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Edicola – “Wired” #24, febbraio 2011: “Il futuro del cibo – Pronti a mangiare insetti?” 05/02/2011

Posted by Antonio Genna in Scienza e tecnologia, Wired.
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E’ in vendita in edicola da ieri il numero 24 – Febbraio 2011 dell’edizione italiana del mensile “Wired”, che parla di innovazione e nuove tecnologie in modo originale e divulgativo. La rivista è edita da Condé Nast e disponibile in tutte le edicole al prezzo di 4 €.
Vi presento di seguito la copertina, l’editoriale del direttore Riccardo Luna ed un’anticipazione del servizio di copertina.

Ecco l’editoriale del direttore Riccardo Luna.

Forse non siamo pazzi a sognare un mondo migliore,siamo soltanto finiti nel film sbagliato e non sappiamo come uscirne. Deve essere stato un incantesimo: da La vita è bella a Che bella giornata. Sono passati sedici anni e si capisce come. Non è solo una questione temporale, di orizzonti che si restringono: che vuoi che sia una giornata rispetto a una vita? Ci accontentiamo di poco ormai. Di un presente furbetto con scarsa memoria e zero sogni.

Non è solo questo. È una questione di senso profondo. Li c’era un eroe, uno dei tanti, che con apparente leggerezza, il massimo della generosità, donava la vita per dare un futuro al figlio in un momento tremendo. Qui c’è un povero cialtrone che si arrabatta senza merito in un momento farsesco. Una battuta mi ha fatto infuriare. Quando il protagonista dice: «Ah studi? Qui in Italia non serve a un cazzo». E invece no. Studiare, impegnarsi, provarci è l’unica cosa che serve. Anche qui in Italia, nonostante certa Italia. L’unica cosa che serve. L’unica.

Il mondo è più grande dello spettacolo claustrofobico che ci propinano giornali e tv. In gioco c’è la nostra vita, la vostra, se posso dirvelo, non lasciatela svuotare dal cinismo. Mai. Non siete soli. Siamo tanti. Quando è nato Wired, due anni fa esatti, non avevo questa consapevolezza, eppure ero eccitato perché avevo finalmente trovato il “mio” giornale, il giornale di quelli che cambiano il mondo. Da allora sono passate tante storie, ci siamo emozionati per geni sconosciuti ma immensi. Siamo cresciuti.

Eppure non abbiamo fatto niente di speciale, davvero: questo paese è così fermo che per iniziare a cambiare non devi correre. Basta alzarsi e camminare. Non è niente di speciale pensare di portare e offrire il wi-fi gratis a 150 comuni, come facciamo da oggi.

È il nostro omaggio ai 150 anni anni dell’Italia. Non siamo eroi, né benefattori. È una cosa facile che costa poco, conviene a tutti e cambia le cose per tanti. Soprattutto crea una Rete di reti. Servirà a non sentirci soli quando pensiamo che sì, in fondo, la vita è davvero bella.

Infine, un’anticipazione del servizio di copertina.

La cavalletta è servita
Economici, nutrienti ed ecologici: gli insetti sono il cibo di domani. E dato che Wired crede in ciò che scrive, li ha assaggiati per cena.

Gli insetti sono il primo anello della catena alimentare di cui noi facciamo parte. Per secoli abbiamo cercato di scordare la loro esistenza in tutti i modi. Da un punto di vista estetico non sono il massimo della bellezza. In quanto a visibilità non si fanno notare. E forse il fatto che striscino per terra (come se noi umani, in fin dei conti, non facessimo la stessa cosa) ispira in noi un inconscio disgusto. Eppure, come scrive Wired nella sua storia di copertina per ogni abitante della Terra ci sono duecento chili di biomassa formata da insetti. Si tratta di una risorsa che non possiamo permetterci il lusso di ignorare. Una risorsa anche alimentare che, senza saperlo, l’uomo ha imparato a degustare fin dalle origini.

La verità è che gli insetti li abbiamo sempre mangiati“, racconta Marian Peters, agronoma, una delle voci esperte sentite nel corso dell’inchiesta firmata Gianfranco Chicco e Daniele Cassandro. L’uomo primitivo, prima ancora di diventare cacciatore e agricoltore, non ignorava di certo questa preziosa fonte di proteine. Per la verità, non la ignora nemmeno l’uomo contemporaneo. Bisogna solo andarlo a cercare. Dove,  tra le tribù dei nativi americano che nella propria dieta tradizionale includono locuste, grilli e cavallette? Nelle cucine del Ghana, dove le termiti alate vengono fritte? Non necessariamente.

Senza spingersi troppo lontano, si potrebbe entrare in un ristorante europeo, per esempio quello di uno dei più noti chef italiani, Carlo Cracco e scoprire che in cucina sta preparando un piatto di locuste brasate al vino rosso o un insalata di gambi di fiori di zucca e polvere di tribolo worms. Vuoi conoscere il resto del menu? Lo trovi – ricette incluse – sul numero di febbraio, in edicola.

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