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Libri – Roberto Alajmo “L’arte di annacarsi – Un viaggio in Sicilia” 14/06/2010

Posted by Antonio Genna in Libri.
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E’ in vendita da qualche mese nelle librerie “L’arte di annacarsi – Un viaggio in Sicilia” (Editori Laterza, 278 pagine, prezzo di copertina 16 €), un interessante excursus tra luoghi e ricordi in Sicilia del giornalista e scrittore Roberto Alajmo. Il verbo “annacarsi”, intraducibile in modo letterale in italiano, indica la contemporaneità dell’affrettarsi e del tergiversare, ovvero del fare una cosa ed il suo contrario, il massimo del movimento con il minimo di spostamento.
Già dalla bella immagine di una vecchia Fiat 500 addobbata con temi e colori da carretto siciliano, scattata da Mauro Bubbico a Selinunte, si comprende lo spirito del libro:  da bravo viaggiatore, Alajmo presenta un’ampia carrellata di città e luoghi siciliani, senza un particolare ordine da Marsala e Calatafimi a Modica e Messina, passando per Palermo, Lampedusa, Siracusa, Tindari, Cefalù, Gibellina ed Erice, raccontando le apparenti contraddizioni e gli immobili mutamenti che caratterizzano lo spirito di una terra ricca di angoli insospettabili.
Secondo l’autore, sono tante le stravaganze dei siciliani: “Enorme – davvero: enorme, e unica, e inspiegabile – è l’ossessione meteorologica dei siciliani. Se c’è brutto tempo si sentono in colpa, si giustificano, come se avessero invitato qualcuno a casa propria facendogli trovare la tovaglia macchiata di sugo”; oppure l’amore smisurato provato dalla gente, che si estrinseca nella fisicità degli incontri, che per i viaggiatori può spesso risultare sgradevole. In fondo è tutta la Sicilia a essere, oltre che se stessa, anche il contrario di sé: tutto è bello, “come sono spesso le cose belle in Sicilia, ossia belle e strane”.
Parlando di San Vito Lo Capo, è naturale ricordare il cuscus: “Il cuscus è il cibo della convivenza e della convivialità: nelle case, per le donne, al momento dell’incocciata, quando attorno alla materia prima che prende forma si condensano le conversazioni femminili, quasi come un ingrediente segreto da aggiungere nel corso della lavorazione. E poi a tavola, quando tutti i commensali si stringono intorno al piatto da portata, servendosi delle posate o, secondo tradizione, direttamente con le mani. Incocciare è il verbo che indica la preparazione della semola, e incocciarsi è il termine che in siciliano sta a indicare l’incontro casuale. Anche l’incontro delle civiltà: a San Vito le civiltà finiscono inevitabilmente per incocciarsi”.
Tantissimi altri gli spunti e i racconti all’interno delle pagine, dalla storia dell’attore Vincent Schiavelli a Polizzi Generosa, alle vere origini della cassata siciliana, diventato dolce di rappresentanza grazie alla famiglia Florio ma in realtà nato dall’idea (abbastanza recente) di un pasticciere siciliano per sfruttare al meglio le proprie scorte; naturale la conclusione dalle parti di Messina, dove da decenni si discute se si farà mai un ponte dal costo ancora imperscrutabile.

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