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Cinema futuro (1.006): “Solomon Kane” 13/07/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Solomon Kane”

Uscita in Italia: mercoledì 14 luglio 2010
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Solomon Kane”
Genere: azione / avventura / fantastico
Regia: Michael J. Bassett
Sceneggiatura: Michael J. Bassett (basato sul personaggio creato da Robert E. Howard)
Musiche: Klaus Badelt
Uscita in Francia: 23 dicembre 2009
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast:
James Purefoy, Max von Sydow, Jason Flemyng, Rachel Hurd-Wood, Pete Postlethwaite, Alice Krige, Philip Winchester, Mackenzie Crook, Samuel Roukin, Geoff Bell, Ian Whyte

La trama in breve…
Il Capitano Solomon Kane è una brutale ed efficiente macchina di morte del millecinquecento. Armato di pistole, armi da taglio e spada, lui e i suoi uomini sono assassini assetati di sangue mentre combattono per l’Inghilterra, una guerra dopo l’altra, in tutti i continenti.
All’inizio della storia, Kane e la sua banda di saccheggiatori si stanno aprendo una sanguinosa strada attraverso le orde di difensori di una esotica città del nord Africa. Ma quando Kane decide di attaccare un misterioso castello nelle vicinanze e di saccheggiarne le ricchezze di cui aveva tanto sentito parlare, la sua missione prende una piega nefasta.
Uno ad uno gli uomini di Kane restano uccisi da creature demoniache fino a che non rimane da solo a confrontarsi con il Mietitore del Diavolo mandato dagli abissi dell’Inferno per prendere possesso della sua anima corrotta e senza speranza. Pur riuscendo finalmente a sfuggirgli, Kane è costretto a redimersi rinunciando alla violenza e dedicandosi interamente ad una vita di pace e purezza.
La sua nuova spiritualità viene però subito messa alla prova quando inizia a viaggiare attraverso l’Inghilterra devastata da diabolici cavalieri, i Raider, capeggiati da un terrificante Feudatario mascherato, Overlord. Dopo che Kane fallisce il tentativo di fermare il brutale massacro dei Crowthorn, una famiglia puritana che lo ha preso a benvolere, giura di ritrovare e liberare la loro figlia, Meredith, rapita e presa come schiava, anche se questo significa mettere a repentaglio la propria anima riabbracciando il suo passato di assassino, se pure per una giusta causa.
La sua determinata caccia lo porta a scontrarsi con i segreti mortali della propria famiglia, mentre tenta di salvare Meredith e tutta l’Inghilterra dalle forze del male.

ROBERT E. HOWARD E IL PERSONAGGIO DI SOLOMON KANE

Con SOLOMON KANE, CONAN Il BARBARO e gli altri suoi eroi, lo scrittore americano Robert E. Howard ha creato il genere conosciuto, alla fine degli anni Venti   inizio anni Trenta, come “SWORD & SORCERY”.   Il suo lavoro ha ispirato innumerevoli imitatori ed ha generato grande interesse nel genere fantasy, uguagliato solo da J.R.R. Tolkien (Il signore degli anelli). Adesso, quasi un decennio più tardi, SOLOMON KANE è pronto per  la prossima grande trilogia cinematografica.

SOLOMON KANE è un’avventura fantastica, epica, piena di azione, tratta dal personaggio dei racconti e delle poesie di Howard, ‘The Savage Tales of Solomon Kane”. Howard  è andato appassionandosi sempre maggiormente ai personaggi seriali e ha proposto la storia ad una rivista “depression-era” pulp chiamata Weird Tales.

Il risultato è stato “Red Shadows”, il primo di molti racconti con protagonista, il vendicativo gradasso puritano, Solomon Kane, apparso per la prima volta nel numero di Agosto 1928.   “Solomon Kane” diventò un successo fra i lettori, e così anche Howard, con la sua visione limitata ed intensa della vita — sanguinosa, cupa e fatalista,  alimentata da tendenze depressive e suicida e dallo studio delle guerre mondiali, della filosofia e della poesia.

Nei successivi quattro anni seguirono altri sei racconti su Solomon Kane, anni durante i quali Howard iniziò ad allargare i suoi orizzonti. In quel periodo scrisse centinaia di poesie di cui molte pubblicate  in Weird Tales e  in varie  altre riviste di poesia.

I migliori di questi lavori restano dei classici, insieme alle sue visioni di guerre mitiche e sanguinarie.

Il personaggio più famoso di Howard è CONAN IL BARBARO, diventato famoso negli anni 30 con  una serie di racconti e romanzi.

Le tendenze autodistruttive di Howard furono evidenti a tutti nel 1936, quando si suicidò sparandosi un colpo in testa dopo aver vegliato fino all’ultimo la madre sul letto di morte.

Ha comunque lasciato oltre 800 opere, tra racconti, poesie e romanzi, che hanno un grande pubblico internazionale e hanno dato vita alle maggiori franchise di lungometraggi, serie televisive, fumetti,  adattamenti grafici di romanzi, giochi, giocattoli e merchandising.  Che la saga di SOLOMON KANE  abbia inizio…

LA PRODUZIONE

Per il produttore Paul Berrow, trasportare le storie avventurose e sovrannaturali di Solomon Kane dalle pagine al grande schermo è stato un viaggio lungo un decennio.

Il processo di sviluppo è cominciato quando la sua società, la Wandering Star, ha acquistato i diritti del personaggio di  Robert E. Howard per poter realizzare il film e  pubblicare una serie limitata di libri. In seguito al successo senza precedenti della serie, i passi successivi sono stati quelli di trovare un socio produttore e di sviluppare la sceneggiatura.

Nel 2003 Berrow si è unito al celebre produttore Samuel Hadida, l’uomo dietro all’ ultimo film di Terry Gilliam, The Imaginarium of Dr. Parnassus. “Paul mi ha introdotto in questo mondo. Solomon Kane è, insieme a Conan, uno dei miei eroi preferiti.  Quando mi ha detto di avere i diritti per portare “The Savage Tales of Solomon Kane” sul grande schermo e che stava cercando un produttore e socio da far salire a bordo,  mi è sembrato un sogno che si stava avverando”.

“Con Kane vogliamo davvero creare qualcosa di unico nel pieno rispetto del mondo di Robert E. Howard.  Fra poco sarà il 75esimo anniversario della sua morte e desideriamo portare in vita questo personaggio alla grande” commenta Hadida. A suo tempo Howard fece del genere  “heroic fantasy” uno dei più importanti degli anni Venti ed è stato anche creatore di icone come Conan il barbaro,  Kull the Conqueror, Bran Mak Morn e Red Sonja.

Hadida e Berrow hanno incontrato molti potenziali sceneggiatori.

Racconta Hadida, ”Volevamo trovare qualcuno che ci mettesse il cuore nel trovare la storia giusta. La maggior parte degli sceneggiatori proponevano una storia di Solomon Kane con il personaggio già costruito, come nel libro.  Ci è sembrato che mancasse qualcosa, noi volevamo raccontare di più di una sola avventura di Solomon Kane, volevamo iniziare una trilogia. Ecco perché era importante l’impostazione del personaggio e raccontare la storia di come questo uomo è diventato Solomon Kane”.

Quando hanno conosciuto lo scrittore/regista Michael J. Bassett, che ha presentato loro la sua sceneggiatura, sono rimasti immediatamente sbalordditi dal suo entusiasmo, dalla sua passione e conoscenza del genere, oltre che dall’eleganza dei suoi film precedenti, come Deathwatch e Wilderness.

Come grandissimo fan del genere fantasy e appassionato lettore di scrittori come Michael Morcock, Stephen Donaldson,  J.R.R. Tolkein e Robert E. Howard, Bassett era entusiasta della proposta di Hadida e Berrow di creare e dirigere una storia originale per il feudatario puritano Howard.

Una volta a bordo, Bassett  ha iniziato la creazione di un pezzo unico, un personaggio ambientato in una versione fantasy dell’Inghilterra del 16simo secolo, corredata di demoni, saprofagi, creature  volanti e streghe cattive. “La cosa che mi colpiva di Solomon Kane  è che era un personaggio diverso da quegli eroi tutti muscoli”, commenta Bassett, “per me, Solomon Kane è una delle creazioni più fantastiche di Howard.”

“Nel leggere le storie di Solomon Kane mi sono reso conto che il personaggio voleva disperatamente entrare nel grande schermo, ma dovevo trovare una storia che lo presentasse al meglio al grande pubblico cinematografico. Anziché basarmi su uno dei racconti scritti da Howard,  decisi di creare un nuovo racconto, che ci spiegasse  bene chi fosse Kane.  Così, per qualsiasi altro film possiamo usare le storie originali di Howard”, dice Bassett.

La sceneggiatura originale di Bassett, la prima parte della trilogia, è ispirata alla collezione di racconti di Howard degli anni Venti e Trenta, e parla del viaggio trasformatore di Kane, della sua redenzione e della trasformazione da screanzato pirata assassino a vendicatore puritano, lanciando questa trilogia di film per un personaggio che viaggia attorno al mondo continuando a combattere il male  in nome di Dio.

“La storia parla di Solomon Kane, di chi è e di quale sia il suo posto nel mondo. E’ un uomo molto cattivo, molto bravo ad uccidere le persone, eppure questo suo talento va tramutato in bene. Questo è il classico Solomon Kane – l’uomo con il tipico cappello e mantello, due spade e una fascia a bandoliera,  che viaggia per il mondo portando il  bene dove trova il male”, spiega Bassett.

Come scenografo e regista, Bassett ha tentato di creare una storia d’avventura feroce e una dark fantasy che potesse introdurre al meglio Solomon Kane al pubblico, rimanendo fedele alle intenzioni di Howard  e alle aspettative delle legioni di fan di Kane . “E’ un’impresa impegnativa perché voglio che i fan delle storie originali apprezzino questo film ma anche che attiri tanti altri spettatori di tutto il mondo.

Certamente non posso accontentare tutti, ma come fan di questo genere volevo fare un film che mi piacerebbe vedere. E per come stanno le cose, questa è una storia davvero fantastica”, aggiunge Bassett.

Bassett è rimasto affascinato anche dalla dicotomia della natura di Kane. “Il personaggio di Robert E. Howard è un cristiano puritano ma ha un cuore pagano, e questo io l’ho trovato davvero interessante, fa di lui un personaggio dinamico. Lui non è un vero personaggio cristiano, questa per lui è una maschera, è un modo per essere fedele a sé stesso ed essere buono allo stesso tempo.

“Questo è il dilemma centrale, ciò che rende paradossale il personaggio: Kane ha una certa longevità, poiché viaggia in continuazione ed è sempre in conflitto”.  Aggiunge, “E’ la storia di un uomo che fa la cosa che sa fare meglio, eppure si pente di ogni singolo colpo di spada che infligge durante il suo cammino, ma allo stesso tempo ne gioisce”.

Bassett ha passato circa un anno e mezzo a sviluppare questa sceneggiatura, nell’ufficio della Davis Films Paris. Hadida ha detto che “lavorare nel mio ufficio era la cosa giusta, perché era una necessità per tutti noi essere sulla ‘stessa pagina’. Per più di un anno abbiamo lavorato sullo sviluppo dei personaggi, sui pre-viz, sulle creature… con la speranza di offrire a questa sfida un mix omogeneo di azione e fantasy, come per il Signore degli Anelli. Solomon Kane è stato girato nell’arco di 12 settimane in Repubblica Ceca, oltre a qualche giorno di riprese nel Regno Unito. E’ il secondo film per il cinema che Bassett gira in Repubblica Ceca, dopo il suo debutto cinematografico Deathwatch. Girato a Praga e dintorni, i realizzatori hanno tratto grande vantaggio dalle location uniche di questo paese, dai castelli medievali di Tocnik e Zvikov, l’ultimo del quale funge anche da monastero di Kane, alle cave di Puste Kostely  e alle foreste antiche di Jevany.

Uno dei maggiori obiettivi di Hadida era quello di fornire a Bassett  le risorse necessarie per fare il film che aveva scritto. Oltre al finanziamento del film, una parte di queste risorse era necessaria per la troupe di grande talento che Hadida aveva assemblato insieme al produttore delegato Kevan Van Thompson e ai capi di reparto, che avevano già collaborato con successo con i due produttori in lavori precedenti.

“Con Samuel Hadida come socio, abbiamo potuto realizzare “Kane” con il livello di budget che richiedeva, e supportarlo con una troupe d’eccezione”, dice Berrow.

“Io ho lavorato con tanti film, molti dei quali  qui in Repubblica Ceca, ma nessuno ha avuto un budget come questo”, aggiunge Van Thompson.

Hadida dice che “il regista Michael Bassett è davvero grande, e volevamo che fosse circondato da grandi talenti, gente con il pedigree”.

Solomon Kane è il terzo film con Madida, per il direttore della fotografia Dan Laustsen,  dopo i premiati  lavori,  di Christophe Gans, Brotherhood of the Wolf e Silent Hill. Hadida desiderava “quel fantastico ‘occhio che Lausten possiede per il senso della luce, del set, degli esterni”, dice Bassett. “le sue credenziali spaziano da un modo di fare cinema molto classico al genere horror fantasy. E per me, questa era la combinazione migliore. Dan è davvero la mia arma segreta perchè il film ha un look magnifico”.

Ispirandosi alle pitture di Caravaggio e ai maestri fiamminghi per permeare il film di una visione senza tempo, per Salomon Kane Bassett e Laustsen hanno concepito il tutto come una tavolozza  di colori pastosi e primari. “Stiamo girando in modo molto classico, in maniera tradizionale, non è ruvido o fisso, ma c’è molto stile personale”, spiega  Laustsen.

“E’ bellissimo lavorare con qualcuno che sia così ferrato in materia, ed è molto tempo che non lavoro a qualcosa di talmente epico”, commenta Alice Krige, che interpreta la parte di Katherine Crowthorn, “e credo che quello che Dan e Michael stiano facendo a livello visivo – che equivale poi a raccontare la storia e il personaggio con parole – sia fantastico. Ognuna delle inquadrature è già visivamente un’emozione ed è davvero eccitante farne parte”.

Avendo già lavorato con lo scenografo Ricky Eyres in Alex Rider: Operation Stormbreaker, Van Thompson si è rivolto a lui per portare in vita la visione della mondo di Kane.  Berrow dice con entusiasmo che “Ricky ha interpretato il lavoro di Robert E. Howard brillantemente. Ci sono molti riferimenti a “Weird Tales”, ai Marvel Comics, alla serie Wandering Star e a moltissimi altri libri creati dai migliori  illustratori di questo genere fantasy. Lui ha preso da tutto questo ed è riuscito ad andare oltre  a tutto ciò che è stato illustrato fino ad oggi”.

Uno degli interni più impegnativi ricostruiti da Eyre è stata la grande hall del Castello Axmouth, la casa d’infanzia di Kane, che misura addirittura settanta metri da un lato all’altro. Ci sono volute dieci settimane al Gatteo Studios di Praga per costruirlo, e quando sono finite le riprese delle scene dell’infanzia di Kane, Eyres e la sua equipe hanno completamente trasformato il set,  in soli cinque giorni è diventato la temuta dimora del cattivo Malachi.

Eyres ha costruito anche i set per il misterioso castello nel nord Africa, quello dove Kane incontra La Morte nelle scene iniziali del film.

Fin dall’inizio, una della direttive di Bassett allo scenografo è stata quella di realizzare un’architettura che “facesse paura” ricorda Eyres. “Era interessante, perché Michael voleva essere da qualche parte in nord Africa ma non in un posto specifico, che addirittura assomigliasse un po’ all’Egitto, ad Alessandria. Poi sono stati montati degli specchi che hanno contribuito a creare un mix di stili.”

Gli elementi iniziali di fantasy appaiono quasi tutti all’interno di questo castello. “Nell’anticamera della Sala del Trono c’è la galleria degli specchi e strane creazioni organiche, come bolle di  vetro nero contorte,  all’interno delle quali si trovano curiose creature. Gli specchi sono anche delle porte attraverso le quali si accede ad un’altra dimensione”, spiega Bassett.

Eyres ha anche costruito alcuni esterni, fra cui la fatiscente chiesa di Padre Michael e il piccolo quartiere del mercato – il luogo della crocifissione di Kane – sul retro dei Barrandov Studios di Praga.  L’area  mercato aveva una doppia funzione;  Eyres e la sua equipe l’hanno in seguito incendiata e trasformata in un altro set: il paese devastato che attraversano Kane e  Crowthorns  durante il loro viaggio.

Tutti i set di Solomon Kane sono stati costruiti da artigiani locali. Il  line producer  Philip Waley, come molti altri, sono rimasti entusiasti dai risultati finali. “La troupe Ceca non é seconda a nessuno e trovo che la perizia artigiana che hanno dimostrato sul set sia incredibile.”

I produttori si sono portati a bordo anche il costumista John Bloomfield, con il quale avevano già lavorato in Being Julia e Alex Rider: Operation Stormbreaker. La fantasiosa letteratura di Robert E. Howard  per lui era familiare avendo già fatto da costumista per Conan il barbaro e Conan the Destroyer.

Come con il direttore della fotografia e scenografo, Bassett voleva che i costumi di Bloomfield dessero un quadro reale dell’Inghilterra del 16imo secolo, ma con un tocco di fantasia “di un’epoca ben precisa, – dice Bloomfield – ma che avessero poco a che fare con la realtà. Questo ovviamente permette  ampio movimento, lascia la possibilità di creare un mondo personale ma che, al contempo, risponda nei dettagli al momento storico.”  Bloomfield era assolutamente convinto che Purefoy fosse la perfetta personificazione di Kane durante la prima prove dei costumi. “E’ arrivato in sala prove, si è infilato qualche indumento e improvvisamente è diventato in Solomon Kane. Ho visto la trasformazione compiersi sotto ai miei occhi”, ricorda Bloomfield.  “Ed è quello che ha provato Michael Bassett quando è entrato improvvisamente nella sala costumi e l’ ha visto. “Wow! Ce la possiamo fare!”

Riferendosi al cambiamento del personaggio di Kane,  Bloomfield spiega,  “Inizia come un pirata avventuriero e poi diventa un pellegrino, affrontando  un’ esistenza puritana, con il famoso cappello nero e il grande mantello. Questa trasformazione è stata una sfida per lui, ma anche per me per quanto riguarda i costumi.”

Avendo già lavorato insieme in Troy, The Golden Compass e in Stardust, il coordinatore stuntman Franklin Henson e il brillante maestro d‘armi Richard Ryan hanno unito i loro talenti per creare uno stile di combattimento fatto con spadino e pugnale per dare alle lotte originalità e brutalità, proprio come il regista desiderava.

Parlando del contributo di Ryan in Solomon Kane, Bassett commenta, “Credo che questa volta abbia davvero superato se stesso perché ci sono dei combattimenti dove Kane lotta con due spade contro undici o dodici uomini contemporaneamente, e lui è riuscito a dare alla coreografia un’ intensità incredibile”.

Oltre alle lezioni con Ryan, Purefoy ha dovuto imparare a montare con Henson, otto mesi di duro allenamento  per perfezionare un fisico somigliante a quello di Kane, come descritto nei lavori di Howard.

“James ha sempre un’aria fresca, non sembra mai affaticato dal  lavoro pur mettendoci il cuore, l’anima, tutto… al 120%”, ci fa notare Henson. “Con la mano sul cuore posso dire che il 95% dei combattimenti, delle cavalcate e delle azioni li ha girati lui in persona. Ha anche subìto alcuni infortuni per i quali ha avuto bisogno di punti, e tutto in nome della credibilità. Uno spadaccino davvero brillante, capace di sconfiggere qualsiasi nemico”.

“James combatte come se ti volesse ammazzare sul serio e questo è davvero fantastico”, dice Bassett. “Quando Kane tira fuori la spada ha una sola intenzione… quella di ucciderti. E questa sensazione  James l’ha proprio resa col cuore”.

Solomon Kane ha anche offerto a Henson e Ryan la grande  opportunità di coreografare e supervisionare quello che forse è il combattimento più lungo della storia del cinema nel quale uno dei combattenti è avvolto nella fiamme. Uno dei nemici sovrannaturali di Kane,  infatti, continua a combattere  anche dopo essersi trasformato in una torcia umana.

Un’altra sfida per Purefoy, durante le riprese, è stata la scena della sua crocefissione al rione del mercato da parte dei Raider.

Il primo aiuto regista Mark Taylor racconta: “La sequenza è davvero entusiasmante. Di nuovo James è una vera superstar.  Non è proprio divertente rimanere su una croce quando la temperatura è a zero gradi e piove a dirotto”.

Dal momento che  Solomon Kane è un film fantasy, pieno di elementi sovrannaturali e di stregonerie, il trucco, gli effetti speciali ed i truccatori prospettici sono stati fondamentali nel realizzare i personaggi che il regista e Howard aveva in mente.

Malgrado la prevalenza nel film di  effetti speciali e dei migliori effetti speciali digitali, Bassett era determinato a realizzare una pellicola  ben congegnata, senza tempo.

Bassett spiega:  “Questo si ottiene cercando un modo molto moderno  di creare effetti speciali e inserendo creature strane in un racconto classico, serve inoltre un interprete meraviglioso che credo verrà fuori come qualcosa di davvero speciale.

Lo spettatore vedrà James Purefoy nei panni di Kane e dirà, “Accidenti, quel tipo è straordinario!”
Durante le fasi iniziali del progetto, per sviluppare i disegni iniziali delle  stravaganti creature del film, Hadida si è rivolto al disegnatore di personaggi fantastici Patrick Tatopoulos, che aveva già lavorato con lui in Silent Hill, e al bravissimo artista di fumetti Craig Staples. Bassett ha passato qualche settimana con Tatopoulos, cercando di inventare un nuovo look per queste creature, uno che il pubblico non avesse mai visto prima eppure che avesse dei punti di riferimenti con altre storie di avventure fantasy.”

Insieme al demone guerriero, Warrior Demon, una delle creazioni di Tatopoulos per

Solomon Kane, c’è il costume per il  Devil’s Reaper  alto due metri e mezzo e indossato da Ian Whyte, che ha precedentemente lavorato in AVPR: Aliens vs. Predator: Requiem. “Patrick ha disegnato il personaggio e creato il pastico che è stato poi scannerizzato con il computer e utilizzato interamente come elemento 3D”, spiega Paul Jones, truccatore prospettico e  supervisore animatronica Jones e Paul Pattison (Braveheart), vincitore di un Oscar per trucco e parrucchiere,  entambi avendo lavorato in Silent Hill, si sono trovati di nuovo a collaborare in Solomon Kane.  “Paul ha avuto delle idee fantastiche per i personaggi ‘Raider’, che in realtà erano contadini e soldati posseduti da Overlord e Malachi. Essenzialmente, è stato un leggero ma efficace trucco, che ho creato con la mia società a Toronto”, racconta  Jones.  Dal momento che nel film ci sono 700 Raider dei quali, a volte, anche 50 in un solo giorno di riprese, il team di Jone ha dovuto produrre ben 500 singoli elementi di trucco necessari per dare loro quell’aspetto così  terrificante.

Un altro ostacolo da superare, per Pattison, è stato il disegno… di nuovo in collaborazione con Jones —  e 4 ore di trucco necessarie ogni volta per applicare a Kane tatuaggi, cicatrici estese e ferite da battaglia. Spiega Bassett: “Il corpo di Kane è stato tatuato e segnato in modo un po’ diverso dall’immagine classica, ma ho ritenuto importante farlo così. Si porta le ferite addosso,  in senso letterario.”

Pattison, insieme al supervisore trucchi prospettici David Scott, ha anche creato lo straordinario trucco per il malefico Malachi, interpretato da Jason Flemyng. “Volevamo che fosse molto incisivo, così abbiamo creato un miscuglio di tatuaggi e applicato cicatrici che, con una fantastica parrucca fornita da Paul, hanno dato un’immagine indimenticabile”, commenta Jones.

I saprofagi con i quali combatte Kane sono stati impersonati da un gruppo di stuntmen magri ed atletici, e da ballerini adatti a interpretare queste creature emaciate e deformi. Con un lattice molto resistente Scott ha creato, per ognuno dei dodici saprofagi principali, crani pelati, orecchie, fronti, petti e schiene  che sono stati applicati ad ogni saprofago e poi enfatizzati con pittura su tutto il corpo per evidenziare sporcizia, sangue e ciuffi di peli. Lenti a contatto e dentature “cattive” hanno completato il tutto.

Forte del successo della collaborazione in molti film precedenti,  Hadida ha coinvolto in questo progetto anche la Società francese BUF, creatrice di molti  degli effettivi visivi di Silent Hill,  che si è occupata degli effetti digitali per il demone di fuoco del film – una creatura alta 7 metri, mandata dall’Inferno per prelevare Kane nel momento clou del film. “Questo è un effetto molto sofisticato, completamente in 3D… Tutto è in fiamme, e questa enorme creatura “tuona” attorno  al gigantesco set che abbiamo costruito”, dice Bassett.

Una delle sequenze più pesanti degli effetti speciali è stata girata a metà inverno nel retro dei Barrandov Studios. Il primo Aiuto Regista Taylor e la sua squadra avevano calcolato che avrebbero perso il 40% delle 200 comparse giornaliere previste, per via delle riprese pesanti sul  set del quartiere mercato. La produzione versava fino a 50 tonnellate di acqua il giorno sul set, sugli attori e sulle comparse. Taylor ricorda,  “Sapevo che avrebbe piovuto e che non sarebbe stato divertente. Il fango ci arrivava alle ginocchia, era orribile, era come essere in trincea durante la seconda guerra mondiale”. Infatti è rimasto molto sorpreso nel sapere che solo 4 comparse avevano annullato la loro presenza dopo il quarto giorno di riprese, gli altri erano contenti di continuare.  Dice meravigliato:  “Erano dispiaciuti che la scena stesse per finire, e per me é stata conferma che stavamo facendo un buon film. Anche le comparse, oltre a divertirsi, si rendevano conto che quello che stavamo facendo era fantastico”.

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Bassette, Hadida e Berrow sperano che una nuova generazione si affezioni al personaggio di Solomon Kane. Berrow crede fermamente che se esiste un personaggio letterario  adatto ad una trilogia, questo è proprio Kane. “Francamente, c’é materiale  sufficiente  per una mezza dozzina di film perché il personaggio è sostanzialmente un viaggiatore.  Viaggia attraverso il pianeta e cerca conflitti da dirimere. E’ un uomo dedicato, che ha il potere di compiere azioni nobili. Si è preso la responsabilità di vivere questa vita e  di usare tutti gli attributi che Dio gli ha dato per aiutare i diseredati”, dice Berrow.

Bassett commenta, “Volevo fare una storia con un personaggio fantasy trainante, qualcosa che tutti gli spettatori del mondo apprezzassero, e che con ansia,  aspettassero  l’uscita delle avventure successive. Purefoy consiglia: “Venite a vedere questo film. Sarà emozionante, garantito.”

IL CASTING DI SOLOMON KANE

Solomon Kane è un ‘epic fantasy’, una storia di azione e di avventure tratta dal personaggio dei racconti e poesie di Robert E. Howard ‘The Savage Tales of Solomon Kane’. Il protagonista è un eroe del XVI secolo che tramuta il male in bene, un eroe severo e feroce che crede fermamente nel suo ruolo, quello di combattere per ciò che è giusto in un mondo corrotto e cattivo”, spiega Bassett. “Il suo è un grande universo pieno di streghe, demoni alati e saprofagi, e Kane è proprio il tipo di eroe che adoro e che voglio da tempo vedere sul grande schermo, un uomo forte e determinato capace di fare quello che si prefigge.” Una volta finita la sceneggiatura di Bassett, i realizzatori si sono prodotti in un’estenuante ricerca del migliore attore che potesse trasporre questo eccezionale avventuriero sul grande schermo. E sono rimasti estasiati dalla straordinaria interpretazione dell’attore inglese James Purefoy nel  ruolo di Marco Antonio nella mini-serie Roma della HBO, come per quello in altri film. Soprattutto per il suo background da attore di teatro, erano tutti d’accordo sul fatto di aver trovato la persona che avrebbe meglio impersonato Solomon Kane.

“Siamo davvero fortunati ad averlo con noi perché la prima volta che abbiamo visto i giornalieri ci siamo detti: ‘Sì, è proprio Kane, senza dubbio’. Credo che abbia la maschera, il carisma e la forza per dare vita a Kane, esattamente come Robert E. Howard lo aveva immaginato” osserva Hadida. Nonostante Purefoy conoscesse alcuni lavori di Robert E. Howard,  la sceneggiatura di Bassett ha segnato il suo primo incontro con Kane. “Solomon era un personaggio nuovo per me, molto eccitante ed interessante da interpretare, e spero che nel corso dei tre film riusciremo a raccontare la sua storia nel modo migliore”, dice Purefoy.

Nel descrivere il Kane del set, Purefoy commenta, “è un uomo molto cattivo, un pirata, un saccheggiatore, un bucaniere. E’ ingordo, egoista, arrogante e vanitoso – tutte quelle caratteristiche che dovremmo evitare.

Poi incontra La Morte che è venuta a prendere la sua anima. Solomon la combatte e riesce a sfuggirle ma giura davanti a Dio che non sarà mai più un uomo cattivo… fino a quando…”  ridacchia  Purefoy.  Berrow descrive il viaggio di Kane, “non proprio un percorso, meglio parlare di montagne russe all’interno di un percorso, e James ha trasformato tutto in un viaggio fantastico. Ci vuole un buon attore per riuscire in queste  dinamiche”.

Per il casting, i realizzatori hanno fatto un altro colpo fantastico con il mitico

Max Von Sydow nel ruolo Josiah Kane,  il padre di Solomon. Dopo la sua interpretazione di Re Osric, in Conan il barbaro, questa è la seconda apparizione di Von Sydow in un film tratto da un lavoro di Robert E. Howard.

Bassett ha reso il formidabile patriarca Josiah Kane parte integrante della storia originale che fa conoscere al pubblico le origini di Solomon Kane. E sottolinea quanto il rifiuto a sottostare a suo padre, già da molto giovane, abbia cambiato il suo destino e quello del suo paese. “Per me, il fatto che Max Von Sydow interpreti il padre di Solomon Kane è un colpo di casting stupendo, perchè se avessi fatto questo film 30 o 40 anni fa, proprio Max Von Sydow  sarebbe stato il Solomon Kane ideale. Il fatto che abbia accettato di recitare con James in questo ruolo piccolo ma incredibilmente incisivo, fa salire il livello del film, come del resto, lo fanno salire gli altri membri del cast”, commenta Bassett con entusiasmo.

Il padre di Von Sydow era docente universitario di Folklore, in Svezia, e Max è cresciuto imparando le fiabe di tutto il mondo. “E’ per questo motivo che una fiaba come quella di Solomon Kane mi ha molto attratto”, ricorda Von Sydow, anche se, come Purefoy, nemmeno lui conosceva il personaggio di Solomon Kane. Dopo aver letto la sceneggiatura disse di essere “molto contento che l’uomo di questa storia sia lo stesso uomo di Conan il barbaro, lavoro che ho interpretato molti anni fa”.

Bandito dal monastero dove aveva cercato rifugio, e tentando di vivere un’esistenza pacifica, Kane s’imbarca per un viaggio arduo attraverso un paesaggio inglese, devastato dai perfidi Raiders di Overlord.  Attaccato da banditi della foresta, Kane rifiuta di difendersi e viene brutalmente malmenato. Curato fino alla completa guarigione da una  famiglia di gentili puritani che stanno andando a Plymouth per fuggire dal loro paese, Kane prosegue il viaggio con loro fino al momento in cui accade una tragedia che lo obbliga a riabbracciare i suoi violenti trascorsi.

In Solomon Kane, Pete Postlethwaite, vincitore di una nomination agli Oscar, interpreta il patriarca William Crowthorn, e Alice Krige, che ha lavorato con il produttore Samuel Hadida in Silent Hill, è la sua fedele moglie Katherine. Postlethwaite spiega: “E’ un caso che hanno incontrato Solomon Kane per strada, e ovunque Solomon Kane si trovi, accadono cose”.

Una banda di predatori lancia un brutale attacco omicida alla famiglia di puritani e cattura Meredith, l’unica figlia dei Crowthorn. In  punto di morte, William Crowthorn supplica Kane di  ritrovare sua figlia e  portarla in salvo.

Rachel Hurd-Wood interpreta la giovane Meredith, mentre la parte di Samuel, suo fratello minore, è interpretata dal suo vero fratello Patrick. “Meredith possiede la tenerezza e la bellezza eterea che darà a Kane la forza di portare a termine la sua missione. Deve salvarla, ed è davvero una ragazza bellissima da salvare” commenta Hadida.

Il nuovo arrivato di grande talento, Anthony Wilks, interpreta invece il ruolo del fratello maggiore, Edward.

“La nostra giovane eroina, Rachel Hurd-Wood, bella brava, e coraggiosa, irrompe con talmente tanta energia e vivacità nel presente del nostro eroe, che riesce a risvegliare tutti i suoi istinti vitali”, osserva Bassett.

“Se si inserisce una famiglia in una storia è perchè ha un compito ben preciso da svolgere, in termini narrativi. E  Kane, che si unisce a questa famiglia, inizia a scoprire la loro etica puritana. E’ importante che il padre sia una figura nella quale crediamo. E’ un personaggio verosimile che ha combattuto e trovato la fede, e adesso vuole diventare un uomo di pace, proprio come Kane”, spiega Bassett.

Tutti gli attori che interpretano i Crowthorn ritengono che, senza retorica o lunghe ricerche, sia stato facile, per loro, calarsi nei panni di una credibile famiglia puritana. “Fin dal primo giorno di riprese, quando ci siamo riuniti, ci siamo improvvisamente  ritrovati ad essere una famiglia fantastica, così, per caso, per una strana alchimia.” racconta Postlethwaite  “I membri della famiglia sono molto individualisti, ma restano  pur sempre una famiglia e questo è vitale per il film, perché se al pubblico non importa niente della famiglia, perchè dovrebbe interessare Kane? Ed  è quello che succede. La famiglia lo porta a pensare: “D’accordo, se quella è la strada che devo prendere, la prederò.”

Riguardo il ritorno alla vita violenta di Kane, Krige spiega “Lui aveva un dono, quello di combattere bene ed essere un bravo soldato. Ma è come si usa il proprio dono ciò che conta, e lui trova il modo di usarlo per fare del bene”.

La frenetica ricerca di Meredith porta Kane nella casa della sua infanzia, a Axmouth Castle, e qui la scoperta terrificante: un’improvvisa e traumatica serie di eventi avvenuti nella sua infanzia ha messo in pericolo il territorio, minacciato ora  dallo stregone Malachi ed il regno malefico di Overlord. Strada facendo, poi, incontra un eterogeneo assortimento di personaggi fantasy e spesso mortali. Uno di questi è Padre Michael, interpretato da Mackenzie Crook. Noto soprattutto per la comicità del suo personaggio in The Office e Pirates of the Caribbean, Crook ha accettato con entusiasmo l’opportunità di questo ruolo, piccolo, ma  ancora più dark del precedente.

“Kane entra nella chiesa di Padre Michael, appena saccheggiata dai Raider, in cerca di un rifugio e di un posto per pregare. Qui incontra questo prete che all’inizio sembra un’anima perduta ma in realtà è assolutamente pazzo…” spiega Crook. Kane presto scopre che oltre ad essere pazzo, Padre Michael nasconde un piccolo sporco segreto – segreto che quasi costa la vita a Kane nei corridoi  che si snodano sotto la chiesa fatiscente.

Quanto al casting del malegico Malachi, il produttore Kevan Van Thompson dice: “Michael ed io abbiamo studiato accuratamente la scelta di questo personaggio molto importante, e volevamo qualcuno che portasse addirittura  qualcosa in più a quello che immaginavamo noi”. Quel qualcuno era Jason Flemyng, diventato famoso con il film Snatch.

Trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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