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TeleNews #23 – Ecco la fantatelevisione dell’anno 2011 – Tutti in cucina – 30 Rock, autoironia impensabile da noi – L’Italia di Sanremo, da Verdi a Battisti – Arrivano gli speciali SuperQuark natalizi – Grande Fratello 2010/11: Caroline Cecere: “Guendalina è spudorata” 23/12/2010

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” raccoglie – segnalandone le fonti di provenienza – notizie ed argomenti vari, legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che finora non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, scrivete subito all’indirizzo e-mail di questo blog.

  • Ecco la fantatelevisione dell’anno 2011
    Fabio Fazio che si ricongiunge con i suoi amichetti de La7 a dar man forte a Mentana. Simona Ventura che ricomincia da zero a Mediaset. Bonolis che fa il percorso inverso (uno dei molti della sua carriera) e si ripresenta a viale Mazzini. X Factor che emigra nello spazio. E, poi, va bé, c’è sempre Santoro che potrebbe abbandonare la lotta dura e pura e darsi ai documentari. Ma cos’è: la fanta-tv del 2011? Magari un po’ sì, però a fantasticare non si fa mai male. Perché ogni tanto, purtroppo di rado, i sogni assumono un aspetto reale.
    Soprattutto, quando di mezzo ci sono persone che hanno la forza, il carisma e il denaro per fare molte delle cose che vogliono. E che quando si sentono trattate maluccio, sbattono la porta. Prendiamo i casi che hanno tenuto banco nella stagione autunnale che si è appena chiusa. Il più clamoroso è stato certamente quello di “Vieni via con me”. Fazio che, con uno show evento che ha pochi precedenti nella storia della tv, ha raccolto una decina di milioni di fan, nonostante l’editore abbia fatto di tutto per frenarlo, ha un po’ di rabbia da smaltire. E le sirene di Chicco si fanno sentire.
    Quel diavolaccio di Mentana è riuscito, tutto da solo, a far ripartire grazie agli ascolti del suo tg quel sogno di terzo polo che una decina di anni fa mise insieme i volti più chic della nostra televisione e che poi s’infranse per logiche politiche che volavano molto più in alto delle loro teste. Insomma, il contratto di Fazio con la Rai scade a maggio: se decidesse di andarsene, ai piani alti di viale Mazzini stapperebbero lo champagne, mentre a La7 lo accoglierebbero a braccia aperte. E lui si troverebbe nel posto giusto al momento giusto, insieme a compagni di pensiero e di ideali, in quella visione tutta di sinistra-ambientalista-laicista ben rappresentata da “Vieni via con me” e su una tv che si sta incamminando in una nuova era.
    Da non dimenticare che gli altri volti fondamentali della rete (Bignardi, Gruber, Cabello, Cucciari, D’amico) sono tutti rappresentati dallo stesso agente di Fazio: Beppe Caschetto, super manager potentissimo che preferisce muoversi dalle parti di Telecom. L’azienda telefonica a marzo affronterà il rinnovo del cda: un momento in cui si decidono le grandi strategie come quella che ha portato all’operazione Mentana.
    I fattori che, invece, potrebbero tener ancorato Fazio a Raitre sono: il suo direttore Paolo Ruffini, che si è arroccato nella sua rete e la difende come fosse Fort Alamo e, diciamo, i termini contrattuali. Perché Fazio guadagna due milioni di euro l’anno: la Rai difficilmente gliene riprorrà altrettanti, ma La7 potrà permetterselo?
    Veniamo al caso X Factor. Da settimane i dirigenti Rai non sciolgono il nodo sul ritorno in onda il prossimo autunno. Certamente lo show è stato un fenomeno importante per la musica italiana e per la scoperta di nuovi talenti, altrettanto vero è che all’azienda di Stato costa molto di più di quanto rende in termini di ascolti e di introiti pubblicitari. Molti milioni di euro, che in questa situazione di crisi economica, viale Mazzini vuole tagliare.
    Nel dubbio che non venga esercitata la prelazione da parte della tv di Stato per una nuova edizione, i produttori si guardano in giro. Verso altre opportunità: un talent come X Factor potrebbe trovare buona collocazione sul satellite, anche se ha bisogno di una platea vasta e popolare. Comunque, se il prossimo autunno lo show tornerà su Raidue, sarà ridimensionato: budget inferiore e cancellazione della striscia del day time.
    Veniamo al ping-pong Rai-Mediaset. Qui siamo nella zona del calcio mercato. Alcuni contratti finiscono a giugno e si sommano le indiscrezioni, anche per alzare la posta. Da settimane, per esempio, si rincorrono le voci che Simona Ventura è stanca della sua Raidue e pronta ad emigrare a Mediaset. Da tempo si lamenta che i suoi programmi di punta (Quelli che il calcio e L’isola dei famosi) non godono più della considerazione di una volta. Anche l’altro ieri sul canale «Lei» ha fatto intendere che le piacerebbe fare uno show con Maria De Filippi. Che, si sa, è di granitica osservanza del Biscione.
    Ma Simona è pure ben consapevole che, in molti casi, chi si è spostato da Rai a Mediaset si è profondamente scottato. È successo pure a Bonolis, nei primi momenti del suo ritorno a Cologno. Poi la situazione non è molto migliorata visto che ha continuato a esercitarsi in show che non ama molto (Ciao Darwin) per avere la soddisfazione di realizzarne altri che adora (Il senso della vita). Tanto da arrivare a criticare apertamente la Tv di Mediaset come ha fatto qualche giorno fa davanti agli studenti della Statale di Milano, pur essendone uno degli artefici. In ogni caso, per Paolo saltare di nuovo la staccionata sarebbe un gioco da ragazzi.
    (fonte: “Il Giornale” – 22 dicembre 2010, articolo di Laura Del Rio)
  • Tutti in cucina
    Tutti contro Antonella Clerici. Vogliono spodestarla. Non dalla Rai e nemmeno dal suo contratto faraonico, ma da quei fornelli che lei ha tanto faticato a riconquistare dopo l’avvento della Del Noce’s Angels, Elisa Isoardi. Ormai tra le dive del piccolo schermo impazza la voglia di cucina. Tutte si riscoprono cuoche e indossano il grembiulone da chef anche sopra il vestito da sera e i tacchi a spillo, sperando che gli orecchini non finiscano nel ragù.
    L’attacco alla Clerici proviene da Mediaset. Non bastavano le performance di Benedetta Parodi, la signora Caressa, la cui sagoma giganteggia in tutte le librerie del belpaese, ora ci sta provando anche Barbara D’Urso a sedurre, con il buon gusto, gli italiani, a cominciare da Bruno Vespa e Renato Brunetta che nel corso di Porta a Porta hanno confessato di pendere dalla sua forchetta.
    (fonte: “Italia Oggi” – 22 dicembre 2010, articolo di Marco Castoro)
  • “30 Rock”, autoironia impensabile da noi
    Non ci si stanca mai di vedere «30 Rock», così intelligente da sembrare il più bel saggio mai scritto sulla tv, così ironico da fornire, a ogni scena, la percezione dell’inquietante perfidia che si prova a occuparsi di tv. Com’è noto, la serie creata da Tina Fey e giunta intanto in America alla quinta stagione, ruota attorno al cast e alla troupe dell’immaginario show comico «The Girlie Show with Tracy Jordan» (in breve TGS), girato nello Studio 6H del Rockefeller Center, a New York (SkyUno, lunedì ore 23 e sabato, terza stagione).
    «30 Rock» può essere considerato uno spin-off «ideologico» del «Saturday Night Live», dove la geniale Tina Fey ha imparato il mestiere e i segreti del comedy show. Tutta la serie si regge sul rapporto fra Liz Lemon (Tina Fey) e Jack Donaghy (Alec Baldwin), fra la personificazione dell’autorialità e quella del marketing, fra la tv di culto e la tv generalista, incarnata dalla star dozzinale Tracy Jordan (Tracy Morgan), tra l’esigenza di salvare e la faccia e quella di fare ascolto. Succede così che una sera, in veste di special guest-star, compaia Jennifer Aniston e non si faccia scrupolo di prendersi in giro, interpretando una sessuomane scatenata a caccia di Jack. Il quale reagisce da vecchio marpione agli avvertimenti di Liz: «Le donne emotivamente instabili sono fantastiche a letto». Vedremo mai l’alba di un giorno in cui una nostra attrice si prende in giro, non avendo paura di dichiararsi «emotivamente instabile»? Ovviamente, il gioco più sottile della serie è quello delle citazioni e dei riferimenti che affollano ciascun episodio. Metalinguaggio e parodia lavorano fianco a fianco per creare una sit-com di straordinaria complessità. E c’è anche il tempo per immortalare la prima grande figura di telefilo, l’usciere Kenneth Parcell, che ha il compito di accompagnare il pubblico nelle visite allo studio. Per lui, «la tv è l’unica vera forma d’arte americana».(fonte: “Corriere della Sera” – 23 dicembre 2010, articolo di Aldo Grasso)
  • L’Italia di Sanremo, da Verdi a Battisti
    Sembra improbabile che le canzoni riescano a rimpiazzare il cemento molle che in questo periodo storico tiene insieme l’Italia. Ma ben venga la serata patriottica di giovedì 17 febbraio 2011 al Festival di Sanremo, già focolare della tipica famiglia del nostro Paese; lì si celebreranno con un mese giusto d’anticipo i 150 anni dell’Unità, con 14 brani Made in Italy di varie epoche ed ispirazione, scelti senza un filo storico o artistico, con tutte le gioie della casualità. Oltre a spezzare il rituale della gara (servendone tuttavia i meccanismi di ripescaggio, col rischio di un bel minestrone), la puntata troneggia con il titolo Nata per unire (come l’Italia, come la musica), probabilmente inventato dopo il caos suscitato dall’idea di Morandi di proporre Bella Ciao, subito seguita da quella di Gianmarco Mazzi di aggiungere Giovinezza.
    Ancora si contano i feriti dell’improvvido dibattito, ma di comune accordo i due inni sono stati accantonati per favorire, appunto, l’unione: ieri, tra l’altro, a Morandi è sfuggito di raccontare che molti artisti avrebbero cantato volentieri Bella Ciao e nessuno Giovinezza ma tant’è, la questione è seppellita. Morandi parlava, in viale Mazzini, nell’ambito di una conferenza dove Nata per unire – serata cementata dalla beneficenza, cui andranno anche i proventi di un disco dedicato, oltre a 2 euro per ogni telefonata di gradimento – veniva presentata dalle massime autorità Rai: Masi e Garimberti, Mazza e Mazzi, non mancava nessuno perché alla fine l’Italia sempre nostra è. Richiesto di una ipotesi di presenza di Benigni per dar lustro al galà, il direttore Mazza ha risposto: «Se viene gratis come da Saviano, volentieri». Se mai fosse, ci scatenerebbe subito il tema di una seconda voce, come da dibattito precedente.
    «La selezione dei titoli è grandiosa, un degno modo di ricordarci che questo grande mosaico che è il nostro Paese, con tutte le sue differenze, alla fine si unisce e siamo tutti fieri di essere italiani», ha detto per tutti il Gianni (che quella sera lì, potrebbe pure cantare qualcosa, come la sua professione vorrebbe). I titoli annunciati c’entrano un po’, tanto o niente con i festeggiamenti patriottici.
    Alcuni brani sono stati suggeriti dall’organizzazione, altri scelti dagli artisti. Patty Pravo si cimenterà in Mille lire al mese (dicono sia una tipa spendereccia, sembrerebbe dunque una pena del contrappasso); Nathalie fresca regina di X-Factor ha optato per Il mio canto libero di Battisti; Roberto Vecchioni evocherà finalmente il napoletano (e la guerra) con O’ Surdato ‘nnammurato, e così farà Anna Oxa con O’ sole mio; Giusy Ferreri sceglie Il cielo in una stanza; La notte dell’addio avrà arrangiamento e direzione di Battiato con Luca Madonia; si torna alla storia con Max Pezzali in Mamma mia dammi cento lire, con Barbarossa&Del Rosario in Addio mia bella addio e con i Modà&Emma in La ballata di Sacco e Vanzetti, mentre La Crus propongono Parlami d’amore Mariù; Albano viene tentato dalla lirica con Va’ Pensiero; Tatangelo non poteva scegliere che Mamma, Tricarico fa L’italiano di Cutugno, al quale risponde da sinistra un pezzo da novanta, Viva l’Italia di De Gregori, a cura di Van De Sfroos, che finora aveva gorgheggiato solo in tremezzino stretto. Come si vede, manca qualunque cosa (almeno Azzurro, via) ma anche no. Non essendoci una precisa indicazione, la serata dell’Unità finisce per somigliare all’Italia medesima: tutto e il contrario di tutto. Non fosse mai che ci dobbiamo smentire proprio al Sanremone.
    (fonte: “La Stampa” – 23 dicembre 2010, articolo di Marinella Venegoni)
  • Arrivano gli speciali SuperQuark natalizi
    Torna anche quest’anno l’appuntamento con Piero Angela e gli Speciali di Superquark. Su Rai1 tre grandi prime serate, a partire dal 23 dicembre, dedicate a tre uomini che con le loro imprese hanno contribuito a cambiare il mondo, tre uomini molto diversi tra loro ma accomunati dall’essere protagonisti di storie e scoperte eccezionali.In Africa, sulle tracce di Livingstone
    Rai1, giovedì 23 dicembre 2010 alle 21.10
    La prima puntata degli Speciali Superquark di quest’anno si occuperà di un personaggio divenuto leggendario: David Livingstone. Missionario, medico ed esploratore inglese, nella seconda metà dell’Ottocento partì per l’Africa alla ricerca delle sorgenti del Nilo. “Un fiume come un fantasma che non ha inizio, apparso dal niente, che i più grandi uomini della storia hanno cercato, fallendo…”
    Può sembrare un’idea originale e un po’ folle, ma erano in molti ad averla in quell’epoca, come Burton e Speke, finanziati dalla Royal Geographical Society.
    Quando Livingstone, nel 1841, arrivò in Africa per la prima volta, la maggior parte delle regioni centrali era contrassegnata sulle carte geografiche dalla scritta “inesplorato”. Nel 1849 Livingstone aveva scoperto il Lago Ngami e dal 1852 al 1856 aveva esplorato lo Zambesi, scoperto le cascate Vittoria ed era stato il primo europeo ad attraversare l’Africa (da Luanda, sulla costa occidentale, a Quelimane su quella orientale).  Dopo la sua ennesima partenza per l’Africa alla ricerca delle sorgenti del Nilo si persero le sue tracce e per cinque anni non si ebbero più sue notizie.
    Una spedizione partì alla sua ricerca, guidata dal giornalista Henry Stanley. E fu proprio Stanley che il 10 novembre del 1871 ritrovò Livingstone ammalato, a Ujiji sul lago Tanganika, dopo otto mesi di ricerche per mezza Africa.
    Ma la cosa forse che tutti ricordano di più è la famosa frase che, con una imperturbabilità tutta britannica, Stanley pronunciò nel vedere quell’unico bianco in mezzo a tanti bambini africani : “Dr.Livingstone, I presume”. Erano gli unici due europei in Africa nel raggio di centinaia di chilometri e si salutarono come se si vedessero ad un ricevimento!
    Mentre Stanley rientrava in Inghilterra con la notizia, Livingstone, recuperata parzialmente la salute, si metteva in viaggio verso sud per esplorare il bacino del fiume Lualaba (e morì durante quel viaggio, il 1 maggio 1873). Il suo cuore fu seppellito sotto un albero nel luogo dove morì, mentre il suo corpo fu trasportato dai compagni di esplorazione fino alla costa mozambicana, e di lì riportato in patria. Riposa ora nell’Abbazia di Westminster.
    Una cosa che molti non sanno è che in Africa Livingstone è un personaggio a dir poco leggendario, soprattutto per la sua lotta contro la tratta degli schiavi. Luoghi intitolati alla sua memoria si ritrovano quasi in ogni paese di quel continente. Piero Angela, con la troupe degli Speciali Superquark, sulle orme di Stanley e di Livingstone, è andato in Tanzania e Zambia, sulle rive del Tanganika e lungo il fiume Zambesi, alle cascate Vittoria e a Zanzibar . Ha viaggiato con piccoli aerei, battelli e jeep, per ritrovare i luoghi in cui avvenne questa straordinaria avventura.Per il racconto ci si avvarrà anche di uno storico filmato della BBC, restaurato per l’occasione, e di riprese alla Royal Geographical Society. In studio, con Piero Angela, il fisico Paco Lanciano dimostrerà come potevano determinare a quei tempi l’altitudine.
    Consulente della puntata è il prof. Francesco Surdich dell’Università di Genova.

    Shackleton, l’eroe dell’Antartide
    Rai1, giovedi’ 30 dicembre 2010 alle 21.10
    La seconda puntata parlerà infine di una delle più incredibili imprese nella storia delle esplorazioni. E’ la storia di Ernest Henry Shackleton e dei suoi uomini, partiti dall’Inghilterra nell’agosto del 1914 per effettuare la prima traversata a piedi dell’Antartide. Rimasti bloccati nel gelo antartico a causa del naufragio della loro nave, la Endurance, Shackleton decide di tentare l’impossibile e lascia la maggior parte degli uomini in una specie di campo sul ghiaccio e parte con una scialuppa e altri 5 uomini in direzione della Georgia Australe, un puntino nell’oceano. Lottando contro onde oceaniche, burrasche e venti micidiali, riesce ad approdare, ma l’isola ha montagne e ghiacciai. Decide allora di lasciare ancora tre uomini in un altro campo e scala le montagne con due compagni, arrivando ad una base baleniera. Da lì partono i soccorsi che per due volte falliscono e solo al terzo tentativo, 2 anni e 10 mesi dopo la partenza, Shackleton riuscirà a portare in salvo tutti i suoi uomini, accolto come un eroe in patria. Tanto che Raymond Priestley, uno dei più autorevoli esploratori inglesi, che era stato con Shackleton in un’altra spedizione, fondatore dello Scott Polar Institute, disse:”Mettete Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. Ma quando siete nelle avversità e non intravedete via d’uscita, inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton!”
    Per il racconto ci si avvarrà anche di un film di Channel Four, interpretato da Kenneth Branagh, vincitore di 6 premi e 13 nomination internazionali. Ma soprattutto del film originale e delle foto che un grandissimo fotoreporter dell’epoca, Frank Hurley, ebbe il coraggio di girare e salvare dai ghiacci. Recuperati presso il British Film Institute e la Royal Geographical Society, saranno riproposti da Piero Angela, insieme all’intervista con la nipote di Shackleton, Alexandra.
    In studio, con Piero Angela, il glaciologo Valter Maggi dell’Università di Milano Bicocca, la consulente della puntata prof. Simonetta Conti della Seconda Università di Napoli, e Reinhold Messner, che è riuscito nell’impresa che aveva tentato Shackleton: attraversare l’Antartide a piedi.

    L’incredibile storia di Antonio Meucci
    Rai1, lunedi’ 3 gennaio 2011 alle 21.10
    La terza puntata racconterà l’incredibile storia di un uomo geniale, creatore di molte invenzioni e titolare di ben 22 brevetti: un nuovo tipo di carta per la stampa, una lampada a cherosene senza fumo, bevande frizzanti alla frutta ecc. Un uomo che sognava di far correre le parole su un filo elettrico per comunicare a distanza,  un’invenzione che ha aperto mondi sconfinati con ripercussioni impreviste fino ai nostri giorni: il telefono.
    L’uomo era Antonio Meucci, uno studente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, legato ai movimenti per l’Unità d’Italia. Da Firenze emigrerà con una compagnia teatrale a Cuba, che allora aveva uno dei più grandi teatri del mondo. Dopo 15 anni partirà per gli Stati Uniti, una terra libera dove tutto era possibile e verso cui andavano esuli da mezzo mondo.
    Negli Stati Uniti vivrà momenti anche di grande difficoltà, come nel caso dell’incendio del traghetto per Staten Island, che provocò la morte di un centinaio di persone e gravi ustioni a Meucci, che riprenderà la propria attività solo dopo 3 mesi.
    Rimarrà nella casa di Staten Island fino alla fine, lanciandosi in invenzioni e imprese, che faranno sempre la fortuna di altri e mai la sua, perché è un uomo troppo onesto e poco abituato a muoversi nel mondo spregiudicato degli affaristi americani. Ospiterà anche Garibaldi, del quale diventerà amico, tanto che la casa di Staten Island è oggi intitolata ad entrambi: il Garibaldi-Meucci Museum.
    L’invenzione del telefono venne attribuita per molti anni all’americano Alexander Graham Bell, perché Meucci non aveva i soldi per il deposito del brevetto, ma solo del caveat (una specie di pre-brevetto, da rinnovare ogni anno). Nel 1876, un anno dopo la scadenza dell’ultimo caveat di Meucci, Bell deposita il proprio brevetto.
    Meucci darà battaglia in tribunale, ma perderà e morirà povero. Uno dei più lampanti errori giudiziari, pensarono in molti, che si appassionarono alla sua storia e particolarmente Marconi, che fece riprodurre il telefono di Meucci in quattro copie, conservate in vari musei.
    Ma si dovrà aspettare la certosina ricerca durata 15 anni di un ricercatore italiano, l’ing. Basilio Catania, per riuscire a dimostrare con indiscutibile documentazione la priorità dell’invenzione di Meucci. L’azione combinata dell’ingegner Catania e di un giudice della Corte Suprema di New York, Dominic Massaro, ha portato la questione a livello del Congresso degli Stati Uniti. Ed è lì a Washington, nella sessione della Camera dei Rappresentanti l’11 giugno 2002, che passa la risoluzione 269, in cui si ripercorre la vicenda di Meucci e si riconosce al genio italiano la priorità dell’invenzione rispetto a Bell. Piero Angela ripercorre tutta la storia di Meucci, da Firenze agli Stati Uniti, con l’ausilio di interviste, foto e filmati, nonché con lo sceneggiato prodotto dalla RAI e dalla Lux, protagonista Massimo Ghini.
    In studio, il fisico Paco Lanciano dimostrerà il funzionamento del telefono di Meucci. Consulente della puntata l’ing.Basilio Catania.
    (fonte: com. stampa Rai)

SPAZIO REALITY

GRANDE FRATELLO 2010/11

  • Caroline Cecere: “Guendalina è spudorata”
    Caroline Cecere è stata la nona eliminata dal Grande Fratello 11. Brasiliana, 22 anni, nella Casa la sua bellezza ha suscitato le attenzioni dei ragazzi, il suo carattere le ire delle donne. E’ dispiaciuta per essere uscita fuori sin dall’inizio, però dice di aver imparato molto da questa esperienza.
    Che cosa non ha funzionato nel “suo” Grande Fratello?
    «Purtroppo nelle prime settimane ero un po’ spenta. Solo in questi ultimi sette giorni sono riuscita a essere più presente e le persone da fuori mi hanno visto come sono veramente. Purtroppo era troppo tardi: ero già in nomination, troppo vicina all’eliminazione. Mi dispiace che tutto sia andato così: le prime due settimane sono stata tranquilla perchè stavo cercando di conoscere tutte le persone»
    Nella sua scheda ha scritto che ha deciso di partecipare al Grande Fratello per “conoscere meglio se stessa e gli altri”. E’ andata così?
    «Io credo che di debba sempre trarre ogni esperienza da quello che ci capita. Non bisogna mai buttare via niente e trasformarle in cose positive. Io sono andata al Grande Fratello e ora credo di essere una persona migliore rispetto a prima del mio ingresso. Sono una persona molto più consapevole, molto più disponibile rispetto a un mese fa prima di entrare nel programma. Ho visto un altro lato della vita, quella parte dove le persone non sono tutte buone, dove il mondo non è tutto perfetto, non è una favola. Ci sono persone buone, fedeli, coerenti. Ma ci sono anche persone cattive, false ed egoiste»
    E nella Casa chi era la persona più cattiva?
    «A me non piaceva il carattere di Guendalina e di Angelica»
    Perchè?
    «Angelica fa la finta buona, ma dentro lei non è così. Ha la fortuna di stare vicino a Ferdinando che è un bravo ragazzo ed è il preferito dai telespettatori»
    Però anche Guendalina è tra i preferiti…
    «Quella è una cosa che davvero non capisco. Una cosa che non riesco a spiegarmi. Non riesco a capire che cosa la gente da fuori veda di buono in lei»
    Lei ha avuto la possibilità di conoscere Ilaria. Pensa che sia davvero innamorata di Pietro oppure abbia cercato di “giocare”?
    «Secondo me Ilaria è davvero innamorata di Pietro. Ha avuto una reazione tranquilla e non si è messa davvero a giocare perchè ci teneva davvero a stare con lui. Lei ha pensato che se avesse reagito diversamente lo avrebbe perso. Io credo nella sua sincerità»
    Però alla fine Ilaria ne è uscita a pezzi, mentre è Guendalina ad “averci provato”…
    «Guendalina ci prova sempre. Non lo fa per cattiveria verso Ilaria, è solo spudorata. Lei è attratta fisicamente da Pietro, solo fisicamente. Non prova nessun sentimento, ma è solo e pura attrazione sessuale verso Pietro»
    A proposito di Pietro, lei, come donna, si è sentita offesa per le parole che Pietro ha rivolto ad Angelica?
    «Io non mi sento offesa personalmente perchè non erano rivolte a me. Se le avesse rivolte a me, anche se sono contro la violenza, probabilmente avrei reagito in una maniera tale che sarei stata cacciata dalla Casa del Grande Fratello. Questo è sicuro. Non mi sono offesa, però non ho di certo apprezzato. Io credo che gli uomini debbano portare rispetto verso le donne. Ho avuto delle esperienze negative con alcuni miei fidanzati proprio su questo tema. Anche per questo ho un blocco verso il “sesso maschile”, mi stanno proprio “sul cavolo”. Non si devono permettere di usare delle espressioni così volgari verso le donne»
    Che cosa pensa invece sul caso della bestemmia di Matteo?
    «Io sono contraria a tutte le bestemmie. Io non seguo una particolare religione, però credo in un Dio e nei Santi, quindi sono contraria alle bestemmie. Però credo che Matteo non l’abbia fatto veramente apposta. E’ capitato, senza premeditazione. Non se ne è neanche accorto. Anche perchè Matteo è davvero un bravo ragazzo e non merita di uscire dalla Casa»
    Nella Casa c’era qualche ragazzo che le sarebbe potuto piacere?
    «Per un rapporto di coppia? Assolutamente nessuno»
    E come è il suo ragazzo ideale?
    «E’ il ragazzo che avevo e adesso non ho più. Almeno dal punto di vista fisico. Caratterialmente però si poteva pure buttare. Anche per questo non stiamo più insieme»
    Che cosa farà adesso nella sua vita?
    «Tornerò a fare la modella come prima»
    Un’ultima domanda: il Grande Fratello brasiliano è più “piccante” rispetto a quello italiano. Lei parteciperebbe a un reality di quel tipo?
    «Forse no. E’ vero che sono brasiliana, con tanto orgoglio. Però mio padre è napoletano, quindi ho ricevuto un’educazione un po’ più rigida e non mi piacerebbe prendere parte a una cosa “sporca”. Non sarebbe il mio modo di essere»
    (fonte: “La Stampa”, 22 dicembre 2010 – articolo di Fulvio Cerutti)

Ventunesima edizione di Telethon. Torna anche quest’anno, la “tre giorni” di solidarieta’, la prima in Italia, dedicata alla raccolta di fondi per la ricerca contro le malattie genetiche con oltre 60 ore di diretta tra televisione, radio e web. Tanta musica, storie, intrattenimento, incontri e testimonianze che porteranno sotto i riflettori e all’attenzione del pubblico i successi di Telethon e le nuove sfide in cui sono impegnati i ricercatori italiani. Una grande macchina di spettacolo che attraverserà, come ogni anno dal 1990, i palinsesti di tutte le reti Rai. Da venerdì 17 a domenica 19 dicembre una maratona con “staffetta”, condotta da Fabrizio Frizzi insieme a Paolo Belli e Arianna Ciampoli, che vedrà alternarsi un’eccezionale squadra di conduttori impegnata in quello che da sempre è il più grande evento di solidarietà della televisione italiana. La ventunesima edizione di Telethon vedrà la partecipazione straordinaria di tre grandi nomi della televisione: Pippo Baudo, Bruno Vespa ed Enrico Mentana.
Nel palinsesto Rai per Telethon, delle oltre 60 ore di diretta, quasi 14 andranno in onda dallo studio centrale del Teatro delle Vittorie con tanti, tantissimi programmi “Telethonizzati” per l’occasione. Numerosi saranno i testimonial provenienti dal mondo del cinema, del teatro, della televisione, della musica e dello sport che si alterneranno per promuovere la raccolta fondi. A dare simbolicamente il via a questa ventunesima edizione, insieme a Frizzi, saranno Luca Cordero di Montezemolo, presidente Telethon che dall’anno scorso ha raccolto l’eredità di Susanna Agnelli, e il presidente della Rai Paolo Garimberti.
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Commenti»

1. Paolo - 23/12/2010

Concordo con Aldo Grasso su “30 Rock”: semplicemente geniale!

enry - 23/12/2010

Quoto! E’ decisamente uno dei migliori show attualmente in onda.
Sarcastica, intelligente, divertente… e Tina Fey è grandiosa!

Paolo - 23/12/2010

Fantastica. Ma adoro anche Kenneth. :)

enry - 23/12/2010

Kenneth è un mito… ma pure Tracy mi fa morire!

2. IRapeYourMind - 23/12/2010

“Fazio si ricongiunge con i suoi amichetti” brividi, poi leggo la fonte.
Tristezza a palate.

3. Davide - 28/12/2010

QUESTA SETTIMANA TEMPO DI SPERIMENTAZIONI. Doveva essere la prossima settimana ma invece sarà questa. Stasera al posto della fiction Sos Befana il nuovo programma di Frizzi ADAMO ED EVA, Giovedì su Rai2 al posto di Solo x Amore, I LOVE ITALY che vede il ritorno alla conduzione di Claudio Lippi. Credo sia necessario un post in merito, sarebbe quasi un’anteprima in quanto nessun altro blog di tv ha ancora parlato di questi cambiamenti di palinsesto (confermati comunque da spot che stanno andando in onda). Complimenti per il vostro lavoro.


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