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Libri – Anne Rice “Blood” 05/06/2010

Posted by Antonio Genna in Libri.
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E’ nelle librerie dallo scorso mese di febbraio “Blood” (Longanesi; titolo originale “Blood Canticle”, traduzione di Sara Caraffini; 362 pagine, prezzo di copertina 18,60 €), ultimo romanzo della collana “Le cronache dei vampiri” scritto da Anne Rice.
La Rice, nata a New Orleans nel 1941, ha iniziato le sue “Cronache dei vampiri” nel lontano 1976 (con il più celebre “Intervista col vampiro”, diventato anche un film), quando non esistevano ancora le attuali “mode” dei vampiri, ed è stata lei ad iniziare una strada che hanno portato all’abbondanza letteraria di genere presente oggi sugli scaffali delle librerie. La saga è composta da dieci romanzi (più due delle “Nuove cronache dei vampiri”), che hanno portato la Rice ad essere forse la maggiore autrice di narrativa gotica moderna. “Blood”, scritto nel 2003, è il romanzo conclusivo, che è arrivato dopo la svolta religiosa dell’autrice, a lungo atea e dal 1998 fervente cattolica, che ormai scrive romanzi incentrati sulla vita di Gesù (la serie “The Life of Christ”) e sugli angeli e la redenzione (la serie “Songs of the Seraphim”).
In “Blood” convergono le “Cronache dei vampiri” e la saga delle “Streghe Mayfair”: il romanzo prende il via dov’era finito il precedente libro della saga, “Il vampiro di Blackwood”: al centro delle vicende è Lestat, ex-vampiro senza scrupoli che, dopo aver subito una profonda trasformazione, cercherà di portare avanti un suo personale percorso di redenzione, che comprenderà anche l’amore per Rowan Mayfair, mentre dovrà cercare di aiutare Mona, sorella di quest’ultima, ad affrontare la sua nuova identità di vampiro.
Un romanzo, che si può anche leggere a se stante, particolarmente consigliato a chi vuole chiudere parecchi punti rimasti in sospeso nei libri precedenti delle “Cronache dei vampiri”, e a chi vuole sentire, per un’ultima volta, la voce di Lestat.

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Commenti»

1. Trisha - 05/06/2010

Mi sono lasciata catturare dalle altre autrici ma non ho mai provato la Rice. E dire che non avevo mai sopportato i vampiri!!! ^_^

enry - 05/06/2010

I libri della Rice sono su un altro pianeta rispetto a quelli delle altre scrittrici “vampiresche”. Sono sicuramente più horror e maturi, decisamente non non sono rivolti solo alle bimbeminkia come quelli della Smith o della Meyer.
Quelli della Harris invece sono decisamente più gradevoli, meno cupi di quelli della Rice ma cmq sono di un livello più basso.

Paolo - 05/06/2010

Io ho letto i primi e poi ho abbandonato.
Mi sa che questo lo recupero però.
Hai ragione, un altro pianeta.

Non sapevo della svolta religiosa dell’autrice…

Trisha - 05/06/2010

@enry
Il termine corretto é Young Adult. E non avrei MAI paragonato la Rice ad autrici che scrivono per adolescenti.
Io mi sono limitata a provare:
Jeaniene Frost, Raven Hart, Keri Arthur, Kresley Cole, J.R. Ward, Colleen Gleason, Lucy Blue, Maggie Shayne, Jeanne Kalogridis, Hamilton Laurell K., Harris Charlaine, Huff Tanya, Banks L. A., Teresa Medeiros, Nancy Kilpatrik, Chelsea Quinn Yarbro e Lara Adrian.
Tutte autrici che hanno scritto per adulti. ^_^

2. enry - 05/06/2010

Ma perchè perdo tempo a cercare di avere un dialogo con te?? Tanto ogni volta cerchi sempre di avere ragione e ti diverti a contraddire qualsiasi cosa io scriva… bah.

Trisha - 06/06/2010

Non é vero. Io ti contraddico solo quando ho ragione. :P

3. Eris - 29/10/2010

Premetto che non ho ancora letto “Blood” perchè voglio gustarmi ogni libro con calma sapendo che non ne scriverà altri. Solo una cosa da notare: Lestat non è mai stato senza scrupoli, mai! Lestat sbaglia, può essere considerato persino malvagio da alcuni, ma sotto sotto la Rice ce lo presenta come un Cristo moderno fin dalla sua autobiografia “Scelti dalle tenebre” (in originale “the vampire Lestat”).
Lestat è colui che ha sempre amato più di ogni altra cosa la bontà e l’innocenza pur essendo tragicamente consapevole di non essere nè buono nè innocente. Quì nasce il suo dramma e dal suo dramma le sue assurde avventure. Fin dall’inizio lui ha tentato di interpretare il male, di essere il male in persona e di farsi riconoscere come tale cosicchè la gente arrivasse a combatterlo. Ciò che Lestat pensa è: “Se gli umani mi combattono perchè mi riconoscono come essere malvagio, come possono non essere buoni?”. E’ a questo che il nostro adorato brat prince aspira più o meno inconsciamente: assumere su di sè tutto il male e la cattiveria del mondo per rendere buona l’umanità e in questo senso Lestat non può forse essere definito un Cristo moderno che assume su di sè i peccati del mondo?
Tuttavia nel momento in cui rende “buona” l’umanità non diventa buono lui stesso? Non riesce forse a raggiungere la purezza che sognava fin da quando era un attore mortale nei boulevard di Parigi? é così che la Rice ci presenta Lestat, più o meno apertamente, è questo che Lestat raprresenta più di ogni altra cosa, la ribellione contro tutto ciò che è malvagio, perciò come puoi definirlo senza scrupoli anche soltanto riferendoti al passato?


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