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Cinema futuro (1.083): “Post Mortem” 23/10/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Interviste, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Post Mortem”

Uscita in Italia: venerdì 29 ottobre 2010 (in versione originale sottotitolata in italiano)
Distribuzione: Archibald Film

Titolo originale: “Post Mortem”
Genere: drammatico
Regia: Pablo Larraín
Sceneggiatura: Pablo Larraín
Durata: 98 minuti
Uscita in Cile: ancora inedito
Sito web ufficiale (Cile): nessuno
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso, Marcial Tagle

La trama in breve…
Cile 1973…
un dattilografo presso l’obitorio, Mario Cornejo, trascrive le relazioni delle autopsie realizzate dai medici forensi…
una ballerina del cabaret Bim Bam Bum, Nancy Puelmas, non ha più prospettive…
una storia d’amore…
una storia di una coppia apparentemente insignificante e priva di fascino…
l’autopsia al Presidente suicida della Repubblica…
ma non soltanto l’autopsia di Salvador Allende…
l’autopsia di Allende e della vita nebbiosa di Mario Cornejo…
La Storia e il privato che si incrociano e costituiscono la scena della nostra storia.
È una storia del Cile durante il colpo militare.

“L’ideale di Mario di conquistare l’amore impossibile di una donna è anche l’ideale della nazione che insegue un modello politico – il Socialismo -, tra i cadaveri di coloro che sono stati uccisi in nome di quegli stessi ideali militari imposti con noncuranza, senza misurare i costi e le conseguenze.
Post Mortem, ambientato in uno dei periodi  più bui e sanguinosi della storia del Cile, attraverso l’incrocio di tre registri cinematografici, estetici ed etici – testimoniale, storico e narrativo – va in cerca della sua funzione poetica attraverso il turbamento, l’assurdità e la conseguenza di un viaggio senza scopo”.
Pablo Larrain

INTERVISTA COL REGISTA

Come nasce questa storia?
Nello stesso modo in cui è partita la storia di Tony Manero, dalla foto di un uomo seduto di fronte alla finestra.  Post Mortem nasce da un articolo che avevo letto sul giornale. In quell’articolo si parlava di un uomo, Mario  Cornejo, che aveva realizzato, il giorno del Colpo Militare e insieme a noti medici, l’autopsia all’ex presidente della Repubblica Salvador Allende. Questo piccolo articolo ha dato vita alla storia di un uomo anonimo, alla dimenticanza che sviluppa la storia ufficiale sul vero protagonista di un fatto tanto rilevante del nostro Paese. Quali circostanze hanno consentito a quest’uomo di partecipare tanto attivamente, senza essere visto, alla storia del Cile? Questa domanda ha scatenato la storia.

Perché il contesto storico?
Sono cresciuto ascoltando le narrazioni sul colpo militare. Siccome non le ho vissute, quell’evento storico è diventato per me, e direi per tutta la mia generazione, una scatola chiusa, un enigma, un fantasma. Mi perturba, m’insegue, m’interessa, mi commuove e per questo motivo, nei miei due ultimi film, quei giorni spaventosi sono stati lo sfondo e il contesto dove si snodano piccole storie intime, di esseri marginali, e ho cercato la possibilità di stabilirne un’analogia, mettendo il nonsenso tra queste storie tanto personali e l’avvenimento della Grande Storia. Desidero che ciò  che è nell’ambito fantasmagorico e velato, illumini il ricordo di quel passato, cercando il sedimento di un contesto, con la necessità di ricostruire qualcosa per dopo romperla. È la narrazione di una scena immaginata, non vissuta, sfocata, attraversata da corpi che non ho conosciuto, ma che cerco di recuperare, di un’immagine nebbiosa, indefinita e mal partorita. Come un sogno che si ricorda a pezzi. Soltanto i pezzi.

Perché l’autopsia di Allende?
Non è soltanto l’autopsia di Salvador Allende, è l’autopsia di Allende e della vita nebbiosa di Mario Cornejo. Perché ciò che m’interessa è la tensione tra queste due scene che incrociate costituiscono “La Scena” della nostra storia.
Salvador Allende, e quello che lui simboleggia, mi ha sempre commosso. La sua figura, che sempre dovette lottare con l’amore e l’orrore, con il sogno e la vergogna, che finì vittima di un fascismo ancora vivo, a volte mascherato, a volte scoperto. E le vite di Raúl Peralta (Tony Manero) e Mario Cornejo e Nancy mi commuovono con la stessa forza. Pertanto spetta a me, come regista che appartiene a questa generazione, mettere a confronto quel passato con questo presente.

Cosa c’è nel linguaggio audio-visivo?
All’inizio avevo pensato di utilizzare una videocamera portatile che vedesse, come un testimone in diretta, i fatti raffigurati; ma quando ho iniziato le riprese, ho deciso di non muovere più la macchina da presa, ma di collocarla in uno spazio morto, quasi inerte, dove osservasse i fatti con cautela, in modo orizzontale, come se il mondo si estendesse verso i lati, senza cielo, senza Dio né terra. Lo sguardo oblungo, di lenti anamorfiche, è uno sguardo panoramico, che nasconde molto e quello che è nascosto, custodisce il vero mistero.

Stesso gruppo di lavoro di Tony Manero…
Si, perché si crea una comunione in ciò che facciamo. Alfredo Castro, che è stato il mio insegnante e mentore, continua a essere per me un punto di riferimento, qualcuno che rappresenta una combinazione di stranezza, profondità e originalità che fa si che il protagonista diventi un essere invisibile, qualcuno che porta con sé un mistero insondabile. Ed è in quel mistero che Antonia Zegers, Nancy, insedia la stranezza, cha fa si che attraverso di lei e in lei si spieghi Mario, il suo amore malato; lei stabilisce il legame affinché lo spettatore si avvicini a Mario. Entrambi, estranei al contesto, alla storia, alla sciagura e al crollo, con il loro corpi sbagliati stanno, senza rendersene conto, rappresentando la tragedia di un Paese che li ignora e che anche loro ignorano.

Il trailer originale:

 


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

 

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