jump to navigation

Cinema futuro (1.126): “Nowhere Boy” 29/11/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
trackback
Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Nowhere Boy”

Uscita in Italia: venerdì 3 dicembre 2010
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “Nowhere Boy”
Genere: biografico / drammatico / musicale
Regia: Sam Taylor-Wood
Sceneggiatura: Matt Greenhalgh (basato sul libro “Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon” di Julia Baird)
Musiche: Alison Goldfrapp, Will Gregory
Durata: 98 minuti
Uscita in Gran Bretagna: 25 dicembre 2009
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Aaron Johnson, Thomas Brodie Sangster, Kristin Scott Thomas, Anne-Marie Duff, David Morrissey, Josh Bolt, Sam Bell, James Michael Johnson, Jack McElhone, Daniel Ross, Frazer Bird, James Jack Bentham, David Threlfall

La trama in breve…
Immaginate l’infanzia di John Lennon… Liverpool 1955: un quindicenne ribelle e intelligente, assetato di vita. Una famiglia in cui abbondano i segreti, con due donne in conflitto rispetto al futuro di questo ragazzo, John Lennon. Mimi, la zia severa che lo ha cresciuto, e Julia, la mamma piena di brio. Spinto dal suo desiderio di una famiglia normale, John si rifugia nel nuovo ed eccitante mondo del rock, dove il suo genio immaturo incontra la sua anima gemella nell’adolescente Paul McCartney. Ma proprio mentre John sta per iniziare una nuova vita, sua madre muore tragicamente. Il giovane Lennon troverà la forza per andare avanti e la sua voce esploderà nel mondo, dando vita al mito.

LA PRODUZIONE

 

‘Mamma… tu hai avuto me… ma io non ho mai avuto te.’

 

Immaginate l’infanzia di John Lennon… Liverpool 1955: un quindicenne ribelle e intelligente, assetato di vita. Una famiglia in cui abbondano i segreti, con due donne in conflitto rispetto al futuro di questo ragazzo, John Lennon. Mimi, la zia severa che lo ha cresciuto, e Julia, la mamma piena di brio. Spinto dal suo desiderio di una famiglia normale,  John  si rifugia nel nuovo ed eccitante mondo del rock, dove il suo genio immaturo incontra la sua anima gemella nell’adolescente Paul McCartney. Ma proprio mentre  John sta per iniziare una nuova vita, sua madre muore tragicamente. Il giovane Lennon troverà la forza per andare avanti e la sua voce esploderà nel mondo, dando vita al mito.

 

Il film di esordio di Sam Taylor-Wood, NOWHERE BOY, di Ecosse Films, racconta la storia dell’adolescenza di John Lennon.  Il film presenta l’astro nascente del cinema Aaron Johnson (Angus, Thongs and Perfect Snogging, Kickass) nel ruolo di John Lennon, Kristin Scott Thomas (Il paziente inglese, I’ve Loved You So Long) nel ruolo di Mimi, la zia di Lennon, Anne-Marie Duff (Diario di uno scandalo, Shameless) nel ruolo della madre Julia. Il giovane Paul McCartney è interpretato da Thomas Brodie Sangster (Love Actually, Tata Matilda) con l’esordiente Sam Bell nei panni di George Harrison. Il cast di sostegno comprende David Morrissey (L’altra donna del re, Il mandolino di Capitan Corelli) nella parte di Bobby Dykins, il compagno di Julia, e David Threlfall (Elizabeth: The Golden Age, Master and Commander) nel ruolo del marito di Mimi, George Smith.  NOWHERE BOY è prodotto da Robert Bernstein e Douglas Rae per Ecosse Films (Ritorno a Brideshead, Waterhorse: la leggenda degli abissi, Becoming Jane) e da Kevin Loader (In the Loop, Venus, The Mother).

 

NOWHERE BOY è una produzione Ecosse Films in associazione con Film4, UK Film Council’s Premiere Fund, NorthWest Vision and Media, Lip Sync Productions e Aver Media. Il copione è stato sviluppato grazie al Fondo di Sviluppo di UK Film Council.

 

La regista Sam Taylor-Wood è stata nominata alla Palma d’Oro al Festival di Cannes 2008 per il suo cortometraggio d’esordio di Film4 Love You More, prodotto dal suo mentore Anthony Minghella. Sam Taylor-Wood è un’artista concettuale nota nel mondo, e le sue creazioni e fotografie sono esposte nelle maggiori gallerie d’arte di tutto il mondo. La sceneggiatura è stata scritta da Matt Greenhalgh, vincitore del BAFTA Carl Foreman Award nel 2007 per Control.

 

Nominato all’Oscar e al BAFTA per il suo lavoro, Seamus McGarvey è il direttore della fotografia del film, che ha già collaborato con Taylor-Wood nel suo corto Love You More.  McGarvey di recente ha girato il nuovo film di Joe Wright Il solista, oltre al film di Oliver Stone World Trade Center e The Hours di Stephen Daldry.

 

La scenografia del film è affidata all’artista vincitrice del BAFTA Alice Normington (Ritorno a Brideshead, And When Did You Last See your Father?) mentre i costumi sono opera di Julian Day (Control, Boy A, My Summer of Love).

 

 

“Non sono mai stato amabile, sono stato sempre e solo Lennon”.

 

La Ecosse Films aveva in cantiere l’idea di un film su John Lennon da diverso tempo, ma solo dopo aver accumulato una serie di informazioni e dettagli tratti da libri, articoli e parole pronunciate dallo stesso Lennon, i produttori hanno iniziato a intravvedere le potenzialità di una grande storia in questo progetto, una storia  inedita, ancora mai raccontata in nessuno dei precedenti film su Lennon e i Beatles.  Così è nato NOWHERE BOY e la sua trama iniziava a delinearsi, per raccontare gli anni della adolescenza di Lennon a Liverpool, caratterizzati dal profondo rapporto con due donne che sono state importanti nella sua vita e che hanno contribuito a renderlo l’icona che sarebbe diventato.

 

Molti elementi chiave del film scaturiscono proprio da ciò che ha raccontato lo stesso John Lennon rispetto alla sua infanzia, alle donne che lo hanno cresciuto e all’inizio della sua odissea musicale. Lennon infatti ha parlato molto della sua vita:

 

“Se avessi avuto un’istruzione migliore non sarei quello che sono ora. Quando ero alle elementari pensavo che un giorno sarei andato all’università, ma non sono mai riuscito neanche a diplomarmi Mi sono iscritto alla scuola d’arte e pensavo che sarei diventato un prodigio. Ma neanche lì mi sono trovato bene. Sono sempre stato uno strano, nessuno mi trovava amabile, ero sempre e solo Lennon!”

 

“Ho perso mia madre due volte. Una volta quando ero un bambino di cinque anni, e la seconda volta, a diciassette anni. Provai una tristezza terribile. Avevo appena iniziato a ristabilire un rapporto con lei, quando lei improvvisamente morì “.

 

“Dicevo sempre a mia zia: ‘Se butti via le mie poesie un giorno te le pentirai, quando sarò famoso, ma lei le buttò via lo stesso. Non l’ho mai perdonata per non avermi trattato come un genio o roba del genere, quando ero bambino”.

 

“Gli insegnanti non fanno altro che torturare e spaventare i loro studenti per vent’anni … e poi si aspettano pure che facciano carriera!”

 

“Il surrealismo ha avuto un grande effetto su di me perché mi sono reso conto che la fantasia che scaturiva dalla mia mente non era follia. Il surrealismo per me è realtà”.

 

“Sono sempre stato un ribelle… però volevo anche essere amato ed accettato per quello che ero … e non essere solo considerato un fanfarone, un pazzo, un poeta e un musicista. Ma non posso essere  ciò che non sono”.

 

Il filo conduttore della storia riguarda il rapporto fra  Lennon, sua zia Mimi e sua madre Julia, durante i giorni in cui frequentava la scuola a Liverpool, dopo la guerra, con una mente creativa e dispersiva; Il film racconta dell’influenza del Rock ‘n’ Roll sulle coste inglesi e della genesi di ‘The Quarrymen’, fino al primo spostamento della band all’estero, ad Amburgo: è qui che lasciamo Lennon alla vicenda che tutti conoscono.

 

Il produttore Robert Bernstein spiega l’immediato interesse che ha sviluppato per il progetto.  “Personalmente non sono mai stato un fan di Lennon ma sono rimasto colpito dal rapporto di John con sua madre, una complicata relazione affettiva interrotta tanto bruscamente. E poi, ovviamente, dal tema della nascita del rock’n’roll che ha portato alla formazione dei Beatles. Un insieme di elementi che lo rende sicuramente un progetto molto affascinante, per un produttore”.

 

La fase successiva era trovare qualcuno che volesse assumersi un incarico così importante nonché il compito abbastanza delicato di dare una voce alle parole di Lennon.  A tal fine la Ecosse si è rivolta a uno degli scrittori di maggior talento che esistono oggi in Inghilterra, Matt Greenhalgh, autore del premiato Control.

 

“Abbiamo pensato a lungo a chi affidare la scrittura del copione”, racconta Bernstein. “Avevamo visto Control e abbiamo pensato che Matt fosse in grado di capire le personalità del mondo della musica, e che sarebbe entrato in sintonia con la storia e il background di Lennon”.

 

Per Greenhalgh, che ha vinto il BAFTA per la sua sceneggiatura sulla biografia di Joy Divison, si trattava di un’offerta impossibile da rifiutare.

 

“La Ecosse mi ha contattato chiedendomi cosa pensavo di questa storia, di questo triangolo. Ne sono rimasto subito conquistato e ho detto di sì. Era tutto un po’ assurdo. Quando c’è Lennon di mezzo, non si può perdere l’occasione di parlarne. Solo il suo nome evoca una miriade di sensazioni, di immagini, di musica! Inoltre mi intrigava la possibilità di poter raccontare un John Lennon inedito, un John Lennon ragazzo. E’ sempre interessante scavare nel passato delle personalità più note, poter raccontare di quando erano giovani e non famosi perché si è liberi di crearli.  Nel caso di Lennon, la sua vita è stata così ricca dopo i Beatles che chiunque intenda fare un film su di lui, è destinato a fallire. Ma questa storia era diversa, e ho avuto fiducia che sarei riuscito a scrivere qualcosa di originale”.

 

Bernstein e i soci produttori della Ecosse non sono stati affatto delusi.  “Greenhalgh ha una voce anarchica e ha trattato in modo molto toccante e realistico l’adolescenza di Lennon.  E’ riuscito a catturare un momento delicato della vita di John, il passaggio dall’adolescenza alla maturità e il suo trovarsi in bilico fra queste due fasi”.

 

Greenhalgh ha cercato l’ispirazione visitando i famosi luoghi in cui è vissuto Lennon a Liverpool.

 

“Vedere quei posti mi ha aiutato a rendere vere le cose che scrivevo, è l’unico modo per rendere un lavoro credibile.  Ho persino interpretato le scene che dovevo scrivere, camminando su e giù per Mendips e Woolton, recandomi alla St. Peter’s Church Hall, dove John e Paul si sono incontrati per la prima volta.  Volevo capire esattamente dove si trovano quei posti, volevo assorbirli, percepire la loro atmosfera per riuscire a scrivere dialoghi credibili, e cercare di rendere il modo in cui la gente di quei luoghi parlava e si comportava in quel determinato periodo storico.  Quando hai capito questo, il resto viene da sé”.

 

“Nowhere Boy, Somewhere Girl”

 

Dopo le ‘parole’, il compito successivo è stato quello di trovare un regista in grado di portare in vita il giovane Lennon sullo schermo. Tuttavia la Ecosse non sapeva ancora che sarebbe stata presa di mira da un missile di nome Sam Taylor-Wood che aveva letto per caso il copione ed era determinatissima a realizzare il progetto con grande entusiasmo.

 

In seguito al successo  del suo cortometraggio nominato alla Palma d’Oro Love You More, Sam Taylor-Wood è stata incoraggiata a intraprendere la strada dei film a soggetto grazie al suo caro amico ormai scomparso, il filmmaker Anthony Minghella.

 

“Anthony Minghella mi ha ispirato a fare il grande passo, dalle mostre d’arte alla regia di un film. Le mie creazioni artistiche hanno acceso il suo interesse spingendolo a collaborare con me nel mio cortometraggio Love You More.  Mi ha chiesto se questo era il lavoro che volevo veramente fare e io gli ho detto di si. Mi ha dato fiducia perché credeva nelle mie capacità. Il suo incoraggiamento è stato proprio ciò di cui avevo bisogno. Forse ci sarei anche arrivata da sola, prima o poi, ma la sua presenza mi ha dato il coraggio necessario per lanciarmi in questa avventura”.

 

“Non penso che si possano avere mezze misure con un copione del genere”, spiega Bernstein. “Era vitale reclutare dei grandi talenti.  Sam ha mostrato una grande passione per la storia, perché riflette elementi della sua stessa vita.  Non intendeva farsi da parte e la sua determinazione è stata talmente convincente che a un certo punto ho dovuto solo fidarmi del mio istinto e accettare”.

 

Taylor-Wood concorda: “Questo film mi ha colpito per tanti motivi. Mi sento vicina alla creatività di Lennon, a quei momenti in cui anche io penso di essere matta perché il mio cervello non si ferma mai! Inoltre entrambi abbiamo avuto un passato difficile, e ho sentito che c’erano diverse affinità fra la mia vita e la sua “.

 

La sua risolutezza le ha meritato l’incarico a cui aspirava.  “Robert alla fine mi ha chiesto di lasciarlo in pace. Devo confessare che mi sono letteralmente catapultata nel suo ufficio, pregandolo di farmi dirigere il film! Secondo me alla fine non ne potevano più di me e mi hanno accontentata!!”

 

 

 

Alla ricerca di Lennon

 

La sfida successiva, e forse la più difficile, era individuare l’attore che potesse interpretare il giovane Lennon.  Non era un compito facile, o perlomeno così pensavano tutti.  “Nina Gold, la direttrice del casting, ha valutato ogni possibilità”, spiega il produttore Kevin Loader “La sua idea era quella di  trovare un bravo musicista che sapesse anche recitare oppure un attore in grado di cantare e suonare”.

 

Uno di questi attori era Aaron Johnson (Angus, Thongs e Perfect Snogging, The Illusionist, Il re dei ladri), un artista che nonostante non fosse un musicista professionista aveva il look, l’atteggiamento e il carisma giusto per far vivere il personaggio.

 

Kevin ricorda del momento in cui si è reso conto di aver finalmente trovato l’uomo che stava cercando:  “Pensai che Aaron aveva lo stesso aspetto nervoso di John Lennon. Lo avevo visto nel film di Gurinder Chadha Angus Thongs and Perfect Snogging, e lo avevo molto apprezzato, ma non mi ero ancora reso conto di quanto potesse assomigliare a Lennon, volendo. Durante il provino ha sfoggiato anche quella sfrontatezza che caratterizza il personaggio e ho capito subito che era il candidato ideale per la parte”.

 

Anche Taylor-Wood era certa che Aaron Johnson fosse il loro John.

 

“Avevo un’idea molto precisa di come dovesse essere il nostro personaggio e quando Aaron è entrato nella stanza, mi sono resa conto che sarebbe stato lui. E’ stato uno dei primi attori che abbiamo esaminato, e dopo di lui ne abbiamo visti molti altri per essere sicuri della nostra scelta, ma devo ammettere che Aaron ci ha convinto subito”.

 

Aaron ricorda quel giorno fin troppo bene, ma non perché fosse convinto di avercela fatta.  “In quel periodo stavo girando KickAss in cui dovevo parlare con l’accento americano, e durante le pause, invece, provavo il personaggio di John Lennon, cercando di imitare il suo particolare accento inglese. Per fare il provino ho preso un aereo dall’America e quando sono arrivato a Liverpool mi girava la testa. Ero preoccupatissimo ma ricordavo una frase che Lennon aveva detto in un’intervista e non facevo altro che ripeterla ad alta voce.  Devono aver pensato che ero completamente matto perché non li guardavo in faccia e non facevo altro che ripetere quella battuta, cercando di imitare il suo accento e il suo modo di parlare, e sembrava che parlassi da solo! Dopo il provino non ci ho più pensato, invece mi è arrivata una telefonata in cui mi veniva offerta la parte!”

 

Con il mito di Lennon che incombeva su di lui, Johnson si sentiva piuttosto intimidito ma ha colto la sfida con entusiasmo.  “Non volevo fare passi falsi, continuavo a ripetermi che non potevo permettermi di sbagliare. Sentivo di dovergli rendere giustizia e ho fatto del mio meglio per non pensare a ciò che gli altri potevano pensare. Ognuno ha la sua opinione, che può non corrispondere alla mia interpretazione, ma va bene così.  Non ho fatto altro che seguire il mio istinto e con l’aiuto di tutti, mi sono impegnato. Abbiamo collaborato al massimo, cercando di ottenere il risultato migliore”.

 

Il produttore Bernstein è molto ammirato per il modo in cui Johnson ha affrontato il suo ruolo: “Non deve essere stato facile per lui. E’ stato affiancato da un insegnante che gli ha insegnato a parlare nel dialetto di Liverpool e da un maestro di musica per imparare a cantare e a suonare la chitarra; la sua dedizione è stata stupefacente. Non si è risparmiato per entrare nel suo ruolo ma non poteva fare altro.  Per interpretare John Lennon non si può improvvisare, perché si è nell’occhio del ciclone: tutti ti osserveranno con la massima attenzione e valuteranno il tuo lavoro.  Penso che abbia fatto un lavoro straordinario, infatti anche Yoko Ono lo ha apprezzato e questo è stato davvero un grande risultato”.

 

La vita di John Lennon da giovane è stata dominata da due donne di grande personalità: la zia Mimi, con cui John ha vissuto fin da quando aveva 5 anni, e che lo ha incoraggiato a studiare e a diventare un bravo ragazzo borghese; e sua madre Julia, di cui John aveva ricordi vaghi e frammentati e che rivede solo all’età di 15 anni, scoprendo che la donna vive a pochi isolati dalla sua abitazione.  Julia ha un ruolo molto importante nella sua vita perché lo introduce al rock ‘n’ roll e gli insegna a suonare la chitarra, incoraggiando quel grande talento per la musica  che il ragazzo non aveva ancora scoperto.

 

Per i produttori e per Taylor-Wood, dopo aver trovato John, il compito successivo era quello di trovare le attrici in grado di incarnare Zia Mimi e Julia, le due donne che hanno contribuito a plasmare il Lennon che tutto il mondo in seguito ha conosciuto e amato.

 

Anne-Marie Duff voleva a tutti i costi ottenere il ruolo di Julia. “Non avevo mai letto un copione così bello e volevo disperatamente fare parte del film. Avevo quell’atteggiamento che si ha all’inizio della propria carriera, in cui speri e preghi di ottenere un ruolo.  Ho incontrato Sam e ho fatto un provino con lei, e ho aspettato, col fiato in gola, una risposta.  Non solo avevo apprezzato il copione ma avevo adorato il personaggio di Julia. E’ interessante per la sua modernità, ed è una donna pericolosamente affascinante.  Si spinge oltre i confini ma è una brava persona e l’ho capito dalla prima volta in cui ho letto il copione.  Probabilmente è una sensazione che ha fatto a tutte le attrici che si sono presentate per questa parte”.

 

“Anne-Marie ha dato tutta se stessa per diventare Julia”, dice Taylor-Wood. “Ha compreso la sua natura delicata e complessa senza cedere alle esagerazioni. Da quel che capisco,  Julia probabilmente era una donna fraintesa nell’era in cui viveva. Se fosse vissuta in questo periodo, penso che saremmo state amiche. Era uno spirito libero, amante del rock and roll, e di tutto ciò che era divertente e un po’ folle.  Ma penso che sia stato difficile per lei vivere in quegli anni, credo che il suo ambiente abbia represso la sua creatività, e quindi ha cercato di infondere il suo entusiasmo a John.  Anne-Marie l’ha interpretata in modo impeccabile”.

 

A differenza degli altri membri del cast e della troupe, Kristin Scott Thomas non era una fan dei Beatles prima di essere scritturata nel ruolo della zia Mimi.

 

“Il fenomeno dei Beatles non mi ha mai veramente coinvolto, forse a torto, vista la loro importanza per lo sviluppo della musica pop.  Poi un giorno ho visto un documentario su John Lennon, “John Lennon in America”, che mi ha molto interessato e quando mi hanno offerto la parte ero già su quella lunghezza d’onda”.

 

Dopo aver riscoperto Lennon, l’attrice è rimasta colpita dalla storia della sua giovinezza, descritta nella sceneggiatura di Greenhalgh.

 

“Il copione era bellissimo; in seguito ho voluto approfondire l’argomento leggendo alcune biografie di Lennon e sono rimasta conquistata dal suo lato ribelle e dalle sue origini così inconsuete, dal fatto che cercava di essere come gli altri e invece è  diventato un uomo tanto straordinario. E’ una storia molto interessante”.

 

Scott Thomas è rimasta colpita anche dal rapporto fra le due sorelle, Mimi e Julia, e dall’effetto profondo che questo ha prodotto sul giovane John, dando vita quasi a ‘un triangolo amoroso’.

 

“Mimi era la più grande delle due e aveva un atteggiamento di grande determinazione nella vita. Aveva anche una natura molto protettiva nei confronti di Julia ma non sapeva come gestire sua sorella, perché a suo avviso, Julia era fuori da ogni controllo.  Mimi non approvava il suo stile di vita e John era semplicemente diviso fra le due donne”.

 

Nonostante la palese rigidità e ostinatezza di Mimi,  Kristin non voleva interpretare la zia di John con un’eccessiva durezza.

 

“Temevo che il mio personaggio potesse diventare quello di una strega cattiva e indifferente e infatti ne ho parlato con Sam perché secondo me bisognava mostrare anche il grande affetto fra i due.  Infatti John Lennon e sua zia erano sempre in contatto fra loro, si parlavano al telefono almeno una volta alla settimana fino a quando lui non è morto, e si inviavano cassette di musica. Lui una volta spedì a Mimi un registratore sul quale lei potesse incidere messaggi per lui, e lui fece lo stesso in modo che lei potesse ascoltare i suoi.  John aveva anche cercato di convincerla a trasferirsi in America ma lei non lo ha mai fatto. Quindi il loro rapporto era davvero basato su un affetto sincero”.

 

Come spiega Anne-Marie Duff, il rapporto fra i tre personaggi è molto forte ma non è lontano dai comuni rapporti che si instaurano all’interno di molte famiglie, in un modo o nell’altro. “La dinamica fra i tre è complicata, ma tutte le famiglie sono strane, tutti noi abbiamo rapporti incomprensibili con i nostri parenti.  Mimi è convinta di essere nel giusto e in quel tempo era anche diverso il modo in cui la gente allevava i bambini degli altri.  Fondamentalmente Julia viveva insieme a un uomo che non era suo marito, dal punto di vista legale.  Ora per noi questo è normale, non è affatto un reato, ma negli anni ’50 era una situazione riprovevole.  Perciò non credo che Mimi debba essere giudicata troppo severamente perché il suo cuore era nel giusto.  John tutto sommato amava molto Mimi e il film mostra quale presenza importante sia stata nella sua vita e come gli abbia fatto da madre.  Era sua madre in tutto e per tutto, a parte nel nome, e credo che questa fosse la cosa più difficile da accettare: lui aveva due madri e le amava con la stessa intensità, ma in modo diverso”.

 

Secondo Sam e il produttore Kevin Loader, i ruoli di Mimi e Julia sono centrali al film. “Queste due figure femminili sono il cuore del film”, spiega Loader, “perciò era molto importante trovare le interpreti giuste. Per quanto riguarda Anne-Marie abbiamo sempre saputo che la parte sarebbe stata sua perché è un’attrice davvero brillante. E’ stato bellissimo lavorare con lei, è un’artista estremamente attenta al dettaglio, totalmente  dedita, che sa far vivere ogni parola scritta quando recita. Non ricordo di aver neanche incontrato altre attrici dopo aver visto lei. Nel caso di Kristin, eravamo molto contenti di averla nella parte della zia Mimi perché si tratta di un ruolo abbastanza diverso da quelli in cui si è cimentata finora,  e credo che sia stato interessante anche per lei interpretare una donna inglese di quel periodo e di quella classe sociale.  Inoltre non l’avevamo ancora mai vista alle prese con un adolescente difficile. Sono molto grato a Kristin di aver recitato nel film, perché ha saputo leggere il suo ruolo con una profondità e un’intensità che poche altri attrici possiedono. Oltretutto è un’attrice molto spiritosa, sempre pronta a sollevare lo stato d’animo di tutti. Il cast e la troupe hanno cercato di dare il meglio di sé in sua presenza, e questo è stato davvero un bene!”

 

Accanto alle due donne della vita di John, troviamo gli uomini che vivevano con loro: il compagno di Julia, Bobby Dykins e il marito di Mimi, George Smith.  Nonostante i loro ruoli siano piuttosto piccoli, entrambi hanno avuto la loro influenza nella vita del giovane John, ognuno a suo modo.

 

David Morrissey, la star della recente trilogia Red Riding e di numerosi film e fiction televisive, spiega che nonostante John inizialmente consideri Bobby una minaccia, in realtà Bobby nutre delle riserve rispetto al rapporto che John e sua madre hanno riscoperto perché teme che possa rivelarsi dannoso per entrambi.

 

Morrissey è di Liverpool, quindi questa storia per lui era particolarmente familiare:

‘Sono cresciuto a  Liverpool e da ragazzo ho camminato su quelle stesse strade battute dai Beatles.  Conosco bene la loro storia e questo è stato molto importante per entrare in quell’atmosfera.  Il film parla degli anni della formazione di Lennon e del modo in cui la tragedia di sua madre ha influenzato la sua personalità, rendendolo il Lennon che tutti conoscono. Il copione è riuscito a catturare perfettamente l’essenza di quel periodo”.

 

David Threlfall interpreta il marito di Mimi, lo zio George Smith, a cui John era affezionatissimo.   Quando George improvvisamente muore a causa di un infarto, il giovane Lennon è distrutto dal dolore. Ma George gli lascia un’importante eredità: il suo primo strumento musicale, un’armonica, con cui John scopre il suo amore per la musica.

 

“Si tratta di due personaggi essenziali al film”, spiega Sam, “perché la morte di quest’uomo in un certo senso dà il via alla vicenda di John, mentre l’altro uomo costituisce quasi un ostacolo a ciò che desidera ottenere.  E’ stato importante avere un attore di talento come David Threlfall nel ruolo dello zio George perché la sua morte induce John a cercare sua madre.  Lo zio George incarna il calore e il cuore della casa ed era necessario che il pubblico percepisse il suo buon umore e il suo amore per John, e il modo in cui la sua perdita segna un momento di grande cambiamento nella vita del ragazzo.  Dall’altra parte invece c’è  Bobby, una figura quasi brutale ma carismatica, interpretato splendidamente da David Morrissey.  C’è rivalità e gelosia fra lui e John, perché entrambi competono per l’amore di Julia”.

 

Il cast di “THE QUARRYMEN”

 

Trovare i ragazzi giusti per interpretare ‘The Quarrymen’ è stato un processo delicato e, come spiega Sam Taylor Wood, il problema non era trovare attori che somigliassero a questi ragazzi, bensì persone che riuscissero a incarnare lo spirito dei membri di questa band.

 

McCartney è interpretato dal diciassettenne Thomas Brodie Sangster, (Love Actually, Nanny McPhee, The Last Legion, Triston & Isolde).  Nonostante l’attore si fosse presentato all’inizio per il ruolo di Lennon, alla fine si è reso conto di avere più in comune con il giovane McCartney.  “I miei lineamenti sono molto diversi da quelli di Lennon, non ho il naso giusto né la faccia adatta, ma i filmmaker mi hanno richiamato per leggere la parte di Paul; ho provato un paio di scene  insieme ad Aaron e alla fine mi hanno detto che avrei avuto il ruolo. Solo dopo aver accettato mi sono reso conto che avrei dovuto interpretare un personaggio ultrafamoso che tutti conoscono da quando aveva 15 anni. In questo senso mi sono sentito limitato, non potevo viaggiare con la fantasia. Non dovevo solo parlare come un abitante di Liverpool, ma dovevo imitare il particolare accento che ha Paul McCartney, muovere gli occhi e la bocca come fa lui. Era un’esperienza molto diversa da tutto quello che avevo fatto prima ed ero abbastanza spaventato, ma quando ho iniziato a farlo, mi sono molto divertito”.

 

L’ultimo membro di quella  band che un giorno si sarebbe chiamata The Beatles, è interpretato da Sam Bell, un attore esordiente che nonostante si fosse presentato per la parte di Paul McCartney, alla fine è stato molto contento di recitare il ruolo del giovane George Harrison.

 

“Non ci sono filmati di Harrison in quel periodo della sua vita, quindi ho potuto osservare solo le sue fotografie. Nel film lui ha 15 anni, quindi dovevo avere un aspetto molto giovane e alzare il timbro della voce.  Ora so tutto su George Harrison, ho guardato tutti i suoi video, per vedere come suonava, come si muoveva. E’ stato fantastico e mi è venuto molto naturale anche perché è il Beatle che preferisco!”

 

Un altro ruolo chiave era quello del migliore amico e compagno di scuola di John Lennon, Pete Shotton, interpretato dall’esordiente Josh Bolt.  Nato anche lui a Liverpool, Josh ha avuto il vantaggio di un accento naturale e di un’infanzia immersa nella storia e nella cultura di Lennon e dei Beatles. Tuttavia ha trovato le sue difficoltà quando ha svolto le ricerche per informarsi sul suo personaggio.

 

“Ho cercato su Internet per ottenere informazioni su Pete e ho scoperto che aveva scritto un libro; ho trovato qualche notizia qua e là, ma è una persona molto riservata e non sono riuscito a parlare con lui. Però vorrei ancora incontrarlo. Ho interpretato Pete un po’ come se fosse il braccio destro di John: qualsiasi cosa John facesse, Pete era lì ad imitarlo, ma John era sempre più ‘fico’.  Ho avuto la sensazione che questo fosse il rapporto fra loro; avevano persino sviluppato un linguaggio tutto loro. Erano davvero molto amici e lo sono rimasti fino alla fine, anche quando John è diventato famoso”.

 

Taylor-Wood è stata molto soddisfatta del casting. “Dovevamo prendere decisioni importanti, non potevamo solo scritturare gente simile ai nostri personaggi. La cosa migliore era che gli attori fossero in grado di esprimere il loro spirito e che riuscissero a penetrare il mondo di Lennon e McCartney, al posto di sembrare le loro copie. Sono davvero contenta degli attori che abbiamo trovato, sono stati bravissimi. Dovevamo gestire attori che non erano musicisti e musicisti che non erano attori e non è stato facile, ma è stata una sfida fantastica. Ho lavorato bene con ognuno di loro,  hanno tutti un talento enorme e faranno strada”.

 

Poiché alcuni dei ragazzi che interpretano i membri della band avevano già un’ esperienza musicale, hanno dovuto lavorare sulla recitazione.  Invece, una delle grandi sfide di Aaron è stata proprio quella di imparare a cantare e suonare la chitarra cominciando da zero, infatti ha iniziato a studiare musica alcune settimane prima dell’inizio delle riprese.  “Ho lavorato insieme al nostro insegnante di musica Ben Parker per circa un mese, prima di iniziare a provare in studio con i ragazzi.  Abbiamo registrato le canzoni dei Quarrymen con i loro  strumenti originali, come il basso e il washboard.  Questi ragazzi sono dei veri musicisti mentre io no, ed ero molto preoccupato quando sono entrato nello studio.  Ma Ben è stato fantastico e mi ha infuso molto coraggio. Durante la prima sessione ero agitato, ero imbarazzato all’idea di suonare e cantare davanti agli altri. Ma sapevo anche che eravamo solo a metà strada e che in seguito sarei migliorato. E’ stato utile romprere il ghiaccio in quel modo e alla fine ci sono riuscito”.

 

Johnson è rimasto affascinato dalla musica di quel periodo. “E’ fantastica: Elvis, Buddy Holly, Wanda Jackson; ha un ritmo incredibile. Da quando abbiamo finito, mi manca davvero ora, ero così entrato nel film, mi piaceva far parte di una band, l’atmosfera dello studio, gli spettacoli e strimpellare tutti gli strumenti!”

 

Le riprese di ‘Nowhere Boy’: il look del film

 

Sam non ha perso tempo e ha reclutato il numero uno fra i direttori della fotografia: Seamus McGarvey, (Il solista, The No1 Ladies Detective Agency, Espiazione, World Trade Center, The Hours, High Fidelity, Butterfly Kiss, e molti altri), che ha lavorato con lei per oltre dieci anni, occupandosi fra l’altro del suo corto Love You More.

Spiega Seamus: “Conosco  e lavoro con Sam da circa 12 anni e lei ha sempre parlato di voler fare film a soggetto. Già ne discutevamo quando abbiamo lavorato con Anthony Minghella nel Botswana (in No1 Ladies Detective Agency) ma Anthony pensava che Sam dovesse realizzare un cortometraggio prima di lanciarsi in un film lungo, per vari motivi, fra cui quello di riuscire a comprendere i meccanismi di un film drammatico e anche per ragioni finanziarie.  Così abbiamo girato Love You More che è stata un’esperienza bellissima, un film assolutamente perfetto nel suo genere. Un film che l’ha portata a Nowhere Boy”.

 

Nonostante fosse già impegnato nella lavorazione di un altro film, il destino ha fatto in modo che McGarvey improvvisamente diventasse disponibile, come spiega Sam:  “E’ stato un dono divino riuscire ad avere Seamus in questo film perché in effetti aveva un altro impegno con un altro film ma io l’ho fatto sentire talmente in colpa che alla fine è riuscito a farlo! Continuavo a telefonargli e a dirgli ‘Non puoi abbandonarmi, è il mio primo film e tu adori John Lennon; non puoi abbandonarmi!’”

 

Spiega McGarvey che dopo aver lavorato insieme per oltre dieci anni, ha sviluppato un modo quasi telepatico di comunicare con Sam  sia sul set che fuori dal set.   “E’ davvero strano il modo in cui lavoriamo. Sam ama il silenzio sul set, quindi comunichiamo con piccoli cenni e parole a mezza bocca. Io conosco bene il tipo di fotografia e di luci che le piacciono. Di solito facciamo molti preparativi e lei mi dice subito quello che non le piace; è bello riuscire a lavorare quasi senza parlare. Spesso andavamo insieme in macchina sul set, e quindi abbiamo avuto l’occasione di analizzare il copione e di pianificare le riprese del giorno seguente, durante il tragitto, mentre eravamo intrappolati nel traffico! Mi piace parlare del lavoro alla fine della giornata, quando sei rilassato e aperto a tante possibilità”.

 

Oltre a una fluida collaborazione a livello pratico, hanno entrambi condiviso idee molto chiare rispetto al look del film, che non doveva assomigliare al duro “docu-drama” che forse ci si aspetterebbe da un film sulla Liverpool ambientato nel dopoguerra. Spiega Seamus:

 

“Non volevamo realizzare il cosiddetto “kitchen-sink drama”, ovvero il classico dramma realistico su una famiglia operaia, solo perché si parlava di Liverpool durante i difficili anni ’50. Volevamo che il film traboccasse di un’atmosfera accattivante. John era pieno di energia e il suo ingresso nel mondo doveva essere accompagnato da immagini evocative e sensuali”.

 

I produttori e Sam volevano che la maggior parte del film fosse girato a Liverpool, nonostante uno dei problemi da affrontare riguardava la profonda trasformazione che la città ha subito negli ultimi 50 anni. Il produttore Kevin Loader ha cercato di capire come doveva essere Liverpool alla fine degli anni ’50. Spiega: “Oggi è quasi impossibile vedere il Liver Building perché è circondato da nuovi palazzi scintillanti, alcuni dei quali ancora in costruzione. Per fortuna la zona dove è cresciuto John è rimasta praticamente intatta e quindi abbiamo girato la maggior parte delle scene ad Allerton e a Woolton”.

 

“L’altra cosa fantastica di Liverpool è che tutti sono molto informati rispetto alla storia di Lennon e questo è sia un bene che un male. Ognuno diceva la sua, perché tutti a Liverpool hanno un amico o un cugino di John, di Paul o una zia che usciva con loro quando erano studenti.  La casa di John è diventata un luogo di pellegrinaggio in cui si riversano i fan di ogni parte del mondo. E questo film è anche un po’ il nostro personale pellegrinaggio”.

 

Il look del film è stato completato dal costumista Julian Day (Control), che ha cercato anche lui di rendere quella atmosfera vibrante e allegra degli anni ’50 a Liverpool, piuttosto che optare per il genere di abiti incolori e vecchio stile che spesso si scelgono per i film ambientati in quell’epoca. “Ho letto il copione e ho svolto ricerche sull’abbigliamento degli anni ’50, su Lennon e i Quarrymen, concentrandomi soprattutto sullo stile di Liverpool di quegli anni. Non c’è nulla di male a scegliere colori più tenui, ma questo è un film sul rock’n roll e sulla scoperta della sensualità legata alla musica, quindi i suoi colori non potevano essere spenti e cupi, come spesso si vede nei film sugli anni ‘50”.

Julian ha idee molto precise sull’aspetto di Mimi e Julia e sul modo in cui i loro abiti dovevano riflettere le loro personalità contrastanti.  “Ne abbiamo parlato molto con Sam e Seamus e alla fine abbiamo deciso che i colori da attribuire a Mimi sarebbero stati i toni del blu, del verde, del marrone e del grigio. Volevo caratterizzarla come una donna che vive il passaggio dagli anni ’40 agli anni ’50 mentre Julia è più avanti, corrisponde già alla transizione fra gli anni ’50 e gli anni ’60, infatti è molto variopinta e nel suo abbigliamento abbondano le gradazioni del rosso. Ci piaceva anche l’idea di mostrare John che all’inizio ha un retaggio degli anni ’40 e indossa il blu, il grigio e il verde. Poi quando incontra sua madre, non solo lei influenza i suoi gusti musicali ma anche il suo modo di vestire, quindi assisteremo a un cambiamento del suo stile fino alla fine del film”.

 

Per quanto riguarda il montaggio, Sam ha voluto un’altra ‘protégée’ di Anthony Minghella:  Lisa Gunning, con cui Sam aveva già lavorato nel suo corto Love You More, e che dichiara di essere stata molto influenzata da Minghella.  “Anthony è stato il mio mentore in ogni campo, insegnandomi tutto ciò che poteva sul cinema, come osservare le cose e come sperimentarle. Mi ha fatto capire che se sei aperto a percepire la realtà, puoi manipolare tutto ciò che vuoi nella sala di montaggio. Aveva un modo incredibile di dare forma alle cose, di controllare il film. Ho imparato tutto da lui”.

 

Grazie al rapporto che hanno stabilito attraverso la stima e l’affetto per il loro comune amico Minghella, Sam e Lisa hanno lavorato in grande sintonia in sala di montaggio. Lisa afferma:  “Sam è molto generosa, molto aperta ai suggerimenti, sempre che siano coerenti con la sua visione del film. Con lei mi sono sentita libera di osare, di superare i limiti e le convenzioni.  La telepatia fa parte della sintonia, abbiamo gusti molto simili, lei si fida di me e abbiamo un approccio simile nei confronti del materiale da trattare”.

 

A film ultimato, Taylor-Wood non ha dubbi sulla persona a cui dedicarlo. “Non vorrei sembrare troppo bizzarra, ma devo ammettere che Lisa ed io, in molti momenti del film, abbiamo sentito la presenza di Anthony. Secondo me sarebbe stato molto contento di vederci lavorare insieme così come sarebbe contento di fare parte del nostro progetto. Questo film lo dedico a lui, senza ombra di dubbio”.

 

Quando gli viene chiesta la domanda inevitabile sul modo in cui, secondo lui, i fan più accaniti dei Beatles reagiranno al film, Kevin Loader puntualizza: “I fan di John Lennon saranno automaticamente interessati al film.  Ma secondo me anche chi non è un suo fan, ne sarà molto incuriosito. In fondo il film mostra una situazione umana molto interessante, il rapporto fra due donne e un ragazzo, e il bagaglio emotivo di ognuno di loro. E’ una storia molto avvincente, al di là che si tratti di John Lennon. Ma certamente, il fatto che il ragazzo coinvolto sia Lennon lo rende ancora più interessante perché tutti conoscono la sua vicenda e la sua importanza nella storia della musica. Ma, a differenza di una pura biografia musicale, questo film non pretende di raccontare la sua carriera. In realtà vuole solo mostrare il background fisico ed emotivo di un uomo che un giorno sarebbe diventato una leggenda”.

 

Il capo di FilmFour, Tessa Ross, è convinta che Sam Taylor-Wood avrà un lungo futuro come regista e che il suo amico e collega Anthony Minghella sarebbe stato incredibilmente orgoglioso di lei: “Sicuramente avrebbe approvato tutte le sue scelte, perché le era molto affezionato e l’ammirava molto. E’ davvero un peccato che lui non le fosse accanto in  questa sua prima importante prova di regia ma comunque Sam è ormai in grado di fare ciò che vuole. Possiede l’energia, l’ambizione e l’intuito ma più di tutto, la curiosità per potere ottenere ciò che desidera”.

 

In qualità di suo amico e collega da oltre 12 anni, Seamus McGarvey nutre una profonda ammirazione per Taylor-Wood.  “Ho sempre saputo che Sam è piena di verve e di energia, è una donna proiettata in avanti ed è artisticamente molto dinamica.  Questo suo lato forse si è accentuato dopo la battaglia contro il cancro che ha dovuto combattere anni fa, e ora è una vera e propria girandola di creatività.  Sa cogliere l’attimo e infondere agli altri la sua positività. E’ davvero straordinaria”.

 

Dopo aver ultimato il suo primo film a soggetto, Sam si ritiene molto soddisfatta: “Sono molto orgogliosa del film che abbiamo realizzato, è stata un’esperienza di grande collaborazione. Sento di aver ottenuto il risultato che speravo, non cambierei una virgola di quel che abbiamo fatto, ne sono entusiasta”.

 

NOWHERE BOY è una produzione Ecosse Films in associazione con Film4, Premiere Fund di UK Film Council, NorthWest Vision and Media, Lip Sync Productions e Aver Media. Il copione è stato sviluppato con il sostegno del Development Fund di UK Film Council e Icon Film Distribution distribuirà il film in Inghilerra il 26 dicembre 2009.  HanWay Films ha i diritti per la distribuzione internazionale. Icon Film Distribution distribuirà il film in Inghilterra il 26 dicembre 2009. Weinstein Company è il distributore negli Stati Uniti.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: