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Cinema futuro (1.161): “Segui il tuo cuore” 18/01/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Segui il tuo cuore”

Uscita in Italia: venerdì 21 gennaio 2011
Distribuzione: Universal Pictures Italy

Titolo originale: “Charlie St. Cloud”
Genere: drammatico / fantastico / romantico
Regia: Burr Steers
Sceneggiatura: Craig Pearce e Lewis Colick (basato sul romanzo “The Death and Life of Charlie St. Cloud” di Ben Sherwood)
Musiche: Rolfe Kent
Durata: 96 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 30 luglio 2010
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Zac Efron, Charlie Tahan, Amanda Crew, Augustus Prew, Donal Logue, Kim Basinger, Ray Liotta, Desiree Zurowski, Dave Franco, Matt Ward, Miles Chalmers

La trama in breve…
Tratto dall’acclamato romanzo di Ben Sherwood, Charlie St. Cloud è una commedia romantica in cui ZAC EFRON (17 Again – Ritorno al liceo, Hairspray – Grasso è bello) veste i panni di un giovane eroe di provincia che, sopravvissuto a un terribile incidente, inizia a guardare il mondo da un’angolatura del tutto singolare. Nella storia, dai forti contenuti emotivi, il protagonista inizia un viaggio romantico durante il quale, ripercorrendo il passato, arriva a comprendere il vero fine della sua esistenza e il potere trasformativo dell’amore.
Il velista, neo diplomato, Charlie St. Cloud (Efron) vive circondato dall’amore della madre Claire (la vincitrice di un Academy Award® KIM BASINGER, L.A. Confidential, 8 Mile) e del fratellino Sam (l’esordiente CHARLIE TAHAN). Ha una borsa di studio della Stanford University che lo condurrà lontano dall’assonnata cittadina natale della regione nordoccidentale del pacifico. Il suo brillante futuro, però, viene stroncato da un’immane tragedia che condizionerà e cancellerà i sogni di un’intera vita.
I due fratelli sono vittime di un incidente stradale e sanno che il momento fatale sta per arrivare. Charlie fa a Sam la solenne promessa di non abbandonarlo ma il repentino intervento di un coscienzioso paramedico Florio Ferrente (RAY LIOTTA di Quei bravi ragazzi, Notte folle a Manhattan) gli salva la vita; drammaticamente però, quella di Sam non può essere salvata.
Charlie è inconsolabile. Ai funerali del fratello, fugge dal luogo della sepoltura e si inoltra nella foresta alle spalle del cimitero, dove, al tramonto, s’imbatte in una piccola radura.  Qui, sente in lontananza il riecheggiare dei cannoni del tramonto.  Stordito, alza lo sguardo e resta stupito nel vedere Sam, con il guanto da baseball in mano, che lo aspetta per iniziare il consueto allenamento serale di baseball.
Sono passati cinque anni e la vita di Charlie ha preso una strada molto diversa da come se l’era sognata. Ora, lavora come guardiano del Seaside Cemetery, il cimitero in cui riposa il piccolo Sam, e la sua barca è custodita da qualche parte tra cumuli di altre imbarcazioni.  Ha lasciato il college e si è allontanato dagli amici e dalla famiglia.  Ogni sera, all’imbrunire, quando i cannoni iniziano a suonare, torna nella radura a giocare a baseball con Sam, la cui presenza svanisce puntualmente al calar di ogni giorno. Sam lo sprona a pensare alla sua vita ma Charlie è determinato ad onorare la solenne promessa.
Un giorno, la vecchia compagna di liceo Tess (AMANDA CREW di The Haunting in Connecticut – Il messaggero, She’s the Man) torna inaspettatamente in città. Charlie è diviso tra il desiderio di onorare la promessa fatta anni prima al fratello e andare avanti con la sua vita al fianco dell’amore ritrovato.
Tess, come Charlie, ha una grande passione per la vela; ma, a differenza di lui, non ha mai abbandonato il suo sogno e, presto, s’imbarcherà in un ambizioso viaggio in solitaria intorno al mondo come rappresentante più giovane della tormentosa regata.
E’ stato un capriccio del destino a farla entrare nella sua vita ora che manca solo una settimana al giorno della sua partenza?  Così mentre Sam cerca di aiutarlo a trovare il coraggio di liberarsi per sempre del suo passato e seguire Tess, Charlie capisce che l’unica anima che abbia realmente bisogno di essere salvata è proprio la sua.

BURR STEERS (17 Again – Ritorno al liceo, Igby Goes Down) è il regista di Charlie St. Cloud, tratto dal romanzo “The Death and Life of Charlie St. Cloud” di BEN SHERWOOD, e scritto da CRAIG PEARCE (Moulin Rouge!, Romeo + Giulietta) e LEWIS COLICK (Squadra 49, October Sky – Cielo d’Ottobre).  Alla guida della squadra di produzione di questa commedia romantica, il produttore MARC PLATT (Scott Pilgrim vs. the World, Wanted – Scegli il tuo destino, La rivincita delle bionde).
Charlie St. Cloud è il frutto delle straordinarie capacità artistiche di un team di cineasti di tutto rilievo composto, tra gli altri, dal direttore della fotografia ENRIQUE CHEDIAK (28 settimane dopo, The Good Girl), la scenografa IDA RANDOM (Fast & Furious – Solo parti originali, Rain Man – L’uomo della pioggia), la costumista DENISE WINGATE (Single a nozze – Wedding Crashers, Die Hard: vivere o morire), il tecnico del montaggio PADRAIC MCKINLEY (17 Again – Ritorno al liceo, Igby Goes Down) e il musicista ROLFE KENT (17 Again – Ritorno al liceo, Tra le nuvole).  Il produttore degli effetti visivi del film è ERIKA MCKEE (X-Men le origini: Wolverine, Un amore all’improvviso).
I produttori esecutivi del film sono MICHAEL FOTTRELL (Fast & Furious – Solo parti originali, Die Hard: vivere o morire), RYAN KAVANAUGH (Dear John, Immortals che uscirà a breve), Ben Sherwood, JARED LEBOFF (Scott Pilgrim vs. the World, Wanted – Scegli il tuo destino) e ADAM SIEGEL (Scott Pilgrim vs. the World, Wanted – Scegli il tuo destino).

NOTE SULLA PRODUZIONE

Dalle pagine del libro allo schermo: la rinascita di Charlie

Il secondo romanzo dello scrittore Ben Sherwood, “The Death and Life of Charlie St. Cloud” è stato pubblicato nel 2004, con il plauso della critica, ed è stato tradotto in 15 lingue.  Come ha affermato The Washington Post, il romanzo è “Una toccante favola d’altri tempi, l’incontro tra Il sesto senso e L’uomo dei sogni”, mentre il Booklist ha decretato con entusiasmo: “Straordinariamente lirica, la storia di Sherwood parla di una amore così profondo da trascendere alla morte. Mistico, magico, commovente”.

Lo scrittore iniziò a lavorare al progetto, opera poco convenzionale realizzata durante gli anni del liceo, a seguito di una profonda perdita personale. “Il libro scaturisce da due eventi personali molto importanti”, riflette Sherwood.  “Il primo, l’improvvisa perdita di mio padre e il conseguente imporsi di una sensazione di profonda tristezza e di congelamento che, a quel tempo, non mi permise di realizzare la gravità che quell’impatto può avere sulla vita di una persona. Il secondo, la scoperta del potere liberatorio e trasformativo dell’amore: il modo in cui l’amore riesce a smuovere tante cose dandoti la forza e la motivazione di andare avanti”.

Sherwood incentrò la prima parte della storia sul rispetto delle solenni promesse fatte alle persone amate.  Quando iniziò a immaginare la storia di “Charlie St. Cloud”, si domandò: “Cosa accade tra due fratelli che, vittime di un incidente, si fanno la promessa di non lasciarsi mai e poi i paramedici riescono a salvare la vita di uno dei due ma non quella dell’altro? Come si modifica quel rapporto?  E cosa accade se uno dei due è in grado di mantenere la promessa?”  Sherwood conclude la sua premessa affermando: “Si tratta di un legame tra due fratelli che non può essere rescisso”.

Il produttore Marc Platt parla di quanto fosse rimasto colpito dal racconto di Sherwood: “E’ una storia stimolante, poiché si apre a diverse interpretazioni in merito a ciò che vero e a ciò che non lo è.  L’intenzione non è quella di fare del sentimentalismo su questioni come la perdita e l’amore ma, allo stesso tempo, a livello cinematografico, è necessario creare una storia condivisibile e accessibile a tutti e non è facile trovare il giusto equilibrio tra le due cose”.  L’interprete del giovane protagonista “smarrito” doveva avere, secondo Platt “lo stesso carisma  e la stessa umanità del personaggio descritto nella storia del libro senza tuttavia apparire eccessivamente cupo e afflitto”.

Il produttore incontrò Zac Efron durante il periodo di High School Musical e restò colpito dal suo carisma. Anni dopo, lo rincontrò e rimase sbalordito dalla sua maturità.  “Era un ragazzo privo di pretese”, ricorda Platt.  “Uno in grado di emanare una forte umanità e compassione.  E’ stato istruttivo vedere un ragazzo così giovane privo di ogni genere di affettazione, con l’ardente desiderio di lavorare e di assumersi i rischi del suo lavoro di attore. Mentre parlavamo, mi raccontava la storia della sua famiglia, di suo fratello più piccolo e dell’affetto che li aveva sempre legati”.

Platt sapeva che la drammaticità del ruolo destinato a Zac avrebbe richiesto molta più maturità di quanta il ragazzo avesse dovuto mostrarne nei ruoli precedentemente interpretati.  Ma Efron era pronto ad accettare la sfida, ad immergersi nel mondo di Charlie St. Cloud con la passione e l’impegno necessari.  “Ha uno straordinario talento come attore”, afferma Platt.  “E ha lavorato sodo per entrare nel personaggio e per comprenderne le sfumature più nascoste”.

Quando il produttore gli consegnò il soggetto, Efron sentì di avere molto in comune con il personaggio di Charlie St Cloud.  Ricorda: “C’era una certa familiarità, c’erano cose in comune e cose in cui mi riconoscevo. Mi ricordava il mio modo di relazionarmi con mio fratello più piccolo. C’era una grande autenticità e sincerità nel rapporto tra Charlie e Sam: due qualità che considero eroiche”.

Ma Efron sapeva anche che sarebbe stato molto difficile rappresentare la complessità del suo personaggio. “E’ stato interessante immedesimarmi nei panni di Charlie, interpretare il ruolo del ragazzo sfortunato, intontito dalla sofferenza, che sente di non avere più nulla per cui valga la pena vivere”, osserva l’attore e afferma ridendo“Di solito, interpreto ruoli più energici, pieni di vita, che ballano un sacco! Ma Charlie è diverso.  Dovevo effettuare un cambiamento radicale; è stato molto stimolante”.

L’autore del romanzo che Lewis Colick e Craig Pearce avevano adattato a soggetto descriveva Charlie come un ragazzo di 28 anni.  Ma, Sherwood, sapeva che sarebbe stato necessario apporre alcune modifiche all’adattamento e concordò con la decisione del casting di trovare un attore più giovane.  Afferma Sherwood: “E’ stata un’idea brillante quella di scegliere Zac per la parte di Charlie.  Zac è più giovane del personaggio descritto nel libro, ma se lo osservi ti rendi conto che possiede tutte le promesse, il potenziale e le speranze del personaggio originale. Sceglierlo è stata un’idea geniale e sono elettrizzato all’idea che sia proprio lui a interpretarlo.  Credo che riuscirà a spezzare e a ricucire i cuori di tutti gli spettatori”.

Una volta scritturato, Efron sostenne la candidatura di Burr Steers, con il quale aveva lavorato due anni prima al clamoroso successo di 17 Again – Ritorno al liceo, come regista del film.  Steers era ansioso di intraprendere un nuovo progetto con Efron e vedeva il film come “l’occasione attraverso cui Zac avrebbe fatto il grande passo come interprete protagonista”. “Zac ha una dote non quantificabile e rara. Tu lo metti davanti alla telecamera e lui ti buca lo schermo”, commenta Steers

“Ben Sherwood ha idee molto precise a riguardo”, afferma Steers parlando del materiale originale. “Da un lato, devi cercare di fare tuo il materiale originale ma, allo stesso tempo, volevo restare fedele ai propositi di Ben. Intrapresi questo progetto con l’intenzione di mantenere i rapporti che Ben aveva creato, specialmente quello tra i due fratelli, reali e autentici come lo erano in origine. Ho sempre cercato di creare uno stile e un’estetica adeguata ai miei progetti ma non ho mai perso di vista il materiale originale”.

Il regista era rimasto affascinato dalla storia d’amore, perdita e rinnovamento raccontata nell’amato libro e sentì di poterle rendere giustizia. Ad attirarlo, era stata la battaglia che Charlie intraprende contro le difficoltà della vita.  Continua Steers: “Charlie è il ragazzo d’oro di una piccola cittadina di velisti, figlio di una madre single. Appartiene ai ceti più bassi della società e la vela rappresenta il biglietto da visita per una nuova esistenza.  Ha ottenuto una borsa di studio e la sua vita procede alla grande: il suo futuro è scritto nell’oro. Poi, la notte del suo diploma, mentre è alla guida della sua auto, viene travolto in incidente che stravolge radicalmente il corso della sua vita.  Diventa il ragazzo perduto; da ora in poi, tutto ruota intorno all’accettazione della vita, della perdita e di una nuova rinascita”.

Platt iniziò a conoscere i lavori di Steers attraverso Igby Goes Down, film fortemente acclamato dalla critica, ed era affascinato dal modo in cui il regista riusciva a dipingere la gioventù perduta.  “Lo incontrai perché aveva letto il soggetto”, ricorda parlando del loro primo incontro.  “Aveva perso il fratello e riusciva a comprendere le emozioni e i sentimenti del ragazzo del film perché facevano parte di lui e della sua vita”.

“Burr lavora anche come attore e conosce bene quel mondo”, aggiunge Platt.  “Il processo di questo film si basava essenzialmente sul modo attraverso cui estrapolare l’autenticità delle diverse interpretazioni. Ho visto anche 17 Again – Ritorno al liceo, una commedia più leggera ma anch’essa carica di sentimenti e di cuore, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Zac, che mi ha letteralmente conquistato”.

I vivi e i morti: la scelta degli attori non protagonisti

La seconda, difficile impresa dei responsabili del casting era trovare il bambino che avrebbe recitato al fianco di Efron.  Platt aveva già lavorato con Charlie Tahan in L’amore e altri luoghi impossibili, dove il ragazzo duettava con Natalie Portman, ed era rimasto colpito dai benefici che il giovane attore aveva apportato all’intera commedia.  Tahan era poi stato invitato a fare un provino per la parte di Sam St. Cloud, parte che aveva ottenuto senza particolari difficoltà.  “Charlie Tahan è una pietra preziosa, una vera scoperta.  Non so se ne è consapevole o meno, ma ha la straordinaria capacità di adattarsi alla situazione esattamente nel modo e nel momento in cui gli viene richiesto.  Inoltre, tra lui e Zac si era creata una chimica straordinaria”, ricorda il produttore.

Tahan ha trasmesso al cast e all’intera troupe qualcosa che nessun altro giovane attore avrebbe saputo trasmettere. “Lo vedi e ti viene voglia di proteggerlo. Non so perché scateni quel genere di sentimento, di sicuro non perché è debole, al contrario, è un bambino molto tenace, uno del New Jersey, ma ha un sguardo così profondo,  così pieno di sentimenti. E’ semplicemente un ottimo attore”, afferma Steers

Non era facile interpretare la parte del bambino strappato alla sua famiglia, ma Tahan imparò subito a immedesimarsi nel suo personaggio. Il suo rapporto con Efron è tangibile persino sullo schermo, forse perché passavano molte ore insieme anche fuori dal set.  Quando non si allenavano a baseball o imparavano ad andare a vela, i “fratelli” del film passavano il tempo a guardare film, seguire partite di hockey o semplicemente a gironzolare. “Zac è straordinario; è lui il vero re”, afferma Tahan parlando di Charlie.

Un altro ruolo chiave di questa commedia romantica è quello di Tess Carroll, l’amica del liceo di Charlie, abile velista che, senza volerlo, fornisce a Charlie il motivo per abbandonare la prigione di cui si circonda. I sentimenti di Charlie per la ragazza conosciuta anni prima diventano sempre più profondi e Tess rappresenta la sua unica opportunità per riscoprire cosa significhi tornare a vivere.

Amanda Crew, originaria della British Columbia, era felice di avere ottenuto il ruolo di Tess e di poter girare nella sua terra d’origine.  La cosa divertente è che la telefonata in cui le veniva comunicato di essere stata ingaggiata nel film, arrivò proprio nel giorno del suo compleanno. “Incontrammo Amanda durante le audizioni”, racconta Steers.  “Entrò e ottenne la parte. Era bella, disponibile, aveva tutto ciò che cercavamo. Ci conquistò subito con la sua personalità e il suo talento stava iniziando a sfiorare”.

“Tess esercita una notevole pressione su stessa quando decide di fare il giro del mondo in barca a vela.  E’ quel che il padre sognava per lei; si è allenata con infaticabile energia e ha preso grossi impegni con gli sponsor. O la va o la spacca. Se fallisce, fa fallire molte altre persone con lei.  Ha il pieno controllo sulla sua vita, poi incontra Charlie, che le scombussola i piani.  I sentimenti che prova sono talmente forti da non riuscire a ignorarli, benché arrivino nel momento più sbagliato della sua vita… il suo viaggio inizierà tra una settimana”, afferma la Crew parlando del suo personaggio.

Il progetto si era inoltre arricchito del talento di attori e attrici del calibro di Kim Basinger, vincitrice di un premio Oscar® che, nel film, veste i panni di Claire St. Cloud, tormentata mamma di Charlie e Sam, e dell’attore vincitore di un Emmy Award Ray Liotta, alias Florio Ferrente, il coscienzioso paramedico che salva la vita a Charlie dopo l’incidente.  Due interpreti che, oltre ad apportare anni di esperienza e talento, hanno servito da mentore agli attori più giovani.

“Claire è una madre single che lavora un numero indicibile di ore come infermeria per cercare di tenere in piedi la famiglia e sostentare i due figli.  Poi, un giorno, il terribile incidente che uccide il figlio minore. Charlie muore praticamente con lui. Claire tenta di avvicinarsi al figlio ma lui, in quel particolare momento della sua vita,  non vuole aiuto e, come si sa, nessuno può essere aiutato se non lo vuole”, spiega Steers analizzando la figura di Claire.

Era stata un’esperienza molto gratificante per il regista lavorare al fianco di un’attrice del calibro della Basinger.  “Kim Basinger non smette mai di stupirti”, afferma elogiando la Basinger. “E’ così viscerale, così abile a fissare il momento. Dà il meglio di se in ogni scena. E’ stato molto istruttivo per i nostri attori più giovani girare alcune scene al fianco di personaggi del suo livello. E’ un’attrice incredibilmente generosa”.

Oltre ad essere felice di tornare a Vancouver, una delle città dalle quali proviene e che più ama, la Basinger era anche entusiasta di iniziare a collaborare con Steers.  “Quando lo conobbi, pensai che mi sarebbe piaciuto moltissimo. E’ un uomo profondamente intelligente. Un buon regista, uno che sa guardarti e ascoltarti non solo come attore ma anche e soprattutto come persona. La prima volta che ci parlai pensai che fosse una grande persona”, racconta la Basinger parlando del regista.

Steers fu altrettanto felice di sapere che Liotta aveva accettato di interpretare il ruolo di Florio Ferrente.  “Ci contavo di avere Liotta per il ruolo del paramedico; non volevo un attore tenero e sdolcinato”, spiega.  “E’ interessante scegliere un attore “duro” come Liotta e riuscire a fargli dire cose che gli vengono dritte dal cuore. Florio è un uomo che crede. Crede che esista una ragione per tutto: è per questo che fa il suo lavoro, perché crede che esista sempre un motivo per vivere, e che quel motivo sia molto prezioso.  Zac è intimidito all’idea di crescere, soprattutto se crescere significa essere scaraventato in una scena con Ray. Ma affronta le sue difficoltà e ne esce vincente”.

Erano due i motivi che avevo spinto Liotta a firmare l’ingaggio. “La prima, mia figlia”, afferma, “che ha 10 anni ed è una fan di Zac.  La seconda è che mi ritrovo sempre a recitare ruoli originali mentre Florio è un uomo morigerato e disponibile, uno che crede nelle cause perse. Non a caso, indossa una medaglia con l’immagine di San Giuda, il santo patrono delle cause perse”.

DONALD LOGUE completa il cast degli attori protagonisti. Già interprete di Zodiac, nel film interpreta il ruolo di Tink Weatherbee, l’allenatore di Tess, colui che la prepara ad affrontare il giro del mondo in solitaria. “Weatherbee era un affermato velista che, oggi, si dedica all’organizzazione di viaggi di pesca”, spiega Logue, originario dell’Ontario.  “Era amico del padre di Tess; quando il padre morì, iniziò a lavorare come allenatore della giovane figlia.  E’ spaventato dalla presenza di Charlie e dalle distrazione che suscita nella ragazza”.

Il tempo accanto ai fantasmi: l’inconsueto dono di Charlie

Uno degli aspetti più impegnativi della storia del film è la singolare capacità di Charlie di vedere le anime che si barcamenano nel delicato tratto tra la vita e la morte, e quelle di coloro che riposano nel Seaside Cemetery, dove lavora.  Il modo in cui doveva essere rappresentato questo aspetto del romanzo di Sherwood fu oggetto di discussione tra i cineasti e fu anche uno degli aspetti più curiosi della decisione di Steers di accettare la regia del progetto.

Steers voleva indagare su come continuiamo a pensare alle persone che ci sono più care nel momento in cui queste ci abbandonano e si domandava: “In che modo condizionano la nostra vita e perché continuano a far parte di noi anche dopo anni dalla loro morte?  Si tratta davvero dello spirito di Sam o è solo frutto dell’immaginazione di Charlie?  Ho desiderato mantenere vive entrambe le possibilità ma non sapremo mai se la sua mente è stravolta dall’incidente o se riesce davvero a vedere la gente dall’oltretomba. Ciò che il pubblico vedrà e sentirà vedendo questo film varierà da persona a persona”.

Efron spiega la difficile condizione in cui verte Charlie vivendo diviso tra due mondi: “Charlie non sa se è pazzo.  Sa solo che tutti i giorni, per un’ora al giorno – quella del tramonto – riesce a passare del tempo con il fratello.  La cosa può essere vista come un grande dono o come una maledizione. Diventa asociale, scontroso, una specie di cane randagio che vaga per la città.  Il peso che porta sulle spalle non gli consente di interagire con il mondo”.

AUGUSTUS PREW, interprete della serie TV Dexter, veste i panni di Alistair Woolley, un altro operaio del cimitero e amico di Charlie, l’unico rimasto.  “Alistair è in qualche modo affascinato dalla difficile condizione di Charlie”, osserva Prew.  “E’ uno dei pochi a capire le sue visioni, ad entrare in empatia con ciò che crede di vedere.  Probabilmente, gli crede pure.  La cosa più importante, per Alistair, è capire se le visioni di Charlie sono vere, se l’amico vede realmente i fantasmi o se è tutto frutto della sua immaginazione. In tal caso, l’amico ha bisogno di aiuto”.

Era questo uno degli aspetti del film che, secondo Platt,  era aperto a diverse interpretazioni.  “Se vuoi che sia una storia di fantasmi, allora è una storia di fantasmi”,  afferma. “Se credi che i fantasmi esistano, allora in questo film esistono. Se pensi che sia frutto dell’immaginazione di Charlie, pensala in quel modo.  Di certo, il film ha qualcosa di spirituale nel senso che tutti noi aneliamo di entrare in contatto con i nostri simili: con persone vive o con chi non è più tra noi. Gran parte del film dipenderà dal modo in cui la gente intenderà approcciarlo e dall’interpretazione che vorrà dargli”.

Navigazione tranquilla: scrutando le acque

Il 31 luglio 2009 il cast e la troupe confluirono all’Eagle Harbour Yacht Club di West Vancouver, nella British Columbia, per dare inizio alle riprese.  E’ lì che venne girata la sensazionale sequenza di vela che apre la storia del film. La competizione vede Charlie e Sam a bordo dell’amato dinghy in un’accesa regata tra Charlie e alcuni suoi coetanei, inclusa Tess Carroll.  La sequenza mette in mostra le prodezze di Charlie come timoniere, il suo spirito competitivo e lo stretto legame con il fratello minore.

“Abbiamo basato il personaggio di Charlie sull’idea del ragazzo a cui va tutto storto”, rivela Steers parlando della scena di apertura del film.  “Parte ultimo in una regata contro i ragazzi più ricchi della città che gareggiano a bordo di imbarcazioni di lusso mentre lui e Sam dispongono di una vecchia barca a vela modificata, che i due ragazzi chiamano“Splendida scheggia” (“Splendid Splinter”), soprannome scelto in onore di Ted Williams, l’esterno sinistro dei Boston Red Sox.  Ma Charlie, grande velista e stratega del mare, è talmente abile con la sua barca da riuscire a vincere la regata”.

Le riprese nella location dello Yacht Club richiedevano un grande lavoro di preparazione da parte di tutti i reparti e i membri della troupe.  Il responsabile delle location KIRK JOHNS ci spiega i dettagli dell’intensa organizzazione logistica.  “E’ necessario ridurre ogni cosa al minimo quando si gira in acqua”, afferma, “ridurre alle necessità di base.  Una volta lasciato il molo, l’ultima cosa che desideri è doverci tornare per risolvere qualche problema logistico. Bisogna pianificare tutto con notevole anticipo prima di andare.  Inoltre, considerando che le persone possono essere trasportate più facilmente delle attrezzature, installammo una grande chiatta sulla quale depositammo tutte le attrezzature e i costumi del film”.

La chiatta serviva da campo base per le attrezzature messe a disposizione dei vari reparti: dai cameraman agli elettricisti, dai macchinisti ai costumisti e così via.  Vennero persino acquistate delle barche classe 29 e 420 e vennero ingaggiati alcuni ragazzi del programma di vela per adolescenti per guidarle.  Venne attrezzata una complessa imbarcazione per girare le scene in acqua e vennero messe a disposizione diverse imbarcazioni di supporto che ospitavano e trasportavano gli attori, la troupe e le attrezzature da una barca all’altra e al campo base. La sicurezza dell’intera squadra aveva la priorità assoluta.

GARY CAPO venne ingaggiato come direttore della seconda unità e rappresentò un elemento molto prezioso nella realizzazione della coreografia di questa e di altre sequenze.  L’ispettore di produzione e produttore esecutivo Michael Fottrell chiamò JASON RHODES, allenatore di vela che aveva preparato gli atleti ai Giochi Olimpici Estivi di Pechino 2008, a collaborare come coordinatore delle imbarcazioni a vela.  Infine, considerando che né Efron, né Tahan e né la Crew avevano mai avuto esperienze velistiche, venne ingaggiato STERLING BANCROFT per insegnare loro i primi rudimenti sulla vela: un processo al quale tutti e tre gli attori si impegnarono strenuamente.

Efron aveva sempre ammirato la bellezza di questo sport e, oggi, afferma di comprendere la grande passione dei tanti velisti che amano praticarlo. “All’inizio, è stato difficile imparare”, afferma Efron parlando della sua preparazione alla vela “Ci sono talmente tanti fattori a cui pensare. Non basta lasciare che il vento entri nelle vele e sospinga la barca.  Tutto deve essere incredibilmente preciso. Basta uno sbaglio, un piccolo errore di valutazione per far scuffiare la barca.  Ero scioccato la prima volta che uscii su quella piccola imbarcazione. L’istruttore voleva spiegarmi cosa succedeva quando la barca si ribalta. Così, la barca si capovolse e io finii a mollo nell’acqua.  Ero terrorizzato ma, almeno, mi ero tolto un peso”.

L’istruttore era colpito dalla bravura di Efron ad acquisire le capacità necessarie.  “Zac è forte con la vela e ha persino imparato ad amarla”, osserva Bancroft.  “Gli ho anche insegnato un paio di mosse speciali che non passeranno inosservate tra i velisti in gara. Il mio obiettivo era fornirgli quell’attestato di legittimità e credibilità che ogni velista dovrebbe possedere”.

Un’altra sfida importante che Steers e i produttori dovettero affrontare fu quella di trasformare una barca da regata classe Open 50 (50 piedi) nella barca della Crew, The Querencia.  Nel romanzo, The Querencia (in spagnolo, “un posto da chiamare casa”) è un Open 50, il tipo utilizzato per fare il giro del mondo in solitaria.  E’ uno dei punti di forza della storia in cui si sottolinea l’impegno di Tess a circumnavigare il globo in solitaria. Dopo un’accurata ricerca tra le imbarcazioni disponibili della stessa categoria, la troupe optò per la Gryphon Solo, l’Open 50 di proprietà del leggendario stilista americano Tommy Hilfiger.

La produzione provava una certa soggezione nei confronti dell’imbarcazione e della sua gloriosa storia.  Capace di raggiungere più di 20 nodi di velocità, la Gryphon deteneva il record mondiale di velocità in 24 ore degli yacht da 50 piedi.  Nel 2002/2003, aveva vinto con ampio margine la popolare regata in solitaria Around Alone, nel 2005 si era aggiudicata la Transat Jacques Vabre, nel 2007 la Bermuda One-Two e, nel 2004, era arrivata seconda alla Artemis Transat.

Il coordinatore Rhodes parla della pericolosità di questo sport.  “Ci sono circa 250 persone in grado di circumnavigare il globo in solitaria mentre più di 1000 hanno scalato il monte Everest raggiungendone la vetta”, afferma.  “Non molti riescono a farcela da soli. Ancor meno su barche da regata come questa. La nostra ha fatto il giro del mondo due volte, il che la dice lunga sulle straordinarie qualità di questa imbarcazione”.

La barca era ormeggiata a Rhode Island e la produzione non aveva sufficiente tempo per trasportarla lungo il canale di Panama fino alla costa occidentale di Vancouver.  Così, si decise di ingaggiare un gruppo di tecnici altamente specializzati che, dopo aver rimosso la chiglia a sbalzo del Gryphon di 13 piedi, la trasportarono attraverso le autostrade degli Stati Uniti e raggiunsero il Canada. Una volta in Canada, la riassemblarono, la equipaggiarono per affrontare il mare e, su richiesta della produzione, la rinominarono The Querencia.

L’interpretazione della Crew  prevedeva numerose sfide, non ultima quella di rappresentare una giovane donna che decide di raggiungere un obiettivo straordinario basandosi esclusivamente sulle sue forze.  Il suo personaggio era stato liberamente creato prendendo spunto dalla figura di Emma Richards, la prima donna inglese e, in assoluto, la persona più giovane del mondo ad avere compiuto la faticosissima Around Alone del 2002-2003, la regata in solitaria intorno al mondo.

La Crew era sbalordita dai risultati della ricerca che aveva svolto sulle regate in solitaria. Come ci spiega: “Si sta svegli per quattro ore, poi si dorme per 20 minuti e poi si sta di nuovo in piedi per altre quattro ore. Sono i turni e li devi mantenere perché, se accade qualcosa, non puoi rischiare di essere mezzo addormentato. Non si fa mai un sonno completo, non si mangia mai come si deve e bisogna essere in perfetta forma fisica per riuscire a gestire da soli una barca da 50 piedi. Il pubblico non se ne accorgerà ma, durante le riprese, c’erano otto persone impegnate a lavorare strenuamente su The Querencia. Mi domando come possa fare una ragazza da sola”, ammette la Crew.

Benché Efron dimostrasse di sapere superare le difficoltà fisiche previste nel soggetto, il sensazionale salvataggio di Tess sotto lo scafo di The Querencia, dopo che la barca si era capovolta su un crinale di rocce frastagliate, si dimostrò davvero molto impegnativo. Per girare la difficile sequenza, venne costruita all’interno dello studio un’enorme vasca di circa 4 metri d’altezza e 21 metri di diametro. Per riempire e riscaldare la vasca, che conteneva circa 1200 litri d’acqua, ci vollero rispettivamente uno e quattro giorni di lavoro.  Dopo avere preparato la vasca, i tecnici calarono una copia a sezioni invertite d’alluminio de The Querencia di 9000 tonnellate di peso.  Efron, guidato dal coordinatore degli stuntman MARNY ENG e da una squadra di subacquei, passò tre giorni a girare le scene sottomarine all’interno e al di sotto della barca.

Infine, per rendere la storia ancor più convincente, la produzione fece costruire tre diverse versioni dell’imbarcazione. Innanzitutto, sul  Gryphon Solo riverniciato, vennero progettate, realizzate e montante delle speciali vele Carroll. In secondo luogo, venne realizzata una versione capovolta dello scafo della barca per rappresentare il relitto nel quale Charlie, Tink e Alistair si erano imbattuto durante le ricerche di Tess.

Ripreso in pieno oceano, lo scafo – uno dei pezzi forti del film – venne realizzato usando una barca vecchia di 50 anni: per costruirlo, vennero impiegati 18 kg di fibra di vetro e schiuma scolpiti sulla sua parte inferiore e venne successivamente collocato in posizione corretta usando dei rimorchiatori. Infine, le suddette sezioni in alluminio, vennero usate come apparecchiature sottomarine interne ed esterne atte a realizzare i primi piani del sensazionale salvataggio di Tess. L’ultima sfida era riuscire a far combaciare le misure di tutte e tre le imbarcazioni affinché il pubblico non si accorgesse che l’imbarcazione fosse costituita da tre pezzi unici.

Benvenuti nel Quincy: girando nel mondo di Charlie

Il romanzo di Sherwood si svolgeva a Marblehead, nel Massachusetts ma i produttori e il regista avevano voluto ambientare la storia del film sulla costa opposta, tra le aspre bellezze della costa nordoccidentale del Pacifico.  Vancouver, la British Columbia e le zone circostanti fecero da scenario alla storia, insieme a una serie di fantastiche location dotate dei fattori geografici necessari alla realizzazione del film.

La scenografa Ida Random si era ritagliata il suo lavoro traendo ispirazione dal mondo di Charlie e Sam.  “Burr aveva le idee molto chiare su ogni singolo aspetto del film”, ci spiega.  “Amavamo entrambi i lavori di Andrew Wyeth e io avevo iniziato a raccogliere immagini dei suoi quadri, soprattutto delle lapidi. Gli angeli e le lapide che avremmo utilizzato per il film, Burr li voleva esaminare di persona e voleva decidere il colore di ogni barca a vela che avrebbe partecipato alla regata di apertura.  La vera sfida era rispettare il delicato equilibrio progettuale. Doveva essere tutto perfetto, ma non avvertibile. Ogni cosa doveva sembrare reale e al contempo irreale, credibile e fittizia”.

Il Friday Harbor, nelle isole di San Juan, funse da struttura portante della fittizia cittadina di Quincy.  Per creare la piccola, pittoresca comunità portuale vennero utilizzate tre location: Gibsons, Steveston e Deep Cove, tutte città balneari che, unite insieme, rappresentavano la città natale di Charlie. Le riprese vennero effettuate anche nel cimitero di North Vancouver, ai piedi delle North Shore Mountains, “controfigura” del Seaside Cemetery, dove lavorava Charlie e dove riposava il piccolo Sam.

Gli esterni del cottage in cui viveva Charlie in qualità di sorvegliante del cimitero, vennero realizzati alla Minaty Bay vicino a Brittania Beach, dove vennero girate anche altre scene acquatiche. Il coffee shop in cui Florio Ferrente cerca di convincere Charlie a reagire e a viversi la sua vita vennero girate nello storico bar di Molly’s Reach, a Gibsons, B.C, reso famoso dalla lunga serie televisiva canadese The Beachcombers, le cui sequenze vennero girate nella location per oltre 13 anni.

Tra le altre location, la Seycove Secondary School, dove venne girata la cerimonia di conseguimento del diploma di Charlie; le Grebe Islets, luogo in cui venne ritrovato il relitto della The Querencia; il Central Park di Burnaby, usato per raffigurare il Great Lawn; e il Rice Lake Seymour Watershed, lo stagno in cui si svolge il comico attacco delle oche ai danni di Sam e Charlie.

Lo stagno alle spalle del cimitero dove, al rintocco dei cannoni, Charlie e Sam si incontrano tutti i giorni al tramonto, fu oggetto di numerose discussioni. Si trattava di uno scenario fondamentale sia nel libro che nel film e, considerando che l’orario prescelto per la scena corrispondeva all’ora del tramonto, i produttori e il regista ebbero difficoltà ad adattare la tabella di marcia per cogliere la magia di quel momento della giornata.  Alla fine, si decise di ricreare quello spazio ultraterreno all’interno di un solido set.

Le coreografie e le atmosfere dello stagno vennero realizzate prendendo spunto da una tranquilla zona della foresta a nord di Vancouver dove, spesso, Random porta a correre il suo cane.  Il coordinatore delle attività di costruzione BRIAN SHELL avvisò la produzione che lo stagno, che misurava circa 4,5 m x 1,5 m, aveva un aspetto alquanto strano con le sue sponde alte e la forma a tinozza.  Ci vollero cinque settimane per costruirlo e assemblarlo, poi venne addobbato con 200 alberi recuperati da altre produzioni e da alcuni cantieri dismessi, con arbusti e muschio.  In questo luogo calmo e pacifico, i due fratelli passavano gran parte del film a cercare quel sollievo e quella pace che erano così vicini dal trovare.

Per completare il progetto concreto del film e le svariate location, Steers chiamò a raccolta le squadre responsabili della realizzazione degli effetti visivi, guidate dalla produttrice Erika McGee, la stessa che fornì istruzioni alla RHYTHM & HUES STUDIOS e a DYFED, a loro volta supportati da MRx X e LEVEL 26, durante la progettazione di gran parte degli effetti visivi del film.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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Commenti»

1. ali - 17/05/2011

quanto costa??????? il film a viareggio (mondovideO)

2. alice - 17/05/2011

quanto costa??????? il film a viareggio (mondovideO)


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