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Cinema futuro (1.051): “Fratelli in erba” 13/09/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Fratelli in erba”

Uscita in Italia: venerdì 17 settembre 2010
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Leaves of Grass”
Genere: commedia / drammatico
Regia: Tim Blake Nelson
Sceneggiatura: Tim Blake Nelson
Musiche: Jeff Danna
Uscita negli USA: 17 settembre 2010
Durata: 101 minuti
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Edward Norton, Keri Russell, Tim Blake Nelson, Josh Pais, Susan Sarandon, Richard Dreyfuss, Amelia Campbell, Ty Burrell, Lee Wilkof, Melanie Lynskey

La trama in breve…
FRATELLI IN ERBA di Tim Blake Nelson è una commedia nera che utilizza la doppia prospettiva di due gemelli monozigoti, Bill e Brady Kincaid (Edward Norton, due volte nominato all’Oscar), per annodare in sé elementi narrativi molto diversi come la politica “Ivy League”, lo spaccio di stupefacenti, la filosofia classica e la comunità ebraica di Tulsa, nell’Oklahoma.
Quando Bill Kincaid riceve la notizia dell’assassinio del suo gemello Brady, morto in un affare di droga andato male, lascia il suo posto di professore di Filosofia Classica alla Brown University e torna al suo paese nativo, nella rurale Oklahoma. Al suo arrivo però si rende conto che i racconti sulla morte di suo fratello sono “alquanto esagerati” e presto si trova coinvolto in uno dei complotti di Brady.
Seppure con molte perplessità e dopo delle resistenze iniziali, Bill accetta di partecipare al piano del fratello trascorrendo un po’ di tempo nei panni di “Brady” in compagnia della madre Daisy (Susan Sarandon, vincitrice di un Oscar), fuggita alla contro-cultura scegliendo di andare prematuramente a vivere in una casa di riposo per anziani, e di Janet (Keri Russell), donna colta che ha abbandonato la  vita movimentata per viverne una più tranquilla in un angolo appartato dell’America.
Nel frattempo Brady e il suo migliore amico nonché socio Bolger (lo scrittore- regista Nelson) usano questo alibi perfetto per risolvere i loro problemi con Pug Rothbaum (Richard Dreyfuss, premio Oscar), un membro di spicco della sinagoga, nonché spacciatore di narcotici a Tulsa a cui devono dei soldi.
Sulla scia della tradizione delle commedie sui gemelli, FRATELLI IN ERBA segue un percorso narrativo tortuoso, passando dal dramma alla commedia e alla filosofia classica, nel tentativo di rispondere a una delle più antiche domande del mondo: cosa significa veramente essere felici?

I. DICHIARAZIONI DEL REGISTA
di Tim Blake Nelson

Prologo: Un monologo oppure dialogo prima dell’entrata del coro, che introduce il soggetto comico o tragico.

Durante il periodo della mia crescita, mio fratello maggiore era una specie di leader, un idolo. Io lo guardavo con un po’ di soggezione, a volte con paura. Aveva i capelli molto lunghi, ascoltava musica alternativa e, alle scuole superiori, spesso faceva uso di sostanze illecite. Avendo cinque anni meno di lui, non osavo quanto lui anche se in molte cose ho seguito le sue orme. L’esasperazione della dicotomia fra noi due e la sensazione che io stessi vivendo la mia vita con troppa rigidità, sono stati lo spunto per FRATELLI IN ERBA. Questo film in effetti, più che i ricordi, esplora il ritorno all’io di allora, quando la vita veniva vissuta in modo più profondo e le esperienze erano più ricche, non accompagnate da troppi timori.

Secondo me, la maggior parte delle storie nelle quali ci imbattiamo – che siano romanzi, opere teatrali o cinema – sono sempre le stesse storie raccontate più e più volte, che cerchiamo costantemente di rendere attuali, di adeguare alla nostra generazione.

La letteratura classica è piena di commedie che hanno a che fare con la figura dei gemelli; ad esempio I Menecmi di Plauto, un’opera teatrale greca di Menandro che ritroveremo poi in Shakespeare ne La Commedia degli equivoci.

Nel film, la metafora dei gemelli funziona in modo completamente diverso rispetto al teatro perché si ha un unico attore che interpreta entrambi i fratelli e, per quanto bravo possa essere nell’apparire diverso, il pubblico è consapevole che si tratta di un solo attore che sta interpretando due ruoli. Ne risulta una metafora irresistibile per il pubblico che viene rapito dagli atteggiamenti diversi che l’interprete assume e facendosi dunque correo nel meccanismo di raccontare le storie.

FRATELLI IN ERBA è ricco inoltre di riferimenti classici, letterari e filosofici. Ovunque ci sono allusioni, non solo a Whitman (il titolo originale: LEAVES OF GRASS) ma anche alle opere di Shakespeare, Catullo, Plauto, Sofocle, Saffo e molti altri ancora. Si possono citare anche filosofi come Epicuro, Aristotele e Socrate. Mi piacerebbe che il pubblico riuscisse a pensare a questi filosofi come attuali, con idee che sono applicabili alla nostra vita quotidiana. Come Bill dice nella prima scena del film, “Queste persone erano vive, hanno pensato queste cose e le hanno trasformate in fatti della vita”. Con un po’ di fortuna, abbiamo fatto proprio questo”.

II. LA PRODUZIONE

Parode: Il coro prende una posizione con o contro l’eroe.

Quando ha creato i mondi sovrapposti di FRATELLI IN ERBA, il regista-sceneggiatore Tim Blake Nelson aveva un solo attore in mente per entrambi i ruoli dei gemelli Kincaid.

“Sapevo di voler far fare il film ad Edward già mentre lo stavo scrivendo”, dice Nelson. “Ero certo che fosse il migliore, non solo per interpretare tutt’e due i ruoli, ma anche per interpretarli individualmente. All’inizio era restio ad accettare un altro film indipendente, ma io ho insistito affinché leggesse la sceneggiatura perché ero convinto che avrebbe fatto un’eccezione. Per fortuna ha acconsentito.”

Norton è rimasto colpito dalla sceneggiatura non solo come opportunità per portare sullo schermo due interpretazioni indelebili, ma anche come progetto da produrre con la sua recente società di produzione, la Class 5 Films. “Quando il mio socio Bill ed io abbiamo cominciato a produrre film, avevamo in mente di  promuovere registi e di aiutarli nei loro appassionanti progetti.  Quando Tim mi ha sottoposto questa sceneggiatura, era chiaro che lui era l’unico a poterlo dirigere. Era divertente, intelligente… una sfida. Provo più soddisfazione, sia come attore sia come produttore, a realizzare una storia che proviene dall’esperienza personale di qualcuno. Per me è il miglior modo di fare cinema e credo che questo film sia il target perfetto per Tim”.

“Era una delle migliori sceneggiature che Edward ed io avessimo letto negli ultimi cinque anni”, racconta il produttore William Migliore. “La mia prima domanda è stata:‘come fa a conoscere Edward così bene?’ Era molto evidente il perché Edward sarebbe stato attratto da questi due ruoli.”

Dopo che Nelson ha accettato di co-produrre il progetto con la Class 5,  Tim si è rivolto ad una società con la quale aveva lavorato in precedenza ottenendo molto successo. “Avevo avuto la fortuna di lavorare, nel mio precedente film, The Grey Zone, con Avi Lerner della Millennium Films. Gli portai la sceneggiatura di FRATELLI IN ERBA e, anche grazie al fatto che vi partecipava Edward, accettò immediatamente di finanziare la produzione”.

III. CASTING DEL FILM

Agôn: Due speaker dibattono su una questione ed il primo speaker perde;  Ci potrebbero essere delle canzoni del Coro verso la fine.

Formare il cast di FRATELLI IN ERBA é risultato un compito piuttosto semplice. “Ogni attore di questo film ha sempre desiderato di lavorare con Edward e Tim”, commenta Migliore. “Anche in un ruolo minore, magari con una sola scena… qualsiasi cosa. In questo mestiere è raro che un autore scriva una sceneggiatura e che questa venga poi interpretata dall’attore per il quale l’ha pensata: in questo progetto è accaduto in diverse occasioni”.

Come in molte storie classiche, sia commedie sia tragedie, le radici dell’intreccio possono essere individuate nel passato. In FRATELLI IN ERBA, la figura cruciale del genitore è interpretata dal Premio Oscar Susan Sarandon.  “Proprio come avevo pensato precisamente ad Edward per il ruolo di Bill e Brady,” spiega Nelson, “pensavo a Susan mentre scrivevo la parte della loro madre, Daisy. Sotto tutti gli aspetti la sua presenza nel film porta un umorismo ed un’intensità che francamente credo che nessun’altra attrice avrebbe potuto portare. La sua performance è semplice, onesta e fantasticamente congegnata”.

Per il ruolo di Janet, l’altra donna della vita di Bill, Nelson sapeva di aver bisogno di un’attrice di spessore, con molta grazia e uno spiccato senso dell’umorismo. “Janet, più di qualsiasi altro personaggio, vive una vita in bilico tra struttura ed anarchia. Come Whitman nei suoi componimenti, piuttosto che applicare regole a priori, lascia che ogni poesia segua individualmente la propria direzione. Io credo che tutti gli esseri umani possano fare altrettanto nella vita e, per dare un corpo a questo principio, siamo stati incredibilmente fortunati ad avere Keri Russell per questa parte”.

“Ho sempre amato la poesia ‘LEAVES OF GRASS” (titolo originale del film), dichiara Russell, “è veramente bella. Secondo me è usata da Janet nel film come modo per dire ‘Io ti vedo.’ Bill è molto preso dagli eventi della sua vita quotidiana, Janet invece è capace di vedere oltre, di vedere chi lui sia veramente. Quando Bill fa ritorno a casa e cerca di ritrovare le sue radici, Janet é l’unica che riesce a percepirlo”.

La Russell aveva le idee chiare su quello che voleva apportare al ruolo. “Nel nostro paese c’è ancora uno stigma legato al sud, si pensa che la gente lì non sia istruita e altri pregiudizi, ma le esperienze che ho fatto mi hanno dimostrato l’esatto contrario, soprattutto riguardo alle donne.  Le donne del sud hanno grande forza e sanno gestire le vicende della vita con molta personalità e autonomia.

Anche se appare in poche scene, il personaggio di Pug Rothbaum richiedeva un attore di grande presenza e capace di una sorta di comicità malvagia per controbilanciare il Brady Kincaid di Norton. Considerato che questo ruolo richiama lo Shylock di Shakespeare, solo un attore della statura di Richard Dreyfuss avrebbe potuto impersonarlo.

“Il trucco per interpretare il cattivo è di non ammiccare allo spettatore, come per dire ‘io non sono così’, – dice Dreyfuss – cosa che fanno in molti. Parlando in termini metaforici, un vero attore ha un sacco sulle spalle e in quel sacco ci sono tutti, da Hitler a Gesù. Deve solo tirar fuori quello che gli serve, è tutto là dentro.”

“Odio quando gli attori definiscono un ruolo ‘una sfida’”, ridacchia Dreyfuss. “Per me recitare non è una sfida, è un divertimento. E’ come quando giocavo a guardie e ladri da bambino. Se riesci ad entrare nella parte non è ‘una sfida’ e io non cerco ‘sfide’,  cerco le “guardie e i ladri”.

Mentre il cast si completava con attori di grande talento, rimaneva scoperto un solo ruolo, quello di Tim Blake Nelson – il personaggio di Bolger, il complice di Brady Kincaid:

“Per me recitare è come andare in vacanza, mentre fare il regista non è sempre divertente. Questa volta ho mirato più in alto e ho tentato di fare entrambe le cose. Mi sembrava il film giusto per provarci, perché dal punto di vista della recitazione questa sceneggiatura è una specie di lettera d’amore all’attore che avrebbe interpretato il ruolo dei gemelli. Per questo mi è sembrato appropriato, dal punto di vista retorico, fargli da ‘spalla’ ed essere presente per sostenerlo”.

Mentre Nelson cede volentieri le luci della ribalta alla sua star, il produttore Migliore è pronto a correggerlo: “Tim dirà sempre che la cosa più importante del film è la performance di Edward, ma io non sono d’accordo con lui su questo. Tim ha scritto una storia compatta e soddisfacente, piena di grandi personaggi. E’ uno di quei lavori in cui quanto più è specifico il soggetto, tanto più esso diventa universale. C’è qualcosa di molto specifico in FRATELLI IN ERBA, a proposito dei posti nei quali Tim è stato e alla gente che ha conosciuto.

Ha frequentato la Brown University. Viene dall’Oklahoma. E’ ebreo. Queste sono tutte situazioni nelle quali fluttua.”

“Tutto questo esprime ciò che Tim Nelson è nella realtà.”, conferma Norton, “Lui ha creato un intreccio poco probabile fra la filosofia classica e gli spacciatori dell’Oklahoma. Si dice,‘scrivi quello che sai’ e, conoscendo un po’ Tim, ho avuto la sensazione che avesse davvero approfondito ciò che gli interessava personalmente. Tim è erudito in un modo molto Ivy League, ma è molto affezionato anche alla cultura popolare dell’Oklahoma. Ha tutto questo dentro di sé e credo che si sia divertito un mondo nel tentativo di conciliare questi due mondi.”

IV.  I GEMELLI  NEL CINEMA

Parabasis: Dopo che gli altri personaggi hanno lasciato il palco, i membri del coro si tolgono le maschere ed escono dai loro personaggi per parlare con il pubblico.

“La sfida, tecnicamente e artisticamente, era quella di sfumare quella linea che si percepisce nei film”, commenta Edward Norton parlando dell’impresa di dare vita ai fratelli Kincaid. “Sfumare quanto più possibile i contorni individuali accompagnando i personaggi fino a che non cominciano davvero ad interagire tra loro”.

“Edward è molto preciso e dotato di enorme senso estetico per quanto riguarda i due personaggi”, dice Nelson. “Ha preso queste scene e si é calato nel ruolo in modo da creare un’interazione spontanea fra i due personaggi, quando la nozione stessa della spontaneità è letteralmente impossibile.E’ riuscito a creare questa illusione perché si è preparato meticolosamente.”

“Mark Twain diceva che i migliori discorsi improvvisati sono quelli meticolosamente studiati”, afferma Norton parlando della recitazione parallela. “Sapevamo fin dall’inizio che per l’interpretazione dei gemelli avremmo dovuto raggiungere un livello diverso da quello che abbiamo visto in altri film. Di solito c’è la tendenza ad inquadrare i gemelli separatamente e poi ogni tanto fare qualche inquadratura mentre sono insieme, in piedi da qualche parte, in scene quasi prive di interazione.  La perizia è saper creare una vera conversazione. Quando le persone di solito si parlano, le parole si sovrappongono, non si finiscono le frasi, ci si interrompe e si “risponde” alla presenza fisica dell’altra persona.  Ci si tocca, ci si appoggia l’uno all’altro. Per me la sfida era quella di interpretare le scene nella mia testa con un altro “attore”, cioè come lo avrei interrotto e sovrastato le sue parole, percepirlo come vivo e vero – e poi crearlo.”

Il look dei due personaggi è stato la chiave per differenziare i gemelli. La parrucchiera Bonnie Clevering dice che per FRATELLI IN ERBA ha accettato una serie di sfide, rispetto ai suoi lavori cinematografici precedenti come “Ocean’s Eleven,” “Any Given Sunday” e “J.F.K.”. “Ho un grande team di stilisti e molte parrucche, ma in questo caso era piuttosto  un problema di tempo e non di ricostruzione. In FRATELLI IN ERBA c’erano giorni in cui recitavano entrambi i personaggi e dovevamo sbrigarci a fare la trasformazione durante la pausa pranzo, in tutto poco più di mezz’ora, e dare a Edward l’altro look.””

“Abbiamo usato barbe, tatuaggi, extensions per sopracciglia. Tutto un armamentario di cose per dare un look diverso ai due fratelli”, racconta Randy Westgate, il capo del reparto trucco.  “Non avevo mai lavorato in uno spettacolo nel quale il protagonista ha due ruoli diversi quindi, in termini di tempo, è stata un’impresa. Abbiamo dovuto rendere il tutto il più credibile possibile, nel minor tempo possibile.”

La gestione dei gemelli ha creato anche problemi tecnici: la maggior parte delle riprese ad effetto è stata girate in esterno di giorno, con un gamma di luce naturale che variava di secondo in secondo. “Abbiamo girato in una stagione che non prevedeva il sole alto per lungo tempo”, spiega il direttore della fotografia Roberto Schafer. “La trasformazione da Brady a Bill richiedeva molto tempo, perciò mentre accadeva questo, bisognava utilizzare una luce controllata per creare l’illusione. Quando si montavano le due parti della ripresa, non si potevano avere ombre che andassero in direzioni diverse o che attraversassero l’inquadratura.”

Il tutto è stato realizzato con l’aiuto della RED camera – un camcorder digitale leggero disegnato per ricreare l’esposizione della latitudine ed il tessuto del movimento di un film. “Ci vogliono 12 secondi per ricaricare la  cinepresa”, spiega Schafer, “più veloce di qualsiasi altra ricarica”.

Il supervisore agli effetti visivi, Gray Marshall, aveva studiato bene il suo compito: “Abbiamo cominciato stilando una lista delle inquadrature principali. Ci sono solo sei o sette scene in cui i gemelli appaiono insieme. Per ognuna di esse abbiamo focalizzato alcuni punti chiave: inquadrature ‘wide master’ dove si vede tutto, oppure momenti particolari in cui i gemelli sono insieme.

In seguito abbiamo selezionato una ventina di inquadrature che sarebbero state adatte ai gemelli. Abbiamo creato lo storyboard nel miglior modo possibile, deciso quando la macchina da presa sarebbe dovuta essere in movimento o rimanere ferma, e poi siamo ripartiti da lì. Comunque, quando si arriva ad una location durante il giorno ci sono mille variabili. Il tempo, per esempio. Avevamo tutti gli elementi necessari che servono per girare un film dal vivo. Bisogna arrivare con un piano ma essere in grado di improvvisare per necessità e far funzionare tutto ugualmente.”

V.  ALLESTIMENTO DELLE SCENE

Episodi: Elaborando principalmente sul risultato dell’agon.

Dopo aver esaminato varie location, si è deciso finalmente per Shreveport, nella Louisiana. Questo posto aveva l’architettura, l’ambientazione e il clima di entrambe le città del film, Providence nel Rhode Island e Tulsa in Oklahoma. Grazie al programma di questo stato per gli incentivi alle produzioni, FRATELLI IN ERBA ha trovato una casa.

Secondo Nelson, quello che contava maggiormente della location, era l’autenticità. “Per risultare credibili nel raccontare una storia, bisogna essere attenti ai dettagli. Nel girare film legati ad una regione è  essenziale che ci sia l’ambientazione appropriata”, dice Nelson. “In FRATELLI IN ERBA poter girare nella Louisiana, a una sola ora dal confine con l’Oklahoma, significava poter dare i giusti colori, le sfumature, gli accenti di un posto specifico. Non solo abbiamo girato con un’ambientazione perfetta, ma abbiamo anche potuto trascorrere le serate ed i weekend con le persone descritte nel film.”

Il produttore Migliore è d’accordo con Nelson: “La Louisiana, e Shreveport in particolare, sono stati particolarmente ospitali con la nostra produzione. E’ un posto magnifico dove girare. La maggior parte della troupe e molti membri del cast erano locali. Ed è stata un’ottima troupe, allo stesso livello di qualsiasi altra, ovunque. All’inizio eravamo un po’ titubanti su quello che avremmo trovato, ma non siamo certo rimasti delusi.”

Nelson aveva idee ben precise sulla differenziazione visiva che voleva usare in FRATELLI IN ERBA: “Tim aveva un’idea molto precisa di come gestire queste due ambientazioni – dice il direttore della fotografia, Roberto Schafer – Per l’ambientazione nel New England voleva che fosse di una grana molto fine e lineare, senza alcun rosso, molto composta e ordinata. Come contrasto, desiderava che l’ambientazione in Oklahoma fosse più granulosa e colorata, più satura, piena di rosso e …più sciatta. Non architettonicamente, piuttosto con elementi che si insinuano nell’inquadratura”.

VI.  COMMEDIA contro TRAGEDIA

Exode:  Come nella tragedia, ma con aria di festeggiamento e possibilmente con un matrimonio divertente e chiassoso, oppure tutt’e due.

“Nella storia si parla molto di equilibrio – commenta Norton – Di quanto sia difficile trovare l’equilibrio fra ordine e razionalità, tra caos e spontaneità.”

Molto legato a questo conflitto filosofico, FRATELLI IN ERBA è altrettanto radicato nel concetto classico del raccontare una storia: il difficile equilibrio fra commedia e tragedia.

“Tutto il concetto è una specie di gioco” spiega Nelson. “A volte è intellettuale, a volte triste e spesso intenso. E, spero, sufficientemente conciso. Soprattutto deve essere divertente. Lo spettatore deve convincersi che ci siamo divertiti un mondo a fare il film e, di conseguenza, si divertirà un mondo a vederlo.

Per Norton, la commedia in FRATELLI IN ERBA proviene dal confronto fra personaggio e dialogo:  “Puoi procedere per linea retta, per esempio. Prendi una persona: se è alta un metro e novanta, pesa 150 chili con una folta barba e forte accento che la rende quasi incomprensibile, allora questo è umorismo diverso”, spiega Norton. “Questo tipo di umorismo, basato sul personaggio e sull’accento, caratterizza questa sceneggiatura: il luogo, il dialetto della gente e come si muove. Tim ha uno stile un po’ sopra le righe e si percepisce sempre la sfida nel raggiungere i limiti, su quanto ci si può divertire con i personaggi, le caricature, gli archetipi. Cose abbastanza estreme, ma senza esagerare al punto di tralasciare le vere emozioni.”

Quanto a “vere emozioni”,  FRATELLI IN ERBA è altrettanto incisivo nella tragedia, in questo caso rappresentata dal rapporto fra personaggi di Bill e sua madre Daisy, interpretata da Susan Sarandon.

“Quando cresci, è difficile dimenticare quello che rappresentavano i tuoi genitori per te, o quanto hanno fatto per te,” dice Norton.  “Ma quando cresci ti accorgi anche che erano soltanto dei ragazzi che non sapevano cosa diavolo stessero facendo. A modo loro stavano lottando per trovare un equilibrio. Ogni personaggio di questa famiglia è molto contraddittorio, ognuno con difetti ben precisi. Ho sempre pensato che la parte più interessante dei personaggi fosse il loro lato contraddittorio e la loro incoerenza nel sostenerlo”.

Oltre al conflitto emotivo, il film ha anche qualche scena di violenza fisica. Per il regista Nelson, questa violenza si accompagna bene all’umorismo del film.  “Se il film è davvero divertente, allora la violenza è più sorprendente. Non la raffiguriamo in stile cartone animato, è inserita per rafforzare il concetto che non si può avere il controllo della propria vita.  E’ così anche quando la vita sembra divertente, gioiosa o prevedibile, e possono accadere cose inaspettate e disastrose che ci lasciano distrutti.  Questo è quello che vogliamo trasmettere nel film”.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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