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Cinema futuro (941): “Christine Cristina” 03/05/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Christine Cristina”

Uscita in Italia: venerdì 7 maggio 2010
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “Christine Cristina”
Genere: storico
Regia: Stefania Sandrelli
Sceneggiatura: Giacomo Scarpelli, Stefania Sandrelli, Marco Tiberi, con la supervisione di Furio Scarpelli
Musiche: Pasquale Catalano (la canzone “Come again”, di E. Karamazov e Sting, è cantata da Sting)
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast:
Amanda Sandrelli, Alessio Boni, Alessandro Haber, Roberto Herlitzka, Sara Bertelà, Paola Tiziana Cruciani, Blas Roca Rey, Antonella Attili, Mattia Sbragia

La trama in breve…
Pochi conoscono il nome di Cristina da Pizzano. Eppure Cristina è stata una figura esemplare nella storia della letteratura. Italiana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all’alba dell’Umanesimo, fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche.
Poeti si nasce o si diventa? Nel caso di Cristina fu precisamente una conquista. Ed è proprio la storia di questa conquista avventurosa che si vuole raccontare. Da un’agiata condizione precipita nella miseria più nera, con due figli piccoli, nell’imperversare delle lotte tra Armagnacchi e Borgognoni. Cristina ha un solo imperativo: sopravvivere.
Costretta ad immergersi nella Parigi insidiosa dei derelitti schiacciati da guerre centenarie, Cristina dovrà risorgere dopo aver toccato il fondo, vincendo fame, paura e disperazione. Ci riuscirà per l’appunto grazie alla scoperta di un dono che portava dentro di sé senza saperlo: il talento poetico.
Quella di Cristina è una poesia che parla dell’anima semplice delle cose, vicina ai deboli e alle donne, in contrapposizione con la cultura del tempo esclusivamente maschile, che promuoveva una letteratura artificiosa e nominalistica. Peripezie, battaglie intellettuali, palpiti sentimentali, gli elementi e i momenti di questa narrazione che, edificata su basi drammatiche, ha tuttavia i toni della commedia. Il personaggio di Cristina è visto anche con una partecipe ironia che accentua l’umanità della figura. Due mentori, apparentemente antitetici tra loro e in realtà complementari, l’accompagnano nella sua avventura umana e intellettuale. Prima Charleton, un cantastorie da osteria che la aiuta a conoscere quel mondo degli umili che amerà la sua poesia, poi Gerson, teologo sopraffino, combattuto tra l’amore per Cristo e quello per Cristina.
Ma Cristina dovrà al dunque percorrere da sola la sua strada e superare gli ostacoli eretti dai rappresentanti della cultura dominante. La ricerca della verità che emerge dall’osservazione della realtà, la compenetrazione nella condizione degli umili e un anelito di pace sono i temi ricorrenti e sorprendentemente moderni della vita di Cristina da Pizzano.

Note di STEFANIA SANDRELLI

Cercando in occasione del Natale alcuni libri, vidi nella vetrina di Gremese la miniatura di una donna che attirò la mia attenzione. Piccola, quasi eterea, compita e attenta davanti a un mobile scrivania, seduta in posizione di scrittura. La moltitudine dei colori, la sospensione tra cielo e terra di quel luogo misterioso, mi incuriosì.
Frugai tra le pagine di quel libro e trovai Cristina da Pizzano.
La sua vita ricca di imprevisti dolorosi, romantici, allegri, la sua forza piena di femminilità e di grazia mi toccò il cuore e provai un senso di vicinanza con una donna così lontana.
Scoprii che nacque a Venezia nel 1364, ma dopo pochi anni la famiglia si trasferì in Francia perché il padre, considerato un eccellente astronomo, venne convocato da re Carlo V che lo voleva al suo fianco.
Cristina visse negli agi dovuti alla sua fortunata condizione, ma quando il re morì, in pochi anni tutto cambiò repentinamente. Da quel momento iniziò la seconda parte della sua vita, piena di lotte e di momenti difficili, ma anche di soddisfazioni personali e di trasporti sentimentali.
Rimase sola con tre figli, senza nessun aiuto economico, senza uomini al suo fianco pronti a sostenerla perché le malattie e le guerre le avevano strappato sia il padre che l’amato marito Étienne.
Sentivo che il suo modo di rimboccarsi le maniche e di affrontare quello che la vita le offriva, sia nel bene che nel male, mi apparteneva, sentivo empatia per le sue decisioni a volte giuste a volte errate, ma sempre vitali e appassionanti. La sentivo vicina nei momenti in cui la vita le ha offerto delle occasioni e per tutte le volte che le occasioni le sono sfuggite dalle mani. Mi sono sentita trasportata dentro le sue emozioni e le ho fatte mie.
Nel film ho deciso di partire proprio dal momento in cui Cristina resta sola per narrare la sua forza e la sua grazia, per narrare di un Medioevo femminile, fatto di colori, di intimità, di ninnananne. Siamo abituati ad esaltare di quel momento storico la parte buia fatta di guerre, di morti, di pestilenze e di sporcizia.
Nel film ho preferito soffermarmi sul desiderio di pace, di serenità, di dignità che Cristina ha così chiaramente manifestato nella sua vita. Vorrei che il film ricordasse quella miniatura, sospesa nell’aria, piena di grazia, bellezza e fierezza che mi ha commossa quella sera di dicembre.
Cristina non è una donna che si risparmia, si consegna nelle mani di un destino che spesso le sembra ostile, ma che in fondo le ha dato l’occasione per far ammirare al mondo la bellezza e la potenza della sua femminilità.
Si dice di lei che fu una scrittrice medievale, credo che Cristina fosse molto meno e molto di più.
Entrò nel mondo della scrittura che allora era vietato alle donne. Ci entrò perché aveva grandi capacità, ma anche perché seppe gestire bene i suoi rapporti con gli uomini che la sostennero e a volte l’amarono. E così riuscì ad aprirsi una strada là dove strada non c’era. Riuscì ad accedere alla scrittura, facendo di necessità virtù. E la sua scrittura innovativa si contrappose a quella accademica per giungere all’umanesimo. Un percorso magico che mi ha conquistata e che sento talmente vicino da aver sentito forte il desiderio di rappresentarlo.
Ho pensato a un film fatto di interni, di calore, di passione come quella che esplose nel cuore di Cristina quando un giorno incontrò Jean (Jean Gerson). Una mente illustre, ma priva di arroganza e preconcetti. Un uomo che conosceva la fatica di emergere in un mondo chiuso e ristretto come quello del Trecento, ma nello stesso tempo un uomo coraggioso, appassionato e passionale. Tra loro nacque un grande amore, basato sul sostegno, la consapevolezza, la solidarietà. Purtroppo un amore impossibile essendo Gerson uomo di chiesa. Di Cristina questo ho deciso di narrare: si è sempre consegnata alla vita senza paura, vergogna, timore, ma sempre con coraggio, femminilità e fermezza.
Ho pensato a un film ricco di grazia, ritmo, momenti ironici, lievi, colorati, cadenzati anche da musica, versi e mottetti.
La mia idea è di dedicarlo a Cristina e con lei, a tutte le donne di ieri e di oggi.

OPERE di CRISTINA DA PIZZANO

LA BALLADE DES VEUVES

(La ballata delle vedove)

EPISTRE AU DIEU D’AMOURS

(L’Epistolario del Dio amore)

EPISTRE OTHEA

(L’Epistolario di Othea)

EPISTRAS SUR LE ROMAN DE LA ROSE

(Epistolario sul Roman de la Rose)

LE CHEMIN DE LONG ETUDE

(Il cammino di lungo studio)

LA MUTATION DE FORTUNE

(La mutazione della fortuna)

LE LIVRE DES FAITS ET BONNES MOEURS DU SAGE ROY CHARLES V

(Il libro dei fatti ed i buoni modi del saggio Re Carlo V)

LA CITÉ DES DAMES

(La città delle Dame)

LE LIVRE DES TROIS VERTUS

(Il libro delle Tre Virtù)

LE LIVRE DE LA PAIX

(Il libro della Pace)

LE DITIÉ DE JEHANNE D’ARC

(Il Dettato di Giovanna d’Arco)

LE DITIÉ DE POISSY

(Il dettato di Poissy)

L’ADVISION CHRISTINE

(La visione di Cristina)

LE LIVRE DES FAICTS D’ARMES E DE CHEVALRIE

(Il Libro dei fatti d’armi e dei Cavalieri)

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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