jump to navigation

Edicola – “I capolavori delle grandi civiltà”, con il Corriere della Sera una nuova collana di DVD di Piero Angela 27/12/2010

Posted by Antonio Genna in Comunicati, DVD, Focus Storia, Giornali e riviste, Scienza e tecnologia.
trackback

E’ da oggi in edicola un’opera inedita realizzata da Piero Angela con Rai Trade: si tratta di “I capolavori delle grandi civiltà – Alla scoperta delle meraviglie costruite dall’uomo”, una collana presentata dal “Corriere della Sera” in collaborazione con “Focus Storia” che racconta le imprese più geniali che l’umanità ha saputo creare nel corso dei millenni.
La prima uscita “La sfida delle Piramidi – l’ultimo viaggio del Faraone”, che contiene l’avvincente racconto della costruzione della piramide di Cheope a Giza, l’unica delle sette meraviglie del mondo antico arrivata fino a noi, è in edicola da oggi al prezzo di un euro aggiuntivo; le uscite successive saranno in edicola ogni lunedì a 9,99 € in più.
Segue il comunicato più approfondito sulla collana.

“I capolavori delle grandi civiltà”
con il Corriere della Sera

Un’inedita collana di dvd appositamente realizzata
da Piero Angela per il
Corriere della Sera

Lunedì 27 dicembre il primo dvd
al prezzo eccezionale di 1 euro

Il Corriere della Sera propone in edicola un’opera inedita appositamente realizzata da Piero Angela con Rai Trade, “I capolavori delle grandi civiltà – Alla scoperta delle meraviglie costruite dall’uomo”: la summa, in appassionanti dvd, delle imprese più geniali che l’umanità ha saputo creare nel corso dei millenni.

La collana è realizzata da Rai Trade, il Corriere della Sera la presenta in collaborazione con Focus Storia.

Le immagini spettacolari, le ricostruzioni in 3D e i racconti delle sfide affrontate dall’uomo per costruire i luoghi simbolo della storia, dalle Piramidi al Colosseo, da San Pietro a Petra, dall’Empire State Building alla Grande Muraglia Cinese, passando per Venezia, la reggia di Versailles, l’impero Azteco, il Taj Mahal, Machu Picchu, la reggia imperiale di Pechino e tante altre meraviglie, costituiscono l’opera.

Piero Angela, in esclusiva per i lettori del Corriere della Sera, racconta la storia dell’umanità attraverso uno sguardo inedito: la grandezza e la complessità di alcune delle più grandi opere diventano la mappa del percorso, tra sfide e avventure, dell’uomo nella storia.

La prima uscita “La sfida delle Piramidi – l’ultimo viaggio del Faraone” contiene l’avvincente racconto della costruzione della piramide di Cheope a Giza, l’unica delle sette meraviglie del mondo antico arrivata fino a noi: alta quasi 150 metri, con una massa di 5,9 milioni di tonnellate, è una delle opere più grandi mai realizzate.

“La sfida delle Piramidi” è in edicola da lunedì 27 dicembre al prezzo eccezionale di 1 euro.  Le uscite successive saranno in edicola con cadenza settimanale al prezzo di 9,99 euro, oltre il costo del quotidiano.

Con le due prime uscite è possibile partecipare a un concorso con instant win ed estrazione finale. In palio preziosi premi, con viaggi in Egitto, Roma e Venezia, oltre ad abbonamenti al Corriere della Sera e Focus. Maggiori informazioni e il regolamento sono disponibili all’indirizzo www.vinciconcorriere.it.

Per il lancio dell’opera è stata realizzata da Armando Testa una campagna per stampa, tv (a sostegno del primo e del secondo dvd su reti rai, mediaset e la7) e internet.

Commenti»

1. Michelangelo - 27/12/2010

SOLLEVATORE PIRAMIDI DI PETRUCCI MICHELANGELO

L’argomento riguardante le piramidi sta prendendo una piega molto interessante. Infatti, è da Erodoto che ci è pervenuta l’unica fonte storica sulla costruzione delle piramidi di cui alleghiamo qui di seguito il testo originale.
Il traduttore infatti, parla di macchine per sollevare i blocchi e di costruzioni a ripiani. In pratica conferma inequivocabilmente che vennero usati metodi di sollevamento come quello da me descritto. Ora si può quasi affermare che ne abbiamo la prova e sarebbe in assoluto la prima volta. La cosa strana è che all’epoca di Erodoto praticamente in tutte le costruzioni come templi – edifici – e qualsiasi tipo di struttura venivano utilizzate rampe piu’ o meno ripide sulle quali far scivolare i massi. Erodoto questo lo sapeva bene. Per quale ragione non ha pensato minimamente di prendere in considerazione questa ipotesi già così nota in quel periodo. Perché ha parlato subito ed unicamente di scalini, legni “macchine” che trasportavano da un piano all’altro i blocchi da 2.500 kg ?
L’argomento sta assumendo l’aspetto di uno scoup.
Dalla descrizione e dall’ animazione riportati sul link http://www.bimare.org/sollevatore.htm si puo’ meglio capire di cosa stiamo parlando.

La piramide di Cheope
Di questa enorme costruzione, l’unica delle sette meraviglie rimaste ancora in piedi, Erodoto racconta:

“Dicono che in Egitto, fino al regno di Rampsinito, ci fu buona amministrazione in tutto e grande prosperità, ma dopo di lui il regno di Cheope portò grande sventura. Questi infatti fece, innanzi tutto, chiudere tutti i templi ed impedì che si facessero sacrifici, poi ordinò che tutti gli Egiziani lavorassero per lui; ad alcuni fu indicato di trasportare pietre dalle cave fino al Nilo; passato il fiume su imbarcazioni, altri ebbero l’ordine di prendere le pietre e di portarle al monte. Lavorarono in continuazione centomila uomini, ognuno per tre mesi. Il popolo oppresso passò dieci anni a costruire la strada sulla quale trascinavano le pietre: è un’opera di poco inferiore alla piramide, a mio parere: è lunga cinque stadi, larga dieci orgie, alta, nel punto più elevato, otto orgie, fatta di pietre levigate e con figure scolpite; ci vollero dieci anni per essa. Per la piramide poi ci vollero venti anni: essa è quadrangolare, fatta di pietre levigate e ben connesse. Questa piramide venne costruita con dei ripiani; la fecero prima così, poi sollevarono le restanti pietre con macchine fatte di travi corte, portandole da terra nel primo ordine di ripiani; la pietra giunta qui veniva posta su un’altra macchina che si trovava sul primo ripiano e portata da qui al secondo, poi ancora a un’altra macchina; c’erano infatti tante macchine quanti eran gli ordini di ripiani; oppure, (voglio riferire ambedue le versioni che vengono dette), c’era una sola ed unica macchina di facile trasporto che veniva spostata sui vari ripiani, dopo che aveva scaricato la pietra. Così venne ultimata prima la parte più alta, poi il tratto seguente e infine la parte più bassa vicino a terra. Con lettere egiziane venne indicato sulla piramide quanto si usò, per i lavoratori, di rafani, aglio e cipolle; se ben ricordo, l’interprete che mi lesse l’iscrizione disse che vi si erano spesi milleseicento talenti d’argento. Se è così, quanto ancora si può supporre sia stato speso per i metalli necessari alla lavorazione, i viveri e le vesti degli operai? Giacché il tempo impiegato per la costruzione è quello che ho detto, e poi altro e non breve tempo, io credo, fu quello usato per tagliare e trasportare le pietre e per il canale sotterraneo. Cheope regnò cinquant’anni, a detta degli Egiziani, e alla sua morte ricevette il regno il fratello Chefren, che si comportò in tutto come l’altro: anch’egli costruì una piramide, che non arriva però alle dimensioni dell’altra: rimase quaranta piedi più in basso. Tutt’e due si elevano sullo stesso colle, alto al più un centinaio di piedi. Il regno di Chefren durò cinquantasei anni. Si contano così centosei anni durante i quali gli Egiziani subirono ogni male, e i templi, chiusi in tutto questo tempo, non furono riaperti; gli Egiziani non amano molto nominare questi re che essi hanno in odio.”

2. Domenico - 13/01/2011

Sotto alcuni aspetti è una buona opera ma questo non toglie che un po’ più di rigore scientifico sarebbe stato ben accetto. D’accordo che, quando si intervistano degli “esperti”, occorre accettare quanto affermano ma c’è un limite a tutto. Trovo infatti incredibile la superficialità con la quale è stato trattato Erodoto. E’ stato detto che non si sa quali fossero le sue fonti di informazione ma lo scrive lui stesso: :”mi sono proposto di scrivere, come le ho sentite, le cose narrate dagli uni e dagli altri” e poi “In seguito raccontavano i sacerdoti”. E’ stato affermato che lui abbia dichiarato di aver visto un geroglifico che descriveva certe cose e che sia una bugia in quanto a quell’epoca ancora non si conoscevano i geroglifici! Ma se venivano ancora tranquillamente usati! Ha poi scritto”se ben ricordo quello che mi diceva l’interprete decifrando l’iscrizione”; e allora, quale soap opera?
Naturalmente, liquidato Erodoto in questo modo, non si è parlato del fatto che lui abbia scritto che i blocchi più piccoli venivano sollevati in verticale.
Quanto poi al nome della madre di Cheope, è composto da tre parole: Hetep-Her-es e, anche se lo si scrive tutto unito, pronunciare la ph come f è un errore perchè in quel modo il nome perde il suo significato originale (quindi si legge Heteperes.

3. michele matera torino - 14/09/2011

ciao sono mikele da torino ho fatto la raccolta delle grandi civilta’ dal n°3 al n°30 mi mancano i primi due cioe’ 1 2 piu’ gli ultimi tre 31 32 33 totale valore 330.00euro non riesco io e nemmeno l’edicolante a contattare la Mondadori per avere e finire questa raccolta vergogna e poi dicono che c’e’ la crisi ho deciso andro’ per via legali.ciao a tutti..farsi una cultura in italia? ma dove…..sono ammareggiato


Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: