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Edicola – “Tesori Disney” n°8: “Il segreto del totem decapitato” 06/11/2010

Posted by Antonio Genna in Fumetti, Libri, Tesori Disney.
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E’ in vendita in edicola l’ottavo numero della collana trimestrale di volumi intitolata “Tesori Disney”, che contiene cicli di storie di particolare interesse corredate da articoli di approfondimento e curiosità.
Il numero 8 (Disney Publishing Italia, mese di ottobre 2010, 276 pagine, prezzo di copertina 9,90 €) raccoglie “Il segreto del totem decapitato”, una saga di 10 storie a fumetti sceneggiate da Guido Martina e pubblicate nei numeri 906-907 e 910-916 di “Topolino” (tra l’aprile e il giugno 1973). La copertina di questo numero, è opera di Marco Gervasio.
Il volume raccoglie una divertente serie di storie che vede protagonisti parecchi personaggi Disney del mondo dei paperi e di quello dei topi, realizzata in concomitanza con l’Operazione Quack e la raccolta dei “francobolli che tintinnano”, popolarissima nel 1973. La saga, pur con qualche sconnessione, accompagna i lettori del settimanale per dieci settimane non consecutive, ed è disegnata da tanti importanti artisti della scuola Disney, da Giovan Battista Carpi a Massimo De Vita, da Giorgio Cavazzano a Guido Scala.
Questo numero, che ripubblica le storie nella versione già utilizzata nelle ristampe successive (l’ultima delle quali nell’aprile 2005 nel volume “Disney Time 40: Paperone Graffiti”) e non in versione originale, è inframmezzato diversi articoli di Luca Boschi e Alberto Becattini che ricostruiscono i capitoli della saga, le illustrazioni promozionali della collezione realizzate all’epoca da Marco Rota, e descrivono le collezioni di monete e francobolli allegate a “Topolino” negli anni 1970.

I francobolli metallici dell’Operazione Quack

La prima storia della saga è “Zio Paperone e il focoso figlio del sole” (da “Topolino” n°906), disegnata da G.B. Carpi: Zio Paperone si ritrova una banconota extra recapitatagli per posta, che esula dal suo bilancio, e decide di metterla in palio a chi risolverà il mistero del “totem decapitato”, un’avventura che gli capitò 25 anni prima mentre era in fuga dagli indiani e fu costretto a nascondersi dentro un totem. Paperino, Qui, Quo e Qua sono i primi ad essere messi alla prova per indovinare il “prezioso contenuto” del totem.
La seconda storia è “Paperinik e il segreto del totem decapitato” (da “Topolino” n°907), disegnata da G.B. Carpi: Paperino scopre che Rockerduck, avversario principale di Zio Paperone, vuole trovare la soluzione dell’enigma, e si reca nei luoghi dov’è avvenuto tutto preferendo utilizzare il suo alter ego Paperinik. Quest’ultimo si ritroverà con Paperone nel museo dove è conservato il totem senza testa, ed il miliardario sarà costretto a confessare di non aver detto tutta la verità la prima volta: lui ha segato la testa del totem dove aveva nascosto uno scrigno pieno di dobloni d’oro… che però non sono il “prezioso contenuto” in questione.
Segue la storia “Nonna Papera e la torta rivelatrice” (da “Topolino” n°909), unica disegnata da Guido Scala: è un’avventura di passaggio che vede Qui, Quo e Qua recarsi nella fattoria di Nonna Papera. Quest’ultima ricorda l’avventura di 25 anni prima quando Paperone si presentò da lei come suo fratello: la papera capisce subito la soluzione dell’enigma e la scrive in un foglio di carta che inserisce in una torta che i nipotini devono portare a casa… peccato che l’asinello Tiburtino mangia il pezzo di torta che contiene il foglio, allontanando la risoluzione del mistero.
La saga prosegue con “Archimede Pitagorico e il genio incompreso” (da “Topolino” n°910), disegnata da Giorgio Cavazzano: la banda Bassotti prova senza successo a derubare il deposito di Zio Paperone, e decide di recarsi da Archimede per costruire un cervellone elettronico e scoprire il contenuto del totem e guadagnare il premio in palio. Da Archimede, i Bassotti troveranno un robot “Genio”, che risponde in modo enigmatico in merito alla questione senza farsi comprendere dai Bassotti. Mentre la polizia arriva ad arrestare questi ultimi, viene rivelato che dentro il robot si trovava proprio Paperone, che aveva così dato un importante indizio…
La quinta avventura, “Topolino e il quiz del francobollo bis” (da “Topolino” n°911), è disegnata da Massimo De Vita: si va a Topolinia, dove Pippo è stato invitato da una lettera di Paperone (affrancata con un francobollo – totem) a partecipare al gioco. Topolino e Pippo si recano in territorio indiano, dove cattureranno una banda di tre delinquenti e libereranno Giovane Falco, figlio di un capo indiano. Bagnando la busta di Paperone, si rivela il suo volto sotto il francobollo del totem, così Topolino risolve il mistero.
La sesta storia è “Pluto annusa fiuta e accusa” (da “Topolino” n°912), anch’essa disegnata da Massimo De Vita: mentre Topolino è via, Pluto è ospite a casa di Minni, dalla quale fugge impaurito dopo l’ennesimo bagno quotidiano. Paperone trova Pluto e lo riporta a Minni, ma si traveste per ricavarne una mancia. Con l’aiuto di Pluto, dopo esser tornato Topolino viene a sapere cosa ha fatto Paperone ed ottiene che i 10 dollari ricevuti da Minni siano aggiunti alla posta in palio, capendo al tempo stesso da quanto è composta la somma.
La settima storia è “Clarabella e l’auto recalcitrante” (da “Topolino” n°913), ancora disegnata da Massimo De Vita: Paperone rimane in panne con la sua auto e si ritrova a casa di Clarabella, a cui chiede dell’acqua per il radiatore. Clarabella gli offre un ottimo strudel di mele, ma sbaglia e versa l’acqua nel serbatoio della benzina dell’auto. Per far evaporare l’acqua e lasciare solo la benzina, Paperone causa un incendio al suo vestito e dovrà vestirsi con gli abiti dello spaventapasseri di Orazio. Anche questo è un indizio utile per la risoluzione, ma Clarabella e Orazio faticheranno a rendersene conto.
La saga prosegue con “Gambadilegno e le tribolazioni di un cinese fasullo” (da “Topolino” n°914), disegnata da Giorgio Cavazzano: Gambadilegno ed un suo complice rubano un camion e si travestono da lavandai cinesi per penetrare nel deposito di Paperone e derubarlo. Paperone pensa di utilizzarli per ingannarli e al tempos tesso non far figurare cinquanta milioni di dollari nella sua dichiarazione dei redditi, ma l’arrivo di Qui, Quo e Qua impedirà i “piani finanziari” di Paperone.
La nona storia è “Paperino e la matematica filatelica” (da “Topolino” n°914), ancora disegnata da Giorgio Cavazzano: l’eternamente squattrinato Paperino viene caldamente invitato dai nipotini a trovarsi un lavoro, e decide di unirsi a Paperoga che deve riordinare la corrispondenza d’ufficio del notaio Timber. Nell’archivio di lettere Paperino trova un raro francobollo e lo vende al negozio di filatelia, dove il proprietario Frank Bill lo inganna e lo paga appena 25 dollari, nettamente al di sotto del suo cospicuo valore. Più tardi, proseguendo il lavoro di riordino, Paperoga trova una gran quantità di francobolli uguali a quello venduto da Paperino, e ne informa Zio Paperone, che userà la notizia per sbeffeggiare Rockerduck al 1° campionato mondiale filatelico che si tiene in città.
La saga si conclude con la storia “Pippo e l’ospite famelico” (da “Topolino” n°915), disegnata da Massimo De Vita: Pippo torna a casa sua insieme con Topolino e trova il frigorifero vuoto. Dopo aver saputo da Basettoni che Gambadilegno è nuovamente fuggito dal carcere, Topolino capirà che è nascosto proprio nel solaio della casa di Pippo, e riesce a catturarlo e farlo arrestare. L’indomani, tutti si ritrovano nel deposito di Paperone per l’attesa soluzione della saga: sono in tanti ad aver indovinato che era lo stesso Paperone il prezioso contenuto a cui alludeva. Grazie a Pluto, è Topolino a vincere il premio in palio, che consisteva in appena 20 dollari: Topolino promette di spedire il premio in carcere al sempre affamato Gambadilegno. Sul finale della storia, Paperone promuove il suo libro, “I pensieri di Paperone”, che nella realtà è un volume scritto da Guido Martina ed illustrato da G.B. Carpi realmente uscito nelle librerie italiane nel giugno 1973 ed edito da Mondadori.

Commenti»

1. linkaland - 06/11/2010

Le storie scritte da Guido Martina restano le mie preferite :)

2. casmiki - 07/11/2010

A me invece ha deluso un po. Le prime storie sono belle con tutti quei flashback, Paperinik in azione… Ma poi man mano peggiora con vari filler solo forzatamente collegati alla trama principale… La storia è troppo sconnessa e un allungamento di brodo, totalmente inutile poi il capitolo di Clarabella! Che c’entrano poi Gambadilegno che si finge cinese e Paperino e Paperoga che trovano francobolli rari con il mistero del totem decapitato?

Aggiungo che il Paperone martiniano non mi piace. Il vero Paperone è un tizio sì attaccatissimo al denaro e tirchio ma è anche onesto! Esempio: Paperone e Famedoro fanno gara a chi è il più ricco e accumulano tutti i loro soldi in un punto e chi ha il mucchio più alto vince. Uno stregone si presenta a Paperone con una sostanza in grado di rimpicciolire i soldi e vuole vendergliela ma Paperone, non volendo barare, la rifiuta. Lo stregone si presenta allora a Cuordipietra e questi accetta e tenta in tutti i modi di rimpicciolire il mucchio di denaro di Paperone per vincere la gara. Questa è la differenza tra Paperone e Cuordipietra! Invece nelle storie di Martina Paperone è disonesto e senza scrupoli, non c’è differenza con Cuordipietra… In questa saga Paperone ruba l’asino di Nonna Papera, poi si traveste per ricevere la mancia da Minni, poi vuole sfruttare Gambadilegno per evadere il fisco… Non mi piace. Il vero Paperone è quello barksiano, pubblicato nei primi settanta numeri di Uncle $crooge.

Comunque prese singolarmente le storie non sono male ma non danno l’idea di una saga coerente quindi sono rimasto un pò deluso!


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