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Libri – Eva Cantarella “L’ambiguo malanno” e “Sopporta, cuore… La scelta di Ulisse” 07/06/2010

Posted by Antonio Genna in Libri, Storia.
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Di Eva Cantarella, docente di Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università di Milano e divulgatrice radiofonica, ho già parlato in passato nel blog a proposito di libri come “L’amore è un dio” e “Dammi mille baci”: adesso vi presento altre due fatiche letterarie dell’autrice, pubblicate da due diverse case editrici.
“L’ambiguo malanno – Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana” (Universale Economica Feltrinelli – Saggi, 272 pagine, prezzo di copertina 9 €) è la nuova edizione di un volume scritto dall’autrice nel 1981 ed il suo primo libro pubblicato da una casa editrice non universitaria. Il volume ripercorre in modo approfondito e ricco di citazioni letterarie la storia delle donne dell’epoca greca e romana, dal matriarcato preistorico all’Impero bizantino: si tratta di una diversità che si alternava tra subalternità ed emancipazione, e rileggendone la storia si può anche avere maggiore consapevolezza sulla condizione femminile di oggi. Dall’introduzione dell’autrice: “Nel 1981, licenziando la prima edizione, scrivevo che ‘uno degli aspetti molti istruttivi di questa storia è il fatto che essa mostra come il cammino verso l’emancipazione sia tutt’altro che irreversibile’… Ovviamente, nessun parallelo è possibile tra quei tempi e quelli in cui viviamo: la storia non si ripete mai. Ma ancora una volta ci mostra che il suo cammino non è lineare, e che non sempre procede verso situazioni più progredite. Oggi, molti riconoscimenti, molte conquiste fatte dalle donne sono messi in discussione, e una mentalità che sembrava finalmente e definitivamente superata sembra riemergere dal passato… I termini del problema sono cambiati, ma quella che una volta veniva chiamata la ‘questione femminile’ esiste ancora. Oggi è indispensabile cercare di capire cosa è cambiato nelle relazioni tra sessi, e in che direzione e perché. Nei modestissimi limiti in cui è possibile, mi auguro che questo libro possa contribuire a farlo.
Nel breve ed interessante “Sopporta cuore… La scelta di Ulisse” (Editori Laterza, 104 pagine, prezzo di copertina 10 €) Eva Cantarella si interroga invece sul percorso intrapreso dall’uomo per acquisire consapevolezza di poter decidere delle proprie azioni. Tutto parte da Ulisse, re di Itaca, figlio di Laerte e Anticlea, che oltre ad essere l’eroe più famoso dell’antichità è il simbolo dell’uomo che sente il peso della volontà degli dei, ma che capisce al tempo stesso di poter scegliere il suo percorso. In una società in cui l’uomo agisce per volere delle divinità, Ulisse è il prototipo dell’uomo che comincia a diventare consapevole di se stesso e del suo pensiero, e quindi capace di autodeterminarsi. Il momento di rottura è proprio la scelta di Ulisse, quando l’eroe greco torna a Itaca, e vede la sua famiglia, i dipendenti che lo hanno tradito, e sua moglie, Penelope, rimasta lì ad aspettarlo nonostante i numerosi pretendenti. Come afferma l’autrice: “Come amministratore della giustizia domestica Ulisse può valutare, se crede, il grado di colpevolezza dei dipendenti, infliggendo pene più o meno gravi a seconda delle circostanze: può assolvere chi- non avendo agito volontariamente – non ha commesso alcuna colpa. Quando agisce in quella veste Ulisse è l’eroe del nuovo mondo, il mondo che ha raggiunto le elaborazioni più avanzate in materia di libertà  dell’agire umano, volontarietà e involontarietà dell’azione, colpa e responsabilità. E’ il modello alternativo del capo, l’individuo capace di autocontrollo, che punisce secondo un nuovo criterio di giustizia. Con lui, nel momento in cui amministra la giustizia domestica, si profila un mondo nel quale alla base della responsabilità non sta il semplice rapporto di causa-effetto”. In pratica Ulisse afferma, nella sfera privata, un principio che in breve diventerà fondamentale anche nella sfera pubblica: in Ulisse si osserva un principio fondamentale della civiltà giuridica, che pone la colpevolezza alla base della responsabilità morale.

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