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Edicola – “Storica National Geographic” n°24, febbraio 2011: “L’Harem dei Faraoni” 22/01/2011

Posted by Antonio Genna in Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo di 3,90 €, il numero 24 – Febbraio 2011 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico e già presente in Italia con l’omonimo mensile.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

NIENTE LUSSURIA SIAMO EGIZI

Non aveva niente a che vedere con il luogo di reclusione per donne-schiave, ricco di fascino orientale e destinato al piacere maschile, come gli harem ottomani. L’harem egizio era una importante istituzione, creata per il benessere delle mogli e dei figli dei faraoni. Era anche un importante strumento politico per alleanze matrimoniali: ospitava infatti figli e figlie di re di Paesi confinanti. In Egitto, peraltro, il rapporto tra marito e moglie era paritario: dalle regine alle donne del popolo, le spose partecipavano alla vita del consorte, in casa e in pubblico. L’umanità impiegherà qualche millennio per adeguarvisi.

A seguire, l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

Spartaco, Washington e altri extraterrestri

C’è un filo rosso che collega due dei protagonisti dei servizi di questo numero, anche se sono vissuti in epoche e in contesti storici completamente differenti. Uno è Spartaco, il gladiatore che quasi da solo, con un’accozzaglia di schiavi disorganizzati e male armati, mise in atto la più temibile rivolta contro la potentissima e ben strutturata Roma, giungendo a metterla profondamente in crisi nei decenni già devastanti dell’ultimo periodo repubblicano.Fu la più pericolosa minaccia interna della storia dell’Urbe, preparata a fronteggiare solo nemici esterni. L’altro è George Washington, un tranquillo latifondista della Virginia che 1840 anni dopo fece più o meno lo stesso: alla testa di un esercito di volontari, inizialmente senza arte nÉ parte, armati alla bell’e meglio, riuscì a vincere il potentissimo Impero britannico utilizzando soprattutto il patriottismo, il coraggio e l’astuzia. Spartaco e Washington appartengono alla schiera di quei personaggi che, praticamente da soli, hanno guidato rivolte e messo in crisi interi Stati partendo da zero; vengono in mente l’eroe scozzese del XIV secolo William Wallace, Giovanna d’Arco, per certi versi lo stesso Garibaldi e, per arrivare ai giorni nostri e trasferirci dal terreno della lotta armata a quella non violenta, Martin Luther King. Non avevano studiato da eroi. In partenza, non nutrivano idee rivoluzionarie nÉ volevano cambiare il mondo. Non erano certamente assetati di sangue. Non avevano pianificato la loro carriera a tavolino. Nella maggioranza dei casi non avevano alcuna preparazione teorica su come si conduce una rivolta, nÉ potevano dirsi degli intellettuali. Tutti personaggi il cui destino doveva essere diverso: un gladiatore, due proprietari terrieri, una contadina semianalfabeta, un capitano di nave, un pastore protestante della Georgia. Poi sono tutti inciampati nella storia, per motivi diversi. Ed è scoccata la scintilla che li ha trasformati: invece di soccombere davanti all’ostacolo hanno sfidato il mondo, hanno tentato l’impossibile. E ci sono riusciti. La storia è fatta anche di queste persone che, quasi come degli extraterrestri, sbucano all’improvviso dal nulla e cambiano profondamente il corso degli eventi.

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