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TeleNews #30 – Rai, approvati i palinsesti primaverili: Sgarbi e Vespa in prima serata – Digitale terrestre, il Governo tenta lo scippo delle nuove frequenze per nuovi canali Mediaset – Berlusconi su Arte, reportage senza contraddittorio – Il ritorno di Alba Parietti – La vincitrice del Milionario trova lavoro – A luglio su Sky Sport in esclusiva la Coppa America di calcio – Grande Fratello 2010/11: crisi tra Angelica e Ferdinando 04/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Interviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” raccoglie – segnalandone le fonti di provenienza – notizie ed argomenti vari, legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che finora non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Rai, approvati i palinsesti primaverili: Sgarbi e Vespa in prima serata
    Via libera dal consiglio di amministrazione della Rai ai palinsesti primaverili. Tra le novità, l’informazione anche nel prime time di Rai 1, con uno spazio affidato a Bruno Vespa dopo le puntate sui 150 anni dell’Unità d’Italia condotte con Pippo Baudo. In arrivo anche Vittorio Sgarbi con cinque prime serate il venerdì.
    Previsto un nuovo programma per Lucia Annunziata su Raitre. Già conduttrice di ‘In mezz’ora’ la domenica pomeriggio, da fine marzo si aggiudicherà una trasmissione in seconda serata sulla terza rete dedicata ai ‘poteri’, con l’unica raccomandazione che il nuovo programma, che dovrebbere essere un viaggio nei poteri, non vada in onda in sovrapposizione con altri programma d’approfondimento giornalistico su altre reti come ‘Porta a Porta’.
    Sempre in seconda serata sia su Rai 2 che su Rai 3 approderanno le trasmissioni per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, coordinate da Giovanni Minoli. A questo punto la seconda serata di Raitre sarà troppo affollata per mantenere le quattro puntate settimanali di Parla con me di Serena Dandini, che dovrebbe perdere un appuntamento a settimana (quello del venerdì) per un totale di otto puntate fino a fine stagione, ma durerà fino al 27 maggio, quasi due mesi rispetto alla data di chiusura della stagione che in un primo momento era stata ipotizzata per il primo aprile. Novità in vista anche per Maurizio Costanzo che potrebbe guidare una nuova trasmissione nell’access prime time di Rai 2.
    Il Cda ha approvato il nuovo contratto triennale di servizio tra la Rai e il ministero. L’approvazione è avvenuta a  maggioranza per l’assenza del consigliere d’amministrazione Giovanna Bianchi Clerici e per l’astensione di due consiglieri vicini all’opposizione parlamentare, Rodolfo De Laurentiis e Nino Rizzo Nervo.
    L’ok era atteso da tempo, tanto è vero che si è arrivati a distanza di oltre un mese dalla scadenza del vecchio contratto di servizio, e a più riprese dalla stessa commissione di vigilanza, in particolare dal presidente Sergio Zavoli, era venuta la sollecitazione per una rapida approvazione dell’importante documento che regola l’attività della Rai in chiave di servizio pubblico. Per contro, il vertice aziendale ha sempre lamentato l’insufficienza delle risorse finanziarie a disposizione per ottemperare a questo obbligo di servizio pubblico, causa anche l’elevata evasione del canone di abbonamento.
    Alla riunione di Viale Mazzini gli argomenti all’ordine del giorno sono diversi: dopo i palinsesti primaverili approvati e il contratto di servizio, sul tavolo dei consiglieri ci sono i piani di produzione e trasmissione dei canali tematici e il piano di produzione della fiction per il 2011. Ma in consiglio si parlerà anche dello scambio di lettere ai vertici della Rai sul direttore del Tg1 Augusto Minzolini.
    Il sindacato è pronto ad opporsi. L’Usigrai in una nota precisa: “Apprendiamo da notizie di agenzia di nuovi palinsesti approvati e nuove proposte di approfondimento giornalistico che la rai intende fare. Confronto zero. Stiamo valutando se tornare in giudizio dopo la condanna dell’azienda per comportamento anti sindacale. Se non si risolve il contenzioso anche contrattuale e previdenziale coi giornalisti delle reti ci opporremo in tutti i modi a queste ulteriori iniziative”.
    “Quali contratti e di quale tipologia saranno fatti a chi lavorerà col tandem Vespa- Sgarbi e con Lucia Annunziata? Quale trasparenza – prosegue l’Usigrai – ci sarà nel selezionare chi farà parte delle redazioni, dopo che anche il consiglio di Stato si è pronunciato sulla necessità di criteri rigorosi per l’accesso in Rai? Anche con questo nuovo palinsesto viene ignorata la richiesta di maggiori spazi, soprattutto di approfondimento, affidati alle testate giornalistiche”.
    (fonte: Repubblica.it, 3 febbraio 2011)
  • Digitale terrestre, il Governo tenta lo scippo delle nuove frequenze per nuovi canali Mediaset
    «Ci vogliono togliere le frequenze, ma non ce la faranno». «Con due commi della legge di stabilità vorrebbero cancellare il sistema televisivo italiano». Marco Rossignoli, presidente di Aeranti Corallo e Maurizio Giunco, presidente delle tv locali della Frt, sintetizzano così lo spirito della manifestazione delle imprese televisive «per il pluralismo e la libertà d`impresa». Le due associazioni non sono mai state così critiche rispetto al governo e alle grandi tv nazionali.
    Un’assemblea “arrabbiata”, alla quale il Pd propone, con Paolo Gentiloni, di utilizzare per l`asta a favore della banda larga le due frequenze nazionali «che andranno con ogni probabilità a Mediaset e Rai, gratis. Sarà la loro sesta rete digitale». E alla quale la Lega Nord, con Davide Caparini, propone di assegnare una parte del canone di abbonamento dalla Rai alle televisioni locali che fanno il vero servizio pubblico.
    Rossignoli e Giunco elencano i perché di questo “scontento” diffuso dell`emittenza radiotelevisiva, a fronte di alcuni provvedimenti presi da Governo e Agcom nell`ultimo anno. Tre sono quelli fondamentali. Il primo è la decisione del Governo, inserita nella legge di stabilità 2010, di mettere all`asta per la banda larga mobile i canali televisivi dal 61 al 69.
    «Si tratta di nove delle 27 frequenze attribuite in ogni regione all`emittenza locale – spiega Rossignoli. Perchè non sono mai stati assegnati a una tv nazionale? Con 18 frequenze è impensabile passare al digitale in Sicilia, in Calabria, in Puglia, in Toscana e in Abruzzo. Altro che passare in anticipo alla fine del 2011 anziché a fine 2012: rende l`idea dell`approssimazione con cui è stato pensato tale progetto».
    Il secondo motivo della “rabbia” dell`emittenza locale sono i commi della legge di stabilità che prevedono nuovi obblighi di programmazione regionale, con l`obiettivo di impedire agli operatori locali di noleggiare capacità trasmissiva ai fornitori di contenuti nazionali. Obiettivo esplicito, quando a tali fornitori il Ministero dello sviluppo, dopo aver ricevuto un parere in tal senso dall`Agcom, assegnato ad emittenti nazionali “trasportate” da operatori locali, la numerazione che sul tv e sul telecomando si dà alle tv pluriregionali e non a quelle nazionali. Il terzo motivo sono canoni che rischiano «di superare il fatturato, se non equiparati a quelli analogici».
    «Se l’Agcom – spiega Giunco – non cambierà quello che ha fatto, si chiuderà il sistema». Filippo Rebecchini, presidente della Frt, di cui fanno parte Mediaset e Sky, ricorda che aver fatto la transizione in regioni come Lazio e Campania senza avere il Regolamento sulla numerazione automatica, «ha portato alla scomparsa delle tv locali: ci vorranno anni per recuperare tali ascolti, perchè solo i nuovi apparecchi hanno la numerazione del Regolamento». Luigi Ferretti, proprietario di Sesta Rete in Emilia-Romagna e amministratore delegato di 7Gold: «Si spengono 180 tv regionali, che potevano trasmettere 1.260 programmi.
    Le frequenze da dare alla banda larga mobile vanno divise in proporzione: un terzo dalle tv locali e due terzi da quelle nazionali. Perchè – continua Ferretti – si danno gratis cinque frequenze nazionali alle grandi reti e si buttano al mare i sacrifici di decine di anni, rischiando di far licenziare tre-quattro mila persone che lavorano nell`emittenza locale? Pensano di risarcirci con il 10% del ricavato dell`asta? Il valore di quelle frequenze è di 2,4 miliardi, non di 240 milioni. Si tratta di un esproprio da dittatura stalinista».
    Le tv locali della Frt hanno pronti spot durissimi contro il Governo e il conflitto d`interesse. Gentiloni propone una progressività tra nazionali e locali nella cessione di frequenze alla banda larga, tra applausi scroscianti. Idem per Caparini (Lega Nord):«Se abbiamo visibilità mediatica è grazie a voi, non certo a Mediaset e Rai. Il canone non può essere speso così dalla Rai, va anche alle locali».
    (fonte: “Il Sole 24 Ore”, 2 febbraio 2011, articolo di Marco Mele)
  • L’erede di Fede? Tutte le strade portano a Brachino
    Trovare il sostituto al Tg4 di un pilastro storico come Emilio Fede non è facile, nemmeno per un’azienda superstrutturata come Mediaset. Recentemente qualcuno ha ipotizzato che l’erede al trono sarebbe stato scelto tra una terna composta da Salvo Sottile, Mario Giordano e Giorgio Mulè. Ma non è così. In pole position c’è Claudio Brachino, attuale direttore di Videonews, nonché conduttore prima di Mattino Cinque e ora di Domenica Cinque, profondo conoscitore dell’informazione di Mediaset e in particolare del Tg4.
    Un direttore capace di condurre in piedi il tiggì, di parlare ai telespettatori pacatamente (come direbbe Maurizio Crozza), come fa da anni Fede alle 19. Ovviamente, i tempi non sono immediati. Si parla della prossima stagione autunnale, qualche mese dopo che Emilio Fede avrà spento le sue 80 candeline. In ribasso la pista esterna che vedeva in corsa Antonello Piroso. E a Videonews? Siria Magri ha buone chance per diventare la prima donna direttore di Cologno Monzese.
    (fonte: “Italia Oggi”, 2 febbraio 2011, articolo di Marco Castoro)

  • Berlusconi su Arte, reportage senza contraddittorio
    Silvio Berlusconi? Un prodotto della mafia che sta realizzando il piano di «rinascita democratica» griffato Licio Gelli. La sua politica «è la frode fiscale e la corruzione». E gli italiani lo votano perché «sono lobotomizzati dalle televisioni del Cavaliere».
    Cose lette e sentite mille volte, almeno in Italia. Stupisce però di ritrovarle in un reportage di prima serata su Arte, il raffinato canale franco-tedesco amato da chi detesta la televisione sbracata che imperversa al di là come al di qua delle Alpi (di qua, però, di più). Arte trasmette documentari, film d’autore, concerti. Ieri sera, però, ha dedicato una serata al curaro all’«Italia di Berlusconi».
    Prima parte, 45 minuti di «Dossier Berlusconi» firmato MariaRosa Bobbi e Michael Busse, i quali hanno fatto un viaggetto in Italia per ricostruire il successo del Silvio nazionale raccontato, però, soltanto da quelli cui va di traverso. Dal punto di vista giornalistico, insomma, un lavoro «a tesi».
    Gli intervistati sono, tra gli altri, Gherardo Colombo, «Leolocua», vabbé, Orlando, Massimo Ciancimino e naturalmente Licio Gelli. La requisitoria è senza sconti ma anche senza contraddittorio: le condanne penali, Dell’Utri «che fa da intermediario fra la mafia e Berlusconi» (Orlando), Forza Italia «che è il partito su cui ha investito la mafia» (Ciancimino). E ci sono solo «rari giornali» che Berlusconi non possiede, mentre «tutte le tivù sono sotto il suo controllo e non cessano di trasmettere immagini del presidente invitandolo a rieleggerlo» (gli autori, e speriamo che Santoro non veda Arte). A un certo punto, un ufficiale della Guardia di Finanza, per illustrare il diffondersi della corruzione, fa vedere le immagini rubate di un dipendente pubblico che intasca mazzette. Commento fuoricampo: «Spera di cavarsela come Berlusconi».
    Le conclusioni le tira Francesco Di Stefano, patron di Europa 7 oscurata dalle frequenze indebitamente occupate dal Cavaliere: «Gli italiani sono lobotomizzati da 25 anni di tivù commerciali di Berlusconi. Credono in lui a prescindere. Lui sa che può fare quello che vuole. Il sentimento prevalente è la vergogna. L’Italia finirà nel Terzo mondo». E per fortuna che il reportage è stato chiaramente realizzato prima del Rubygate.
    In effetti, qualsiasi italiano all’estero è imbarazzato di sentirsi chiedere sempre e solo di Berlusconi o di vedere nei telegiornali, compresi quelli seri, servizi a raffica sul «bungà bungà», peraltro gli unici che si fanno dal nostro Paese. Però questo di Arte non è un reportage sull’Italia berlusconiana, ma la sua caricatura. E fornisce forse una spiegazione per vicende altrimenti incomprensibili. Prendete l’affare Battisti. Chi lo difende crede sul serio, e magari perfino in buonafede, che l’Italia sia governata dalla mafia e dai fascisti. O che i «prigionieri politici» qui vengano torturati, come farnetica su «Le Monde» Fred Vargas, la grande ammiratrice del Cesare Battisti sbagliato.
    (fonte: “La Stampa”, 2 febbraio 2011, articolo di Alberto Mattioli)

  • Il ritorno di Alba Parietti: “Cacciata dalla Rai perchè ho idee”
    La prima idea era temeraria, truccare Alba Parietti da signora molto avanti negli anni, ambientare il programma nel 2035 e guardare la realtà quotidiana con un certo distacco: «Non ci sono riusciti», tuona la signora del video, pronta per il gran ritorno, giovedì sera alle 21,10 su La7d con il nuovissimo Alballoscuro, ideato da Giovanni Benincasa. Eppure la rentrée in veste di intervistatrice (due ospiti a puntata di cui scoprirà l’identità solo quando se li troverà davanti) e il prossimo ruolo di opinionista nel salotto dell’Isola dei famosi, non bastano a cancellare l’amaro: «Da quando Mazza è arrivato alla direzione di Rai 1, sono stata bandita dalla rete». Parole forti, ma non è tutto.
    Nostalgia della rete ammiraglia della Rai?
    «No, sono certa che Giletti, Sposini e Vespa avrebbero continuato a ospitarmi con piacere e, in fin dei conti, devo essere grata a Mazza. Se non si fosse comportato così, non sarei stata obbligata a fermarmi, e a fare una scelta di qualità».
    Secondo lei perchè non la fanno lavorare sulla prima rete?
    «Ho opinioni su tutto, la ragione è questa, ci sono persone per cui non è accettabile che altre persone sappiano parlare di cose diverse, che si leggano giornali di tutti i tipi…»
    Certo, fermandosi ai numeri, il pubblico della 7d non è esattamente quello di Rai 1…
    «Su La 7 mi sento perfettamente a mio agio, si può fare sperimentazione, lo schema di questo programma è molto innovativo, si basa sul fatto che sia l’intervistatore che l’intervistato giochino nel ruolo delle vittime. Facendolo ho pensato al Letterman Show».
    Se guarda indietro, alle esperienze della sua carriera iniziata 36 anni fa, che cosa le piace di più?
    «Le cose che mi sono riuscite meglio sono state Macao e Uno contro tutti».
    In che cosa è più cambiata la televisione?
    «Nella qualità, terribilmente peggiorata. Quando ho iniziato non si poteva sbagliare niente, neanche un annuncio».
    Lei come ha iniziato?
    «Sono arrivata a Tmc con un provino, cosa oggi impensabile, non ho mai avuto santi in Paradiso e non ho mai fatto non dico un pranzo, ma nemmeno una cena, per compiacere qualcuno».
    Come ci è riuscita?
    «Merito dell’educazione ricevuta, sono un po’ un uomo, mio padre mi ha insegnato a fare da sola, a rifiutare perfino i passaggi in macchina».
    In questo periodo la tv è piena di donne, cronache, dibattiti, confronti. Che cosa le dà più fastidio?
    «Trovo sgradevole assistere a serate in cui una signora di 50 anni si sente in diritto di aggredire una ragazza giovane. Sono sempre stata abituata al rispetto per le donne».
    Le domande di Alballoscuro hanno la firma di Claudio Sabelli Fioretti, lei deve estrarle casualmente e porle a persone di cui ha saputo il nome pochi attimi prima. Difficile?
    «Beh sì, ero terroriuzzata dall’idea di apparire ignorante, nella trasmissione sono imbrigliata dall’inizio alla fine e mi è anche capitato di trovarmi davanti a quesiti non condivisibili».
    Con chi si è trovata meglio e peggio?
    «Con Vittorio Sgarbi è andata meravigliosamente, un perfetto ping pong, forse anche a causa dell’abitudine a dialogare. L’intervista più difficile è stata quella con Aldo Busi».
    (fonte: “La Stampa”, 3 febbraio 2011, articolo di Fulvia Caprara)
  • La vincitrice del “Milionario” trova lavoro
    “Chi vuol essere milionario” porta fortuna. La vincitrice del programma Michela De Paoli (43 anni, casalinga di Pavia) non ho solo ha intascato il montepremi del milione di euro ma è riuscita anche a trovare un lavoro. Michela farà la segretaria in uno studio medico. E’ andato a buon fine l’appello a Il Corriere della Sera in cui spiega di essere casalinga non per scelta: “Persone come me potrebbero dare molto, ma non ne hanno l’occasione”.
    Michela aveva scritto una lettera aperta a Il Corriere della Sera: “Nella nostra Italia, oggi, a fare notizia dovrebbe essere soprattutto il fatto che quella casalinga, che poi sarei io, non lo è per scelta, ma per necessità. Preferisco dire che sono casalinga solo perché suona meglio che disoccupata, ma la casalinghitudine non fa per me. Sento che potrei dare qualcosa a questa società. Ma, fino ad oggi, non ne ho avuto l’occasione. O non me l’hanno data. Per questo non dovete stupirvi se, mentre la prima cosa che salta in mente a chi vince una somma come quella che ho vinto io è, di solito, «finalmente smetterò di lavorare», io un lavoro mi auguro invece di iniziare a farlo. Ho già detto, e lo ripeto, che mi accontenterei di un posto da receptionist. Ma il mio sogno nel cassetto è fare l’organizzatrice di eventi. Si realizzerà mai? Ad essere sincera, non lo so. L’Italia non è un Paese per intelligenti. E’, piuttosto, un Paese culturalmente allo sbando”.
    E dopo questo accorato appello il suo desiderio è stato esaudito e Michela potrà finalmente mettersi al lavoro.
    (fonte: TgCom, 2 febbraio 2011)
  • Elisabetta Canalis: “Per il Festival non dormo la notte”
    “Per il Festival non dormo la notte! Ho l’ansia nel Dna, anche se cerco di non farlo trasparire”. Lo dichiara Elisabetta Canalis a Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto, in edicola da giovedì 3 febbraio.
    Elisabetta Canalis dal 15 al 19 febbraio sarà al Festival di Sanremo accanto a Gianni Morandi, le “iene” Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, e Belen Rodriguez. Le due showgirl avranno ruoli diversi sul palco dell’Ariston, e a questo proposito Elisabetta precisa: “Belen e io facciamo cose differenti. Lei balla molto bene, perciò avrà più coreografie. Io vorrei concentrarmi sulle interviste, interagire nella conduzione. Proprio per questo le nostre prove sono diverse e separate. Mi fa sorridere quando leggo polemiche inventate di sana pianta”.
    (fonte: “Donna Moderna”, 3 febbraio 2011)

  • A luglio su Sky Sport in esclusiva la Coppa America di calcio
    Solo su Sky Sport il calcio d’eccellenza non si ferma mai, neanche in estate. La ricchezza, l’estro, i campioni del calcio sudamericano arrivano su Sky grazie a tre nuove, grandi esclusive: la “Copa America”, la “Copa Sudamericana” e la “Copa Libertadores”.
    Da Messi a Maicon, da Cavani a Pato, da Milito a Robinho, Kakà, Pastore, Forlan, Lucio, Julio Cesar, Thiago Silva, Ronaldinho: con la “Copa America” talento e genialità invaderanno l’estate diSky Sport in un crescendo di emozioni e passione a ritmo di gol, direttamente da una delle culle dei più grandi campioni internazionali, l’Argentina.
    Sky, infatti, ha acquisito i diritti in esclusiva della “Copa America” che si giocherà dall’1 al 24 luglio 2011 in Argentina e vedrà in campo dieci nazionali sudamericane e, in quanto invitate, le rappresentative di Giappone e Messico. Dodici squadre, per un totale di 26 partite che offriranno serate di grande calcio, anche in prime time.
    Sky Sport
    proporrà in diretta esclusiva e in Alta Definizione tutta la competizione, che in passato ha visto tra i suoi protagonisti alcuni tra i più grandi giocatori del mondo, da Pelè a Maradona, da Ronaldo a Batistuta.
    (fonte: com. stampa Sky, 3 febbraio 2011)
  • Iem: Sky vale lo 0,21% del PIL
    Sky ha trainato la crescita del mercato televisivo italiano. L’asserzione viene dal seminario di “libertiamo” sulle multinazionali che oggi a Roma ha ospitato la case history “L’esperienza di chi ha investito: il caso di Sky e gli effetti sulla televisione italiana”, realizzata dall’Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli. Si calcola, infatti, che se la crescita della pay-tv del gruppo News Corp è stata del 265 per cento dal 2003, parallelamente il resto del mercato tv (ricavi da canone, pubblicità, abbonamenti e pay per view) sarebbe cresciuto negli ultimi sette anni del 6 per cento. L’impatto positivo si calcolerebbe, secondo lo Iem, anche nella filiera – dalle società di produzione ai detentori di diritti sportivi e cinematografici, dalle società fornitrici di servizi tecnologici agli editori terzi di canali digitali – nella misura di 7,7 miliardi di investimenti Sky che avrebbero generato a loro volta 15,9 miliardi di euro. In conclusione lo Iem calcola l’incidenza positiva degli effetti degli investimenti Sky sull’economia italiana in una crescita arrivata nel 2010 allo 0,21 per cento del Pil.
    (fonte: “Il Velino”, 3 febbraio 2011)

SPAZIO REALITY

GRANDE FRATELLO 2010/11

  • Crisi tra Angelica e Ferdinando
    Da giorni Ferdinando e Angelica non fanno altro che litigare, la coppia più longeva della Casa del “Grande Fratello 11” è in crisi. Nel frattempo, però, la bella biondina si rifugia spesso tra le braccia di Emanuele, il feeling con il nuovo inquilino è innegabile, tant’è che la studentessa è costretta a smentire la loro “attrazione fatale“.
    Angelica e Ferdinando ormai litigano su tutto, i dubbi affiorano giorno dopo giorno. Ma i due fidanzatini non riescono a rompere definitivamente e finiscono sempre col fare la pace, ma senza risolvere veramente i loro problemi. Intanto tra la biondina ed Emanuele c’è sempre più intesa. Certo, si tratta di un rapporto di forte amicizia, ma chissà cosa passa per la testa dei ragazzi…
    Ferdinando avrà frainteso qualcosa? La romana e il pistoiese scherzano e ridono tutto il giorno, tra loro sono sempre più tangibili i gesti maliziosi e gli sguardi profondi. In realtà Angelica, almeno ufficialmente, cerca di spingere Emanuele verso Rosa, che a sua volta ha un bellissimo rapporto con Ferdinando. Nella notte le due ragazze provano a chiarire la situazione.
    Angelica giura che con Emanuele c’è solo una bella amicizia e Rosa sottolinea che con Ferdinando c’è un bel rapporto, ma “niente di più”. C’è un intreccio nei rapporti ancora poco chiaro. Le coppie sono pronte a un valzer?
    (fonte: TgCom, 4 febbraio 2011)


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Commenti»

1. Fasbi - 04/02/2011

Gli imb.ecilli fuori dalla Rai.


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