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Cinema futuro (952): “Manolete” 13/05/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Manolete”

Uscita in Italia: venerdì 14 maggio 2010
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Manolete”
Genere: drammatico / romantico / biografico
Regia: Menno Meyjes
Sceneggiatura: Menno Meyjes
Musiche: Dan Jones, Gabriel Yared
Uscita in Francia: 31 marzo 2010
Sito web ufficiale (Francia): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast:
Adrien Brody, Penélope Cruz, Santiago Segura, Juan Echanove, Ann Mitchell, Nacho Aldeguer

La trama in breve…
Manuel Rodríguez, meglio conosciuto come “Manolete”, è un famosissimo torero. E’ un uomo timido, austero, di poche parole e dall’aspetto desolatamente triste; durante la stagione delle corride Manolete viaggia costantemente, passando di arena in arena. Lupe Sino, invece, è una donna bellissima, schietta, orgogliosa, sensibile e con un passato turbolento alle spalle. Prima che si innamorasse di lei, il torero aveva un solo obbiettivo: diventare famoso. Grazie a Lupe, Manolete sembra aver trovato un nuovo scopo nella vita. Ma un’ombra incombe sui due amanti. Manolete è innamorato della morte mentre Lupe è innamorata della vita. Lupe insegna al matador ad amare la vita e, allo stesso tempo, a temere la  morte.

Arte e Sogni (La Corrida nel periodo successivo alla Guerra Civile)

La Spagna degli anni ‘40, immediatamente dopo la Guerra Civile, era un paese povero e sofferente, dove si percepiva un disperato bisogno di nuovi idoli. Era un paese dove non esistevano sfumature e dove qualsiasi cosa era o bianca o nera; la corrida poteva essere paragonata alla tv nazionale a colori, essa rifletteva l’immagine di un paesaggio macchiato di sangue e sabbia. A quei tempi alcuni  uomini viaggiavano per il paese incarnando il mito più antico di tutti: l’uomo contro il toro, l’uomo contro sé stesso. Manuel Rodríguez Sánchez, detto “Manolete”, fu il primo di quegli ultimi eroi. Un torero dall’ombra lunga, dallo sguardo triste e dall’espressione mestamente seria. Era considerato il Maestro dell’arena, si muoveva sulla sabbia con fare delicato e cupo. Il suo talento per la corrida era unico. Fu lui a riportare austerità ed eleganza all’interno delle arene e fu lui a rinnovare l’arte della corrida. Durante il suo breve trionfo – morì a soli trent’anni- realizzò il sogno di tutti coloro che vennero prima e dopo di lui: riempire le arene di folle entusiaste. Reinventò la “Fiesta”. Dimenticò la paura e giocò con la morte.

MANOLETE: Il Mito e la Morte

Manuel Laureano Rodríguez Sánchez nacque a Cordoba il 4 luglio del 1917. Era un bambino pallido, debole e di natura triste. Suo padre – un torero soprannominato come lui Manolete – morì quando il figlio aveva appena 5 anni. Era il 1923, Manuel, sua madre e le sue sorelle vivevano in condizioni disagiate nel quartiere di  Santa Marina. L’uomo che molti anni dopo avrebbe incantato il mondo con le sue doti di torero crebbe in una casa molto modesta e spesso soffrì anche la fame. Studiò presso i Fratelli Salesiani a Cordoba fino all’età di undici anni. La sua infanzia difficile lo costrinse a maturare prima del tempo. Manolete non ci mise molto a mettere a confronto la prosperità dei toreri di maggior successo e la sventura di coloro che vivevano nella sua stessa condizione sociale. Tutto questo, oltre al fatto che nelle sue vene scorreva il sangue dei toreri (era figlio di un torero, oltre che pronipote di Pepete e Machaquito), lo convinse a sfidare la fortuna nell’arena. Si mise di fronte ad un toro per la prima volta a soli dodici anni. Un anno dopo, fece la sua prima apparizione pubblica alla scuola di toreri di Montilla (Cordoba), e poco dopo entrò a far parte dello show itinerante di toreri intitolato “Los Califas”.
Nel Giugno del 1939, combatté nella sua ultima corrida come “novillero” (apprendista torero) e, un mese dopo, a Siviglia, divenne un matador a tutti gli effetti. Il 12 ottobre di quello stesso anno Marcial Lalanda lo confermò come torero professionista. Quel pomeriggio – il suo successo fu memorabile – il terzo torero a scendere nell’arena fu Juan Belmonte. Per Manolete era iniziata l’ascesa verso la fama.
Negli anni successivi, non ci fu corrida importante a cui lui non prese parte. Andò a Siviglia, Alicante, Bilbao, Barcellona e Madrid. Manolete divenne presto la stella più luminosa tra tutti i toreri spagnoli. Alla fine della stagione del 1945 attraversò l’atlantico per combattere in Messico, Perù, Venezuela e Colombia dove, ancora una volta, dimostrò il suo talento speciale. Il suo fu un successo straordinario, Manolete divenne il torero più famoso del mondo.
L’arrivo sulla scena di nuovi matador oltre alla stanchezza accumulata fecero sì che Manolete considerasse la possibilità di ritirarsi. Fu incornato a morte il 28 agosto del 1947, nella corrida di Linares, poco dopo aver compiuto 30 anni. Fino ad allora, aveva affrontato oltre mille tori ed era rimasto ferito trenta volte. Non si sposò mai. Alla sua fidanzata, l’attrice Lupe Sino, non fu permesso di entrare nella stanza dell’ospedale di Linares dove egli morì alle 5:07  del 29 agosto.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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