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Abbiamo visto cose… (10) – Tron Legacy 29/12/2010

Posted by Mario & Wendy in Abbiamo visto cose..., Articoli, Cinema e TV, Disney.
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Abbiamo visto cose...

Mario e Wendy sono appena tornati dagli USA dove hanno visto Tron Legacy, nelle sale italiane dal 29 dicembre. Qui i commenti di Mario sul film.

 

Spoiler Alert!!!! Se non vi piacciono gli spoiler, non andate avanti!!!!!

Popolo di Italiani, ci rincresce dover disturbare il vostro meritato riposo natalizio frutto di necessarie quanto remunerative fatiche.

Nella recensione che segue, indirettamente, noi, dileggeremo alcuni dei vostri imperituri eroi e simboli nazionali che noi sappiamo sono di ispirazione per la vostra cultura e progresso sociale.

Nella recensione che segue – automaticamente – dileggeremo Christian De Sica, Massimo Boldi e ce ne scusiamo perchè ben sappiamo quanto questi eroi nazionali vi spingano a lavorare e a migliorare la vostra nazione avendo come meta il modello di sviluppo del Kazakhistan.

Tron Legacy è per quanti l’abbiano aspettato un film pensato proprio per essere un’accettabile stand alone rispetto il suo inarrivabile predecessore. Mi spiego: chi non avesse visto Tron può godere tranquillamente del film in termini di storia, effetti speciali e colonna sonora. Chi ben conosce il Tron originale vi troverà dei richiami e un feeling molto ben accordato con il primo film, forse rimembrando quanto visto al cinema da bambino.

Una differenza sostanziale fra i due film è l’atmosfera. Ovvero: il primo Tron rendeva perfettamente una idea di artificiale, rarefatto, gelido mondo alternativo.

Tron Legacy, forse per la storyline e gli effetti, conferisce all’hype una maggiore sensazione di “affollato”, di società strutturata e di incombente rivoluzione lì dove nell’originale i singoli programmi e gli impulsi del grid viaggiavano luminosi e solitari in una indefinita eternità digitale.

La storia in sè è una storia di vendetta e resa dei conti ed è assai gustosa. Non aspettatevi qualcosa di eclatante in termini di risvolti filosofici: è il padre che regola i conti con se stesso tramite l’idealismo del figlio.

Certo, tutto è ulteriormente evoluto nello spessore dei personaggi rispetto il primo Tron e, a dirvela tutta, non so se sia un bene.

Nel primo Tron si aveva una sensazione di assoluta essenzialità nei personaggi, le parole non sono adatte per descrivere questa sensazione, ma nel primo Tron vi era veramente la sensazione di un mondo assai simile a un alveare dove la realtà di quel mondo basta a se stessa e si perpetua in modo continuo avendo come nutrimento solamente silicio e corrente elettrica. Il male nel primo Tron è veramente una questione di dati e flussi, non ci sono realmente elementi emotivi. Il primo Tron era essenzialmente “uscire da qui alla meglio”.

Tron Legacy forse aggiunge elementi emotivi che a me personalmente non hanno esattamente disturbato ma che lo hanno reso molto – troppo – simile al nostro mondo.

Badate bene, la storia è godibile ma impropriamente, parafrasando qualcuno, si potrebbe dire “troppo umani”.

Detto questo, il film è un titillamento continuo al vostro sistema sensorio. Gli effetti sono un tripudio di realismo.

Le musiche, dei Daft Punk, per quanto non siano lontanamente paragonabili allo score originale di Wendy Carlos, tengono bene, soprattutto in termini di scelta dei suoni, piacevolmente 8bit-wannabe.

Quindi, per quanto questo film non reggerà mai il confronto con Natale in Sudafrica o con Natale al cesso o, ancora, Cinepanettonezeppodisberleffimiseriparolacceepartianatomiche, merita proprio di essere visto.

Jeff Bridges, lo so, non regge il confronto con il profondo lavoro psicologico creato da Christian De Sica in molte delle superbe italiche cinepacchianate.

E’ un film per lustrarsi gli occhi, le orecchie e la fantasia ed è fatto maledettamente bene. E’ la riprova che sognare e creare sogni arricchisce la realtà, senza pretese, ma viene bene.

Il film lo godrà meglio chi ha visto il Tron originale.

Una nota. L’hype del film ha ovviamente generato dei videogames e il gusto ulteriore di rigiocare il film esattamente così come è sulla vostra PS3 o Xbox è un qualcosa che trent’anni fa non ci saremmo mai ovviamente sognati. La tecnica cinematografica coincide esattamente con lo state of the art di una console quindi o i film imitano i videogame o i videogame, nel sonoro nella grafica e nella storia, non hanno diffcioltà a replicare un film di questo tipo.

Vivamente consigliata la colonna sonora, i Daft Punk hanno reso bene l’idea di questo film, ma appena potete recuperate il Tron originale con la sua propria colonna sonora e lasciate ai sensi riempire o ampliare il gap di trent’anni.

Poteva essere fatto qualcosa di diverso? Poteva essere fatto qualcosa di meglio?

Tron Legacy è letteralmente l’eredità del primo Tron, così come oggi sarebbe stato pensato da un regista e dalla Disney.

Concludendo questa recensione, aggiungo che il film è stato visionato su schermo IMAX 3D e l’effetto risultante da solo giustifica l’uso di lenti a contatto per godervi al meglio quanto si crea sullo schermo.

Detto questo credo andrò a rivederlo perchè è veramente un tripudio.

Proprio in questo caso il cinema è intrattenimento, luci suoni colori storia. Se non vi piace essere intrattenuti in modo maestoso e sognante allora non vi resta che o il cinepanettone stagionale o il film neorealista francese sottotitolato in cirillico al cineforum rionale con dibattito finale da parte dell’esteta pseudointellettuale di turno.

Tron ieri, Tron Legacy oggi. Cosi come è spero vi piaccia.

Mario Magini

 

Postilla per chi andrà a vederlo in 3D (e ne vale davvero la pena): notate bene lo switch da 2D a 3D durante il film!

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Commenti»

1. Edo - 31/12/2010

Bella recensione! L’ho visto pure io appena uscito e sinceramente non mi è piaciuto molto. Secondo me potevano sviluppare un po’ di più alcuni personaggi non principali e anche gli stessi protagonisti potevano essere approfonditi meglio. Per esempio a me sarebbe interessato sapere un po’ di più su Quorra. La storia, ok che è un film Disney, ma in 28 anni qualcosa di meglio non si poteva fare?
Per il resto però tanto di cappello alle musiche (stupende) e agli effetti speciali/scenografie in digitale.
Un’altra cosa che non mi è piaciuta tantissimo è stata la presenza di scene 2D, che per essere presentato come film in 3D sono davvero troppe per i miei gusti.
Quindi diciamo che mi è piaciuto a metà


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