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Libri – Ian McEwan “Solar” 23/01/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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Dopo il successo di “Chesil Beach” (2008), lo scrittore inglese Ian McEwan è tornato nelle librerie con un nuovo romanzo, “Solar” (Einaudi; traduzione di Susanna Basso; 346 pagine, prezzo di copertina 20 € – Acquista “Solar” su Amazon.it).
Dopo aver affrontato nel precedente romanzo le difficoltà psicologiche della prima notte di nozze di una coppia, qui McEwan parla di un tema attualissimo, il riscaldamento globale, con uno stile particolarmente ironico.
Il protagonista della storia è Michael Beard, premio Nobel per la Fisica di mezza età, calvo e basso, marito fedifrago giunto al quinto matrimonio, egoista e totalmente focalizzato sui suoi bisogni: paradossalmente, mentre sembra inesorabilmente diretto verso una malinconica decadenza, sarà proprio lui a doversi imbarcare verso i ghiacci artici per studiare un sistema economico di fotosintesi artificiale. Tutto ha inizio quando gli viene affidato il Centro nazionale per le energie rinnovabili: tra i suoi sottoposti si mette in luce il giovane Tom Aldous, brillante ma molto ingenuo ed intento a cercare un rimedio per “salvare il mondo”.
Il progetto di Tom potrebbe in effetti risolvere una volta per tutte i problemi energetici del pianeta: ‘incontro tra il giovane ricercatore e il maturo scienziato avrà sviluppi davvero imprevedibili.
Il romanzo è suddiviso in tre parti e racconta la vita di Beard tra il 2000 e il 2009, in cui McEwan trascura per una volta il suo compassato stile british e racconta la tragicommedia di un individuo, tra assurdi adulteri e fughe da orsi polari. La vena comica del romanzo, però, non fa passare in secondo piano la questione affrontata, il surriscaldamento della Terra, sulla quale McEwan si è preparato a lungo.
Con “Solar” l’autore inglese dimostra quanto sia reale il detto di Marx: tragedia e farsa non devono darsi necessariamente in successione, ma possono riverberarsi l’una nell’altra nello stesso momento, ed ambedue tendono inesorabilmente verso la catastrofe. La catastrofe di un uomo ridicolo, ma anche la catastrofe planetaria di un’umanità che tende all’autoeliminazione (quasi) senza speranza.

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