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Edicola – “Le Scienze” n°510, febbraio 2011: “Il sangue del T. rex” 02/02/2011

Posted by Antonio Genna in DVD, Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
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Ecco la copertina, i principali contenuti ed una descrizione degli allegati facoltativi del numero 510 – Febbraio 2011 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana del prestigioso “Scientific American”, già in edicola da ieri.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 3,90 €.

I principali contenuti di questo numero:

Nel numero di «Le Scienze» di febbraio 2011 in edicola:

Sangue dai fossili
Fino a poco tempo fa, la scoperta di resti organici in fossili di dinosauro era ritenuta impossibile. Oggi invece un numero sempre più consistente di ricerche sta portando alla luce resti di sangue, cellule delle ossa e altri reperti organici di questi rettili del remoto passato. Queste scoperte potrebbe fare luce su alcuni misteri, tra cui i processi di adattamento dei dinosauri al mutare delle condizioni ambientali e la rapidità della loro evoluzione.

Su numero di «Le Scienze» di febbraio inoltre:

Lunga vita al Web. Il Web non è decisivo solo per la rivoluzione digitale o per lo sviluppo economico e l’innovazione, ma anche per il nostro benessere e la nostra libertà. Per questo deve essere difeso al pari della democrazia, come spiega in un articolo esclusivo Tim Berners-Lee, lo scienziato che ha inventato il Web.

Una teoria geometrica del tutto. Una nuova, elegante geometria combina tutte le forze della natura.

Evoluzione tra i ghiacci. Alcuni studi sull’antico DNA dei pinguini di Adelia gettano nuova luce sui meccanismi dell’evoluzione.

L’altra minaccia climatica: i trasporti. Un incremento globale della domanda di mobilità è inevitabile, ma è ancora possibile prevenire una crescita incontrollata delle emissioni legata agli spostamenti delle persone.

Inoltre, con Le Scienze di febbraio 2011, a richiesta e a pagamento:

– il secondo DVD “Inizia la tempesta” della serie “Nel giardino di Darwin”, in cui si ripercorrono gli esperimenti che Darwin fece subito dopo essere tornato dal viaggio intorno al mondo e che risultarono fondamentali per la stesura della teoria dell’evoluzione.

Nuovo appuntamento con la serie Nel giardino di Darwin, in cui il conduttore e scienziato Jimmy Doherty ricostruisce il viaggio intellettuale del padre della teoria dell’evoluzione, ricreando gli esperimenti fatti da Charles Darwin nel giardino di casa, Down House. Nel secondo DVD, intitolato Inizia la tempesta, Doherty racconta il periodo immediatamente successivo alla prima pubblicazione di L’origine delle specie, avvenuta nel 1859, evento che ha concluso il primo dei tre DVD della serie.
La corsa alla pubblicazione con Alfred Wallace aveva convinto Darwin a mettere nero su bianco le proprie conclusioni sull’azione della selezione naturale, ma non aveva fugato i dubbi che arrovellavano il proprietario di Down House. La teoria dell’evoluzione continuava a essere considerata controversa da diversi scienziati, addirittura dallo stesso Darwin, che quindi aveva deciso passare alla pratica. La stringente necessità di dare una solida base sperimentale a un quadro teorico ancora dibattuto aveva convinto Darwin a fare esperimenti sulle piante, considerate dal naturalista inglese un terreno di confronto meno complicato rispetto agli animali.
Così, Doherty ci introduce nel giardino di Down House, dove ripropone il lavoro sperimentale di Darwin su piante carnivore che catturano e digeriscono gli insetti, e dove ricostruisce l’apparato sperimentale usato dal naturalista inglese per seguire il lento movimento di piante rampicanti. Altro tema raccontato da Doherty è la riproduzione sessuale, uno degli elementi centrali nella teoria darwiniana, protagonista di numerosi esperimenti. Il DVD si conclude con il dibattito tra il biologo e filosofo Thomas Huxley e il vescovo Samuel Wilberforce sui meriti della teoria di Darwin. E subito diventa chiaro che il tema più interessante è l’evoluzione dell’uomo…

– il 45° titolo della collana “Biblioteca delle Scienze”, il libroL’evoluzione della cultura”, il manifesto intellettuale del grande genetista Luigi Luca Cavalli Sforza.

Non è possibile capire l’evoluzione della cultura della nostra specie, o meglio l’evoluzione della varietà delle culture umane, senza considerare un altro tipo di evoluzione che ci riguarda in prima persona: quella biologica. Questo, in estrema sintesi, il filo rosso che lega i capitoli di L’evoluzione della cultura, il libro di Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista di fama planetaria, oltre che divulgatore di scienza chiaro e rigoroso. La tesi di Cavalli Sforza, illustrata nel volume in edicola con il numero di «Le Scienze» di febbraio, è dimostrata dai risultati di numerose ricerche in questo campo, anche da quelle più recenti, rigorosamente citate nel testo. Ed è dimostrata anche da esempi riportati dal genetista italiano in cui si spiega come in passato l’innovazione culturale abbia diretto l’evoluzione biologica, con buona pace delle istanze della sociobiologia, disciplina portatrice della tesi opposta e criticata dall’autore.
La sovrapposizione tra scienze naturali e scienze umane proposta da Cavalli Sforza porta a una nuova prospettiva su numerose categorie ed elementi con cui analizziamo i gruppi umani. Una prospettiva che ha importanti conseguenze sull’interpretazione delle differenze culturali, delle culture nazionali e sulla presunta esistenza di razze.

Infine, l’editoriale del direttore Marco Cattaneo.

Tim Berners-Lee e il futuro del World Wide Web.

Ci sono eventi, pochi in verità, capaci di cambiare la vita di tutti in un batter di ciglia, e per sempre. Uno di questi è stato, senza dubbio, l’invenzione del World Wide Web, vent’anni fa. Un minuto prima non c’era, un minuto dopo non potevamo più farne a meno. Nella spazio di una generazione ha rivoluzionato il modo di comunicare e di fare comunicazione, di raccogliere informazioni e di produrre informazione. Molto più della televisione, che riguarda sì tutti, ma solo per l’aspetto passivo della fruizione, e forse persino più dell’invenzione della stampa a caratteri mobili. A vent’anni da quella formidabile intuizione, che doveva soprattutto permettere ai ricercatori di condividere il loro lavoro con maggiore facilità, Tim Berners-Lee – il Gutenberg del 2000 – espone le sue riflessioni, e le sue più intime preoccupazioni sul futuro della sua «creatura» in Lunga vita al Web, a pagina 36. Perché oggi il Web è minacciato, dice, «da alcuni dei suoi abitanti di maggiore successo». Sono social network, provider Internet, governi. Che tendono, rispettivamente, a rendere più difficile l’accesso alle informazioni, a favorire i partner commerciale, a ficcare il naso nella vita privata dei cittadini.
«Il Web – continua Berners- Lee in quello che potrebbe essere definito il manifesto della libertà digitale  è cresciuto fino a diventare uno strumento potentissimo ed estremamente diffuso grazie ai principi egualitari su cui è stato costruito», e «l’universalità è il principio progettuale alla base della crescita e dell’utilità della grande ragnatela mondiale». Insomma, perché ne sia conservato lo spirito, il Web non può, non deve cadere sotto il controllo di pochi giganti che possano manipolarne la natura. In questa luce difendere il Web è, né più né meno, tutelare la democrazia.
Certo, in questi termini può sembrare pretenzioso, ma quando si colgono le ragioni profonde del messaggio di Tim Berners-Lee non si può non concordare, e non si riesce a non preoccuparsi per il destino di quello che, se ci pensate bene, è un altro regalo di valore inestimabile che ci ha fatto la scienza. Quando ha ideato il Web, Berners-Lee lavorava al CERN di Ginevra, e pensò che i fisici delle particelle avrebbero lavorato meglio se avessero potuto accedere rapidamente ai materiali in forma di ipertesto, con parole, immagini, suoni, video…
È grazie alla scienza, dunque, se oggi possiamo informarci, scaricare musica, studiare, leggere, partecipare. Ed è giusto che tutti siamo pienamente consapevoli del messaggio di Tim Berners-Lee. Perché il Web è di tutti.

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Commenti»

1. Tommybond - 04/02/2011

Caro Antonio, la copertina del libro è sbagliata, ovvero quella presente sul sito riferita al libro di Febbraio 2011 in realtà sarà sulla la copertina del libro di Marzo 2011..

2. uniroma.tv - 25/02/2011

Al seguente link l’assegnazione della laurea honoris causa in scienze al premio Nobel Rita Levi Montalcini
http://www.uniroma.tv/?id_video=18224

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv


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