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Radio – “Alcatraz”, Jack Folla torna (in replica) a mezzanotte su Radio2 Rai 31/12/2010

Posted by Antonio Genna in Radio.
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Questa sera alle ore 24.00, proprio allo scoccare della mezzanotte del 1° gennaio 2011, Radio2 Rai propone in versione integrale la replica della prima puntata dello storico programma radiofonico di Diego Cugia “Alcatraz – Un dj nel braccio della morte”, con le vicende di Jack Folla, un immaginario deejay radiofonico condannato a morte negli Stati Uniti d’America (voce dell’attore e doppiatore Roberto Pedicini) che, rinchiuso in carcere, ha la possibilità di trasmettere su una radio italiana la musica della sua vita. Il programma, in onda su Radio2 Rai nel biennio 1998/2000 per circa 450 puntate totali (che saranno riproposte, in versione rieditata, dal prossimo 3 gennaio 2011 dal lunedì al venerdì a mezzanotte), comprende monologhi di Jack relativi ad attualità, politica e risposta alla posta dei lettori, con la colonna sonora della vita dell’uomo che comprende brani rock e musica italiana d’autore.
Il programma ebbe un seguito (“Jack Folla c’è”, 2001/02), approdò sul piccolo schermo con il volto di Francesca Neri, e giunse nelle librerie in diversi volumi scritti dall’autore Diego Cugia.
A seguire, la presentazione del programma e del protagonista curata da Radio2 Rai.

“Che numero sei fratello? Io il 3957, Jack Folla, “albatro, e questa notte non dormirò. Mentre tutti festeggeranno il fottutissimo nuovo anno, mi presentero’ in carne e ossa alla tua finestra, a mezzanotte, perchè è tempo di tornare. Chissà x quanto.. (Basta mangiare; bere, ingozzarti ) Apri gli occhi, amico e guarda il cielo… ”

Su Radio 2, il ritorno di ALCATRAZ Jack Folla, l’ex -DJ condannato a morte negli Stati Uniti, al quale viene concesso di trasmettere la “musica della sua vita” in un programma radiofonico, torna a sfogare la sua indignazione per il mondo che lo circonda

“Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov’è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. E il tuo primo stipendio – quando si decideranno a dartelo – sarà commisurato all’acquisto dei bisogni che ti hanno sparato nel cervello in televisione. Ti senti morire e che ti offrono? Un Magnum. E lo fanno leccare a una ragazza con una lingua da formichiere. Prova a offrirle un cremino e guarda dove ti manda. Così hai una paura fottuta, ma scherzi e fai finta di niente. Finta di niente. Finta di niente. Tuo padre è alcolizzato, finta di niente. Tua madre muore di cancro, finta di niente, finta di niente. Cazzo, forse ho l’Aids. Finta di niente. Fai l’amore con lei e fai finta di niente, perché non hai più niente dentro, niente, non ti hanno lasciato più niente, ti hanno fottuto, ti hanno sbattuto dentro e hanno gettato le chiavi. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.”

E per la prima volta tutte le puntate saranno disponibili per l’ascolto online  e per i vostri download a partire da lunedi 3 gennaio 2011.
Dal prossimo 3 gennaio, ogni sera, dal lunedi al venerdi, a mezzanotte, il riascolto di ALCATRAZ – “JACK FOLLA. UN DJ NEL BRACCIO DELLA MORTE”, di Diego Cugia

Chi è Jack Folla

Jack Folla, il personaggio di fantasia ideato dallo scrittore e regista Diego Cugia, con i suoi toni duri, incazzati ma anche caldi e emotivamente avvincenti , torna a infiammare le nostre coscienze come nel 1998, quando parti’ la programmazione radiofonica dello sceneggiato divenuto un vero e propriocult.

Jack è sulla quarantina e vive in una cella due metri per tre nel braccio della morte del carcere di massima sicurezza “Alcatraz”, nell’omonima isola californiana. Ogni pomeriggio, tra una “Blowin’ In The Wind” e una “Downtown Train” – spaziando da De André a “Take On Me” degli A-ha -, sfoga la sua indignazione per il mondo che lo circonda.

E il mondo in questione non sono le quattro mura che lo precludono dalla società, ma la società stessa, la politica, il mal costume italiano e i veri psicolabili pezzi di merda a piede libero. Denuncia una realtà socio-politica, ch’egli ha conosciuto, sbattendocela in faccia per quella che è, come non faranno mai insulsi pseudo-notiziari che calpestano tappeti di corpi esanimi per mostrare quanto ce l’abbia lungo la loro redazione. Jack è soltanto un uomo comprensibilmente indignato. Un uomo disincantato che ha girato il mondo ed assaporato lo schifo. Sa cosa realmente conti nella vita, sa cosa meriti soltanto disprezzo. Cosa bisogna combattere infondendo coscienza alle coscienze.

Messa così, la gente si chiederebbe perché mai dare credito ai pensieri di un pericoloso galeotto, magari un serial-killer, e per giunta megalomane.

Jack è un italiano, nato da padre italiano e madre newyorkese. Cresce a Roma, quartiere Centocelle, e migra negli Stati Uniti in seguito al troncamento dei rapporti con il fratello (questi, da sempre agli antipodi del carattere ribelle di Jack, vendette, sua insaputa, l’intera collezione di dischi del fratello) e, soprattutto, al clima di tensione e al vento di drastici cambiamenti che incombevano in Italia in quegli anni.

Una notte di aprile, nel 1994, un armato malvivente cerca di rapinare l’incasso del giorno al povero Jack, all’epoca titolare di un piccolo ristorante di Central Park. Inizia una colluttazione, parte un colpo. Il delinquente muore. Jack si presenta spontaneamente alla polizia, denuncia il fatto e viene processato per direttissima. La sentenza lo condanna a morte. Jack viene chiuso nel carcere di massima sicurezza in quello stesso aprile del ’94. Viene fissata l’esecuzione in data 25 giugno 1999.

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Commenti»

1. MIrko - 14/02/2011

Avevano fatto anche un CD, ora introvabile, che mi piacerebbe avere per info su come inviarmelo, prego inviare un PM(messaggio privato), grazie


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