta degli attori. Mi sarei limitato a mostrargli il film finito per avere la sua eventuale approvazione. A quel punto ho visto disegnarsi sul suo volto un gran sorriso.

Nei giorni successivi, ho letto gli altri suoi romanzi e alla fine ho proposto a Jean-Louis Livi di adattare L’Incident – lo stesso a cui aveva pensato anche lui. Era un progetto costoso rispetto agli altri titoli, ma Jean-Louis era sicuro che, con l’aiuto della produttrice esecutiva Julie Salvador, saremmo riusciti a realizzarlo.

Che cosa le è piaciuto, in particolare, del romanzo L’Incident?

Sentivo che nel romanzo c’era un elemento sincopato, quasi di improvvisazione. Un gusto speciale per la variazione rispetto agli standard, in termini musicali. Mi colpiva anche l’ostinazione dei due personaggi principali, Georges Palet e Marguerite Muir, che non sanno resistere al desiderio di compiere gesti irrazionali, e che dimostrano una straordinaria vitalità nel gettarsi a capofitto nella più totale confusione. L’Incident parla del “desiderio del desiderio” (come lo definisce Livi): quello che si accende in Georges all’improvviso, dal nulla, ancora prima di incontrare Marguerite o parlarle al telefono. Un desiderio che poi si nutrirà di se stesso.

Perché ha intitolato il film LES HERBES FOLLES (in italiano Gli amori folli)?

Mi sembrava che questo titolo rappresentasse bene i protagonisti: due persone che seguono impulsi totalmente irragionevoli: come quei semi che germogliano tra le crepe dell’asfalto o tra le rocce in campagna, dove nessuno si aspetterebbe di vederli spuntare.

Lei è rimasto fedele ai dialoghi del romanzo.

È naturale, visto che ad attrarmi sono stati soprattutto i dialoghi. In ogni caso, Gailly è stato il nostro punto di riferimento dal primo all’ultimo giorno di riprese, il diapason che abbiamo usato per riuscire a trovare ogni volta la nota giusta. Gli attori − André Dussolier, Sabine Azéma, Anne Consigny, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Michel Vuillermoz (e tutti gli altri che vorrei poter citare qui) − hanno letto con passione molti dei suoi libri e questo ha stimolato la loro creatività. È stata un’autentica gioia per me!

La stessa cosa è successa con la troupe. Quando dovevamo trovare una soluzione a un problema, era l’opera complessiva di Gailly a ispirarci. Ci siamo sforzati di trovare un equivalente allo stile di Gailly – con le sue frasi troncate a metà da un punto − nel racconto della voce narrante interpretata da Edouard Baer, che esita, si blocca e poi riprende. Spesso Gailly usa la forma affermativa e quella negativa nella stessa frase: nell’adattamento, Laurent Herbiet ed io abbiamo cercato di “spezzare” la narrazione in modo da rendere questo dualismo, la convivenza del sì e del no in una scena e nell’interpretazione degli attori. Tutte scelte che abbiamo fatto con naturalezza, con leggerezza e senza alcun piano preordinato.

Lo scenografo Jacques Saulnier e il direttore della fotografia Éric Gautier hanno lavorato nella stessa direzione. Se in una scena c’era una macchia di colore, veniva troncata di netto, come una pennellata, per poi passare a un altro colore. Senza dissolvenze, senza mescolare i colori o sfumarli l’uno nell’altro.

Il compositore Mark Snow ha cercato effetti netti e sincopati usando per ogni scena stili musicali diversi. Con una guida come Gailly, basta lasciarsi trasportare.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. gianni - 03/05/2010

condivido i commenti sul film ma …cosa significa il finale della bambina con la battuta dei croccantini ?


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