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Edicola – “Il Giornalino” ricorda Gianni Rodari con la storia “Il signore delle favole” 22/10/2010

Posted by Antonio Genna in Giornali e riviste, Il Giornalino, Libri.
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E’ in edicola il numero 43 del settimanale “Il Giornalino” (Gruppo editoriale San Paolo, 1,90 €), che ricorda Gianni Rodari, il grande giornalista e scrittore di libri per ragazzi, nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e di cui ricorrono quindi i 90 anni dalla nascita e i 30 anni dalla scomparsa. In questo numero c’è un fumetto, “Il signore delle favole”, una storia  autoconclusiva in 8 tavole con testo di B. Ramello e disegni di L. Salvagno che racconta l’incontro tra il giovane Carletto e i libri di Rodari, anzi con Rodari stesso che batte ancora i tasti di una macchina per scrivere nella biblioteca comunale della città del giovane protagonista.
A seguire, un comunicato più dettagliato, la prima pagina della storia a fumetti e la copertina del numero.

Questa settimana su il Giornalino

Buon compleanno Rodari!

Un fumetto per celebrare il 90° compleanno
di Gianni Rodari
e una lettera inedita dello scrittore
agli alunni della scuola elementare romana

dove discuteva con i ragazzi
la scrittura del racconto “La torta in cielo”

E’ dedicata a Gianni Rodari la copertina de il Giornalino, settimanale per ragazzi del Gruppo editoriale San Paolo.  E non solo la copertina. Al grande giornalista e scrittore – uno dei più grandi della narrativa per ragazzi del nostro Paese – nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e del quale ricorrono quindi i novant’anni dalla nascita e i trenta dalla scomparsa, il Giornalino dedica un fumetto, una storia  autoconclusiva in otto tavole con testo di B. Ramello e disegni di L. Salvagno: “Il signore delle favole”. La storia dell’incontro tra il giovane Carletto e i libri di Rodari, anzi con Rodari stesso che batte ancora i tasti di una macchina per scrivere nella biblioteca comunale della città del giovane protagonista.

E non solo: nelle pagine dedicate alla lettura presenta ai giovani lettori i libri di Rodari, a cominciare da “La torta in cielo” (Einaudi).

E proprio indagando su “La torta in cielo” “L’inviato speciale” de il Giornalino, Antonio Silvestri, offre ai giovani lettori un piccolo scoop: una lettera inedita scritta da Rodari ai ragazzi dell’allora quarta elementare della scuola romana dove si recava per leggere i propri racconti, col permesso della maestra, Signora Maria Luisa Bigiaretti, e sentire il parere dei giovanissimi ascoltatori.

“Era il 1965. Rodari mi chiese il permesso di venire a leggere alcuni suoi testi e io risposi volentieri di si”, ricorda la maestra. “Si presentò poi dicendomi che gli era venuta un’idea: scrivere una storia con riferimenti alla realtà che vivevano i bambini. La trama l’aveva pensata lui, la storia di uno scienziato pazzo che vuol creare una superbomba ma qualcosa va storto e l’ordigno diventa un’enorme torta che staziona sul cielo del quartiere”. “Faceva domande ai bambini del tipo: Che ci mettiamo nella pizza (così i bambini romani chiamavano la torta)? E loro fornivano una valanga di risposte. Tutti gli ingredienti furono inseriti nel racconto”.

Qualche tempo dopo lo scrittore vinse un premio di mezzo milione per i suoi racconti. E due bimbi, Carlo e Rolando, gli inviarono una lettera scritta in rima, come avevano imparato da lui. “Caro Rodari, grande sciupone, che ne hai fatto del mezzo milione?” iniziava così. E lui rispose: “Era un povero mezzo milione / in casa mia fu accolto benone / ma non gli piaceva la compagnia / ed è già volato via…/ mi è rimasta la somma giusta / per mettere il bollo a questa busta”.

“Molti di voi hanno letto un suo racconto, una filastrocca, una delle sue favole al telefono: andate a recuperare uno di quei libri, un racconto (una buona selezione la trovate nello speciale “Scelti per voi”) e godetevi l’esuberante fantasia di Rodari” scrive nell’editoriale il direttore de il Giornalino, P. Stefano Gorla. “Copiatelo! Scrivete anche voi racconti e filastrocche e giochi di parole, scoprirete quanto è divertente. A volte basta spostare una consonante oppure sostituire una parola. Rodari ci ha insegnato a guardare le cose da diversi punti di vista e ci ha stimolato a compiere azioni difficili come «cantare per il sordo», sapendo che ne siamo capaci!”.

Di seguito il testo delle due lettere.

Caro Rodari

grande sciupone,

che ne hai fatto

del mezzo milione?

Ti sei comprato tanti cappelli,

cento vestiti

cinquanta ombrelli

tre paia di scarpe con tutti laccetti

oppure centosessanta cravatte

tutte quante color caffelatte

ti sei bevuto trecento caffè

con quattrocentocinquanta bignè

oppure ti sei comprato un padellone

per cuocere la pizza fatata

che sta sopra alla borgata?

Caro Rodari

uomo d’affari

ora tu hai tanti denari

stanno solo in tua compagnia

mandane un po’ a casa mia.

Caro Carlo e Caro Rolando

vi rispondo ringraziando

per la vostra letterona

molto gentile e molto buona.

Una visita vi farò

tra non molto vi porterò

qualche capitolo “pizzoso”

( che però non vuol dire noioso…).

La pizza in cielo continua a volare

io purtroppo ho tanto da fare…

La medaglia che mi hanno dato

quando in tv mi hanno mostrato

non era d’oro né d’argento:

era un assegno da cinquecento…

era un povero mezzo milione…

In casa mia fu accolto benone,

ma non gli piaceva la compagnia

ed è già volato via…

Mi è rimasta la somma giusta

per mettere il bollo a questa busta.

Vostro

Gianni Rodari

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