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TV USA Gazette Extra – La verità sui dati di ascolto, sugli spettatori online e sulle serie di fantascienza 26/01/2011

Posted by 2345 in Auditel, Cinema e TV, TV USA, TV USA Gazette.
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Con questo speciale extra dello spazio “TV USA Gazette” inauguro una serie di interventi occasionali e senza cadenza fissa in cui parlermo e tratteremo più a fondo alcuni aspetti della TV USA che per un motivo o per un altro non vengono meglio approfonditi negli altri numerosi appuntamenti di questo blog dedicati all’entertainment televisivo americano.
Vi ricordo che nello spazio TV USA Giorno per giorno troverete un elenco degli episodi inediti di telefilm in onda durante la settimana negli Stati Uniti mentre per news e aggiornamenti di cast dal panorama televisivo statunitense potete consultare gli spazi settimanali TV USA Gazette e TV USA Spoilers.

Se avete suggerimenti per i prossimi argomenti da trattare, scrivete pure nell’apposita sezione “Scrivi…” del blog.

La verità sui dati di ascolto, sugli spettatori online e sulle serie di fantascienza

Sempre più spesso, anche su questo blog, sentiamo parlare di come i rating siano molto più importanti degli ascolti complessivi, di come questi possano fare la differenza sulle sorti di alcuni show e di come a volte gli ascolti di alcuni tipi di telefilm (rivolti a un pubblico più giovane o di genere fantascientifico/fantasy, in gergo sci-fi) siano mal misurati dal classico sitema di conteggio della Nielsen (la compagnia americana di misurazione che si incarica di rilevare gli ascolti televisivi USA).
A questo proposito, ci è stato segnalato dall’utente Gabriele un interessante post che può essere fonte di riflessione. Il pezzo si basa a sua volta su un articolo di Craig Engler (nella foto sopra), vicepresidente di Syfy, canale cavo specializzato nel genere.
Engler cura una rubrica su Blastr.com dove parla del genere sci-fi in televisione.

Cosa misurano gli ascolti?
Quando una serie di genere fantastico/fantascientifico viene cancellata, i fan accusano subito il sistema di rilevazione degli ascolti di essere obsoleto e di non calcolare correttamente gli spettatori di questo genere. I fan sci-fi sono abili con la tecnologia e spesso non guardano live un telefilm. Lo registrano, lo comprano su iTunes, lo scaricano illegalmente. Quindi la convinzione è che se l’arcaico sistema Nielsen contasse anche questi spettatori, molte serie di fantascienza avrebbero ascolti maggiori e durerebbero più stagioni.
C’è del vero in tutto ciò ma spesso i fan tendono a fare equivoci e trascurare alcuni aspetti.
Cosa sono e cosa non sono gli ascolti? Gli ascolti misurano ciò che uno guarda esattamente in televisione e che viene mandato in onda dai vari canali. Non quello che viene visto al computer, sull’iPhone o altro. Anche queste visioni vengono conteggiate ma in maniera diversa e separata.

Perchè tutto ciò? Semplice: gli ascolti non misurano solo quante persone guardano un programma ma anche quante persone guardano le pubblicità in quel programma. Questo è importante per i canali e per gli inserzionisti che ogni anno spendono miliardi di dollari e vogliono sapere cosa ricevono per i loro soldi. La Nielsen fornisce quindi un metodo che rileva queste informazioni e che tutti i network hanno accettato come uno standard valido ed imparziale.
Quindi la ragione principale per cui le visioni televisive e quelle online vengono conteggiate separatamente è perchè la stessa pubblicità che passa in tv non passa necessariamente nella visione online (dove spesso a volte non c’è affatto pubblicità) e gli inserzionisti non vogliono un conteggio totale degli spettatori, dal momento che il dato online include spettatori che non hanno guardato i loro spot.
Perchè la stessa pubblicità non va sia nella messa in onda che in quella online? Semplicemente perchè, per vari motivi, gli inserzionisti non vogliono comprarli in questo modo ed essendo loro i soldi, decidono come spenderli. Nel corso dell’anno Nielsen introdurrà un nuovo tipo di dato che combina gli spettatori di un prodotto sia in onda che online e che ha le stesse pubblicità; questo potrebbe invogliare gli advertiser a comprare gli stessi spazi sia per la messa in onda tradizionale che per quella via web. Ma fino ad allora bisogna conteggiarli separatamente.

Le registrazioni e il salto delle pubblicità
L’uso di dispositivi DVR (tipo il nostro MySky o il TiVo americano), che permettono la registrazione e la visione successiva di un programmma con relativo salto delle pubblicità, va ormai crescendo progressivamente e per far fronte a questo la Nielsen ha deciso di includere questo tipo di dato.
Ecco quindi sigle come Live (il dato semplice, ovvero quante persone guardano uno programma in quel momento o con un ritardo non superiore ai 25 secondi tramite DVR); Live + Same (quante persone guardano un programma live o tramite DVR nel giorno di messa in onda); Live + 7 (quante persone guardano un programma live o tramite DVR nei sette giorni successivi alla messa in onda); C3 (introdotto nel 2007, è la media di ascolti delle pubblicità viste sia live che nei tre giorni successivi via DVR; è un dato importante perchè è il metro di misura con cui si vendono e comprano gli spot del primetime).

Molti pensano che siano le visioni online che stanno distruggendo il modello televisivo, quando in realtà il vero problema sono le registrazioni. Ci sono molti esempi di serie che vengono viste per oltre il 50% tramite DVR e questi non sono ancora presenti in tutte le case. Dal momento che i network traggono profitto dalle pubblicità, facile capire le perdite se metà degli spettatori è in grado di saltarle.
Ci sono anche altri modi di usufruire di programmi come le offerte on demand più o meno gratuite di vari provider di servizi cavo; questo tipo di offerta (che non sempre include pubblicità) viene conteggiata da Rentrak che ottiene i dati direttamente dai sistemi cavo.

Le visioni online
Ci sono grosso modo tre categorie di visioni online:
1) Le visioni streaming di telefilm e programmi con annesse pubblicità: è possibile conteggiare queste visioni e gli inserzionisti vogliono conoscere questi dati.
2) I telefilm venduti online (tipo su Amazon, iTunes e tanti altri, inclusi i mobile). Questi show vengono venduti a episodio o stagione e c’è una percentuale che va in tasca ai network. Anche in questo caso ci sono numeri precisi sulle vendite.
3) I download illegali. Non contribuiscono in alcun modo al modello economico ma diversi network hanno gruppi antipirateria che monitorizzano e quantificano i download.

In tutto questo non vanno incluse le vendite dei DVD che non portano alcun profitto ai network. Sono le compagnie di produzione (spesso non affiliate al network) a detenere quasi sempre la licenza di dvd e blu-ray e sono loro a guadagnarci. Stessa cosa vale per i diritti di messa in onda internazionale.

Come funziona il sistema Nielsen
In tutti i casi visti prima è possibile avere dati precisi ed estremamente accurati mentre i dati Nielsen si basano su campioni rappresentativi della popolazione statunitense. Da questi campioni si ottengono delle stime statistiche di cosa sia più o meno visto.
Si usa questo sistema perchè, quando Nielsen iniziò, non era possibile conteggiare direttamente gli ascolti. Oggi sarebbe teoricamente possibile, ad esempio, misurare esattamente cosa guardano gli abbonati cavo. Ma il fatto che sia possibile non lo rende facilmente praticabile.
Questo è il nodo principale, oggetto di profonde discussioni. In molti, soprattutto i fan sci-fi, credono che le famiglie campione non funzionino in maniera adeguata e non rispecchino bene alcuni tipi di pubblico (tra cui appunto quello del genere sci-fi). È loro convinzione che, se meglio rappresentati in questi campioni, le serie di questo genere risulterebbero più seguite.
A dar man forte a questa loro tesi è il fatto che le serie di genere fantasy/fantascienza siano sempre quelle maggiormente a rischio e vengano cancellate più spesso.
Ma questa è una convinzione errata: i network guardano anche gli altri dati. Guardano il numero di visioni on demand, i download digitali legali e anche non legali, le visioni streaming, le visite ai siti web della varie serie, anche le vendite dei dvd che – come spiegato – non portano loro profitti. E una volta fatti tutti i conti, la verità è che gli show più seguiti in televisione sono poi quelli di maggior successo e più popolari anche online. Non c’è questa discrepanza che si vuole credere, pur esistendo casi sporadici di programmi visti da un pubblico più giovane e più avvezzo a usufruire online piuttosto che in televisione.
Un po’ come succede con film flop al cinema e con successive buone vendite in dvd. Capita, ma non così spesso.

Inoltre c’è da considerare che molte volte le serie sci-fi partono bene ma poi perdono ascolti e questo forse non dipende dal genere ma, più facilmente, da alte aspettative poi deluse.
Spesso si può capire come procede un show prestando attenzione a come la gente ne parla.

“FlashForward“, “V” e “The Walking Dead”
FlashForward, V e The Walking Dead sono alcune delle serie più chiacchierate di questi ultimi due anni. Sono serie sci-fi, sono state molto attese prima del loro debutto, sono state tutte grossi successi iniziali. Ma poi le cose sono cambiate per ognuna di loro.
FlashForward è stata cancellata, V arranca nella sua seconda stagione e The Walking Dead ha visto crescere il suo pubblico con il conseguente rinnovo per un secondo ciclo di più episodi.
E basandosi sulle opinioni che gli spettatori hanno espresso online, questo è esattamente quello che ci si aspettava.

Insomma, non ci sono prove concrete che supportino l’idea che i dati Nielsen siano inaccurati o particolarmente duri con il genere sci-fi. E i telefim sci-fi non vengono cancellati più frequentemente di altri generi.
La realtà è che molti programmi falliscono, in ogni genere. È endemico al business dell’entertainment.
Molti film non sono un successo, molti libri non diventano best-seller e via dicendo.

Il sistema Nielsen non è perfetto ma nessun sistema che debba misurare 100 milioni di case lo sarà mai. E anche se fosse possibile misurare esattamente quanti televisori sono accesi su un determinato programma, nessuno potrà mai dire con esatteza se quel programma viene effettivamente guardato, da quanti viene guardato nella stessa casa o il livello di attenzione con cui viene seguito.
Quello che occorre è un sistema che sia quanto più ragionevolmente possibile accurato e che venga accettato da tutte le parti come uno standard. Per adesso il sistema Nielsen lo è.

Quanto contano i vari spettatori
Chiarito quello che viene conteggiato e come viene conteggiato, si arriva all’aspetto cruciale di tutto: quanto ogni tipo di pubblico conta.
La TV è incredibilmente cara da realizzare e e questo significa che bisogna fare molti dollari anche solo per coprire i costi, figurarsi arrivare a creare profitto. E nel modello televisivo, spettatori significano soldi che è poi il fine ultimo per cui tutti ne parlano.

Dal momento che differenti tipi di pubblici portano a differenti tipi di guadagni, questi non possono essere trattati alla stessa maniera. E la differenza tra i guadagni derivati dalla televisione e quelli online è notevole. Se si sommano tutti i soldi guadagnati dalle vendite delle pubblicità di spettatori live e dai DVR e si mettono contro tutti i soldi guadagnati da tutti gli altri metodi di fruizione, si sarà fortunati ad avere 1$ di guadagno da un pubblico online contro lo stesso numero di spettatori che in televisione porta invece ben 10$ di guadagno. Ed è un numero ottimistico.

Combinando i vari dati di spettatori in un unico “super-rating”, i conti quindi non tornerebbero. Con una proporzione di 1 a 10, occorrono 10 milioni di spettatori online per guadagnare la stessa cifra che in televisione si otterrebbe con un solo milione di ascoltatori. E devono essere spettatori di contenuti legali, non piratati.
Senza considerare, in tutto questo, che il pubblico online non è immenso come si pensa dal momento che non tutti hanno ancora un accesso Internet a banda larga e solo il 50/70% di questi guarda video online che spesso sono solo brevi video (tipo quelli di YouTube) e non interi episodi.

In conclusione…
Ecco quindi perchè sommare i vari tipi di ascolto non darebbe alcun maggior valore alle serie. Spesso non cambia molto i dati e sicuramente, per il discorso fatto prima, ha sicuramente più senso aggiungere i dati di eventuali repliche televisive.
Per chiudere, combinare i vari tipi di spettatori può determinare un numero finale più alto ma non corrisponderebbe ad un vero maggior guadagno che, alla fine della fiera, è quello che consente la realizzazione dei vari programmi.
Le cose rimarranno così per sempre? Decisamente no. L’industria televisiva e online sono in un grosso flusso di cambiamenti e questo continuerà ancora.
I guadagni online sono cresciuti sensibilmente in cinque anni e la speranza è che questo continui, in modo che il pubblico online possa iniziare ad avere un vero impatto sulle reti televisive e sul destino dei vari programmi. Ma non per ora.


Articolo originale di Craig Engler apparso su Blastr.com e poi riportato da Itasa Blog.

Per un calendario quotidiano degli episodi inediti dei telefilm in onda negli Stati Uniti nel corso della settimana ed una panoramica dei dati di ascolto dei telefilm più visti al momento visitate lo spazio periodico “TV USA Giorno per giorno” di questo blog. Per un aggiornamento sugli ascolti del giorno prima dei cinque principali network USA visitate invece il semi-quotidiano “TV USA Giorno per giorno Flash”. Per gli aggiornamenti sulle notizie dalla TV statunitense visitate gli spazi periodici “TV USA Gazette” e “TV USA Spoilers.
Infine, se volete conoscere quali altre serie inedite vanno in onda in Paesi di lingua inglese come Gran Bretagna, Canada e Australia visitate lo spazio “TV dal mondo”.

Commenti»

1. Paolo - 26/01/2011

Gran bell’articolo. Grazie :)

2. enry - 26/01/2011

Bellissimo e interessantissimo post.
Grazie Paolo!
Che dire… non sono tra quelli che reputano le serie sci-fi “svantaggiate” rispetto alle altre, però capisco anche il discorso dei fan.. che però non ha un vero e proprio fondamento a quanto pare.
Interessante sapere che i diritti di messa in onda internazionale e le vendite dvd non portano profitti ai network… mi ricordo che molti usavano spesso queste “scuse” per giustificare la presenza in palinsesto di serie come Heroes per dire.
Discorso DVR… io per primo non guardo più quasi nessuna serie “Live”, ma le registro tutte sul MySky e le guardo poi ore, giorni, settimane, dopo! Quindi è vero, in questo modo non vengo conteggiato per fare l’ascolto totale della serie (non in Italia almeno) ma è una comodità troppo grande per potervi rinunciare.
Cmq ribadisco, articolo davvero interessante ed esaustivo.

3. Fr_Samjack - 26/01/2011

gran bell’articolo. aspetto con ansia il prossimo. ;)

4. Skull - 26/01/2011

grazie per aver accolto la mia segnalazione!
se dovessi trovare altri articoli dl genere ve lo farò sicuramente sapere!!

enry - 26/01/2011

Ah, sei tu Gabriele?
Non riuscivo a capire!!

Skull - 26/01/2011

yes, non ho specificato il nick che uso e immagino abbia preso il nome dall’indirizzo email

Antonio - 26/01/2011

Ti eri firmato tu come Gabriele lasciandomi il messaggio… :)

Skull - 26/01/2011

errore mio e anche figura di merda xD la prossima volta starò più attento con i nomi ;)

5. gino - 26/01/2011

bell’articolo!
non concordo con alcune analisi ma sicuramente è una voce attendibile in un mare di sciocchezze che si leggono spesso on-line.
una cosa circa Heroes: lo studio di produzione è ums, quindi affiliato a nbc: forse questo ha permesso alla serie di sopravvivere nonostante una scarsa qualità.

6. Paul - 26/01/2011

Bello questo articolo. Tra l’altro mi interessa da vicino, essendo io un’amante di molte serie sci-fi.

7. Dave1311 - 26/01/2011

bella curiosità, anche io non sapevo che i proventi dei dvd non andassero ai network, per chi diceva di heroes, io credo che valeva la situazione in quanto era la NBC stessa a produrli.
O meglio questa cosa vale se non è il network a produrre gli show, ma se è il network stesso a produrre, i guadagni vanno ad esso quindi si potrebbe prendere in considerazione il dato, o sbaglio?

Dave1311 - 26/01/2011

continuando, ho appena letto che fringe con le registrazioni (live+3) con tre soli giorni di distanza, ha aumentato il rating del 43%, adesso mi chiedo questo indice non serve a nulla per il rinnovo della serie, ma non può essere un indicatore per la fox che evidentemente da due anni sta sbagliando collocazione??? anche al giovedi aveva questi incrementi con le registrazioni, io dico che potrebbero usarli anche se per non rinnovare la serie, ma per lo meno spostarla in un qualche giorno migliore ( in fin dei conti più è alto il rating più soldi guadagnano, quindi dovrebbe essere di loro interesse cercare lo slot più remunerativo per una serie, anzichè limitarsi a cancellarla), inoltre ricordo che fringe faceva bene il lunedì la prima stagione

8. Collette - 27/01/2011

Avevo già letto ieri dall’ufficio ma non potevo commentare. :D

Post molto interessante, grazie paolo.
chiarisce meglio molte cose e ho anche capito cosa sono i dati c3…

Grazie e aspetto il prossimo…. ;-)


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