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Libri – Francesco Barbagallo “Storia della camorra” 20/05/2010

Posted by Antonio Genna in Libri, Storia.
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Francesco Barbagallo, professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Napoli Federico II, è stato “il primo a raccontare il potere della camorra come potere imprenditoriale quando nessuno osava farlo, ancorandolo ad un passato indispensabile per interpretare il presente” (Roberto Saviano): è ora in libreria un fondamentale “Storia della camorra” (Editori Laterza, 314 pagine, prezzo di copertina 18 €), che ripercorre una vicenda lunga più di 150 anni che riporta nei vicoli della Napoli dei Borboni, quando le associazioni camorristiche già organizzavano la loro presenza sulle attività produttive, i mercati, le case da gioco, la prostituzione.
Il saggio è la prima ricostruzione complessiva dall’onorata società dell’Ottocento alla criminalità globalizzata di oggi: Barbagallo descrive i suoi costumi, le regole, la mentalità, gli affari, gli intrecci con la politica e le altre organizzazioni criminali, fondamentali per tessere la rete con cui oggi gestisce un patrimonio enorme. All’epoca dei Borboni, la camorra si rappresenta come un’aristocrazia della plebe, entrando nel vivo del tessuto sociale e praticando una forma illegale di amministrazione del fisco, della sicurezza e della giustizia: seguono varie tappe come la conquista garibaldina e il patto tacito con i Savoia per controllare il Mezzogiorno.
Nonostante le repressioni postunitarie e le lottre intraprese dagli intellettuali, la storia non sembra aver scalfito il potere della camorra, che nel corso degli anni non ha cessato di evolversi tra corruzione e clientele, ottenendo nuovi spazi di azione e sviluppandosi in nuove forme, con l’ultima fase del Clan dei Casalesi raccontata già in “Gomorra” di Roberto Saviano, giungendo ad un’attività su scala mondiale, con circa seimila affiliati ed utili calcolati per 13 miliardi di euro (nel 2008), collocandosi sullo stesso piano di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta. La camorra ormai manovra le tecnologie più avanzate ed è diventata parte integrante della finanza globale, sfruttando mercati sempre meno controllati e vere garanzie di impunità.
Le mafie e la camorra  si sono perfettamente inserite nella “società in rete” che caratterizza il mondo contemporaneo, collegandosi in modo efficace con gli ambienti professionali, imprenditoriali, amministrativi, politici: la popolarità cresce tra i ceti emarginati e tra i giovani esclusi dal mondo del lavoro, mentre la politica, spesso rinchiusa nei suoi interessi, perde credibilità al di fuori di chi partecipa a spartirsi le risorse pubbliche.
Una validissima ed approfondita ricostruzione di un periodo di storia del nostro Paese, completato da una ricca sezione bibliografica, da una serie di cartine e da un indice di tutte le persone citate.

Commenti»

1. alibrandi carlo - 30/08/2010

sto all’inizio della lettura del libro. mi pare che l’autore tratti di storia politica del sud postunitario più che di camorra. dal mio punto di vista questo evidenzia che il potere della camorra è un problema politico prima che culturale.


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