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Libri – Antonio Caprarica “C’era una volta in Italia” 07/12/2010

Posted by Antonio Genna in Libri.
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Siamo a Torino, in data 18 febbraio 1861: la città è invasa da una folla insolita, da signori in marsina e cilindro a militari in divisa, giornalisti e popolani, tutti accorsi ad assistere al battesimo del Regno d’Italia. Ad applaudire Vittorio Emanuele II una folla di deputati e senatori, tra i quali Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Massimo d’Azeglio e Garibaldi in camicia rossa. In mezzo a loro un inviato molto speciale… il giornalista Rai, e direttore della sede di Londra, dopo tre anni passati a Roma come direttore di Radio1 e dei Giornali Radio Rai, Antonio Caprarica. Da questo spunto nasce il suo ultimo libro, “C’era una volta in Italia – In viaggio fra patrioti, briganti e principesse nei giorni dell’unità” (Sperling & Kupfer – Rai/Eri, 276 pagine, prezzo di copertina 18,50 € – Acquista “C’era una volta in Italia” su Amazon.it), in cui il popolare volto dei servizi londinesi dei Tg Rai propone un’originale celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia da inviato a ritroso nel tempo, ripercorrendo in lungo e in largo il nostro Paese per verificare “di persona” le reazioni della gente all’unità.
Come nasce l’Italia? E qual è il suo volto, mentre si affaccia sulla scena della Storia? E come vivono e cosa pensano i milioni di italiani che stanno diventando tali senza saperlo? Caprarica ci porterà a Napoli, dove la corte borbonica ribolle di complotti, e falsi garibaldini si mettono in fila per ricevere la pensione da combattenti; andremo in Calabria, dove la nuova amministrazione promette di mantenere l’igiene pubblica mettendo al bando i maiali! Vedremo che nel Sud inizia la guerra civile tra i “briganti” e l’esercito dei “galantuomini”, che si rivelano terribili torturatori, mentre altrove continuano a morire patrioti che puntano a riunire l’intera nazione e conquistare Roma, dove Pio IX ha condannato a morte i “liberali” e ha ordinato incursioni nelle alcove sospette di immoralità.
Caprarica incontrerà “personalmente” nobildonne che si dividono dai salotti agli ospedali da campo, madri che incoraggiano i figli a non abbandonare la lotta, ragazze che si uniscono ai garibaldini, e uomini “di penna e d’azione” che lasciano gli studi per combattere. Un affresco arguto e storicamente fedele di un’Italia di 150 anni fa che forse nemmeno immaginiamo, di un’intera nazione che si affaccia verso la storia spesso in modo abbastanza inatteso.

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Commenti»

1. Perrucci Antonio - 23/12/2010

Caprarica ha “quasi copiato” nell’impostazione e nel contenuto un testo già pubblicato nel 1990 dalla Mondadori nella collana Le Scie l’autore era Vito Di Dario e il titolo Oh, mia Patria.Vito Di Dario nel 1990 era vicedirettore di Espansione e quindi noto al Caprarica,il quale poteva almeno citare nella bibliografia del “suo” libro il Di Dario. Un “fatica” costata poco sudore al Caprarica.

2. Gianni Cirino - 12/03/2011

Capitolo IX
“Poveraccio” termine inappropriato al Prefetto Emilio Celano, coniugato con Leonilde dei marchesi Puoti, irrilevante la posizione economica, invece molto rilevante e non riportata l’alto livello culturale ed intellettuale del soggetto ed il suo impegno politico e militare.

Giovanna Celano


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