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Edicola – “Le Scienze” n°502, giugno 2010: “Disturbi di rete” 02/06/2010

Posted by Antonio Genna in DVD, Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
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Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 502 – Giugno 2010 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola dallo scorso lunedì 31 maggio.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 3,90 €.

I principali contenuti di questo numero:

Nel numero di «Le Scienze» di giugno 2010 in edicola:

Circuiti cerebrali difettosi

Per lungo tempo si ritenuto che i disturbi mentali che non manifestano evidenti danni al cervello avessero una causa puramente psicologica. Ora però, grazie allo studio delle immagini dell’attività cerebrale, i neuroscienziati stanno scoprendo i difetti nei circuiti cerebrali che sono all’origine di disturbi come la depressione o il disturbo post-traumatico da stress, molto frequente tra reduci di guerra e vittime di atti di terrorismo. Queste nuove scoperte costringeranno gli psichiatri a ripensare le cause delle malattie mentali, inoltre porteranno a metodi per una diagnosi oggettiva e a trattamenti mirati.

Inoltre, sul numero di giugno di «Le Scienze»:

La vita segreta dei tartufi. Non sono solo delizie da gourmet:
i tartufi hanno un ruolo essenziale
nella salute degli ecosistemi, come dimostrano le numerose ricerche che li riguardano.

Risolvere il problema dell’azoto. L’umanità dipende dai composti contenenti azoto per la fertilizzazione delle coltivazioni, ma il loro crescente uso danneggia l’ambiente e mette in pericolo la salute di milioni di persone.

Terapia del dolore: alle frontiere della scienza. La cura del dolore ha fatto passi da gigante, e le terapie del futuro si baseranno su conoscenze ottenute con ricerche d’avanguardia, come spiega un articolo di tre ricercatori italiani, tra i massimi esperti del campo.

Made in Italy. Con il numero di giugno, «Le Scienze» inaugura Made in Italy, una nuova rubrica in cui raccontiamo le aziende italiane che investono sul futuro e sono protagoniste dell’innovazione.

Inoltre, con Le Scienze di giugno, a richiesta e a pagamento:

– il 4° DVD della serie in 6 dischi “La conquista dello spazio”, intitolato “Guardare lo spazio profondo”, dai primi voli shuttle nel 1981 alla riparazione del telescopio spaziale Hubble nel 1993.

All’inizio degli anni ottanta l’avventura umana nello spazio inizia a cambiare registro. La tensione tra URSS e Stati Uniti sta calando, come ha dimostrato la missione Apollo-Soyuz del 1975, aprendo la strada alla collaborazione futura. Intanto la NASA manda in orbita la sua prima donna astronauta; ma nel 1986, quando i voli degli shuttle sembrano diventati di routine, la tragedia del Challenger blocca il programma per tre anni. Nel frattempo sulla scena spaziale si è affacciata una nuova protagonista, l’Agenzia spaziale europea (ESA), che realizza in cooperazione con la NASA il grande telescopio spaziale Hubble: dopo la riparazione effettuata con la missione shuttle STS-61, Hubble diventerà la finestra dell’umanità sull’universo.

– il 37° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “Fisica dell’impossibile” di Michio Kaku, dedicato al mondo delle tecnologie che, per ora, troviamo solo nella fantascienza.

Siamo scienza, non fantascienza, recitava negli ottanta la pubblicità di una marca di televisori. Lo slogan tracciava una divisione invalicabile tra sapere scientifico, grazie a cui si vendeva una solida realtà tecnologica, e fantasia ammantata di scienza, che avrebbe portato a una sicura fregatura. In realtà, tra il mondo della ricerca e quello della fantascienza non c’è affatto incompatibilità, come testimonia la letteratura prodotta da Jules Verne, Isaac Asimov, Arthur C. Clarke, Herbert G. Wells, tanto per citare alcuni degli autori più importanti del genere fantascientifico.
Per esempio, Clarke ha scritto che «l’unico modo per scoprire i limiti del possibile sta nell’andare un po’ oltre e avventurarsi nell’impossibile», mettendo nero su bianco una tensione profondamente umana ripresa anche in Fisica dell’impossibile, il libro di Michio Kaku in edicola a richiesta con «Le Scienze» di giugno.
A scanso di equivoci, è bene chiarire subito che Kaku non è un visionario o uno dei tanti futurologi la cui fortuna è costruita sulla capacità di alimentare emozioni e visioni a bassissimo contenuto di scienza. Kaku è prima di tutto un fisico di fama, con una cattedra di fisica teorica alla City University di New York. Inoltre è uno scrittore di successo, e negli Stati Uniti conduce due popolari programmi radiofonici che parlano di scienza.
Nel suo libro, Kaku parla di mantelli dell’invisibilità, astronavi più veloci della luce, teletrasporto, psicocinesi, campi di forza e tanti altri cavalli di battaglia del genere fantascientifico partendo da quello che la scienza oggi può dire, invitando però il lettore a non trarre conclusioni affrettate perché «l’impossibile è un concetto relativo». Del resto, sottolinea Kaku, solo cent’anni fa invenzioni come il laser o la televisione, o conquiste come la scissione degli atomi da cui ottenere energia sarebbero sembrate fantasie, se non vere e proprie eresie. Per dirla ancora una volta con le parole di Arthur C. Clarke: «Ogni tecnologia abbastanza progredita è indistinguibile dalla magia».
Tutto questo significa che in futuro più o meno vicino godremo dei sogni della fantascienza? La risposta di Kaku è articolata e ponderata. Secondo il fisico teorico ci sono tre ordini di impossibilità che ci separano dai marchingegni fantascientifici: i fenomeni non osservabili con la tecnologia attuale ma che non sono in contrasto con leggi fisiche note, quelli che si situano alla frontiera dell’attuale ricerca e che potrebbero essere sfruttabili tra centinaia, migliaia o magari milioni di anni e infine quelli che violano leggi fisiche note: gli unici che si possono considerare ragionevolmente impossibili.
È una distinzione priva di intenti sofistici, visto che nelle intenzioni dell’autore serve a mettere in guardia dal trarre facili conclusioni su quello che avranno a disposizione le prossime generazioni. In effetti il teletrasporto è diventato una realtà, accettata per quanto sconcertante, con la trasmissione istantanea dell’informazione resa possibile dal fenomeno dell’entanglement. La ricerca dell’invisibilità ha trovato terreno fertile nel campo dei metamateriali, che consentono di deviare in modo controllato i cammini della luce sulla superficie dei corpi. Un campo di forza, o un muro invisibile e impenetrabile, potrebbero diventare realtà associando una finestra al plasma, una cortina laser e uno schermo di nanotubi di carbonio. E tuttavia il futuro non è ancora tra noi.
Ma guai a tirare una linea rossa tra scienza e fantascienza, ammonisce Kaku. Si correrebbe il rischio di prendere cantonate colossali. Proprio come è accaduto a Lord Kelvin, uno dei padri della termodinamica, il quale aveva bocciato, giudicandole insensate e senza futuro, la radio, i raggi X e «le macchine volanti più pesanti dell’aria». Forse è bene dotarsi di un ottimismo un po’ folle e visionario e di fiducia nella scienza. Un’attitudine ben riassunta nelle parole di uno dei più grandi rivoluzionari intellettuali di sempre, Albert Einstein: «Se un’idea non sembra inizialmente assurda, allora è senza speranza».

Commenti»

1. Skelan - 27/01/2011

Ciao vorrei sapere se si può trovare ancora in edicola questo numero de “Le Scienze”, e se non c’è sapresti dirmi se si può ordinare?
Grazie!


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