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Cinema Festival #204 – Box Office del 14-16 gennaio 2011 – Festival di Berlino 2011, nessun italiano in gara – Il poster: Sucker Punch – Michele Placido contro tutti – Varie dal mondo del cinema – Le uscite USA del 21 gennaio 2011: The Company Men, No Strings Attached, The Way Back 19/01/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema Festival, Classifiche, Film, Video e trailer.
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cinemafestival Questo spazio amplia le informazioni già presenti negli altri appuntamenti dedicati al Cinema di questo blog, e propone le classifiche del box office italiano e statunitense dello scorso week-end, una nuova locandina di film prossimamente in uscita ed i trailer originali dei film in uscita nel prossimo week-end negli Stati Uniti (per i film in uscita in Italia visitate lo spazio settimanale Al cinema…).

BOX OFFICE ITALIA
Week-end 14 – 16 gennaio 2011

La commedia italiana “Che bella giornata” con Checco Zalone incassa altri 8 milioni di euro nel week-end (con 9.925 € medi per copia), raggiungendo i 31,4 milioni di euro totali e diventando così il film italiano con il maggior incasso di sempre, superando il precedente primato de “La vita è bella” di Roberto Benigni (31.231.984 € nel 1997). Arriva in seconda posizione la commedia “Vi presento i nostri” con Ben Stiller e Robert De Niro; scende al terzo posto “Hereafter”, il thriller di Clint Eastwood con Matt Damon. Soltanto al 18° posto, con 42.051 €, il film “Kill Me Please” di Olias Barco, il vincitore dell’ultimo Festival del cinema di Roma.
Gli incassi sono basati su dati Cinetel. Tra parentesi, accanto al titolo dei film, è indicata la posizione della scorsa settimana; NE indica una nuova entrata in classifica.

  1. “Che bella giornata” (1) 7.919.947 € (Tot. 31.479.526)
  2. “Vi presento i nostri” (NE) 2.279.808 € (Tot. 2.279.808)
  3. “Hereafter” (2) 1.414.051 € (Tot. 5.440.783)
  4. “Skyline” (NE) 862.226 € (Tot. 862.226)
  5. “La versione di Barney” (NE) 849.255 € (Tot. 849.255)
  6. “L’orso Yoghi 3D” (NE) 732.186 € (Tot. 732.186)
  7. “Tron Legacy 3D” (4) 377.593 € (Tot. 5.765.746)
  8. “La banda dei Babbi Natale” (3) 356.711 € (Tot. 21.286.502)
  9. “The Tourist” (5) 213.560 € (Tot. 11.085.099)
  10. “Le cronache di Narnia – Il viaggio del veliero 3D” (6) 182.535 € (Tot. 10.063.827)

BOX OFFICE USA
Week-end 14 – 16 gennaio 2011
Prima posizione per l’action “The Green Hornet” con Seth Rogen e Jay Chou; secondo posto per la nuova commedia “The Dilemma” con Vince Vaughn e Kevin James; scende sul terzo gradino del podio il western “True Grit” con Jeff Bridges e Matt Damon.
Gli incassi sono basati su dati forniti da Box Office Mojo, e sono indicati in milioni di dollari. Tra parentesi, accanto al titolo originale dei film, è indicata la posizione della scorsa settimana; NE indica una nuova entrata in classifica.

  1. “The Green Hornet” (NE) 33,70 (Tot. 33,70)
  2. “The Dilemma” (NE) 17,83 (Tot. 17,83)
  3. “True Grit” (1) 10,91 (Tot. 126,12)
  4. “The King’s Speech” (9) 9,17 (Tot. 44,69)
  5. “Black Swan” (5) 8,37 (Tot. 73,24)
  6. “Little Fockers” (2) 7,17 (Tot. 134,26)
  7. “Tron Legacy” (4) 5,67 (Tot. 156,91)
  8. “Yogi Bear” (8) 5,34 (Tot. 82,09)
  9. “The Fighter” (7) 5,05 (Tot. 65,70)
  10. “Season of the Witch” (3) 4,51 (Tot. 18)

GOLDEN GLOBE 2011, I VINCITORI
Visitate questo post per rileggere tutti i premiati nelle sezioni Cinema e TV dell’edizione 2011 dei Golden Globe Awards, che si è svolta domenica scorsa a Los Angeles.

FESTIVAL DI BERLINO 2011, NESSUN ITALIANO IN GARA
Nessun italiano in competizione al prossimo festival di Berlino (10-20 febbraio), cosa che ormai accade da tre edizioni con ‘Caos calmo’ ultimo titolo tricolore in gara nel 2008. Tra i 19 film che concorreranno alla vittoria dell’Orso d’Oro, spuntano il nuovo lavoro dell’ungherese Be’la Tarr ‘A Torino’i Lo” (The Turin Horse), ‘Unknown’ dello spagnolo Jaume Collet-Serra, con Liam Neeson e Diane Kruger e ‘The Forgiveness of Blood’ di Joshua Marston (regista di ‘Maria Full of Grace’).
Gli altri film in gara sono ‘El premio’ (The Prize), opera prima di Paula Markovitch, ‘Jodaeiye Nader az Simin’ (Nader And Simin, A Separation) dell’iraniano Asghar Farhadi (gia’ regista di About Elly), ‘Les contes de la nuit’ (Tales Of The Night), animazione 3D di Michel Ocelot, ‘Margin Call’ dell’esordiente JC Chandor, con Kevin Spacey, Jeremy Irons, Demi Moore, Paul Bettany e Zach Quinto. Poi ‘Saranghanda, Saranghaji Anneunda’ (Come Rain Come Shine) di Lee Yoon-ki, ‘Schlafkrankheit’ (Sleeping Sickness) di Ulrich Kohler, ‘Un Mundo Misterioso’ (A Mysterious World) di Rodrigo Moreno, ‘V Subbotu’ (Innocent Saturday) di Alexander Mindadze. A questi, si aggiungono i gia’ annunciati ‘Bizim Buyuk’ Çaresizliğimiz (Our Grand Despair) di Seyfi Teoman, ‘Coriolanus’ di Ralph Fiennes, ‘Odem’ (Lipstikka) di Jonathan Sagall, ‘The Future’ di Miranda July, ‘Wer wenn nicht wir’ (If Not Us, Who) di Andres Veiel e ‘Yelling To The Sky’ di Victoria Mahoney. Fuori competizione, oltre al gia’ annunciato film d’apertura dei fratelli Coen, ‘True Grit’, e al tributo in 3D di Wim Wenders alla danzatrice Pina Bausch, ci saranno anche l’opera prima ‘Almanya – Willkommen in Deutschland’ di Yasemin Samdereli e ‘Les femmes du 6e’me e’tage’ (Service Entrance) di Philippe Le Guay, ‘Mein bester Feind’ (My Best Enemy) di Wolfgang Murnberger, con Moritz Bleibtreu.

(fonte: Adnkronos, 18 gennaio 2011)

IL POSTER
“Sucker Punch”
Nello spazio dedicato alle nuove locandine originali di prossimi film in uscita, questa volta ecco il poster del film action-fantasy “Sucker Punch”, in uscita negli Stati Uniti il 25 marzo 2011 (ed in Italia un giorno prima, il 24 marzo).
Il film, diretto da Zack Snyder e da lui co-sceneggiato insieme con Steve Shibuya, vede nel cast prevalentemente femminile Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung, Carla Gugino, Jon Hamm, Scott Glenn e Oscar Isaac.
Negli anni 1950, la giovane Baby Doll (Emily Browning) viene portata in un istituto di igiene mentale dal patrigno che vuole farla lobotomizzare nel giro di cinque giorni. Mentre è rinchiusa, Baby Doll utilizza l’immaginazione per rifugiarsi in una realtà alternativa, e lì inizia a progettare la propria fuga insieme alle sue amiche detenute, ma per farlo avrà bisogno di rubare cinque oggetti…

MICHELE PLACIDO CONTRO TUTTI
“Un film deve far discutere. Quindi ben vengano le polemiche, significa che faccio cinema vero e non addomesticato come sempre più spesso succede in Italia”. Lo ha detto Placido, a margine della conferenza stampa di presentazione del suo Vallanzasca – Gli angeli del male (da venerdì in sala con la Fox in 350 copie), rispondendo così alle critiche che da più parti gli sono piovute prima, durante e dopo la lavorazione del biopic sul bel Renè: contro il film sono scese in campo, nell’ordine, l’Associazione delle Vittime che ha accusato il regista pugliese di aver trasformato le gesta sanguinarie di un criminale comune in romantica elegia del bandito. Poi è toccato a una parte della stampa e ai politici maltrattarlo dopo averlo visto a Venezia (Giro aveva definito Placido “un regista mediocre”), quindi la Lega che, nella persona del deputato Davide Cavallotto, aveva invitato ieri il pubblico a boicottarlo in sala: “Gli rispondo di occuparsi d’altro – replica Placido -. D’altra parte la Lega aveva appoggiato il Barbarossa di Martinelli che, a fronte di 12 milioni di euro di finanziamenti statali, si è rivelato un flop clamoroso. Io dallo Stato non ho preso un euro”. All’associazione delle Vittime aveva già risposto tempo fa: “In Francia dedicano due film a Mesrine e in Germania si produce una pellicola come La Banda Baader Meinhof, senza che nessuno si scandalizzi. Il cinema, come la letteratura, ha sempre raccontato il lato oscuro degli esseri umani. Solo in Italia suscita tanto malumore. Eppure non regaliamo niente al protagonista”. Il quale ha fatto sapere di non essere rimasto particolarmente felice del modo in cui è stato trattato: “Ha detto che ride poco e che sembra una specie di sessuomane, ma io ho cercato solo di umanizzarlo – si difende il regista -. D’altra parte non ho letto solo quello che racconta lui nella sua biografia (Il fiore del male – Bandito a Milano, di Carlo Bonini e Renato Vallanzasca, ed. Tropea, ndr), ma ho avuto a disposizione altre informazioni, e tutte erano d’accordo nel definirlo un uomo che amava i soldi, le donne e, probabilmente, la cocaina”.
Il fronte aperto rimane comunque la politica italiana, rea secondo Placido di atteggiarsi a Madre Teresa di Calcutta quando dovrebbe guardare ai propri comportamenti: “La situazione è delicata e bisogna fare molta attenzione. Parlando di cinema, è sempre più difficile fare certi film in Italia. E io sono sempre più isolato. In televisione non mi fanno andare. E credete che se proponessi il mio progetto su Mani Pulite a Medusa o Rai Cinema mi accoglierebbero a braccia aperte? Eppure sarebbe un film doveroso. Ma prima o poi lo farò, magari in Francia, dove realizzerò i miei due prossimi progetti”. Il primo è un film di genere, Lo spione: “Ho chiesto a Toni Servillo di interpretare un ruolo fondamentale, ma è chiaro che il cast sarà quasi del tutto francese. Del resto, fare di necessità virtù. Se non possiamo fare i nostri film in Italia, gireremo in Francia, dove potremo avvalerci anche delle loro agevolazioni fiscali sul cinema”. E sul successo della commedia italiana, Placido dice “di essere contento, perché permette alle nostre maestranze di sopravvivere. Ma la morale è che in Italia si può fare solo questo tipo di prodotto, ovvero un cinema che non fa pensare”. Il regista conferma che la paternità dell’opera appartiene per metà a Kim Rossi Stuart: “Non volevo metterci mano. Poi Kim mi ha chiamato e convinto”, ricorda Placido. “Non ho timore a dire che lui è anche il co-regista, oltrechè l’interprete principale e lo sceneggiatore”. E sullo script Placido chiarisce anche l’altra grande polemica che ha caratterizzato Vallanzasca, la sconfessione di Andrea Purgatori che, insieme ad Angelo Pasquini, aveva redatto la prima versione del soggetto: “Non era male, ma non andava nella direzione che avrei voluto io, non aveva quel mood che Kim è riuscito invece a captare. In ogni caso per ragioni contrattuali abbiamo mantenuto sulla sceneggiatura i credits di Purgatori e Pasquini, ma il primo, dopo l’accoglienza a Venezia, ha deciso di ritirare la firma”.
Kim Rossi Stuart, che ha passato mesi in compagnia del bandito pur di entrare nella parte, dice che Vallanzasca “è un personaggio iperbolico, che riunisce in sè caratteri opposti e radicali, la violenza e la dolcezza. Non si poteva non portare al cinema”. E sul modo in cui il Bel Renè utilizzava i media, Rossi Stuart è categorico: “Penso sia vero il contrario: erano i media a manipolarlo, approfittando del suo istrionismo. Se invece è stato lui ad usarli, allora lo ha fatto male”. Vallanzasca – Gli angeli del male (che sarà distribuito anche in Europa e in America) parte dall’infanzia del “bel Renè”, per raccontare l’apprendistato tra le gang di quartiere, i piccoli furti, la prima rapina in banca, l’inarrestabile ascesa nella mala milanese, dove tra i Settanta e gli Ottanta scorrono fiumi di coca e di sangue: “Una storia di delitto ed espiazione in cui non cerchiamo chiavi di letture psicologiche o scusanti per il personaggio – commenta Placido -. Nemmeno il vero Vallanzasca lo ha mai fatto, tanto che nel suo libro parla poco dell’infanzia e della famiglia, dicendo chiaramente di essere nato bandito”. Più della metà del film è ambientata nel carcere duro dove Renato Vallanzasca viene rinchiuso all’età di 28 anni. E’ lì che il personaggio inizia la discesa all’inferno, e nasce il suo mito. Che ha sedotto e continua a sedurre generazioni di donne. Negli anni sono arrivate visite e lettere, dediche e capelli, più altri reperti anatomici. Ma solo una non lo ha mai veramente abbandonato, la seconda moglie Antonella D’Agostino, nel film interpretata da Paz Vega. Valeria Solarino è invece il primo grande amore del giovane Vallanzasca, mentre Filippo Timi uno dei membri della sua banda, Massimo Loi, additato poi come lo spione e decapitato in carcere. Francesco Scianna interpreta infine il boss Frances Turatello, prima rivale poi alleato del bandito delle polemiche.
(fonte: Cinematografo.it – 17 gennaio 2011, articolo di Gianluca Arnone)

VARIE DAL MONDO DEL CINEMA

  • AL VIA IL FILM SU MARGARET THATCHER
    Partiranno nelle prossime settimane le riprese di “The Iron Lady”, il film di Phillida Lloyd, la regista di “Mamma Mia”, che vede Meryl Streep nel ruolo dell’ex premier britannico Margaret Thatcher. Ci si aspetta perciò un rinfocolarsi delle polemiche che lo hanno accompagnato nei mesi scorsi quando il “Daily Telegraph” riferì che la famiglia della Thatcher sarebbe rimasta atterrita da quanto trapelato sulla sceneggiatura che descriverebbe la Lady di ferro nell’atto di riconsiderare la sua carriera e le sue scelte politiche dopo la morte del marito, Dennis Tatcher (interpretato da Jim Broadbent). “Una fantasia di sinistra”, avrebbero detto i familiari.
  • UN SERIAL KILLER PER LA PRIMA REGIA DI JAMES FRANCO
    Dopo la bella performance offerta in “127 ore”, James Franco non smette di cercare ruoli interessanti quando non decisamente scomodi. Il suo debutto registico – per cui inizialmente si era parlato dell’adattamento di due classici della letteratura come As I Lay Dyang di William Faulkner e Meridiano di sangue di Cormac McCarthy – sarà infatti tratto da The Night Stalker di Philip Carlo, un libro che racconta la storia del terribile serial killer Richard Ramirez, attualmente nel braccio della morte del carcere di San Quintino, in attesa dell’esecuzione.
    Franco
    interpreterà anche il giovane, che seminò il terrore a Los Angeles, tra il 1984 e il 1985, uccidendo e stuprando uomini, donne e bambini, e venne condannato nel 1989 per 41 crimini accertati. Dopo la sua cattura, Ramirez iniziò a ricevere in carcere moltissime lettere d’amore: ha sposato nel 1996 una delle sue fan, una giornalista che a dispetto di tutto continua a credere nella sua innocenza.
    Lo sceneggiatore Nicolas Constantine promette l’assenza di immagini esplicite: “Questo non è un horror – sostiene – e non esalta Ramirez in alcun modo. Philip Carlo ha dipinto un sorprendente ritratto dell’essere umano Ramirez, e di come sia divenuto quel mostro. James Franco condivide quella visione, e siamo tutti convinti che lui sia l’unico attore, e adesso anche regista, che possa renderle giustizia”.
    Le riprese inizieranno la prossima estate.
  • ROBERT DOWNEY JR. VOCE IN UN CARTOON
    L’ormai lanciatissimo Robert Downey Jr., che rivedremo tra pochissimo in Parto col folle e più avanti nel sequel di Sherlock Holmes, si darà al doppiaggio di un film d’animazione.  Parliamo di un film dedicato a “L’improbabile storia di Peabody”, spin-off della serie “Rocky & Bullwinkle”, che già ebbe uno sfortunato adattamento ibrido live-action/animazione 2D.
    Lo spin-off vedeva invece un cane superintelligente (Peabody, doppiato da Downey Jr.), viaggiare nel tempo con un ragazzino che lui considerava il suo animale domestico.
    A dirigere il film per la DreamWorks Animation, in previsione di un’uscita per il 2014, sarà Robert Minkoff, coautore di “Il Re Leone” e regista di “Il regno proibito” con Jackie Chan e Jet Li.
  • “ZELIG” ALLA GUERRA DEI CINEPANETTONI
    Il prossimo cinepanettone sbanca-botteghino? Quest’anno a fare bingo è stato Checco Zalone con “Che bella giornata” (7 milioni di euro nei primi due giorni di programmazione al cinema) prodotto dalla casa di produzione Taodue di Pietro Valsecchi, professionista di grande intuito. Ma il prossimo Natale le sorprese potrebbero arrivare da un inedito tandem cinematografico: infatti, avrebbero appena deciso di unire le loro forze in una partnership la ColoradoFilm (fondata da Maurizio Totti che conta tra i soci l’attore Diego Abatantuono e il regista Gabriele Salvatores) e la società guidata da Roberto Bosatra, Bananas, che altro non è se non la struttura societaria cui fanno riferimento Gino e Michele, anime di “Zelig”. In base all’accordo trattato da Alessandro Usai (già dg di Cinecittà holding prima di approdare in Mikado, poi lasciata per far squadra con Totti alla Colorado film), Colorado e Bananas produranno due film l’anno.

(fonti: ComingSoon, Adnkronos, “Il Mondo” – 15-18 gennaio 2011)

IL WEEK-END USA
Le uscite del 21 gennaio 2011

Ecco il trailer di tre film in uscita negli Stati Uniti venerdì prossimo: l’ultimo titolo uscirà soltanto in alcune zone del Paese.

“The Company Men”, dramma The Weinstein Company diretto da John Wells (qui alla sua prima regia cinematografica dopo un importante passato televisivo, vedi “E.R.” e “West Wing”), con Ben Affleck, Chris Cooper e Tommy Lee Jones: tre colleghi di lavoro e uomini con famiglia, Bobby Walker (Affleck), Phil Woodward (Cooper) e Gene McClary (Jones), cercano di ridisegnare le proprie vite dopo essere stati licenziati dalla loro azienda.

“No Strings Attached”, commedia Paramount Pictures diretta da Ivan Reitman, con Natalie Portman e Ashton Kutcher: dopo che gli amici da una vita Adam (Kutcher) e Emma (Portman) fanno per una volta sesso, cercheranno di fare il possibile per mantenere la loro relazione esclusivamente fisica.

“The Way Back”, dramma Newmarket Films diretto da Peter Weir, con Jim Sturgess, Ed Harris e Colin Farrell: un giovane militare (Sturgess) guida la fuga da un gulag infernale nella Polonia occupata dai sovietici durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver fatto un patto con sei compagni, il gruppo si imbarca in una missione coraggiosa attraverso l’Asia per trovare la salvezza in India.


Per approfondire quali nuovi film potete trovare ogni settimana in uscita nei cinema italiani visitate gli spazi “Cinema futuro” e “Al cinema…” del blog.

Florian Henckel von Donnersmarck (screenplay) and
Christopher McQuarrie (screenplay) and
Julian Fellowes (screenplay)
Jérôme Salle (film “Anthony Zimmer”

Commenti»

1. enry - 19/01/2011

Cmq in realtà Che bella giornata NON ha realmente battuto La vita è bella.. non ancora perlomeno.
Il dato del film di Benigni non è corretto in quanto ai tempi dell’uscita del film gli incassi venivano registrati da Cinetel che monitorava solo il 70% delle sale italiane, mentre oggi insieme a Siae sono praticamente controllate tutte le sale italiane. L’incasso “reale” del film di Benigni dovrebbe essere quindi di circa 47 milioni.
Poi probabilmente il sorpasso avverrà anche, ma al momento il record de La vita è bella rimane imbattuto, nonostante quello che dicono i comunicati stampa.

IRapeYourMind - 19/01/2011

Comunicati odiosi come se ci fosse da festeggiare che un filmetto come quello di Zalone rappresenti l’Italia, ah bhò quando un altro film italiano vincerà Miglior Film Straniero+Miglior attore protagonista ecco allora forse bisognerà festeggiare, non quando basta mettere uno pseudo-comico in un film.

2. advanced85 - 19/01/2011

31 milioni, la metà agli esercenti, con l’altra metà ci si deve rientrare nelle spese di produzion e e post, si pagano le percentuali extra, si producono nuovi film italiani, Medusa può acquistare nuovi film stranieri per il prossimo listino.

Tutto questo secondo me è un bene…senza guadagni non si va da nessuna parte…;)

3. jimmy - 20/01/2011

io ricordo che pieraccioni con il ciclone aveva fatto 75 miliardi di lire.


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