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Libri – “Link Mono”, speciale “Ripartire da zero – Televisioni e culture del decennio” 01/12/2010

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Libri, Link, TV ITA.
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\"Link. Idee per la televisione\"E’ in vendita da qualche giorno in libreria il volume speciale “Link Mono”, edito da Mediaset/RTI (250 pagine, prezzo di copertina 15 € – Acquista “Ripartire da zero” su Amazon.it), intitolato “Ripartire da zero – Televisioni e culture del decennio”: è un nuovo volume monografico della collana “Link” che si propone di raccontare dieci anni di cambiamenti nella televisione e più in generale nella cultura.
Molto ricco il sommario del numero, che è difficile riassumere in poche righe: tra l’altro, il guru della cultura convergente Henry Jenkins ci spiega cosa si intende per “virale”; Violetta Bellocchio analizza il modo in cui i telefilm nel corso degli anni siano andati a puntare sempre più sulle minoranze, anche di tipo sessuale; Fabio Cleto ci parla di kitsch e camp; Francesco Pacifico racconta cosa sia davvero oggi l’ironia; Tommaso Tessarolo ripercorre la storia di Current TV, vista dalla sua posizione di general manager della versione italiana; Carlo Freccero esamina come la televisione si sia ripiegata su se stessa negli anni Zero; Aldo Grasso considera quanto, all’avanzare della tecnologia, manchino i contenuti per giungere ad una vera “età dell’oro” televisiva; Marco Vecchia osserva le nuove strade della pubblicità; Massimo Scaglioni ci propone un suo diario da spettatore professionista; Michele Boroni propone 10 brand televisivi influenti dell’ultimo decennio; Antonio Dini fa una riflessione sull’accumulo di tecnologia che pervade le nostre vite; Carlo Momigliano analizza il mercato pubblicitario in Italia; Davide Turi considera il rapporto tra TV e Internet; Matteo Bittanti esamina l’evoluzione del mondo dei videogame; Nico Morabito studia le contaminazioni dei meccanismi delle soap nei moderni telefilm; Anna Sfardini discute invece del genere reality show. Chiude il volume Gregorio Paolini, con un azzardato ed avveniristico “dispaccio dall’anno 2020”. Il volume è allegramente illustrato da Ben Jones, anima del collettivo statunitense Paper Rad ed autore anche dell’immagine di copertina.
A seguire, la copertina ed un comunicato stampa che presenta i principali contenuti del volume.

A volte una cover story non basta. Anche questo Link Mono, secondo numero speciale della rivista, ferma il flusso delle continue novità e lascia spazio all’approfondimento: per raccontare il passato prossimo: dieci anni di cambiamenti vorticosi avvenuti sotto una coltre di apparente immobilità; e per fare esercizi divinatori sugli anni Dieci.
Link Mono è composto di 4 sezioni.

Indie, nuovo mainstream
Dal cinema indipendente alla narrativa postmoderna e ai movimenti dal basso: fenomeni prima indie e sottotraccia, giunti negli anni Zero a occupare il centro della scena e il suo medium incontrastato, la tv.
Testi di: Henry Jenkins, Violetta Bellocchio, Francesco Pacifico, Tommaso Tessarolo, Fabio Cleto, Francesco Spampinato.
Il tubo dell’abbondanza
Nella tv degli anni Zero, il flusso continuo di programmi nelle ventiquattr?ore non basta. Le offerte si moltiplicano, i prodotti trovano infinite repliche/espansioni, i canali sono centinaia.
Testi di: John Ellis, Aldo Grasso, Carlo Freccero, Marco Vecchia, Massimo Scaglioni.
La caduta degli dei
Gli dei del passato non bastano più. Fattori economici e tecnologici non sono più sufficienti a spiegare il cambiamento. Le variabili da considerare degenerano nel sociale, e non si sa ancora come misurarle.
Testi di: Maurizio Ferraris, Antonio Dini, Matteo Bittanti, Michele Boroni, Emilio Pucci, Massimo Temporelli, Carlo Momigliano, Davide Turi.
Le metastasi del prima
La tv e i media sembrano popolati sempre dalle stesse forme e dagli stessi generi. Sono in corso, però, mutazioni e rivolgimenti. I classici (informazione, intrattenimento, fiction) sono concetti ormai vuoti.
Testi di: Stefano Pistolini, Alessandro Zaccuri, Francesca Pasquali, Anna Sfardini, Manolo Farci, Nico Morabito, Matteo Lenardon.

Il volume è illustrato da Ben Jones, anima del collettivo statunitense Paper Rad, artefice di un universo psichedelico popolato da creature aliene antropomorfe, prelevate da cartoon e vecchi videogame. Le sue visionarie strisce a fumetti sono apparse su Kramers Ergot, McSweeney’s e Best American Comics.

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