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Cinema futuro (1.025): “Qualcosa di speciale” 17/08/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Qualcosa di speciale”

Uscita in Italia: venerdì 20 agosto 2010
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “Love Happens”
Genere: commedia romantica
Regia: Brandon Camp
Sceneggiatura: Brandon Camp e Mike Thompson
Musiche: Christopher Young
Uscita negli Stati Uniti: 18 settembre 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast:
Aaron Eckhart, Jennifer Aniston, Dan Fogler, Martin Sheen, Frances Conroy, John Carroll Lynch, Judy Greer, Joe Anderson, Michelle Harrison

La trama in breve…
AARON ECKHART (Il cavaliere oscuro, Sapori e dissapori) e JENNIFER ANISTON (Io & Marley, Ti odio, ti lascio, ti…) sono i protagonisti del romantico Qualcosa di speciale. Uno scrittore che nei suoi libri spiega come superare i propri problemi e ritrovare l’autostima, arriva a Seattle per tenere un seminario, e lì incontrerà qualcuno che finalmente aiuterà lui a ritrovare se stesso.
Il dott. Burke Ryan (Eckhart) sta per concludere un importante accordo professionale,  ma in realtà, questo stimato terapista sulla cresta dell’onda, è il primo a non riuscire a mettere in pratica i suoi preziosi consigli!
Eloise Chandler (Aniston) è una donna che ha giurato a se stessa di non volere più nulla a che fare con gli uomini, e che ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla sua attività floreale. Tuttavia, quando incontra Burke nell’hotel in cui si tiene il suo seminario, si sente immediatamente attratta da lui. Riusciranno queste due persone che hanno incontrato la persona giusta nel momento sbagliato, a dare un’altra occasione all’amore?
E mentre entrambi si confrontano con la reciproca paura di soffrire e di amare ancora, alla fine si renderanno conto che per poter andare avanti nella vita, è necessario lasciarsi alle spalle il proprio doloroso passato. E scopriranno che quando meno te lo aspetti… l’amore accade!
Eckhart e Aniston sono circondati da una nutrita schiera di attori fra cui DAN FOGLER (Motel Woodstock, Kung Fu Panda) nel ruolo di Lane, il zelante manager di Burke; JUDY GREER (27 volte in bianco, 30 anni in un secondo) nel ruolo di Marty, la stravagante impiegata di Eloise; JOE ANDERSON (Across the Universe, The Ruins) nel ruolo di Tyler, l’infedele fidanzato musicista di Eloise; JOHN CARROLL LYNCH (Gran Torino, Zodiac) nel ruolo di Walter, uno scettico partecipante al seminario che resta colpito dalle lezioni di Burke; FRANCES CONROY (Six Feet Under – per la TV, New in Town) nel ruolo dell’anticonformista mamma di Eloise; e il leggendario attore MARTIN SHEEN (The Departed, Prova a prendermi) nel ruolo del suocero di Burke, che quest’ultimo, sopraffatto dal senso di colpa,  evita da quando è morta sua moglie.

Qualcosa di speciale segna l’esordio alla regia dello scrittore/regista BRANDON CAMP (Dragonfly, John Doe – per la TV).  SCOTT STUBER (Ti odio, ti lascio, ti…, Role Models, L’isola delle coppie) e MIKE THOMPSON (Dragonfly, John Doe per la TV) sono i produttori di questo romantico film drammatico, di cui Thompson è anche uno degli scrittori.
La troupe comprende il direttore della fotografia ERIC EDWARDS (Ti odio, ti lascio, ti…, Molto incinta), la scenografa SHARON SEYMOUR (Gone Baby Gone, Friday Night Lights), la montatrice DANA E. GLAUBERMAN (Juno, Thank You for Smoking) e la costumista TRISH KEATING (The Uninvited, Tutte pazze per Charlie).  La musica del film è stata composta da CHRISTOPHER YOUNG (Spider-Man 3, The Grudge).
J. MILES DALE (Hollywoodland, Talk to Me), RICK SOLOMON (I Am Sam, L’ultimo samurai) e RYAN KAVANAUGH (The Bank Job, Nine) sono i produttori esecutivi del film.

NOTE DI PRODUZIONE

Per il filmmaker Brandon Camp, il viaggio verso il romantico dramma di Qualcosa di speciale è iniziato diversi anni fa, quando ha perso sua madre. “Fu un momento molto difficile per me”, racconta. “All’inizio non riuscivo a crederci, e in un certo senso negavo quanto accaduto. Per circa un anno non sentii nulla. Poi, all’improvviso, il dolore mi colpì da un giorno all’altro, e ne fui sopraffatto per sei mesi.  Ma in quel periodo ho avuto modo di scoprire che c’è qualcosa di  interessante nell’elaborazione del lutto e in ciò che la gente vive in queste circostanze”.

Il collega scrittore con cui Camp collabora da molto tempo, il produttore di Seattle Mike Thompson, è stato molto partecipe dell’esperienza del suo amico, ed essendo rimasto colpito dal suo modo di reagire, era desideroso di esplorare insieme a lui, in un nuovo progetto, il tema del dolore e del modo in cui si può accettare e superare.  Thompson ha sviluppato interesse nel significato reale e metaforico del concetto di ‘andare avanti’.  E quindi ha proposto a Camp  di unire le  forze per una nuova sceneggiatura.

“Entrambi eravamo d’accordo sul fatto che un viaggio può cambiare la vita di qualcuno”, spiega Thompson.  “Durante un viaggio puoi incontrare una donna di cui ti innamori, puoi avere un incidente e morire, oppure conoscere qualcuno che ti offre il lavoro che hai sempre desiderato.  I viaggi abbattono tutte le barriere e ti pongono in una condizione di vulnerabilità e di apertura nei confronti delle novità.  Questa idea ci piaceva e siamo partiti da lì”.

I due scrittori, che lavorano insieme da oltre 15 anni, spiegano di essere molto interessati alle domande che indagano sul significato della vita.  In questo progetto, dice Thompson: “Ci siamo chiesti: ‘Cosa fai e come reagisci dopo una perdita?’  Abbiamo cercato di fare luce su alcuni temi esistenziali, e sulle reazioni suscitate da un lutto e dalla morte, cercando però di non restare invischiati nell’aspetto più lacrimoso e patetico della questione, ma piuttosto esplorando il tema della casualità e del superamento di un fatto drammatico.  Il nostro obiettivo era fare un film sulla trasformazione e sulla luce, sulla speranza e sulla gioia, sulla redenzione e sulla rinascita”.

In questo film, il classico percorso dalla penna allo schermo non ha seguito uno schema tradizionale. “Generalmente siamo metodici”, spiega Camp.  “Quando scriviamo decidiamo insieme ogni singola parola”.  Ma i due scrittori stavolta hanno voluto seguire un diverso metodo di lavoro.  Camp infatti, all’inizio, ha scritto cinque pagine e le ha inviate a Thompson senza rivelargli il contenuto.  Dopo aver letto le pagine, Thompson ne ha scritte altre cinque, e le ha rispedite al suo collega, con cui ha continuato questo scambio per le prime 50 pagine.  “Ci siamo sentiti completamente liberi”,  afferma Camp.  “Abbiamo cercato di distaccarci dall’infernale processo dello sviluppo, ritrovano una nuova freschezza, riscoprendo il motivo per cui avevamo deciso di diventare sceneggiatori”.

Thompson afferma: “Abbiamo immaginato un cosiddetto  guru dei sentimenti, uno di questi autori contemporanei che vanno tanto di moda e  che dispensano consigli su come vivere meglio; ma il nostro protagonista, nonostante abbia successo, è un groviglio di contraddizioni” spiega Thompson.  “Quando infine abbiamo strutturato la nostra idea, siamo tornati al nostro classico metodo di scrittura”. E hanno anche deciso che Camp avrebbe diretto il film mentre Thompson lo avrebbe prodotto.

Per il loro protagonista, gli sceneggiatori hanno immaginato il Dott. Burke Ryan, uno psicoterapeuta esperto di ‘autostima’ che in realtà non è una persona risolta poiché da quando sua moglie è morta, tre anni prima, ha soffocato ogni suo sentimento; Burke ha cercato di dimenticare se stesso aiutando gli altri, ma nel far questo ha ignorato il proprio dolore.  Quando l’amore irrompe improvvisamente nella sua vita, con le fattezze dell’anticonformista Eloise Chandler, Burke a quel punto è costretto a confrontarsi con la verità che finora è riuscito a negare.

Camp spiega: “Ci piace descrivere le reazioni di personaggi normali che si trovano in situazioni completamente fuori dal comune. Così è nato Burke.  Burke, prima della tragedia che lo colpisce, era un comune giornalista che scriveva per Psychology Today.  Ma dopo il grave lutto, diventa un esperto di gestione del dolore e delle proprie emozioni, diventando molto popolare. Ma in fondo, suo malgrado, Burke è un ipocrita.  Solo quando incontra Eloise, può finalmente guardarsi allo specchio e capire che è arrivato il momento di superare i  propri demoni”.

Dopo aver scritto la sceneggiatura, nel maggio 2006, Camp e Thompson hanno contattato il produttore Scott Stuber, che ha molto apprezzato la storia di due persone che si incontrano proprio nel momento in cui hanno entrambe raggiunto un punto di rottura.  “Sono due esseri umani impantanati nel loro problemi interiori” spiega Stuber.  “Ma quando cercano di stabilire un contatto fra loro, si aiutano a crescere a vicenda e si innamorano l’uno dell’altro.  Ho pensato che fosse una bella idea da esplorare”.

Il produttore ha apprezzato l’idea che i protagonisti abbiano una possibilità di riscatto. Continua “Il personaggio di Burke è interessante perché ha una vita pubblica molto intensa ma non ha mai risolto i suoi problemi personali.  Fa parte di quel genere di persone che non si perdono d’animo davanti alle proprie responsabilità ma che poi non riescono ad affrontare la parte più enotiva della loro vita.  Burke si è costruito un’immagine esteriore forte e solida, ma  segretamente ha bisogno di aiuto. Eloise lo intuisce, lo aiuta a indagare in se stesso e in ultima analisi, ad innamorarsi”.

Il primo attore ad aderire al progetto di Qualcosa di speciale è stato Aaron Eckhart, nel gennaio 2007.  Subito dopo è arrivata Jennifer Aniston , nel marzo dello stesso anno. Aniston era entusiasta all’idea di lavorare con Eckhart e di ritrovare Stuber con cui aveva collaborato nel grande successo del 2006  Ti odio, ti lascio, ti…, insieme a Vince Vaughn.  Dopo aver scelto i protagonisti, Universal Pictures ha dato il via libera al progetto e ha iniziato a scritturare il resto della squadra.

Guru e fioraie dai cuori infranti: Il cast di questo dramma romantico…

Mentre molti scrittori trovano difficoltà nel diventare registi, Camp ha accettato la proposta con entusiasmo e si è subito dedicato alla scelta del cast giusto per il film, che a suo avviso, gli avrebbe enormemente facilitato il compito.  “Speravo e sognavo di riuscire ad avere questo tipo di cast”, afferma il filmmaker.  “Ma la cosa straordinaria è che tutti gli attori ai quali avevamo pensato inizialmente, hanno accettato di fare il film. Jen Aniston, Aaron Eckhart, Martin Sheen, Dan Fogler e il resto del cast erano la nostra prima scelta. Incredibile, non succede mai!”

Quando hanno selezionato il Dott. Burke Ryan, il regista Camp e i produttori Stuber e Thompson volevano un attore sia credibile nel ruolo di un vedovo, sia capace di suscitare le simpatie del pubblico… anche quando non è completamente sincero.

Camp spiega: “Nonostante Burke non sia totalmente onesto con se stesso e con gli altri, si tratta di un difetto non voluto, accidentale, frutto delle circostanze in cui si trova.  Aaron provoca una grande empatia e ha un sorriso talmente disarmante che si fa perdonare facilmente.  Interpreta un personaggio molto sfumato, e le sue parole rivelano una personalità stratificata”.

Eckhart ha apprezzato il copione di Qualcosa di speciale e ha subito aderito al progetto.  Dichiara: “Mi è piaciuta la parte romantica della sceneggiatura incarnata dal personaggio di Jennifer Aniston, Eloise. Burke ha una vita molto intensa e complicata.  Sua moglie è morta tre anni prima e ne ha sofferto immensamente. Ora cerca di aiutare gli altri a superare le proprie sofferenze.  Ma anche se non mette in pratica ciò che lui stesso predica agli altri, è animato da buone intenzioni”.

Continua Eckhart: “Spero che il pubblico apprezzi l’umorismo e l’energia di questa originale storia d’amore. Certamente gli spettatori saranno toccati dal lato commovente della storia: tutti noi abbiamo l’obbligo di trattare il dolore e le sue vittime, con estremo rispetto, compassione ed empatia”.

Per il personaggio di cui Burke si innamora, Eloise, Thompson e Camp hanno immaginato una donna che, come lui, ha sofferto molto, innamorandosi sempre di uomini sbagliati.  Thompson osserva: “Eloise è attratta da Burke proprio perché anche lei è un po’ “disfunzionale”, dato che ha sofferto dell’abbandono di suo padre, quando era piccola.  All’inizio diffida di Burke e dovrà conoscerlo bene per capire che finalmente c’è una persona positiva nella sua vita”.

Jennifer Aniston è la fioraia dallo spirito libero che mette in moto un profondo cambiamento nella vita di Burke, proprio come lui aiuta lei a cambiare prospettiva.  “Jennifer è radiosa, è un’attrice che la gente ama guardare”, dice Camp.  “Eloise è un personaggio originale. Scrive sui muri, finge di essere sorda, è un’eccentrica, ma in fondo è una persona semplice, la classica ragazza della porta accanto.  Jennifer la interpreta con molta naturalezza, senza forzature… è semplicemente un po’ bizzarra,  sopra le righe.  Pur essendo una star del cinema, è un’attrice estremamente accessibile, con la quale è facile identificarsi”.

Quando ha letto Qualcosa di speciale, Aniston ha trovato interessante la dinamica fra due persone che in qualche modo hanno perso di vista se stesse, e definisce la vicenda “una storia d’amore piuttosto atipica, fra due persone che si trovano davanti a un nuovo inizio, che da cui si sentono attratti e spaventati al tempo stesso”.

Nel descrivere il mondo di Eloise prima di incontrare Burke, l’attrice dichiara: “Eloise si rende conto dell’opportunità di guarire quest’uomo e se stessa.  Per quanto riguarda lui, è la prima volta che permette al suo cuore di sentire qualcosa.  Deve togliere gli scheletri dall’armadio, anche se è difficile”.

Nonostante non avesse ancora mai lavorato con Eckhart, Aniston ha capito subito che la sua  co-star era perfetta per il ruolo del vedovo inconsolabile.  “Non riesco a immaginare nessun altro nel ruolo di Burke”, commenta Aniston.  “Aaron è stato estremamente preciso e molto commovente. E’ un lavoratore infaticabile, con grande concentrazione e dedizione.  Quando lavori con un attore del genere, sei stimolato a fare sempre del tuo meglio”.

Stuber era felice di avere di nuovo Aniston al suo fianco.  Nel 2006 i due avevano lavorato insieme con Vince Vaughn nel primo blockbuster del produttore, Ti odio, ti lascio, ti….  “Lavorare di nuovo con Jen è stato bellissimo”, dichiara Stuber.  “Avevo già avuto modo di apprezzare il suo perfezionismo, sia nei ruoli comici che drammatici.  E’ un’attrice molto complessa, con un raro senso della commedia e un grande spessore emotivo”.

L’attore vincitore di un Tony Award, Dan Fogler, interpreta il manager letterario di Burke, Lane, le cui megalomani ambizioni per il suo protetto (e se stesso) lo spingono  a siglare un importante contratto con un programma televisivo.  I filmmakers hanno cercato di non trasformare il personaggio di Lane in uno stereotipo banale.  Ma Fogler ha superato le aspettative di tutti.

Spiega Stuber: “Dan emana e diffonde energia, ed era perfetto accanto ad Aaron, che invece è più riservato.  Anche Lane ha un gran cuore ed è questo il bello del suo personaggio. Spesso gli agenti vengono rappresentati come persone senza scrupoli. Ma Lane è anche un amico di Burke; hanno lavorato insieme ed è ovvio che aspiri al successo. Ma la cosa più importante è che vuole che il suo amico sia felice. L’umanità che Dan ha infuso nel suo ruolo è un valore aggiunto nel film, perché  Dan ha reso il suo personaggio reale”.

Qualcosa di speciale era una storia diversa, per me”, aggiunge Fogler.  “Presentava una serie di temi importanti, come sopravvivere alla morte di qualcuno che ami.  E’ molto avvincente.  Se Burke ha successo, anche Lane ha successo.  E’ una presenza ossessiva che in realtà mira a proteggere e a consigliare Burke”.

Nota per la sua incredibile presenza scenica in commedie quali 27 volte in bianco, 30 anni in un secondo e Prima o poi mi sposo, Judy Greer è stata scritturata nel ruolo di Marty, l’impetuosa collega di Eloise che la rimprovera sempre per le sue scelte sentimentali.  Marty pensa (a ragione) che Eloise tenda a scegliere uomini non disponibili. Per il suo ruolo l’attrice, pur basandosi sul copione, ha creato brillanti improvvisazioni. “All’inizio Marty non è una grande sostenitrice del rapporto fra Burke ed Eloise”, spiega Greer. “Anche lei ha i suoi problemi perché ha avuto una relazione da cui è uscita a pezzi e di conseguenza si è trasformata in una femminista militante.  Marty si sente un po’ come la mamma di Eloise, le piace aver cura di lei.  Le dice sempre la verità, anche se scomoda, e cerca di scuoterla dai suoi sogni”.

L’attrice ha regalato una performance molto più intensa rispetto a ciò che i filmmakers si aspettavano dal suo personaggio. Dice Thompson: “Marty è più consapevole della ‘disfunzionalità’ di Eloise di quanto non lo sia la stessa Eloise, e vorrebbe che ne prendesse coscienza. L’energia e la commedia fisica che Judy ha portato al ruolo, oltre alle battute che l’attrice ha letteralmente inventato, sono fantastiche.  Tutto ciò che questa donna fa, è divertente”.

John Carroll Lynch, che di recente è apparso in Gran Torino di Clint Eastwood, si è unito al progetto nelle vesti di un partecipante al workshop piuttosto riluttante.  Walter Mayfield.  Lynch riflette su ciò che lo ha attratto rispetto al suo ruolo: “Il copione mi piaceva perché l’ho trovato stimolante dal punto di vista emotivo, una girandola di emozioni complesse e confuse. Mi piacciono i copioni che non sono lineari, in cui tutto accade confusamente ma con un tempismo incredibile”.

Continua: “Questo genere di seminari sull’autostima assomigliano a un circo.  Giocano con le emozioni dei partecipanti. E’ un po’ come una psicoterapia di gruppo ma Walter si sente estraneo a questi meccanismi.  E’ colpito dal modo in cui Burke affronta la perdita della moglie. Più degli esperimenti con il carbone ardente, ciò che funziona è misurarsi con gli altri, osservare il modo in cui la gente elabora il dolore.  L’ironia è che Burke sta compiendo lo stesso viaggio di Walter ma in un certo senso è rimasto indietro rispetto a lui”.

L’attore pluripremiato Martin Sheen è stato scritturato nel ruolo del suocero di Burke che costringe Burke a confrontarsi con un passato da cui cerca di sfuggire da tre anni.

Stuber dichiara: “La partecipazione di Sheen è stata un sogno per tutti noi.  Martin era proprio l’attore che speravamo accettasse la parte fin dal primo giorno.  E’ un’icona del cinema e siamo tutti suoi fan.  Siamo andati varie volte da lui per convincerlo ad accettare. Penso che alla fine si sia arreso per stanchezza, per non sentirci più’”, conclude Stuber, scherzando.

Dopo aver letto la sceneggiatura, Sheen è stato felice di accettare la parte.  L’attore dichiara: “La cosa che più mi è piaciuta della storia, è il tema del riscatto, e dell’accettazione delle nostre debolezze e sofferenze umane.  Gli esseri umani sono caratterizzati da grandi sofferenze, ma quando riescono a mettere a fuoco il loro problema, possono guarire e diventare più forti”.

Completa il cast Rocky, un pappagallo di 20 anni, bianco con la cresta gialla, noto anche con il nome di APOLLO.  Burke alla fine libererà Rocky nella natura, per onorare una promessa che aveva fatto a sua moglie. Ma separarsi da Rocky sarà più difficile di quel che tutti pensano.

Da Vancouver a Seattle: le location del film

Per catturare l’ambientazione del film, la troupe ha girato in oltre 30 location.  La squadra ha lavorato per otto settimane a Vancouver e una settimana a Seattle, la città in cui la produzione è stata ultimata.  Ricreare Seattle a Vancouver è stato possibile grazie alle avanzate tecniche CGI che hanno aggiunto il Monte Rainier e la torre dello Space Needle all’orizzonte di Vancouver, eliminando i Rockies dal background.

A Vancouver la produzione ha scelto gli hotel Hyatt Regency e Marriott, per girare le scene del seminario di Burke e quelle sul tetto; altre location della città comprendono: il cimitero di Fraserview; il grande magazzino Home Depot, dove il guru conduce i partecipanti del seminario; l’aeroporto internazionale, alcuni parchi e giardini nonché le strade di varie città fra cui New Westminster, nella British Columbia.

All’interno dell’incontaminata foresta pluviale della British Columbia, Camp ha catturato le scene in cui Aaron Eckhart – nei panni di Burke – corre nella radura nebbiosa cercando un punto dove liberare Rocky il pappagallo, per onorare il desiderio che sua moglie aveva espresso diversi anni prima. Per creare la nebbia, la squadra di produzione ha diffuso un’altissima colonna di fumo in una vasta area della foresta.

Per le scene esterne del ristorante in cui Eloise e Burke si danno il primo appuntamento, la troupe ha dovuto cronometrare le riprese per evitare di registrare l’assilante rintocco scandito ogni quarto d’ora dal caratteristico orologio a vapore che si trova a Gastown, il centro storico di Vancouver.

Dato che il produttore Thompson vive a Seattle, ha voluto mostrare agli spettatori alcuni degli scorci più belli della città.  Eckhart confessa di aver subito percepito la particolare atmosfera di Seattle. “Seattle è molto adatta al copione”, afferma l’attore.  “E’ in linea con la storia del film, ha il look ‘serio’ che il soggetto richiede.cSe, ad esempio, il film fosse stato ambientato a Los Angeles, il mio personaggio sarebbe risultato troppo affettato”.

Il lato comico è che la squadra non avrebbe mai pensato di dover creare l’effetto pioggia in una città dove piove quasi tutto l’anno. Per creare la pioggia, la troupe si è avvalsa di un enorme camion con una gru parcheggiata su una pendenza di 30 gradi e sistemato di fronte ad alcuni blocchi di legno per restare in equilibrio, con le ruote anteriori sospese a 2 metri da terra.  Dal suo braccio, lungo 33 metri  pendeva un’asta lunga 15 metri con quattro aperture che hanno riversato 7500 galloni d’acqua da tre camion, allagando un’area molto vasta.

Ognuno di questi quattro effusori aveva tre bocche da cui rovesciare la quantità d’acqua necessaria alla ripresa del momento. Questo complicato meccanismo è stato costruito e messo in funzione lo stesso giorno della ripresa, che è iniziata alle 5 del mattino.  Per evitare che Eckhart si prendesse un raffreddore, ha indossato una tuta di neoprene sotto il suo completo in giacca e cravatta.

Il diluvio ha avuto luogo nel famoso Pike Place Market, un mercato di viveri e artigianato famoso in città. Per girare la scena, la produzione ha  chiuso la strada per tutto il giorno e ha creato un ingorgo con 80 auto, oltre a 200 extra, sotto l’acquazzone pilotato.  L’unica persona senza ombrello del film era il povero Eckhart.

Una scena notturna è stata girata nel vicino Gum Wall, il famoso muro in cui ogni visitatore appiccica il suo chewing gum e dove anche la troupe ha voluto onorare questa bizzarra tradizione.

Altri luoghi tipici catturati da Camp e dal direttore della fotografia Eric Edwards durante le riprese, comprendono lo Space Needle e il Fremont Troll, una scultura realizzata sotto l’Aurora Street Bridge da quattro artisti di Seattle nel 1990.  Il troll è un mostro di 5 metri con un occhio metallico, e, secondo una leggenda locale, vive divorando automobili.

Lo Space Needle è una torre alta 184 metri e molto probabilmente è il simbolo più rappresentativo di questa città del Pacific Northwest. Costruito per la Fiera Mondiale del 1962, il Needle ha un osservatorio che sopporta la forza di venti che viaggiano a oltre 300 chilometri all’ora.  In cima al Needle, Eckhart si è trovato faccia a faccia con un elicottero dotato di cinepresa, che si è alzato in volo, mostrando l’intero Needle, il panorama notturno di Seattle e il ponte.

I set più profumati del mondo: la scenografia

La conferenza “A-Okay!”

Quando la scenografa Sharon Seymour ha parlato del look generale del film, insieme a Camp e i produttori, tutti hanno immaginato Burke all’interno di un mondo costretto.  Erano  d’accordo sul fatto che Burke fosse un uomo completamente chiuso al mondo prima di incontrare Eloise. “Il mondo di Burke è fatto di hotel, di sale per conferenze, di spazi neutri”, dice Seymour. “Gli hotel in cui si tengono le conferenze di solito sono tutti uguali e non hanno mai colori stravaganti o un arredamento particolare.

“Al contrario Eloise si muove in un mondo totalmente aperto, mediterraneo e variopinto”, continua. Questo mondo è una vera scoperta per Burke e, quando i due si incontrano all’hookah bar, lui ha una sensazione di apertura e si rende conto che la vita può e deve continuare. E’ un modo nuovo di relazionarsi agli altri e di uscire dal mondo soffocante in cui si è rintanato per anni.

Una delle sfide di Seymour è stata quella di creare un ambiente interessante e avvincente nella sala del banchetto, in cui Burke inaugura il suo seminario “A-Okay!”, a cui partecipano un gran numero di persone alla disperata ricerca della soluzione dei loro problemi. La scenografa ha lavorato al fianco di Camp, per creare un ambiente visivo che non distogliesse l’attenzione da Burke e dalla sua dinamica personalità.

Per le riprese del seminario, che sono durate sei giorni e che hanno visto la partecipazione di 350 extra nei panni degli invasati membri del seminario, la scena era corredata di elementi audiovisivi e multimediali fra cui due schermi  di 3 metri x 4, posizionati sui due lati del palco, un pannello centrale illuminato dal logo di Burke “A-Okay!”, una telecamera che proietta l’immagine di Burke su tutti gli schermi, nonché fari, una lavagna luminosa e una lunga fila di computer.

Il giardino di Eloise

Quasi tutti ritengono che il set più bello sia il negozio di fiori di Eloise; il dipartimento artistico lo ha totalmente ristrutturato (prima era un rivenditore di lingerie chiamato Tabu) per poter creare il mondo rigoglioso di Eloise.  Il produttore Stuber dichiara che molto probabilmente è stato “il set più profumato in cui abbiamo mai lavorato”.

Seymour definisce il negozio di fiori “un’estensione della personalità di Eloise” e Camp e Thompson hanno parlato a lungo di come realizzarlo.  Erano affascinati dal fatto che i fiorai ricevono telefonate e ordini da gente di ogni parte del mondo che li incaricano di spedire fiori accompagnati da biglietti che spesso rivelano sentimenti delicati e personali.

“E’ un modo originale e insolito di conoscere gli esseri umani”, dice Thompson.  “Abbiamo preso in considerazione un lato  affascinante di questo lavoro e il personaggio di Eloise ha preso forma proprio da questa idea”.

Eckhart spiega: “I fiori sono il simbolo del desiderio segreto di Eloise di sbocciare. Sono espressione di amore e perdono. E rispetto alla perdita di Burke, i fiori sono simbolo di conforto, di dolcezza, di compassione”.

Per realizzare questo set, la produzione ha voluto un enorme assortimento floreale e ha contattato Teleflora, che ha inviato una sua consulente, MARIE ACKERMAN,  per aiutare il dipartimento artistico a creare il negozio perfetto per Eloise.

La squadra ha utilizzato materiali insoliti, locali, contenitori fatti con la terra e un moderno look europeo per il design dello negozio.  Il suo stile è originale come dimostra ad esempio la vetrina con le composizione di lime. La maggior parte dei contenitori sono stati realizzati con una corteccia di betulla che richiama l’atmosfera naturale di Seattle, evocata anche dai rami di lichene coperti di muschio.

Ackerman ha anche insegnato a Jennifer Aniston e a Judy Greer l’arte delle composizioni floreali.  Ha insegnato loro ad usare gli attrezzi più comuni nella floricoltura, fra cui un coltello che si usa appositamente per i fiori, cesoie e taglierini.  La consulente ha istruito Aniston sui trucchi del mestiere: la lama, ad esempio, deve essere tenuta in modo verticale (parallela al pollice) e lo stelo va tagliato leggermente per preservare la struttura cellulare e fare in modo che i fiori durino più a lungo.

Camminare sul fuoco senza bruciarsi!

In una scena centrale del seminario di Burke in cui l’esperto di autostima sta cercando di aiutare lo stoico Walter, Burke incoraggia tutti i partecipanti a sviluppare il controllo camminando sui carboni ardenti. “Il tunnel del fuoco”, così lo definisce Camp, ha impiegato due mesi per essere realizzato.

L’esperto di effetti speciali JOHN SLEEP spiega il modo in cui Eckhart è stato in grado di camminare sul fuoco senza bruciarsi.  Sleep e la sua squadra hanno preso un foglio di Plexiglas di 4 metri, sotto il quale hanno posizionato le luci per creare l’effetto dei carboni ardenti. “Abbiamo triturato scatole e scatole  di carbone vero, ottenuto da alberi bruciati”, dice Sleep. “Poi abbiamo forato il Plexiglas in più punti per far fuoriuscire il fumo.

“Il fuoco è stato immesso nelle fessure dei bordi, attraverso 20 bruciatori collegati a serbatoi di propano”, continua. Successivamente la squadra ha creato i carboni ardenti su cui i partecipanti dovevano camminare, inserendo batterie minuscole e  LED all’interno di una plastica trasparente dipinta in modo da sembrare un insieme di carboni. Un sistema di illuminazione su un pannello agganciato al Plexiglas, ha creato un realistico effetto di luce tremolante.

Dato che questo tappeto di fuoco generava molto calore, doveva restare spento fra una ripresa e l’altra per evitare che la plastica di fondesse o diventasse morbida.  E gli attori hanno applicato protezioni adesive alle suole delle scarpe. Il risultato?  Conquistare il fuoco attraverso la fede.

Trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

La nuova commedia romantica con Jennifer Aniston e Aaron Eckhart, dal 20 agosto al cinema. Eloise (Jennifer Aniston) ha il suo bellissimo negozio di fiori, la sua vita eccentrica e un piccolo problema con gli uomini: incontra solo quelli sbagliati. Burke (Aaron Eckhart – Il Cavaliere Oscuro) invece la donna giusta l’aveva anche trovata, prima di trasformarsi in un “professore” di autostima, di quelli che dispensano consigli sui manuali e organizzano convegni sulla fiducia fai da te per soggetti disperati. A volte però il destino gioca strani scherzi, e così Eloise e Burke si ritrovano faccia a faccia nello stesso hotel: due persone belle e vere, ma diffidenti e chiuse. Fin quando a un certo punto non accade QUALCOSA DI SPECIALE!

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