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Cinema Festival #185 – Venezia Cinema 2010, i vincitori: Leone d’Oro a Somewhere di Sofia Coppola, a bocca asciutta il cinema italiano – Addio a Claude Chabrol 12/09/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema Festival, Festival, Film, In Memoriam, Premi.
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cinemafestival Appuntamento speciale dello spazio “Cinema Festival” interamente dedicato alla 67a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, della quale avevo già parlato qui e che si è conclusa ieri sera con la proclamazione dei vincitori. In chiusura, la notizia della scomparsa di un maestro del cinema francese.

Venezia, Mostra del CinemaVENEZIA CINEMA 2010, I VINCITORI
Ha vinto una figlia d’arte, un’icona glamour, una ex fidanzata del capogiuria Tarantino. Ma anche una regista (trentanovenne) dall’indubbio talento, il cui tocco “leggero” riesce a conciliare stile autoriale e appeal più commerciale. E’ Sofia Coppola la trionfatrice della Mostra 2010: il Leone d’oro va a lei e al suo “Somewhere”, ritratto di attore hollywoodiano in crisi molto applaudito qui al Lido. Ma questa edizione numero 67 passa alla storia anche per il flop italiano: 41 titoli tricolori nella selezione ufficiale, quattro in concorso, e nessun premio: non accadeva da anni, di restare totalmente a bocca asciutta.
I Leoni. Il gruppo presieduto da Quentin Tarantino  –  e in cui militano anche i nostri Gabriele Salvatores e Luca Guadagnino  –  premia, oltre alla Coppola, altri due film. A “Balada triste”di Alex De La Iglesia va il Leone d’argento per la migliore regia; e a “Essential killing” di Jerzy Skolimowski il Gran premio della giuria. Assegnato anche un Leone speciale a Monti Hellman (in gara con “Road to nowhere”) per il complesso dell’opera.
Gli attori. Le Coppe Volpi  –  tradizionale terreno di caccia italiano, almeno negli ultimi anni – vanno alla greca Ariane Labed, protagonista di “Attenberg” di Athina Rachel Tsangari. E ancora al film di Skolimowski, col suo protagonista Vincent Gallo: talebano in fuga che non dice praticamente una parola, per l’intero film. E che qui al Lido c’è da giorni, ma sempre in versione “clandestina”. E anche questa sera non sale sul palco: preferisce stare mimetizzato tra il pubblico. Capricci dal sapore un po’ delirante, i suoi. Ritira il regista: lo invita a salire sul palco, ma niente…
Gli altri riconoscimenti. Il premio per l’opera prima se lo aggiudica “Cogunluk” (“Maiority”, in inglese), diretto da Seren Yuce.  Il premio Mastroianni al miglior giovane interprete va a Mila Kunis (presente solo in videomessaggio), sensuale antagonista/alter ego di Natalie Portman in “Black swan”; le Oselle le vincono ancora il film di De La Iglesia (per la sceneggiatura) e “Silent souls” di Aleksei Fedorchenko (per la fotografia); opera, quest’ultima, che secondo molti critici avrebbe meritato di più.
Il conflitto di interessi. S è molto parlato, in questa Mostra, del rapporto fra Tarantino e almeno tre registi in gara. Una è proprio la Coppola, con cui ebbe tempo fa una love-story. Il secondo è Monte Hellman (“Road to nowhere”), vecchio amico e produttore delle sue Iene, Il terzo è Takashi Miike (“13 assassins”), per cui in passato si è prestato a fare l’attore. Come di vede, due di loro sono stati effettivamente premiati; e dunque il sospetto di favoritismo  –  magari infondato  –  in molti osservatori resterà. A prescindere.
La cerimonia. Condotta da Isabella Ragonese (in nero a balze Furlanetti e trucco forte), ha visto prima una passerella senza troppe emozioni. Applauditissimi Quentin Tarantino, Sofia Coppola ma anche il giurato di “Controcampo italiano” Valerio Mastrandrea. Uniche due emozioni: Alba Parietti che inciampa sui tre gradini a inizio red carpet, scoprendo il seno. E l’assenza del ministro Maurizio Sacconi, la cui presenza ieri era stata per certa: forse per pura dei fischi, che all’inaugurazione avevano bersagliato (sul red carpet) Gianni Letta.
(fonte “La Repubblica” del 12 settembre 2010, articolo di Claudia Morgoglione)

A seguire, tutti i premi di questa edizione.

Leone d’oro a ‘Somewhere’ di Sofia Coppola

Leone speciale per l’insieme dell’opera a Monte Hellman, che al Lido ha portato ‘Road to nowhere’

Leone d’argento miglior regia ad Alex de la Iglesia per il film ‘Balada triste de trompeta’

Premio speciale della giuria al film ‘Essential Killing’ di Jerzy Skolimowski

Coppa Volpi migliore attrice ad Ariane Labed per ‘Attenberg’

Coppa Volpi miglior attore a Vincent Gallo per ‘Essential Killing’

Leone del Futuro – Premio Venezia Luigi De Laurentiis per la migliore al film ‘Cogunluk’ (Majority) di Seren Yuce

– Il premio Orizzonti per il miglior lungometraggio è stato assegnato al film Verano de Goliat di Nicolas Pereda

Gran Premio Speciale della Giuria della Sezione Orizzonti al film ‘The Forgotten Space’ di Noel Burch e Allan Sekula

Osella migliore sceneggiatura: “Balada triste di trompeta” di Alex de la Iglesia

Osella miglior contributo tecnico a Mikhail Krichman per la fotografia del film “Silent Souls” di Aleksei Fedorchenko

Premio Marcello Mastroianni giovane attore/attrice emergente a Mila Kunis, interprete del film “Black Swan”

ADDIO A CLAUDE CHABROL
E’ morto oggi a Parigi Claude Chabrol, 80 anni, uno dei maestri del cinema francese e tra i più prolifici: il suo ultimo film, interpretato da Gerard Depardieu, “Bellamy” è dell’anno scorso.
L’idea di cinema di Chabrol partiva dalla venerazione per Alfred Hitchcok e le atmosfere di polizieschi e noir, con particolare attenzione ai personaggi femminili. Chabrol ha spesso raccontato il lato oscuro delle donne, tracciando ritratti di femmine folli, spaventose, gelide assassine bestemmiatrici.
Tra i suoi capolavori “Un affare di donne, su una “mammana” collaborazionista e “Violette Nozière” la storia di una donna che uccise i genitori, entrambi ispirati a fatti di cronaca seguitissimi in Francia. In entrambi i casi, la protagonista scelta da Chabrol fu Isabelle Huppert, il cui volto è parte integrante del miglior cinema di questo autore, della sua capacità di raccontare il Male con il volto di una donna. Tra le molte collaborazioni, anche il noir: “Il buio della mente”, tratto da un romanzo di Ruth Rendell, che partecipò alla Mostra di Venezia del 1995 e Huppert, nel ruolo della governante analfabeta che ammazza l’intera famiglia per cui lavora, vinse una meritatissima Coppa Volpi in coppia con l’altra interprete del film, Sandrine Bonnaire.
Nella vita il regista si è sposato tre volte. La seconda moglie è stata l’attrice Stéphane Audran, protagonista di un suo film passionale e malinconico: “La femme infidèle”, (in italiano Stephane, una moglie infedele), ammiratissimo archetipo di film sul tema del tradimento, al punto che ne venne fatto un remake nel 2002, da titolo Unfaithful (L’amore infedele) con Diane Lane e Richard Gere.
“Quando ho avuto la notizia, sapere di non poter vedere più i suoi film è stato come sapere di non vedere più un amico. E’ un grande dolore. Era un maestro per me”. Cosi’ Gabriele Salvatores ha commentato la scomparsa di Claude Chabrol, incontrando i cronisti al Lido di venezia, per fare un bilancio della sua esperienza di giurato alla settima edizione della Mostra del Cinema.
(fonte: Tg1, 12 settembre 2010)


Per approfondire quali film usciranno settimanalmente nei cinema italiani visitate gli spazi “Cinema futuro” e “Al cinema…” del blog.

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Commenti»

1. Paolo - 12/09/2010

Vittoria annunciata. Vedremo quanto meritata.

Dispiaciuto per Chabrol. Avevo visto Bellamy proprio l’altra sera.

2. bianconimassimo - 13/09/2010

Non so se sia stata meritata.
Però mi ha lasciato qualcosa.
Ecco cosa: http://massimobianconi.tumblr.com/post/1092167823/sofia-coppola-somewhere-somehow

3. vale.o - 13/09/2010

Vittoria incomprensibile. Il film è brutto.

4. Alex - 14/09/2010

uno doveva vincere……ha vinto per esclusione; togliendo tutti gli altri film(tutti brutti a mio avviso) è rimasto ed ha vinto il meno brutto tra tutti.

5. Han-Koh Chung - 27/12/2010

Penso che il Sandrine Bonnaire è un’attrice molto buona. Morte di Claude Chabrol Mi dispiace molto.


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