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Edicola – “Wired” #16, giugno 2010: “Eto’o DNA” 10/06/2010

Posted by Antonio Genna in Scienza e tecnologia, Sport, Video e trailer, Wired.
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E’ in vendita da un paio di giorni in edicola il numero 16 – Giugno 2010 dell’edizione italiana del mensile “Wired”, che parla di innovazione e nuove tecnologie in modo originale e divulgativo. La rivista è edita da Condé Nast e disponibile in tutte le edicole al prezzo di 4 €.
Vi presento di seguito la copertina, l’editoriale del direttore Riccardo Luna ed un estratto del principale servizio del nuovo numero.

A seguire, l’editoriale del direttore Riccardo Luna.

Ho bussato alla sua porta una mattina di primavera. Era di sabato: cinque giorni dopo Rita Levi Montalcini avrebbe compiuto 101 anni. L’avevo incontrata la prima volta nel 2003: mi avevano commissionato un’inchiesta sulle “meraviglie” della quarta età ed ero andato a chiederle se ce ne fossero.

L’avevo trovata fiera e attiva come da copione: senza fronzoli né retorica mi aveva raccontato un suo progetto per aiutare le donne africane a studiare.

Non potei fare a meno di collegarlo alla fatica che aveva fatto lei da ragazza a intraprendere gli studi scientifici.

Alla fine del 2008, quando dovemmo decidere la prima copertina di Wired, non ebbi dubbi su chi ci avrebbe rappresentato, nemmeno davanti alle paure di chi sosteneva che una centenaria non aveva nulla di nuovo da dire.

In realtà lei, incontrando Paolo Giordano, aveva coniato una frase bellissima: «Il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente».

E quella frase era diventata un mantra, e poi il titolo di Rita 101, l’evento con cui centinaia di web tv avevano deciso di celebrare il suo compleanno.

Per questo ero lì. Per ringraziarla.

Il suo assistente di una vita, Pietro Ientile, mi aveva avvisato: non la stancare, mi raccomando, è stato un anno durissimo per la professoressa, i problemi finanziari alla sua fondazione e soprattutto la frattura del femore appena un mese e mezzo fa…Non c’era bisogno di aggiungere altro. Il corpo stava davvero facendo quel che doveva.

Il 17 aprile ho bussato e ho atteso a lungo.

Il giorno prima avevo avuto solo modo di ascoltare dietro una parete la sua voce inconfondibile dire: «Oggi no, non me la sento, mi spiace».

Sì, era stanca. Mi ero quasi pentito di averle chiesto un incontro, quando lei è apparsa in fondo alla penombra del corridoio che porta al suo salottino.

Voi magari non ci crederete ma la professoressa camminava.

Lenta, attenta a fare un passo dopo l’altro. Testarda e incerta. Ma camminava.

Esattamente come avrebbe fatto un bambino, a parte la lieve smorfia sul viso ogni volta che si appoggiava sulla gamba fratturata.

La sua mente che non si arrendeva al suo corpo.

Quel che ci siamo detti lo trovate in un video su YouTube: io mi porterò sempre dentro l’immagine di questa donna ormai minuta e sempre fiera che nonostante i dolori avanza come un bimbo in quel corridoio.

Senza arrendersi mai.

E quella frase non detta che suonava più o meno così: gli altri facciano quel che vogliono, noi siamo l’Italia.

p.s. da qualche anno possiamo destinare il 5 per mille delle tasse che già paghiamo alla ricerca scientifica. fatelo! trovatevi dei bravi ricercatori, ce ne sono tantissimi, e fatelo. io stavolta sosterrò le attività delll’ebri, la fondazione di rita levi montalcini per le ricerche sul cervello.
Fondazione EBRI Codice Fiscale: 97272740586

Infine, un estratto dal principale servizio del nuovo numero, con video del backstage.

Eto’o DNA, il gene del campione
Di Maurizio Pesce

Alla vigilia dei Mondiali di calcio, Samuel Eto’o – giocatore simbolo del continente africano – ci ha regalato il suo DNA, per provare a rispondere a una domanda: esiste il gene del pallone?

La comunità scientifica internazionale concorda sul fatto che la predisposizione alla performance sportiva dipenda da (almeno) centinaia di variabili genetiche. Uno studio australiano del 2003, però, ha notato una rilevante ricorrenza della variante R del gene ACTN3 nel DNA del campioni degli sport di potenza. La variante X dell’ACTN3 caratterizza, invece, il patrimonio genetico degli atleti dediti a discipline di resistenza.

Camerunense di Nkon, Samuel è il secondo di sei figli, tre maschi e tre femmine. Pelle nera, naturalmente. Geneticamente non fa differenza, ma le differenze ci sono, nei muscoli. Le analisi del laboratorio  23andMe – il servizio di test genetici che Time ha inserito nella sua lista delle invenzioni dell’anno, nel 2008 – evidenziando un’alta percentuale di fibre a contrazione rapida, bianche, di tipoII o FT, dall’inglese fast twitch: sono quelle che intervengono nelle azioni muscolari rapide e intense.

Commenti»

1. Edicola – “Wired” #16, giugno 2010: “Eto’o DNA” | Qui Gioca - 10/06/2010

[…] A seguire, l’editoriale del direttore…Leggi l'articolo completo […]


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