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Cinema futuro (944): “Puzzole alla riscossa” 04/05/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Puzzole alla riscossa”

Uscita in Italia: venerdì 7 maggio 2010
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Furry Vengeance”
Genere: commedia
Regia: Roger Kumble
Sceneggiatura: Michael Carnes e Josh Gilbert
Musiche: Edward Shearmur
Uscita negli Stati Uniti: 30 aprile 2010
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast:
Brendan Fraser, Brooke Shields, Matt Prokop, Ken Jeong, Angela Kinsey, Rob Riggle, Skyler Samuels

La trama in breve…
Per Madre Natura la vendetta è … pelosa! In questa esilarante commedia familiare, non priva di un profondo messaggio ecologico, alcuni avidi costruttori hanno intenzione di asfaltare un luogo paradisiaco e così, involontariamente, scatenano una guerra senza esclusione di colpi tra l’uomo e la natura.
Dan Sanders (Brendan Fraser) si è trasferito assieme alla famiglia da Chicago fin nei boschi dell’Oregon per seguire il suo nuovo lavoro. Deve occuparsi di supervisionare la costruzione di un centro residenziale ‘presumibilmente ecocompatibile’. Dan è convinto che il suo unico problema sarà quello di aiutare sua moglie Tammy (Brooke Shields), amante della vita di città, e suo figlio (Matt Prokop), un adolescente con la fobia di qualsiasi cosa che abbia a che fare con la natura, ad ambientarsi nel loro nuovo ambiente, accontentando, al contempo, il suo esigentissimo capo (Ken Jeong) con ogni mezzo. Ma i problemi di Dan non si limitano a questo: gli animali del luogo, infatti, scoprono che lui è il responsabile della distruzione del loro habitat, e così Dan finisce in cima alla lista dei loro Maggiori Ricercati.
Dan scoprirà a sue spese quanti problemi possa causare un determinatissimo gruppetto di creature della foresta!
Gli ingegnosi animaletti iniziano a tormentare Dan di notte e di giorno, sabotando il suo lavoro, la sua pazienza e il suo…guardaroba. Dan è vittima di un attacco combinato e ben presto capisce che la sua vita perfetta di una volta è finita per sempre. Dan fallisce miseramente in ogni suo tentativo di intrappolare, ostacolare o anche solo fotografare l’assalto peloso; e senza alcuna prova della segreta cospirazione ordita contro di lui dalla foresta nessuno è disposto a credergli. Sua moglie e suo figlio sono sul punto di abbandonarlo e il suo lavoro è in pericolo: Dan deve tentare il tutto per tutto.
In questa guerra tra specie diverse il vincitore sarà uno solo!

LA PRODUZIONE

L’idea per il film Puzzole Alla Riscossa è nata dopo una serie di incendi che nel 2004 hanno colpito la California del Sud. A quel punto, gli sceneggiatori Michael Carnes e Josh Gilbert hanno iniziato a chiedersi cosa sarebbe successo se le creature, i cui habitat era stati devastati, avessero deciso di  punire gli esseri umani responsabili della distruzione delle loro vite. Mentre il team di sceneggiatori era impegnato nella stesura della trama, quell’idea iniziale poco  a poco si è trasformata prendendo la forma di una esilarante storia comico\vendicativa su un promotore immobiliare che sfida la foresta sbagliata. “Tenevamo sempre ben chiaro in mente il concetto degli animali che si vendicano dell’essere umano che gli ha fatto un torto”, spiega Carnes. “L’idea di Madre Natura che si ribella contro le persone avrebbe significato infinite possibilità comiche”.

Al Produttore Keith Goldberg, che aveva lavorato assieme al team di sceneggiatori nella loro prima sceneggiatura del film Mr. Woodcock, piaceva particolarmente il messaggio ambientalista al centro del film. “Lo abbiamo comprato immediatamente”, racconta. “L’idea di alcun animali che attaccano  un promotore immobiliare perché gli ha distrutto la casa ci ha colpito molto. L’avevamo sentita in film di genere horror, ma questa era la prima volta che sentivo una cosa del genere nell’ambito di una commedia familiare. Sembrava una storia davvero emozionante da raccontare”.

Nella fertile immaginazione degli sceneggiatori Puzzole Alla Riscossa si è così trasformata nella storia del promotore immobiliare Dan Sanders che viene spedito dai suoi capi a scavare in una foresta incontaminata per costruire una lussuosa area residenziale con tanto di centro commerciale. “Ma ben presto, Dan scopre che gli animali non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla loro casa”, spiega il produttore Goldberg. “Dan si rende conto piuttosto in fretta di aver sconfinato in un’area grigia e alla fine ne pagherà le conseguenze in un modo davvero comico e divertente”.

Il Produttore Bob Simonds ha reclutato Roger Kumble, regista delle commedie di successo In Viaggio Per Il College e La Cosa Più Dolce, al timone del progetto. “Era una sceneggiatura fantastica: esattamente il tipo di progetto che stavo cercando”, dice Kumble. “Mi piace il concetto di ‘realtà esagerata’ e lo humour fisico, e poi sto facendo questo film anche per me stesso. Da quando ho messo su famiglia mi sento attratto dal genere dei  family, oltre che dal tipo di materiale provocatorio a cui lavoravo all’inizio della mia carriera. Per molti aspetti, questo film combina entrambi i generi”.

Kumble, sceneggiatore oltre che  regista, ha lavorato assieme a Carnes e Gilbert alla messa a punto della sceneggiatura. Una delle sue prime e più importanti decisioni è stata quella di far apparire gli animali del film quanto più realistici possibile. “Abbiamo già visto dei family movie pieni zeppi di teneri e dolci animaletti”,  spiega Kumble. “In genere gli animali parlano. Mi sono chiesto come avremmo potuto prendere le distanze dall’enorme massa di film di quel genere. Ho deciso di adottare il metodo della vecchia scuola: “Ero inamovibile quando ho incontrato gli studios”, continua il regista. “Non volevo che gli animali parlassero. Se avessimo usato delle voci per gli animali quello che dicevano sarebbe stato chiaro, ma se avessimo lasciato tutto all’immaginazione il risultato sarebbe stato anche più divertente”.

Il risultato è una classica e vivace commedia slapstick dai toni ambientalisti. “A quelli che non avevano letto la sceneggiatura ho descritto il film dicendo che si trattava di un live-action dei Looney Tunes”, spiega il produttore esecutivo Ira Shuman. “Ma senza i personaggi dei Looney Tunes e con un messaggio ambientalista. E’ una commedia familiare caratterizzata da momenti veramente fuori dal comune, soprattutto quando gli animali iniziano a vendicarsi contro gli esseri umani che cercano di distruggere la casa dove hanno vissuto per generazioni”.

L’attore Brendan Fraser si è subito unito alla produzione sia come attore che in veste di produttore esecutivo di Puzzole Alla Riscossa. Fraser si è letteralmente gettato anima e corpo nello sviluppo del progetto, lavorando a stretto contatto con Kumble per aiutarlo a delineare la storia. “Mi è stato affidato il privilegio di fare da produttore esecutivo di questo film”, spiega. “Ciò mi ha permesso di creare un’atmosfera di grande collaborazione con tutti coloro che hanno preso parte al progetto, dalla fase di preproduzione fino a quella di postproduzione”.

“Brendan è stato un partner fantastico”, racconta Kumble. “Mentre stavamo sviluppando la sceneggiatura ho ricevuto molti input da parte sua. Bob Simonds ed io ci siamo consultati con lui in ogni fase, Brendan aveva sempre delle idee fantastiche. Ha letto la sceneggiatura ed ha detto, ‘Wilson è Toby Huss.’ Io non ci avevo pensato, nonostante conosca Toby da sempre.

E’ una persona che contribuisce molto. E’ molto collaborativo. Gli stava molto a cuore il film, molto più della sua immagine e di come sarebbe apparso nel film”.

Fraser, che è un veterano della commedia, elogia Kumble per la sua capacità di far ridere il pubblico. “Roger Kumble è un matematico in fatto di commedia”, dice. “E’ un almanacco ambulante in fatto di ‘espedienti divertenti.’ E’ in grado di dissezionare mirabilmente una battuta. La sceneggiatura iniziale apparteneva più ad un genere horror dark\divertente; Roger si è assicurato che non si lesinasse in fatto gag.

Dovevamo essere molto coraggiosi nell’affrontare questo film. E, nel mio caso, abbiamo anche dovuto tenere a portata di mano molti sacchetti di ghiaccio. Si tratta del classico film da vedere e rivedere più volte”.

Per lasciare a sé stesso e al cast la libertà di sperimentare, Kumble ha scelto di girare il film per mezzo della Red digital camera. “La Red camera è un potente processore che altro non è che una telecamera che emula la qualità dei film in pellicola”, spiega Fraser. “Si può girare una sequenza molto più lunga rispetto a quanto non si possa fare su pellicola. Perciò Roger non aveva bisogno di fermare le riprese, non doveva dare lo stop. Faceva molto caldo. Le api assassine e le zanzare non ci davano tregua. Eravamo disperati, ma Roger si trovava nel suo elemento preferito. E’ il regista più energico con cui abbia mai lavorato”. Sin dall’inizio, Fraser era certo che la combinazione di humour ed  ecologia avrebbe attratto un vasto pubblico. “Non siamo stati mai accondiscendenti o arroganti nei confronti del pubblico”, afferma. “Cerchiamo di divertire tutti quanti. I genitori non guarderanno di continuo l’orologio mentre i figli si divertono a vedere il film. Il film si prende gioco di sé stesso: Abbatte la barriera tra il pubblico e lo schermo, per così dire. Non esiste gag al mondo che ci rifiuteremmo di fare. Ci sono moltissime scene esilaranti e tante pelose creature della foresta capaci di fare qualsiasi cosa, ma c’è anche un piccolo messaggio ambientalista nel film. Non è un film che ti punta contro il dito facendoti sentire la necessità di mangiare le verdure”.

Riuscire a trovare questo film è stata la sfida più grande del film, spiega il regista. “Riuscire a fare un film che potesse piacere sia agli adulti che accompagnano i bambini sia ai bambini stessi è il test più arduo che un regista deve affrontare quando si misura con un film family”, ammette Kumble. “E’ molto difficile riuscire in questo. Non voglio che i bambini si divertano mentre i genitori si annoiano a morte. Anche i genitori potranno divertirsi guardando questo film, e i più piccoli possono ricavare molto più che il semplice intrattenimento. Sono padre di tre bambini e penso sempre, ‘Oh bene, possono anche imparare qualcosa.’”

In definitiva, Kumble spiega che le sue ambizioni per il film sono semplici: “Spero che le persone pensino che è il film più divertente di tutti i tempi. E’ questo l’obbiettivo che mi ero prefissato”.

COSTRUIRE UNA COMMEDIA

Grazie alla sua esperienza nel campo delle commedie corali, Roger Kumble ha sviluppato quello che sostanzialmente lui stesso ritiene un metodo estremamente semplice: “L’unica cosa che puoi fare è prepararti bene e contornarti di persone straordinarie”.

Con questo ben chiaro in mente, i filmmaker hanno messo assieme un cast che include attori veterani, esordienti entusiasti e anche alcuni famosi performer. “La nostra unica regola era quella di trovare dei comici veramente bravi per interpretare questi ruoli”, spiega Fraser. “Per ogni ruolo abbiamo scelto delle persone di grande talento, soprattutto performer con grande esperienza di improvvisazione”.

L’atteggiamento affabile, da bravo ragazzo di Fraser rende le cose più semplici al suo personaggio. “Dan all’inizio è un pò antipatico”, dice Kumble. “Ma se fosse risultato troppo detestabile il pubblico lo avrebbe odiato. Volevamo qualcuno che arrivasse sullo schermo  con una riserva di bontà e Brendan era perfetto in questo senso. Dal punto di vista della comicità fisica, Fraser è il miglior comico del pianeta ed è così piacevole che può permettersi qualsiasi cosa. Lo adoro sin da Il Mio Amico Scongelato. Ho sempre visto Dan Sanders come una persona un po’ troppo sotto pressione. E credo che non esista nessuno migliore di Brendan in questo. E’ un film perfetto per lui”.

“Dan ha solo buone intenzioni”, Dice Fraser del suo personaggio. “Vuole solo compiacere il suo capo che dirige la Lyman Industries, una gigantesca e anonima azienda proprietaria di qualsiasi cosa. Ma non riesce a farne una giusta. La Lyman Industries intende radere al suolo una foresta e costruire un complesso residenziale. I teneri animaletti della foresta però vogliono vendicarsi. E Dan è il loro obiettivo principale”.

Nel corso delle riprese, l’attore ha dovuto subire la sua razione di punizioni quotidiane. “Qualche volta girare questo film è stato simile a quei reality show televisivi tipo ‘Survivor’”, racconta. “Gli dicevamo ‘Okay Brendan, oggi ti metteremo un’imbracatura e ti appenderemo a testa in giù e un effetto speciale ti rovescerà addosso centinaia di litri di colla mentre sei  in un bagno chimico.’ Oppure, ‘ti annaffieremo  e poi tu correrai in mutande per un isolato. E vorremmo che indossassi questi vestiti rosa.’

“Dall’inizio alla fine, le gag in questo film si susseguono senza sosta”, prosegue. “Quando abbiamo qualche dubbio, facciamo sbattere qualcuno addosso a qualcosa: gli scivoloni sul sedere sono sempre ottimi per rubare una risata. Il genere Slapstick funziona da sempre”.

La sua grande disponibilità in ogni occasione lo ha fatto apprezzare da tutti i suoi colleghi. “Brendan portava con sè a lavoro ogni giorno il suo lato più divertente”. dice Shuman. “Si divertiva molto. Trovava sempre qualche espediente comico. Ha aggiunto molta fisicità al film. Giravamo una scena intera e poi tutto ad un tratto inciampava o cadeva o inventata qualsiasi cosa. Una scena in particolare prevedeva una caduta dal tetto di una casa. Davamo per scontato che lo stuntman si sarebbe imbracato e l’avrebbe fatta lui, invece Brendan si è fatto legare e sollevare sul tetto: era così a suo agio là su”.

Per il ruolo di Tammy, la moglie di Dan, un’insegnate che apprezza molto di più gli ambienti culturali urbani che quelli selvaggi, i filmmaker hanno scelto Brooke Shields, una veterana del cinema, dei palcoscenici di Broadway (“Cabaret”, “Chicago”) e della televisione (“Suddenly Susan”, “Lipstick Jungle”).

Kumble è diventato un fan dell’attrice  dopo averla vista in un episodio di “Friends”, oltre dieci anni fa. “Ha degli ottimi tempi comici”, afferma Il regista. “Ha contribuito al film con delle trovate davvero divertenti. E poiché Brooke e Brendan si conoscevano già hanno legato in fretta e risultavano estremamente credibili nel ruolo di marito e moglie”.

Il co-protagonista è rimasto piacevolmente colpito dal fervore col quale Shields si è presa gioco della sua immagine glamour. “Ha un senso dello humour impassibile”, dice Fraser. “E adora demistificare l’immagine di ‘Brooke Shields’. Brooke è pronta a tutto. Non ha avuto alcun problema a fare il verso della gallina o a farsi colpire in faccia con un hamburger di coniglio”.

La capacità della Shields di divertire il pubblico ha trasformato il suo personaggio che avrebbe corso il rischio di essere “la convenzionale moglie e mamma”. “Quando Roger mi ha contattato la prima volta mi ha detto che il personaggio di Tammy sarebbe stato sviluppato e arricchito molto di più rispetto alla sceneggiatura”, ricorda. “Più cose mi raccontava, più il progetto mi attraeva. Anche se sono un animale da commedia mi sarebbe piaciuto comunque lavorare con questo gruppo di persone e interpretare il ruolo più ordinario, come doveva essere in origine, perché Tammy rappresenta l’ancora in questa storia. Ma non c’è stata scena nella quale Roger non abbia inserito un momento meravigliosamente divertente per me. E devo ammettere che mi sono fatta strada con la forza in alcune scene che inizialmente non prevedevano la mia presenza”. L’attrice afferma che Kumble è un regista capace di dare grande ispirazione. “Sono rimasta colpita dalla sua attenzione ai dettagli e dalla sua apertura mentale ai suggerimenti”, dice Shields. “Sa bene cosa vuole ma ciò non significa che impedisca alle cose di accadere in modo del tutto naturale. Questo mi ha dato una grande sicurezza, sapevo anche che non avrebbe accettato niente di meno del mio meglio, questa è una delle cose più importanti per me”.

Ciò che rende il film speciale, dice, è che lo humour è accessibile sia agli adulti che ai bambini. “Quando leggo un film e penso che piacerà ai miei bambini me ne appassiono ancora di più. I miei bambini vorranno vedere questo film tante e tante volte, ma la sorpresa più grande sarà il fatto che il film attrarrà un pubblico molto più ampio di quanto ci si aspetti: Piacerà anche ai genitori.

“Sono così orgogliosa di questo film e di quello che mi hanno chiesto di fare”, dice Shields. “Questo ruolo è stato una sfida continua. Le commedie possono essere estenuanti perché si cammina su una linea molto sottile. Se si aspetta un secondo di troppo si perde tutto, e se si finisce con un secondo troppo in anticipo succede la stessa cosa”.

Matt Prokop (High School Musical 3) interpreta Tyler, il figlio quindicenne e naturafobico di Dan e Tammy. Kumble conosceva già l’attore: “Ho dei bambini”, dice il regista. “Vediamo High School Musical sul nostro televisore di continuo, perciò sapevo che aveva degli ottimi tempi comici; e poi era estremamente credibile per il nostro personaggio”.

Prokop elenca le ragioni per cui voleva fare questo film: “Prima di tutto sono un grande fan di Roger Kumble”, dice. “Just Friends-Solo Amici e Cruel Intentions sono due dei miei film preferiti. Non mi ha affatto deluso. Girava una scena in 20 modi diversi per essere certo di ottenere esattamente quello che voleva”.

Lavorare con dei colleghi animali è stata un’altra delle cose che hanno attratto questo diciannovenne. “Abbiamo trascorso circa tre settimane sul set assieme ai cuccioli di  procione e  alle puzzole”, racconta. “Non avrei mai pensato che mi sarei potuto avvicinare a loro così tanto. Quella parte del lavoro è stata molto divertente.

“E poi c’è il cast, ovviamente”, conclude. “Ero così nervoso all’idea di lavorare con queste star così famose. Volevo solo tenermi fuori dai piedi. Ma sono stati tutti così gentili e disponibili. La cosa più incredibile è stata rendermi conto che Brendan e Brooke mi avevano accettato come loro pari; è stato allora che ho smesso di sentirmi tanto nervoso in ogni scena. Siamo diventati una vera famiglia. Quando siamo usciti a cena assieme le persone mi chiedevano se ero veramente loro figlio, perché c’era una certa alchimia familiare tra di noi”.

Con genuino affetto Fraser afferma: “Matt è fantastico. E’ un bravo ragazzo ed un giovane attore di talento.  Non si prende troppo sul serio, ma lavora duramente e non risulta mai petulante”.

Gli attori più anziani hanno preso Prokop sotto la propria ala protettrice durante le riprese del film. “Brendan mi ha aperto gli occhi su cosa comporti il vero talento”, dice. “Lui non ride mai nel bel mezzo di una ripresa. E’ estremamente professionale ed ha grande talento. E mi ha trattato come se fossi veramente suo figlio. Mi ha portato a mangiare il sushi, ed io non mangio sushi! Sono del Texas, mi piace il cibo cotto, non mangio cibo crudo!”

Il giovane attore è ugualmente entusiasta della sua mamma sullo schermo. “Le capacità comiche di Brooke mi hanno sorpreso molto. E’ una delle persone più divertenti di questo film. E’ una donna così dolce. Dopo che siamo andati assieme a vedere la location la prima volta, ho detto che sarei andato a mangiare un sandwich a Boston. Lei mi ha chiesto se sarebbe potuta venire assieme a me. Ed io: ‘Brooke Shields mi ha appena chiesto se può venire a pranzo con me! Ma certo che puoi!’ E così, ho trascorso tre ore a spasso per Boston con Brooke”.

In Puzzole Alla Riscossa, Prokop ha dato il suo primo bacio sullo schermo a Skyler Samuels, che interpreta

Amber, una giovane attivista per l’ambiente. “Non ero nevoso”, dice. “Ma è stato molto imbarazzante. Stai vivendo un momento molto dolce e sensuale ma ci sono duecento persone che stanno lì a fissarti. Si avvicinano tra un ciak e l’altro e ti aggiustano i capelli e i vestiti e devi continuare a baciarti come se non ci fosse nessuno attorno a te. Skyler ha reso tutto più facile perché è una ragazza molto aperta, dolce e coi piedi per terra”.

Samuels, che di recente è apparso in The Stepfather, concorda. “Non mentirò, è stato un po’ imbarazzante”, dice. “Ma Matt ed io siamo diventati buoni amici perciò non è stato come baciare uno sconosciuto. E Roger è stato bravissimo a far sì che la scena venisse bene”.

Oggi Samuels ha 15 anni; ha cominciato a lavorare come attrice a 10 anni e velocemente si è fatta un nome in ambito televisivo e cinematografico. “Abbiamo visto moltissime ragazze per il ruolo di Amber, ma Skyler aveva qualcosa di speciale”, spiega Kumble. “E’ bella e giovane, ed ha un grande talento. Ha sviluppato il suo personaggio in molti modi diversi che dimostrano perchè Tyler si sia innamorato di questa ragazza”.

Samuels racconta di aver molto in comune con Amber, che descrive come un personaggio tenace e pieno di sorprese. “Amber è un’ambientalista locale”, dice. “Siamo entrambe molto attive per l’ambiente. Sono molto diligente in materia di riciclaggio. Sto imparando a guidare e comprerò solo una macchina ibrida. Il messaggio alla base del film è il rispetto per l’ambiente. La cosa particolare è che questo messaggio è incorporato in una commedia, perciò ci si diverte anche, ma c’è molto di più del semplice divertimento”.

Il suo entusiasmo per quest’arte ha colpito i suoi colleghi, tra cui Brooke Shields, che conosce bene la pressione a cui sono sottoposte le giovani attrici. “Skyler ha molto talento ed è dolcissima”, dice Shields. “Un giorno ha detto, ‘Amo il mio lavoro,’ e io le ho risposto: ‘Rimani così’. Io mi sento nello stesso modo e faccio questo da un milione di anni.’ E’ questo che bisogna fare quando si diventa una statistica in questo business. Non c’è ego in questi ragazzi, vogliono solo imparare”.

E Samuels dice di aver imparato molto in questo film. “Roger Kumble ha un’immaginazione più grande rispetto a chiunque altro abbia mai conosciuto. Finivamo di girare una scena ed io pensavo che fosse venuta bene. Ma poi Roger gridava, ‘Dimenticatevi tutto quello che avete appena fatto. Adesso fate qualcosa di completamente diverso.’ Dovevo farmi venire in mente qualcosa di nuovo sul posto. Quando ho visto il girato ho pensato che fosse una delle cose più interessanti che avessimo mai fatto”.

Ken Jeong, che interpreta Neil Lyman, il capo di Dan, spesso viene chiamato “Dott. Ken” dai suoi colleghi, e non senza ragione. Jeong ha conseguito un Dottorato in Medicina all’Università del North Carolina, ma ha messo da parte la sua carriera di medico per perseguire quella di attore e di comico. Le sue performance sono esilaranti, ha recitato nelle commedie di maggior successo degli ultimi anni, tra cui Una Notte da Leoni, Strafumati e Molto Incinta.

“Il Dott. Ken è la persona più divertente, dolce e rispettosa che conosca”, dice Fraser. “Ma in un batter d’occhi è capace di diventare tagliente come un coltello. E’ capace di passare da uno stato d’animo all’altro senza alcuno sforzo”.

Jeong ha apprezzato il sostegno che Fraser ha offerto agli altri attori durante le riprese. “Brendan ha dato una voce ad ognuno di noi”, dice Jeong. “Lui e Brooke non sono obbligati ad essere così collaborativi con noi, e invece ascoltano sempre quello che hanno da dire tutti gli altri attori. Ho apprezzato molto questo cast”.

All’inizio, sul copione, Lyman era descritto come un personaggio più convenzionale, molto meno simile al classico cattivo da commedia. Poi, per caso, Kumble ha visto l’indimenticabile performance di Jeong in Una Notte da Leoni, la commedia di grande successo dello scorso anno. “Conoscevo Ken anche per il suo ruolo nel film Molto Incinta”, dice il regista. “Ho capito che questo ragazzo era capace di fare qualsiasi cosa! L’ho contattato e gli ho detto che i suoi figli non avrebbero mai potuto vedere Una Notte da Leoni. Allora perché non fare un film che anche loro avrebbero potuto vedere e che gli sarebbe piaciuto molto? E così lui ha accettato”.

“Neil Lyman è un ricco imprenditore ”, dice Jeong. “Pensate a Mark Cuban o a Richard Branson, ma più Asiatico e più basso. La chiave nell’interpretazione di un cattivo è quella di evitare di pensare al fatto che si sta interpretando un cattivo. Lyman non pensa di fare niente di male, vuole solo fare dei soldi. Come potrebbe fare qualcosa di male se ha un cartellone che dice: ‘Mettiamo la parola ‘eco’ in eco-friendly?’ Sul cartellone si vede lui che sorride e indossa una cravatta verde. Non capisce perché qualcuno possa avercela con lui”.

Kumble elogia allo stesso modo Angela Kinsey, che come Jeong è esperta nell’arte dell’improvvisazione, e che è celebre per aver interpretato il ruolo della cupa contabile Angela Martin nella serie comica “The Office” della NBC. Kinsey interpreta Felder, la ragazza di Lyman. Tra i due è nata subito un’alchimia. “Ken e Angela si sono incontrati per la prima volta sull’aereo da Los Angeles”, dice il regista. “Hanno iniziato subito a lavorare assieme sulla sceneggiatura. E quando sono andato a trovarli per le prove, erano già diventati amici”. Jeong afferma che l’alchimia tra di loro è reale. “La gente sul set pensava che lei ed io fossimo grandi amici, ma ci eravamo appena incontrati! E’ una delle mie attrici preferite, tra tutte quelle con cui ho lavorato. L’adoro”. Quello interpretato dalla Felder in origine doveva essere un personaggio maschile. “L’idea di cambiare il sesso del personaggio è merito di Bob Simond”, dice Kumble. “Bob consiglia spesso delle inversioni di ruoli, perché cerchiamo sempre di evitare delle scelte che siano troppo ovvie. Perciò abbiamo pensato: Felder potrebbe essere una donna! E questo ci ha aperto un’infinità di nuove possibilità. Siamo tutti fan di The Office, quindi ci siamo detti: ‘Vediamo se Angela Kinsey ha voglia di recitare in questo film ’.”

Kinsey ha deciso sin dall’inizio che qualsiasi cosa avesse fatto Jeong nella sua interpretazione di Lyman,  Felder (il personaggio da lei interpretato) avrebbe reagito come se quello che stava facendo fosse assolutamente geniale. “Perciò quando lui ride, lei è quella che continua la risata. Lui ha la fobia dei germi  e quindi lei gli lava le mani in continuazione. Sono una coppia veramente strana, ma vanno molto d’accordo”. Lei afferma che la sua esperienza in “The Office” l’ha preparata bene per lavorare assieme allo spontaneo Jeong. “Ken improvvisava molto”, racconta l’attrice. “Lui mi passava la palla e io la prendevo al volo. ‘The Office’ è stata una grande scuola da questo punto di vista, perché quando si lavora con Steve Carell non si sa mai cosa aspettasi. E lo stesso vale per Ken. Ken è come una cheerleader che si fa di crack. Passa da 0 a 60 in un istante”. Il personaggio di Kinsey ha una scena a dir poco spettacolare in cui si azzuffa con Tammy, interpretata da Brooke Shields. “Era evidente che mi avrebbe preso a calci nel sedere”, scherza l’attrice.

I filmmaker hanno scelto due attori di commedia per dei ruoli minori ma pur sempre fondamentali: Samantha

Bee e Wallace Shawn. Bee è nota per il suo lavoro in “The Daily Show with Jon Stewart”, e nel film interpreta la Preside Baker, il capo di Tammy. Sin dall’inizio Baker  ha una certa avversione nei confronti della sua nuova impiegata. “Il ruolo era perfetto per me”, dice Bee. “Anche se sono un tipo piuttosto simpatico, le persone non mi vedono affatto così. Non so da dove venga questa loro percezione ma è vera, e non posso far altro che sfruttarla”. Ma questo non significa che l’attrice non provasse grande simpatia nei confronti della Shields. “E’ alta ed è meravigliosa e poi è piacevole starle accanto”, dice Bee. “So che le persone si aspettano che dica qualcosa di divertente e ironico su di lei, ma non mi viene. E’ la persona più simpatica del mondo. Mi piacerebbe essere la sua migliore amica. Mi piacerebbe chiederle ufficialmente se vuole che diventi la sua migliore amica. Forse qualcuno può mettere una buona parola per me”.

Shawn, che ha lavorato in film come La Mia Cena Con Andre e la franchise di Toy Story, oltre che in alcuni spot televisivi e rappresentazioni teatrali a New York e Londra, interpreta l’ingenuo psichiatra che Dan accetta di vedere in seguito alle insistenti richieste di sua moglie. “Lui continua a mostrare a Dan quei test delle macchie che assomigliano tutti a degli animali inferociti”, dice Fraser. “Lavorare con un attore così bravo come Wally, uno che ha fatto la gavetta nel teatro, è stata un’esperienza del tutto nuova per me. Ha imparato il copione alla perfezione e in un batter d’occhio, ma ha anche contribuito con delle trovate geniali che non ci saremmo mai aspettati”.

INSEGNARE AGLI ANIMALI A RECITARE

Sin dall’inizio, in Puzzole Alla Riscossa, era intenzione dei filmmaker usare dei veri animali. “Sono stati molti i film di successo che hanno fatto ricorso a degli animali animati per mezzo della computer grafica”, spiega il produttore esecutivo Ira Shuman. “Ma gli animali in CGI non si muovono come quelli veri e oltretutto gli vengono conferite delle abitudini e delle caratteristiche prettamente umane. Nel nostro caso abbiamo cercato di caratterizzarli con i loro normali comportamenti. Li abbiamo, tuttavia, dotati di particolari caratteristiche che erano necessarie per la storia, cercando di rendere il tutto il più naturale possibile. I nostri, essenzialmente, sono degli animali reali”.

Con questo obbiettivo in mente, i filmmaker hanno deciso di limitare gli effetti in CGI quanto più possibile e di ricorrere ad essi in modo quasi impercettibile per dotare gli animali di una più vasta gamma di emozioni. “Non parlano, ma devono poter sorridere e devono avere alcune espressioni che gli animali in realtà non hanno”, spiega Kumble. “La tecnologia si è sviluppata sufficientemente per poter apportare dei piccoli miglioramenti espressivi”.

Kumble, che aveva già fatto esperienza con attori non-umani,  sapeva che avrebbero avuto bisogno di un aiuto da parte dei migliori addestratori di animali in circolazione se volevano raggiungere il loro obbiettivo. “Non si scherza con gli animali”, dice. “Ci si prepara bene e ci si accerta di avere sempre a disposizione del tempo aggiuntivo. E poi si aspetta la battuta di entrata degli addestratori. Se l’addestratore dice, ‘Basta,’ è basta. Il risultato finale dipende spesso da episodi fortuiti e fortunati”.

I filmmaker hanno chiesto aiuto a Ken Beggs, uno degli addestratori di animali più famosi di Hollywood. Beggs e la sua società, la Wild Bunch, ha lavorato con centinaia di animali in oltre 60 film negli ultimi nove anni. Quando l’addestratore ha letto la sceneggiatura in un primo momento ha pensato che fosse stata inviata a lui per sbaglio. “Ero certo che si trattasse di un film di animazione”, racconta. “Questo è un film molto diverso da quelli che generalmente vedo. Sono stati fatti moltissimi  film con animali parlanti, ma in questo qui gli animali fanno tutto tranne parlare. Si comportano più da animali e questa cosa rende il tutto ancora più difficile”.

Beggs ha indicato ai filmmaker come raggiungere i propri obbiettivi ed ha anche consigliato alcuni cambiamenti da apportare alla sceneggiatura e al cast. “Abbiamo dato ad ogni animale i comportamenti più adeguati, sostituendoli all’occorrenza, a seconda delle  caratteristiche fisiologiche di ogni specie”, spiega. “Ad esempio, le puzzole sono molto limitate in quello che possono fare, perciò una parte delle cose che avrebbero dovuto fare loro le abbiamo fatte fare ai procioni. Abbiamo aggiunto alcuni animali, come le lontre e i tacchini che erano perfetti per quello che avevamo in mente di fargli fare”.

Dopo aver messo assieme una lista di animali, Beggs ha fissato una serie di casting. “Ho trascorso circa tre settimane intervistando addestratori e animali, e lavorando assieme a loro per assicurarmi di scegliere quelli più adatti per i diversi comportamenti. Alla fine abbiamo selezionato dai 25 ai 30 animali”.

Nonostante la più meticolosa delle preparazioni non esistono garanzie quando si parla di animali che devono esibirsi su un set cinematografico. “Ken ha messo assieme un cast e l’ha addestrato a fare delle cose specifiche”, dice il supervisore degli effetti speciali David Goldberg. “E poi li abbiamo filmati, ancora e ancora e ancora. Sono così imprevedibili. Su 20 minuti di riprese di un  procione solo 5  o 6 secondi erano utilizzabili”.

Sebbene la maggior parte degli animali usati fosse di taglia relativamente piccola le dimensioni non erano affatto certezza di maneggiabilità. “Gli animali più piccoli possono essere più difficili da gestire rispetto ai leoni, agli orsi e alle tigri”, spiega Beggs. “Sono molto più difficili da controllare. Gli scoiattoli  e le marmotte in natura sono delle prede, perciò dopo alcuni anni di evoluzione il loro istinto naturale è diventato quello di scappare. Riuscire a far sedere un animale del genere nel bel mezzo della strada o  fargli mangiare uno snack mentre guidi una macchina è difficile.

“Il problema delle puzzole, o di qualsiasi altro animale estremamente specializzato in una cosa in particolare, è che sono dotate di una sola caratteristica che gli basta per cavarsela in ogni occasione”, aggiunge. “Gli animali come loro in genere non sono molto intelligenti e motivati. Perciò è difficile riuscire a catturare la loro attenzione e addestrarli”.

E la motivazione sembra proprio essere importante tanto per gli animali attori quanto per le loro controparti umane. “La volpe era molto motivata”, dice. “La lontra ce la metteva proprio tutta per compiacerci. I tacchini sono stati aggiunti nella sceneggiatura  perché sono molto motivati a lavorare. Ma i procioni sono gli animali più motivati in assoluto”.

Per questa ragione un procione in particolare è stato scelto per il ruolo del generalissimo del commando della foresta.

“Scooby era il nostro procione eroe”, dice Goldberg. “Ce ne era un altro paio, ma lui aveva il muso più peculiare. Col tempo abbiamo capito quello che avrebbe fatto e quello che non avrebbe fatto. Quando abbiamo iniziato è stato frustrante perché volevamo che facesse determinate cose ma a lui non interessava  farle. Gli interessava solo il cibo.

“Quando abbiamo iniziato a filmarlo era molto frenetico”, racconta Goldberg. “Ma col proseguire delle riprese ha trovato il suo passo come attore. Alla fine riuscivamo anche a fare dei primissimi piani del suo muso e lui guardava calmo in macchina e faceva quello che doveva fare”.

Scooby ha imparato in fretta a fare lunghe camminate sulle zampe posteriori, a staccare le spine dalle prese elettriche e a gettare le ghiande con una precisione quasi umana.

C’è stata un certo parallelo tra la trama del film e il dramma che si è consumato dietro le quinte, come spiega Goldberg. “I personaggi del film arrivano e cercano di cacciare con la forza gli animali, ma alla fine vincono gli animali”, spiega. “Durante le riprese è successo qualcosa di simile: Abbiamo cercato di forzare gli animali a fare determinate cose e gli animali hanno risposto ‘NO’, perciò ci siamo adattati  a loro e credo che alla fine sia andata anche meglio proprio per questo. Abbiamo ottenuto cose anche più divertenti dal momento in cui abbiamo scoperto quale fosse la gamma delle capacità attoriali degli animali”.

Molte delle precauzioni di sicurezza sul set sono state instituite tenendo sempre a mente il benessere degli animaletti. “Gli animali più piccoli non faranno mai male a nessuno”, dice Beggs. “Ma potrebbero cacciarsi in una situazione nociva per loro. L’unica eccezione da questo punto di vista è stata certamente l’orso”.

L’orso, l’animale più grande e pericoloso sul set, aveva un’importanza fondamentale per una scena in cui gli animali hanno la meglio su Dan. “Era motivato, ma un orso è sempre un orso”, dice Beggs. “Un giorno sono dei teneri orsacchiotti e il giorno dopo sono piuttosto, diciamo, impegnativi”.

Il miglior consiglio che ci hanno dato, dice Shuman, è stato di far sì che quando l’orso avesse dovuto fare delle scene notturne, le avesse girate al mattino presto. “Pensateci”, dice il produttore. “Non è bello svegliare un orso che dorme”.

Ma il problema maggiore con l’orso è stato quello delle dimensioni. “Io avevo in mente un orso grizzly”, dice Kumble. “Ma noi avevamo un orso più piccolo. Brendan è alto 1 metro e 80. L’orso era alto 1 metro e 50. Brendan era più alto dell’orso di 30 cm e non avrebbe funzionato. Abbiamo cercato un orso grizzly che fosse capace di recitare ma quello meglio ammaestrato aveva una caviglia rotta ed era in convalescenza nell’Oregon. Abbiamo fatto ricorso ad una tecnica cinematografica tipica della vecchia scuola. Invece di trovare un orso più grande, abbiamo costruito tutti gli elementi del set più piccoli ed abbiamo ripreso Brendan separatamente”.

Infatti, sia per una questione di sicurezza che di convenienza, l’animale e gli attori umani sono quasi sempre stati filmati separatamente e le sequenze sono state poi messe assieme in fase di postproduzione. E’ stato un ordine imposto dal produttore. “Lavorare con gli animali fa perdere molto tempo”, dice Shuman. “Non volevamo che le nostre star dovessero aspettare per ore che un animale facesse una determinata cosa.

Qualche volta davamo lo stop tra una ripresa di un attore e quella di un animale, qualche volta utilizzavamo il green screen o lo split screen”.

Alla fine, il film è diventato una miscela di animali in live-action integrati con elementi in CGI. “Abbiamo qualcosa come circa 220-250 sequenze con effetti visivi nel film”, dice Goldberg. “Gli effetti visivi spaziano dai relativamente semplici split screen che ci hanno permesso di mettere assieme in una stessa scena animali e attori, fino ad arrivare ad alcune riprese piuttosto complicate di animali in CGI. Il nostro obbiettivo in questo film è di rendere credibili gli animali come attori. Nelle rare occasioni in cui sono generati al computer, per crearli siamo partiti da foto e video di animali veri”.

IL DESIGN DI ROCKY SPRINGS

La location principale di Puzzole Alla Riscossa è la casa dei Sanders, una meravigliosa villa ubicata nelle nuove aree residenziali di Rocky Springs. La location doveva aveva diverse caratteristiche fisiche specifiche che si sono rivelate molto difficili da trovare nello stesso posto. “L’azione ha luogo in una strada chiusa con una sola casa, in un bosco”, spiega Shuman. “Il bosco doveva apparire  vecchio e maturo, poiché si tratta di un luogo in cui gli animali hanno vissuto per lungo tempo”.

Lo scenografo Stephen Lineweaver ha svolto lunghe ricerche per trovare la location perfetta. “La storia necessitava di una casa completamente finita e assolutamente perfetta, doveva sembrare quasi finta e doveva trovarsi su un appezzamento di terreno in una strada senza uscita nel bel mezzo della foresta”, spiega lo scenografo Stephen Lineweaver.

“Abbiamo iniziato le ricerche ma non riuscivamo mai a trovare una casa completamente finita o la cui costruzione potesse essere sospesa per il tempo necessario alle riprese. Abbiamo pensato che avremmo dovuto costruire la facciata della casa in una foresta e utilizzare gli interni di una casa vera, da qualche altra parte.

“Ma dopo averla cercata in centinaia di aree residenziali siamo finiti in un posto a Topsfield nel Massachusetts dove c’era una casa quasi terminata”, racconta. “Era una casa di oltre 600 metri quadri, cosa molto positiva per le riprese, e non c’erano altre case attorno”.

Era perfetta. “Non c’era niente attorno, solo alberi”, dice Kumble. “Sembrava che avessero costruito la casa nel mezzo di una foresta, ed è esattamente questo che volevamo, si trovava  20 miglia a nord di Boston, perciò abbiamo potuto alloggiare il nostro cast e la truppe in modo adeguato”.

“Era la situazione perfetta”, concorda Lineweaver. “Dovevamo solo completare gli interni, perché era una di quelle case-modello che vengono utilizzate per far vedere ai clienti come sarà la casa che vogliono acquistare, perciò tutto quanto all’interno era posizionato come se nessuno vivesse lì veramente, ma la famiglia Sanders ci vive in questa casa. Poi abbiamo costruito un paio di case finte in via di costruzione nelle vicinanze”.

Lineweaver ha anche avuto il compito di costruire gli ingegnosi congegni che gli animali della foresta usano per dare il tormento a Dan e agli altri esseri umani. “Gli animali hanno inventato un aggeggio che usano da molti secoli per tenere alla larga gli intrusi che li minacciano”, spiega. “Abbiamo ideato e costruito dei congegni che somigliano alle vecchie trappole per topi usando elementi dell’ambiente naturale. Una ghianda rotola e provoca una serie di reazioni  a catena che si concludono con un masso di due metri che si schianta su una macchina”.

Lineweaver ha lavorato anche assieme alla costumista Alexandra Welker per sviluppare le due cromie del film: un colore più fresco e urbano per la famiglia, e uno più caldo, caratterizzato dai toni della terra. “E’ la storia di una famiglia di città che viene trapiantata nel bel mezzo della natura”, dice Welker.

“Stephen ed io abbiamo parlato a lungo su come avremmo potuto comunicare in modo delicato il fatto che il nostro protagonista e la sua famiglia non appartengano all’ambiente in cui si trovano. Dan e la sua famiglia hanno la tendenza ad indossare dei vestiti dal colore monocromatico, colori scuri e freddi, come il blu, il grigio e il lavanda, totalmente opposti a qualsiasi colore che ricordi la natura”.

Ma c’è stata un’altra questione relativa ai colori che la scenografa ha dovuto risolvere.

“Spesso lavoravamo con il green screen”, spiega. “Ho dovuto evitare di far indossare agli attori dei vestiti di color verde”.

Ma la preoccupazione maggiore è stata quella di produrre un consistente numero di costumi. “Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura, due sono state le cose  che mi hanno colpito immediatamente dal punto di vista dei costumi: La cacca degli uccelli e il fango. Non era certamente un film con grandi ed elaborati costumi per un cast numeroso, ma ci sono molte sequenze in cui il personaggio di Brendan è oggetto di una serie di situazioni umilianti: spesso finisce ricoperto di ogni sorta di sostanza disgustosa. Avevamo bisogno di diversi doppioni degli stessi abiti per avere a disposizione dei costumi sempre freschi e puliti per ogni ciak. Dovevamo prevedere quante volte il regista  avrebbe voluto ripetere una scena. La regola empirica approssimativa era di sei doppioni per ogni costume se la scena prevedeva la cacca, e poi il mio team sul set aveva nelle tasche ogni tipo di trucchetto per ripulire e asciugare ogni cosa”.

La parte più divertente del suo lavoro è stata lavorare con la protagonista del film. “Brooke Shields indossa qualsiasi cosa incredibilmente bene”, dice Welker. “E’ un’icona della moda da quando era bambina. Ma la parte migliore del lavorare con lei è che è una persona che cura molto i personaggi che interpreta anche dal punto di vista del loro stile. Perciò abbiamo parlato a lungo del suo personaggio. Tammy Sanders è un’insegnate di scuola originaria di Chicago ma allo stesso tempo è una donna dotata di uno stile sofisticato. E’ stato un piacere vestirla”.

UN SET AMICO DELL’AMBIENTE

In armonia con i temi ecologici del film la produzione  ha deciso di ricorrere ai servizi dell’organizzazione non-profit Film and Entertainment Recycling Initiative (FaERI), che si è occupata di coordinare il riciclaggio di tutti i materiali utilizzati nel corso della produzione.

Per dirla con le parole del suo fondatore, Jodi Baldwin, la mission del FaERI è di “creare uno standard di responsabilità ambientale nell’ambito dell’industria cinematografica ricorrendo al semplice atto del riciclaggio sui set e negli uffici di ogni produzione cinematografica e televisiva del Nord America”. Il FaERI ha sviluppato un metodo efficace ed economico per riuscire in questo obbiettivo. Sul set di ogni produzione è presente un riciclatore connesso ad organizzazioni locali, enti caritatevoli e scuole. I materiali di costruzione, il cibo, i mobili, i vestiti e ogni altro tipo di oggetto in eccesso che possa essere riutilizzato viene donato a questi enti. Il FaERI ha anche in progetto di  costituire un programma per il compostaggio  di certi alimenti di scarto dei catering e, in definitiva, di prevenire quanto più possibile il bisogno di riciclare, grazie ad una scelta ragionata dei prodotti utilizzati.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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