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Cinema futuro (1.152): “Skyline” 07/01/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Skyline”

Uscita in Italia: venerdì 14 gennaio 2011
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Skyline”
Genere: fantascienza / thriller
Regia: Colin e Greg Strause
Sceneggiatura: Joshua Cordes, Liam O’Donnell
Musiche: Matthew Margeson
Durata: 92 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 12 novembre 2010
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Eric Balfour, Scottie Thompson, Brittany Daniel, Crystal Reed, Neil Hopkins, David Zayas, Donald Faison, Robin Gammell, Tanya Newbould, J. Paul Boehmer

La trama in breve…
Nel thriller di fantascienza, Skyline, strane luci scendono sulla città di Los Angeles, attirando la gente in strada come falene attorno a una fiamma. Una volta fuori, a cielo aperto, una terrificante forza extraterrestre inizia ad inghiottire l’intera popolazione umana, spazzandola via  dalla faccia della terra. Nel giro di poche ore spariranno tutti.
Il viaggio di Jarrod (ERIC BALFOUR, The Texas Chainsaw Massacre) e Elaine (SCOTTIE THOMPSON, Star Trek) verso il sud della California, doveva essere un normale weekend per andare a trovare il suo migliore amico, Terry (DONALD FAISON, Scrubs) e la sua ragazza Candice (BRITTANY DANIEL, Club Dredd). Ma quando l’alba arriva con due ore di anticipo, sotto forma di un’inquietante luce proveniente da una fonte sconosciuta, la vita, così come da tutti loro conosciuta fino a quel momento, cambierà per sempre.
Dalle finestre del grattacielo di Terry, Jarrod  e gli altri osservano con terrore la gente della città che viene attirata fuori dai palazzi e inghiottita nel ventre di una enorme nave spaziale aliena che ha coperto il cielo di Los Angeles. Adesso tutti gli istinti di sopravvivenza saranno necessari per sfuggire alle migliaia di creature mostruose che stanno invadendo la città, in cerca di esseri umani.  Con i grandi serbatoi, i veicoli e gli stessi extratterestri  somiglianti a mostruose Idre, non c’è scampo da questi alieni che sembrano essere indistruttibili. Nel thriller di fantascienza Skyline, è arrivata la fine del mondo…ed è là, fuori dalla finestra.

Con Skyline i maestri degli effetti speciali, i FRATELLI STRAUSE (AVPR: Aliens vs. Predator—Requiem)—creatori degli effetti visivi per Avatar, 2012, Iron Man 2, Il curioso caso di  Benjamin Button e 300—hanno diretto, prodotto e finanziato un film indipendente di proporzioni epiche.

Il cast tecnico comprende il direttore della fotografia MICHAEL WATSON (A Perfect Getaway), il montatore NICHOLAS WAYMAN HARRIS (Sinner), lo scenografo DREW DALTON (The Big Jump), costumista BOBBIE MANNIX (The Texas Chainsaw Massacre) e il compositore di musiche MATTHEW MARGESON (Burning Palms).  Le creature del film sono state disegnate dal team di  ALEC GILLIS e TOM WOODRUFF, JR. (AVPR: Aliens vs. Predator—Requiem).
Skyline è stato scritto dagli sceneggiatori debuttanti JOSHUA CORDES e LIAM O’DONNELL e prodotto da  KRISTIAN JAMES ANDRESEN e Liam O’Donnell.  I produttori esecutivi sono RYAN KAVANAUGH (Catfish), BRETT RATNER (21), TUCKER TOOLEY (Dear John), BRIAN TYLER (uscita imminente Columbus Circle) e BRIAN KAVANAUGH-JONES (uscita imminente Insidious).

LA PRODUZIONE

Attirati dalla storia: Skyline Inizia

Fin dall’adolescenza i fratelli COLIN e GREG STRAUSE (conosciuti come i Fratelli Strause) sono stati immersi nel mondo degli effetti visivi. Hanno iniziato le loro carriere facendo VFX per video musicali e pubblicità, e hanno creato la loro società a Santa Monica, in California, che offre servizi completi VFX.   Dopo aver realizzato progetti minori, è stato loro chiesto di dirigere l’ultimo capitolo del blockbuster franchise, nel quale terribili alieni combattono contro predatori galattici: 2007 AVPR: Aliens vs. Predator—Requiem.  Quando hanno preso in considerazione di fare un altro film, sapevano quindi esattamente come sarebbe stato se lo avessero fatto “in casa”. Qualche settimana prima del Thanksgiving nel 2009 i Fratelli Strause erano a colazione con un veterano, il supervisore di Hydraulx, Joshua Cordes, che spesso ha realizzato  video musicali con loro, e con l’ autore di molte pubblicità, Liam O’Donnell.  In quella occasione hanno iniziato a contemplare l’idea di un progetto da realizzare interamente con il loro team.

O’Donnell  racconta come’è andata: “Lavoravo con Greg e Colin da cinque anni, sviluppando trattamenti per le loro pubblicità e i video clip.  Kristian era stato produttore insieme a loro per un paio di video a Vancouver.  Cercavamo di capire cosa avremmo potuto fare con le nostre macchine da presa e attrezzature. Avevamo appena girato un video musicale con Joshua allo studio Hydraulx.  I fratelli sono proprietari di spazi fantastici e noi avevamo delle macchine da presa incredibili, e così abbiamo pensato di approfittare di tutto questo. Ci siamo resi conto che Greg aveva una visione incredibile della città e così la nostra storia  è diventata velocemente la fine del mondo dalla finestra di Greg.”

Per caso, Cordes aveva scritto una sceneggiatura horror insieme a collaboratori di lunga data. Cordes spiega: “Mentre stavo scrivendo la mia sceneggiatura l’ho data a Liam per avere un suo parere. Lui ha cominciato a darmene altre e così abbiamo iniziato a collaborare. Quando i fratelli suggerirono di fare qualcosa in totale autonomia, Liam mi chiese di unire le forze e realizzare insieme il progetto”.

Mentre il team contemplava delle idee per il primo lavoro Hydraulx fatto in casa,  immaginavano come sarebbe stato prendere migliaia di persone, far loro fissare il cielo  e un attimo dopo farle inghiottire da navi spaziali aliene,  lasciando che il mondo finisse con l’assomigliare ad un grande parcheggio vuoto. Sapevano di poter creare gli effetti visivi che hanno reso importante la società per VFX, ma erano anche consapevoli che dovevano rendere conto ad un pubblico molto esigente. Dopo che tutta la gente viene rapita, ad esempio, cosa succede di loro? Cosa fanno le persone sopravvisute?

Gli sceneggiatori e i fratelli si sono chiesti:  “E se degli alieni arrivassero su questo pianeta per ingannarci?”  Hanno immaginato il concetto di  una specie di “luce seduttiva” come nelle storie greche,  quando le sirene  cantando, attraevano gli uomini in mare,  facendo naufragare le loro barche contro gli scogli. Se emettere un suono bello e seduttivo  attira la nostra curiosità, anche una particolare luce  ci può far correre ad una finestra e guardare fuori. Una volta fatto questo, si diventerebbe degli zombi che camminano come in trance fuori dal palazzo, all’aperto, e  quindi rapiti dagli alieni.

Il regista Colin Strause spiega: “E’ un film epico sul rapimento da parte di alieni,  visivamente molto forte, una storia importante e anche commovente. Le premesse sono quelle di un rapimento di massa su scala globale. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone che sta guidando sull’autostrada e vede un incidente, guarda l’accaduto. Se qualche entità usasse questa debolezza istintiva contro di noi, ci farebbe fuori all’istante.  Questi accadimenti ci rendono tutti uguali, tutti sullo stesso livello, bisogna sopravvivere a quello che potrebbe essere la fine del mondo.”

Quello che più ha stuzzicato lui e suo fratello, è che non ci sarebbe stato nessun compromesso sulla loro gestione di Skyline visto che avrebbero fatto un film indipendente ma di enormi dimensioni.  “Una delle cose più fantastiche che hanno fatto i realizzatori di Paranormal Activity, è che l’hanno fatto per conto loro”,  racconta Colin Strause.  “Non dovevano rendere conto a nessuno. E così abbiamo pensato: ‘Noi possiamo fare la stessa cosa, ma 100 volte più grande… perché abbiamo uno studio con effetti visivi, abbiamo lavorato su circa 70 film e abbiamo le nostre attrezzature.”

I fratelli sapevano che creare questo progetto indipendente, sarebbe stato liberatorio . “Se spendi 100 milioni di dollari, uno studio ti chiede una certa cifra,” aggiunge Colin Strause.  “C’è sempre qualche compromesso. Se i soldi sono nostri, non c’è alcun compromesso.”

Greg Strause aggiunge: “Uno dei motivi per i quali ci siamo imbarcati in Skyline è che oggigiorno i budget dei film sono diventati enormi.  Allo stesso tempo, gli studios stanno facendo molti tagli sui film. Noi eravamo al punto di bollitura e così ci siamo detti,  ‘Gireremo un film per conto nostro.’  Skyline è partito da un semplice concetto e in meno di un anno uscirà nelle sale.”

Dal momento che avrebbero fatto tutto da soli, si sono resi conto che avrebbero avuto bisogno di un’organizzazione più limitata rispetto ad un film con un grande budget.  “Una delle cose che lo ha reso così efficace è stata la ‘forza della struttura’, come la chiamiamo noi, ” continua Greg Strause. “Il comitato, il drago dalle molte teste, ne aveva in effetti solo cinque: Liam, Josh, Kristian, Colin ed io.  Era facile per noi “fare gruppo” e metterci d’accordo. Lavoriamo insieme da quasi dieci anni con Josh e da oltre cinque con Liam.  Conosciamo Kristian da circa 10 anni e parliamo tutti la stessa lingua.”

Lo stretto gruppo che avevano assemblato avrebbe fatto il casting, i disegni, le riprese e il montaggio di Skyline, e tutto a cifre molto ridotte. Era un bene che fossero due fratelli a dirigere, spiega Cordes: “Se ci sono dei co-registi che sono anche fratelli, c’è più collaborazione.”

O’Donnell aggiunge: “Allo stesso tempo sono uomini d’affari, e conoscono le implicazioni finanziarie  di un giorno di riprese. Ci sono 120 impiegati alla Hydraulx, non girano sprecando tempo e neanche superano i budget solo per appagare il proprio ego.”

Per dimostrare che Skyline poteva essere fatto con quel budget e nei tempi previsti, il team della produzione ha messo insieme un trailer in un solo giorno di riprese e ha ottenuto il finanziamento necessario per realizzare un intero film (con prevendite internazionali) al Festival Internazionale di Berlino, nel febbraio 2010.  Greg Strause spiega: “Abbiamo detto ai nostri investitori:  ‘Beh, ecco!  Quello era un solo giorno di riprese, perciò guardate il trailer.’  Si sono convinti tutti e ci hanno creduto. Perciò abbiamo iniziato la nostra corsa.”

Il Casting

 

Mentre sviluppavano Skyline, i Fratelli Strause e gli sceneggiatori O’Donnell e Cordes  volevano fare un film con personaggi incisivi. Sapendo che molte sceneggiature di fantascienza hanno personaggi di enorme impatto visivo ma “usa e getta”, volevano evitare questa trappola. “Volevamo che i personaggi fossero la parte principale del film e che attorno a loro ci fosse un mondo enormemente visivo” spiega Colin Strause.  “Uno degli aspetti più divertenti è stato creare momenti di puro terrore mentre i nostri personaggi rimangono a guardare.  Poi, improvvisamente, i protagonisti si trovano in mezzo a questo incredibile set.”

Mentre la sceneggiatura si concentra attorno a Jarrod e Elaine, i Fratelli Strause volevano portare lo spettatore davanti al bivio nel quale si trova la giovane coppia. O’Donnell aggiunge: “Il pesonaggio principale,  Jarrod,  subisce una metamorfosi, quella che fa di un ragazzo un padre. Il tema della paternità ci interessa molto. Colin ed io siamo padri. Il momento in cui scopri che diventerai padre è davvero intenso, un’ esperienza che ti cambia la vita, un aspetto che a nostro avviso non è stato affrontato in molti film.”

Greg Strause ci spiega come loro immaginavano il personaggio: “Incontriamo Jarrod che ha circa trent’anni, un ragazzo che sta diventando adulto, quindi è ora di smettere di fare il ragazzino e di trasformarsi in uomo.  C’è anche la storia di Jarrod e Elaine che arrivano da fuori città e sono come un pesce fuor  d’acqua.  Non c’è niente di peggio che vivere un momento catastrofico in una città che non sia la tua. Non godi del vantaggio di “giocare in casa”, e tutto questo succede dall’amico Terry.”

Per interpretare il ruolo del protagonista è stato scelto Eric Balfour.  Andresen ci racconta: “Tutti sapevano che Eric Balfour sarebbe stato il nostro Jarrod.  Dopo aver letto la parte, eravamo certi che sarebbe riuscito a scatenare il tifo da parte dello spettatore  nella sua impresa di salvare la famiglia.”

Scottie Thompson è stata scelta per Elaine, la ragazza di Jarrod,  che nutre qualche sospetto sulla vera ragione per la quale stanno andando a visitare il vecchio amico di Jarrod a Los Angeles. Finora ha interpretato solo ruoli di secondo piano,  Skyline è  il suo primo passo come  protagonista.  Il produttore O’Donnell  fa un’osservazione sulla scelta della  Thompson: “Scottie  è stata la wild card.  E’ arrivata ed ha letto in modo strepitoso. Non l’abbiamo neppure mai richiamata per fare altri provini. Era già stata perfetta al primo.”

Donald Faison, scelto per il ruolo del migliore amico di Terry, un mago degli effetti speciali, è un attore conosciuto più per i ruoli comici che per quelli drammatici:  Cordes racconta che Faison ha preso il casting molto seriamente ed ha mostrato un lato del suo talento mai svelato prima: “Donald è un grande fan della fantascienza ed ha sempre voluto combattere gli alieni. Recitavamo insieme il dialogo di Star Wars sul set. Quando la macchina da presa partiva, lui si calava immediatamente nei panni di un eroe d’azione.”

Gli sceneggiatori hanno praticamente scritto il ruolo di Oliver, il portiere del palazzo,  apposta per David Zayas, interprete di Dexter, ricorda Andresen:  “Non ha fatto nemmeno un provino. Gli abbiamo semplicemente offerto la parte e siamo stati felicissimi quando ha accettato di partecipare a questo progetto.”

Un’altra interprete, principalmente conosciuta per i suoi ruoli comici è stata portata in questa produzione per interpretare la ragazza di Terry, una persona molto egocentrica e mondana.  A Brittany Daniel è stato chiesto di fare la parte di Candice in Skyline.  O’Donnell ricorda il suo casting. “Brittany ha lo stesso agente di  Donald.  E’ venuta per leggere la sceneggiatura dopo la selezione di Donald. Lei sì è innamorata del personaggio e noi ci siamo innamorati di lei.”

Gli ultimi due attori scelti per il cast sono giovani artisti: l’attrice Crystal Reed come assistente di Terry, Denise, e Neil Hopkins nella parte di Ray.  Hopkins  è noto soprattutto per aver interpretato l’eroinomane Liam nella serie Lost.

Dal momento che Skyline è stato girato in una sola location, non ci sono stati i lussi offerti da un film con un grande budget.  Colin Strause spiega: “Non avevamo le roulotte, avevamo preso un altro appartamento nel palazzo. Stavamo sempre tutti insieme, cast e troupe, e passavamo il nostro tempo nello stesso salotto. Non era necessario andare in giro a prelevare gli attori dalle loro postazioni separate.

E’ stata una vera sfida per gli attori recitare con gli stuntmen che li sostituivano per le scene d’azione con gli alieni.  E’ stato un momento emozionante mostrare loro le clip solo immediatamente prima della conferenza stampa al Comic-Con di san Diego nel  luglio del 2010.  Andresen ricorda: “Nessun attore aveva visto il materiale prima di arrivare a San Diego.  Faison era impazzito la sera prima del Comic-Con.  Poi ho mostrato il materiale agli altri quando stavamo per andare alla conferenza stampa e tutti sono rimasti esterrefatti e hanno detto:  “Stai scherzando?”

Un personaggio che lo spettatore non troverà in Skyline è il genio introverso che fa da narratore  cercando di spiegare il ragionamento degli alieni. Colin Strause ride e dice: “In questo film non abbiamo voluto scienziati nè altri che spiegassero quello che stava accadendo. C’è sempre un momento in cui lo spettatore si chiede: ‘E questo come ha fatto a sapere questa cosa?’ Noi abbiamo pensato di creare un gruppo di persone normali. Diventa più interessante, lo spettatore si domanda perché gli alieni stanno facendo questo e cosa fa muovere il nostro gruppo di uomini.”

Creazione e Riprese del Film

 

I due fratelli, che sono stati molto rigorosi in alcune parti della produzione, hanno però beneficiato di  molti lussi che altre produzioni sognano. Un esempio: avevano conoscenti di fiducia che si occupavano di vari aspetti del progetto. Joshua Cordes è co-sceneggiatore,  ha anche fatto da regista per la seconda unità,  pre e post VFX animatore e, a buon bisogno,  è anche stato operatore alla macchina da presa.  Kristian Andresen, non solo è stato produttore di questo fantascienza thriller, ma ha anche fatto da primo aiuto regista e location manager.  Anche l’altro co-sceneggiatore, O’Donnell, è stato supervisore alla sceneggiatura per le riprese durate 42 giorni.

Tutto questo è stato di grande aiuto mano a mano che il team girava Skyline insieme allo scenografo dai mille talenti Drew Dalton e al direttore della fotografia, Michael Watson.  “Quanti film hanno gli sceneggiatori tutti i giorni sul set?” chiede Colin Strause.  “Quante volte lo sceneggiatore è anche operatore della macchina da presa? In questo modo sa esattamente perché sta indirizzando la macchina verso un cielo vuoto. C’è stato meno bisogno di comunicazione perchè  Josh e Liam hanno scritto le scene e  noi le pre-visualizzavamo  al computer con il mio  video-game animatics, stile 1980,  e  così abbiamo creato tutte le scene.  Dal momento che tutti erano quotidianamente presenti,  non c’è mai stato un momento in cui si doveva chiamare qualcuno per porre un quesito.”

Joshua Cordes spiega: “Nel pre-visualizzare quello che i mostri avrebbero fatto, io sapevo già quando  Jarrod si sarebbe mosso in un certo modo. Attraverso la macchina da presa che avevo in mano potevo già vedere il tentacolo che si agitava pugnalando la gamba. Quindi stabilivo il tempo giusto e lo facevo cominciare l’azione. Quando si ha un movimento naturale della macchina da presa, l’effetto finale è più convincente, è come se l’operatore seguisse qualcosa di ben preciso. Molti thriller di fantascienza vengono girati di notte per compensare l’inevitabile CGI, ma per i fratelli Strause era importante  filmare il terrore durante il giorno.   Si sentivano sicuri perché il lavoro fatto su una dozzina di film big-budget li aveva ben preparati a questa impresa. Colin Strause commenta: “Abbiamo messo insieme un film evento con un film invasione. Avere una moltitudine di persone che guardano navi spaziali inghiottire milioni di uomini e donne dalla terra è qualcosa che va vista durante il giorno. Di notte non avrebbe lo stesso effetto. E’ sempre presente la consapevolezza che non esiste alcun altro posto dove si possa andare.”

Anche O’Donnell era d’accordo nel girare durante il giorno. “Non hai bisogno che piova e che tutto sembri più pauroso, come accade durante la notte. Gli esterni durante il giorno possono facilitarti molto il lavoro perché ti puoi muovere velocemente e fare molto di più. Abbiamo impiegato solo mezza giornata a fare  la nostra grande piscina.   Dato che la produzione non ha seguito l’iter tradizionale, –  sceneggiatura – pre-visualizzazione – girare – postproduzione-,  la troupe era molto flessibile nelle riprese di Skyline: la forma seguiva sempre la funzione.

Greg Strause aggiunge: “Volevamo fare  un grande film evento con un budget basso, ma con grandiosi effetti visivi cinematografici. Questo sia dal punto di vista “macchina da presa” che dal punto di vista “luci”. Lo sviluppo della sceneggiatura, era un po’ come un cavallo che tira il carretto. Questa è la location: giriamo nel mio appartamento. Questo è il garage:  a quello abbiamo accesso.  Avevamo una piscina, un ascensore; avevamo tutti gli ingredienti che rientravano nel nostro budget. Josh e Liam  sono stati molto bravi nell’utilizzare questi spazi conservando il più  importante aspetto del film: la storia.”

Quando è arrivato il momento di decidere il metodo migliore per girare le scene d’azione, gli alieni che attaccavano Los Angeles, i  fratelli hanno deciso di non utilizzare lo schermo verde per creare l’azione, ma piuttosto le loro macchine leggere RED per filmare il tutto.  Secondo Colin Strause: “Uno degli aspetti importanti che abbiamo trovato nell’ uso dello schermo verde, è che di solito crea un effetto strano.  Dovrebbe essere usato solo in situazioni estreme.  Dà un’ atmosfera artificiale perchè perché mentre si girano i primi piani non c’è la stessa luce del sottofondo. Tutto sembra fuori sincrono.”

Per fare sembrare l’azione più realistica la troupe ha girato tutte le interazioni tra attori e stuntmen (che servivano come punti di riferimento) su macchina da presa. Così facendo gli attori potevano dare pugni, buttare giù  o essere  buttati giù  dagli alieni senza che il direttore della fotografia, la troupe di operatori o i registi dovessero discutere su dove mettere lo schermo verde.  Greg Strause aggiunge: “Per avere una copertura  schermo verde omogenea, è  fisicamente impossibile mettere le luci desiderate per creare un’illuminazione esterna. E questo proprio perché c’è lo schermo verde. E allora  si è intrappolati. Così siamo riusciti a fare una cosa che dava delle inquadrature migliori e che costava meno che farlo durante la postproduzione.”

Anche gli stunt e le attrezzature hanno tratto beneficio da  questa scelta logica, quella di girare sequenze complesse interamente nella macchina da presa.  Una delle sequenze più complicate, coreografate dal coordinatore stuntman  MARK NORBY, è stata una cosa che pochi a Los Angeles, e figuriamoci del complesso di Marina del Rey, avessero mai visto.  Colin Strause aggiunge: “Abbiamo creato delle attrezzature posizionate sull’eliporto del palazzo per issare gli attori nel vuoto e girare l’intera scena con ventilatori accesi.   Avevamo il  vero sole che tramontava sullo sfondo mentre gli attori venivano issati. Le inquadrature sono bellissime e tutto questo non si ottiene con uno schermo verde”.

Gli attori sull’eliporto erano a 20 piani da terra durante queste inquadrature. Quando gli operatori mettevano in fila le macchine da presa e facevano le inquadrature  della marina, sapevano esattamente quale sarebbe stato il problema con la nave-madre, e così i fratelli e la troupe hanno aggiunto  la nave nelle inquadrature durante la postproduzione, anzichè ricreare tutto lo sfondo da zero.  Colin Strause spiega la logica: “Quando il 50 percento dell’immaginazione è CG,  può sembrare più finto, ma con il nostro metodo cominciamo con un posto assolutamente vero e non facciamo altro che aumentare questa realtà.  Tutto sembra molto più realistico.”

Greg Strause parla della creazione del look e dell’atmosfera per un film su un’invasione che abbia più effetti visivi dei blockbuster da  100 e oltre milioni di dollari. “La natura degli effetti visivi è qualcosa che non si può filmare.  Hydraulx ha avuto un ruolo importante nel permetterci di creare questi effetti visivi  con il nostro budget da film indipendente. In tutto, abbiamo oltre 900 inquadrature VFX.”

L’onnipresenza degli alieni invasori ha creato una situazione senza scampo per i nostri personaggi.  Insomma, un’ esperienza cinematografica pazzesca.  Greg Strause dice con fierezza: “Anche se siamo una piccola produzione indipendente, avevamo un sistema di montaggio molto high-tech, full-HD e wireless HD con tutte le macchine da presa.  Potevamo in poco tempo creare effetti  visivi e controllare anche i tagli.  Tutti, sul set, hanno visto il film crescere ed evolversi. E’ stato molto  importante durante tutta la produzione poter usare queste tecnologie a nostra disposizione nel miglior modo possibile per realizzare Skyline“.

Nel pre-visualizzare il film alla Hydraulx,  mentre giravano a Marina del Rey e anche nel gestire l’acquisizione del materiale e fare i tagli con il montatore Nicholas Wayman Harris, i fratelli si sono sempre tenuti in contatto in maniera costante e strutturata. Colin Strause aggiunge: “Anche mentre eravamo nella fase di postproduzione facevamo il “digital intermediate” nel nostro teatro. In effetti abbiamo fatto tutto in casa, suono a parte.”

I Tanker, Hydra e Drone: Immaginando le Creature

Mentre il team disegnava gli alieni invasori,  si chiedeva quale genere di esseri  attaccherebbere nel momento in cui l’uomo è più vulnerabile… nelle ore che precedono l’alba.  Di solito, nei film di fantascienza, gli invasori arrivano con grandi navi spaziali di metallo,  ma quando questo gruppo ha dato un’occhiata alle creature disegnate, ha deciso che le loro navi aliene dovevano essere organiche. Mentre lavorava e si impegnava per distinguere Skyline dagli altri film, la produzione si chiedeva: “E se non fosse una nave spaziale ma un gigantesco organismo, con tutto  biologicamente disegnato?”

Gli alieni-chiave emettono un’inquietante luce incantatrice, i tanker, i drone e l’hydra.  I fratelli ci spiegano la distinzione delle loro funzioni.  “La luce sirena è simile a quella dei pesci abissali che emettono una luminosità che attrae gli altri pesci di superficie,” racconta Colin Strause.  “E poi ci sono i tanker che sono creature misura King Kong, con tentacoli che sembrano quelli delle imprese di pulizie, quelli dei lavori pesanti, che investono gli esseri umani e impediscono loro di opporre qualsiasi resistenza. Ci sono anche creature che si chiamano hydra e drone.”

Il fratello aggiunge spiegazioni alle creature:  “Gli  hydra sono una via di mezzo fra le meduse e degli aeri caccia”,  spiega Greg Strause, “mentre i drone sono quelli più piccoli.  La loro dimensione permette loro di entrare nei palazzi, cercare e stanare qualsiasi persona che fosse riuscita a sfuggire alle sirene durante la prima fase del rapimento.”

Quando hanno iniziato la pre-produzione, i fratelli hanno cercato ispirazione nei cefalopodi.  “Uno dei nostri referenti, quanto alla mobilità, era il polipo”,  ci dice Colin Strause.  “Il suo peso é supportato dai tentacoli e si muove mimando una strana danza, con movimenti aggraziati e bellissimi. Può  anche fare molta paura e attaccare le cose. Questo era la nostra base animata di riferimento per il drone e per l’hydra.  Per il tanker ci siamo allargati molto: ha una propulsione con una gravità inferiore allo zero, piuttosto una propulsione basata sulla fisica. Per esempio, un “grande fratello” che scende  e controlla le cose, naturalmente resterebbe in superficie, come un galoppante gorilla infuriato, alto più di 20 metri.”

Il team di Skyline ha portato a bordo gli effetti visivi  della Amalgamated Dynamics, Inc. (ADI) per supportare i disegni delle creature, realizzati dalla squadra di Alec Gillis e Tom Woodruff, Jr.  Il produttore O’Donnell riferisce che l’intero team si è molto divertito a creare gli alieni da zero e visto che questo sarà forse il primo di una serie, non c’erano aspettative o limitazioni né per il look né per la consistenza delle creature. Nota: “E’ liberatorio pensare: ‘E se questo tizio avesse dei tentacoli che gli escono dalle braccia? Non devi farlo assomigliare ad altre creature preesistenti o farlo rientrare in certi canoni. E’ stato fantastico creare una mitologia, una biologia e un metodo di cattura tutto nostro.”

“Sapevamo che i mostri dovevano essere iconici”, spiega lo scenografo Cordes.  “Volevamo vedere cosa l’ADI avrebbe tirato fuori, senza dargli alcuna limitazione.   Il drone finale è stato preso da uno dei disegni del tanker originale e nel film è diventato un mostro più piccolo. Nei primi bozzetti dei disegni hanno creato la nave principale, e durante la postproduzione abbiamo aggiunto bioluminosità alle creature che avevano una totalmente nuova dimensione. Il nostro disegnatore più importante alla Hydraulx, KINO SCIALABBA, ha disegnato tutte le incredibili navi che pongono davvero il film in una categoria superiore rispetto ai suoi predecessori.”

La produzione ha voluto rendere omaggio al lavoro di Hitchcock e Romero e mantenere il ritmo veloce ed accattivante per gli spettatori che osservano le persone intrappolate in un unico montaggio. Sapendo che la chiave di tutto era la dimensione delle creature e l’entità della distruzione,  il team voleva garantire che ogni effetto visivo fosse stupefacente.

O’Donnell racconta come questo processo si è evoluto dalla sceneggiatura allo schermo: “C’era una frase nella sceneggiatura che descriveva i personaggi mentre guardavano un bombardamento a distanza attraverso un telescopio.  Sarebbero bastate alcune esplosioni e un effetto sonoro, Colin invece ha pensato sarebbe stato interessante avere un tanker che sbranava le persone, buttanva loro addosso un camion, schiacciandole. Questo era meglio di qualsiasi esplosione all’orizzonte.”

Essendo perfettamente consapevoli che essere padroni di una società di effetti speciali significava avere solo il cielo come limite, i fratelli hanno dato al loro team totale carta bianca nel disegnare i mostri. Dopo tutto non c’era ragione perché gli alieni invasori dovessero essere proporzionati agli esseri umani che stavano catturando.  Il produttore Andresen ricorda: “Siamo andati da un tanker alto  6 metri ad uno alto 20,  perché Colin e Greg hanno deciso il tanker avrebbe dovuto arrivare alla terrazza del decimo piano. E tutti hanno risposto: ‘D’accordo… vai con gli alieni alti 20 metri!”

Girare a Los Angeles

 

Skyline è stato girato per 42 giorni nella zona di Los Angeles, principalmente al 19° piano del palazzo di Greg Strause. Sceneggiatori e registi ritenevano che quando sei circoscritto in una zona di grattacieli di lusso, c’è una  sensazione di comunicazione più intima con i personaggi, ci si può concentrare meglio sui loro tentativi di sopravvivenza. Volevano anche accertarsi che ogni volta che i nostri eroi avessero aperto le persiane, qualcosa di impressionante sarebbe successo. Tutto questo con  una troupe di circa 20 persone.

Mentre molte produzioni che girano a Los Angeles traggono vantaggio da location come Hollywood, il centro della città o il molo di Santa Monica, stranamente la nostra produzione voleva avvalersi di un altro posto. Dal momento che gli eventi accadono appena prima dell’alba e osservati dagli occhi dei nostri eroi da un grattacielo di Marina del Rey, nessuno poteva sospettare che fosse questo il posto in prima fila per osservare la fine del mondo.

Colin Strause ci spiega la posizione dei protagonisti: “Alcune delle persone a casa di Terry sono ancora storditi dopo aver bevuto un po’ troppo la sera prima, sono ancora assonnati, stanno cercando di connettere. Quando accadono calamità naturali o attacchi terroristici,  esiste una sorta di razionalizzazione, ma questa è una situazione sconosciuta e  non sapevamo come i personaggi avrebbero dovuto reagire. Avrebbero cercato rifugio oppure tentato di fare gli eroi?”  Quando è arrivato il momento per decidere la location del film, l’opzione era una sola: l’appartamento di Greg Strause.  Fortunatamente, il tetto del suo palazzo offriva una vista a 360 gradi con tanti vantaggi geografici: da lì il team poteva vedere tutto, dall’oceano di Santa Monica fino al centro di Los Angeles.  “Avevo appena fatto dei lavori di ristrutturazione nell’appartamento, erano durati un anno e mezzo”,  racconta Greg Strause. “Una settimana dopo la fine di questi lavori si è deciso di girare un film a casa mia. Chissà cosa diavolo mi è venuto in mente!”

La regola numero uno per cast e troupe era: “Niente scarpe!”  Greg Strause ricorda di aver detto ai suoi colleghi: “Dovete mettervi le pantofole, non possiamo rigare il mio pavimento!”  Poi ride. “E’ stata la location della quale ci siamo preoccupati maggiormente in tutta la nostra vita. La gente sapeva che non poteva buttare roba in giro, dovevano avere una certa sensibilità riguardo al posto.”

Il fratello aggiunge un ulteriore motivo per cui è stata scelta questa location. “Anche Liam ha vissuto in questo palazzo per più di un anno. E’ una location estremamente varia e lui ne conosceva ogni angolo: un nuovo condominio da 75 milioni dollari con una grande piscina, posteggio mutipiano e bellissimi atri.”

O’Donnell spiega come ha usato la sua conoscenza del palazzo per allestire le riprese. “Io abitavo al quarto piano, non al 19simo come Greg, ma questo mi ha aiutato nello scrivere le scene insieme a Josh, a programmare il tutto.”

Per fortuna gli sceneggiatori conoscevano bene ogni angolo del palazzo mentre scrivevano la sceneggiatura.  “Le scene d’azione sono state scritte sapendo esattamente  dove fosse situato ogni posto”, aggiunge Joshua Cordes.  “E così abbiamo circoscritto tutto. Normalmente si scrive una sceneggiatura e poi si trova la location che più si avvicina alle esigenze di copione.  In questo caso, invece, la location era già prevista.”

Dal momento che si girava in un comprensorio residenziale e c’era la volontà di rispettare i vicini, il team della prima unità di Skyline doveva lasciare poche impronte.  Aggiunge Greg Strause: “I film di solito hanno molte attrezzature. Il complesso dei camion di una produzione si chiama “il circo”.  Per Skyline, eravamo in un condominio, utilizzavamo  diverse zone del palazzo. C’erano solo due ascensori perciò non potevamo usare tonnellate di attrezzature.

“Tutto doveva essere leggero ed essenziale perché dovevamo fare il lavoro di 80 persone in 20”, continua.  “Non potevamo fisicamente far entrare più di 20 persone sul set.  Se ci  sono troppo luci, macchine da presa  e altra roba ovunque, non riesci a girare  niente perchè non puoi muoverti bene per le inquadrature.  In questo senso siamo stati come dei “guerilleros”

Dovevamo avere la garanzia di  tutti i permessi e che tutto fosse allestito in modo perfetto.  Colin Strause conclude: “Noi adoriamo girare a Los Angeles. Quello che siamo riusciti a fare con alcune persone appassionate non sarebbe stato possibile in nessun altro posto. Se sotto un certo punto di vista c’erano dei vantaggi, girare è stata comunque una vera sfida. Per esempio, avevamo un permesso per creare il fumo e avevamo una grande macchina del fumo sul tetto del palazzo. Ad un certo punto abbiamo sentito arrivare un camion dei vigili del fuoco, poi quattro, e poi addirittura 12! Ci hanno detto che stavano arrivando anche tre elicotteri.” Qual’è stata la soluzione dei fratelli? Semplice… ridurre un po’ il fumo.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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