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Cinema futuro (1.178): “Rabbit Hole” 08/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Rabbit Hole”

Uscita in Italia: venerdì 11 febbraio 2011
Distribuzione: Videa-CDE

Titolo originale: “Rabbit Hole”
Genere: drammatico
Regia: John Cameron Mitchell
Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire (basato sull’opera teatrale di David Lindsay-Abaire)
Musiche: Anton Sanko
Durata: 88 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 17 dicembre 2010
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Dianne Wiest, Tammy Blanchard, Miles Teller, Sandra Oh, Patricia Kalember, Mike Doyle, Jon Tenney, Stephen Mailer, Giancarlo Esposito, Phoenix List

La trama in breve…
Rabbit Hole è un ritratto intenso, amaramente onesto e sorprendentemente umoristico di una famiglia che cerca di sopravvivere alla più atroce delle situazioni.
Becca Howie  Corbett (NICOLE  KIDMAN  e  AARON  ECKHART)  tornano  alla  loro esistenza quotidiana all’indomani di una perdita improvvisa e scioccante. Soltanto otto mesi prima erano una felice famiglia di provincia, a cui non mancava nulla. Ora sono intrappolati in un labirinto di ricordi, desideri, sensi di colpa, recriminazioni, sarcasmo e rabbia controllata, da cui sembrano incapaci di fuggire. Nulla della loro vecchia vita resta uguale, né il bucato, né i brani di Al Green allo stereo, nemmeno il loro cane… eppure non è ancora finita.
I  cambiamenti  avvengono  in modi  repentini,  quanto  imprevisti.  Becca  si  riavvicina cautamente a sua madre, petulante e  logorroica  (DIANNE WIEST), e segretamente si apre all’adolescente coinvolto nel  fatale  incidente che ha cambiato  la sua vita  (MILES TELLER); mentre Howie si lascia andare sognando di farsi consolare da un’altra donna (SANDRA OH).
Eppure, nonostante abbiano perso la direzione della propria esistenza, i Corbett continuano a cercare un modo per tornare alla loro vita, che, per quanto appaia inutile e insensata, ancora sembra mantenere uno spazio per la bellezza, le risate e la tenerezza. Il viaggio che ne scaturisce è uno sguardo intimo a due personaggi molto reali che stanno imparando a riconciliarsi con un mondo che è stato scardinato dal proprio asse.
Rabbit Hole è diretto da John Cameron Mitchell (Hedwig – La diva con qualcosa in più – Shortbus) ed è  tratto dall’acclamata pièce teatrale del drammaturgo David Lindsay-Abaire, vincitore del premio Pulitzer . Il cast ha come protagonisti il premio Oscar Nicole Kidman e il candidato al Golden Globe Aaron Eckhart, accanto alla vincitrice di due Oscar Dianne Wiest, Miles Teller , Tammy Blanchard, Sandra Oh, Giancarlo Esposito e Jon Tenney.

Note sulla produzione
In Rabbit Hole una famiglia affronta una tragedia che cambia tutto – tutto, tranne il fatto che resta senza dubbio una famiglia tenuta insieme da amore, humor , rabbia, bisogni, rivalità, colpa e speranza, come era sempre stata.
L’universo  della  famiglia Corbett,  sicuro  e  confortevole,  viene  sconvolto  in  ogni modo immaginabile dopo la morte del figlioletto, eppure restano alcuni legami – non importa quanto siano bizzarri, assurdi e appesi a un filo –  che fungono per loro da ancora di salvezza. Sono proprio questi legami che trasformano la storia di questa famiglia non soltanto in un affresco commovente della perdita e del lutto, ma anche in un viaggio inaspettato negli stati d’animo più dolorosi, divertenti e sorprendenti dell’essere umano, e che ci fanno restare attaccati alla vita anche nella catastrofe.
Olympus Pictures, Blossom Films e Odd Lot entertainment presentano Rabbit Hole.  Il film rappresenta una nuova sfida per il regista John Cameron Mitchell e ci regala un cast avvincente e profondamente  impegnato, che  include Nicole Kidman, Aaron Eckhart e Dianne Wiest. È stato adattato  per  il  grande  schermo  dall’acclamato  drammaturgo  David  Lindsay-Abaire,  autore dell’omonima pièce teatrale che gli è valsa il Premio Pulitzer .  I produttori sono Leslie Urdang, Dean Vanech, Nicole Kidman, Per Saari e Gigi Pritzker;  i produttori esecutivi sono Daniel Revers, Bill Lischak, Linda McDonough e Brian O’Shea.
Il dramma di Lindsay-Abaire è andato in scena per la prima volta a New York nel 2006. Si trattava di un’opera totalmente estranea alle corde di un artista che era noto per le sue incursioni picaresche nella commedia demenziale, con testi come Fuddy Meers e Kimberly Akimbo.  Tuttavia, sebbene Rabbit Hole esplori il tema ben più serio di una giovane famiglia sconvolta da un incidente fatale e sia palpabilmente più reale di ogni altro testo di Lindsay-Abaire, la vicenda non si sviluppa in una direzione convenzionale.
Senza cedere minimamente al sentimentalismo, Lindsay-Abaire fa di Becca e Howie Corbett una coppia piena di umorismo e ironia, tanto intelligenti da capire che il loro amore non trionferà in modo catartico e drammaticamente hollywoodiano sul  lutto che  li ha colpiti, per quanto essi  lo desiderino. Invece, la loro vicenda si incentra sul modo in cui la gente comune affronta la tragedia – con stranezza, testardaggine, sarcasmo, alla ricerca disperata del perdono e della riconciliazione che giungono inaspettati e che fanno andare lentamente e dolorosamente avanti, verso una vita alterata, ma alla quale si resta, nonostante tutto, aggrappati.
Il titolo della pièce (Rabbit Hole – La tana del Bianconiglio), che richiama la caduta di Alice nel Paese delle Meraviglie in un mondo straordinario, sconosciuto, dove accadono eventi impossibili, evoca l’esperienza surreale del lutto, che fa sentire chiunque la provi come uno straniero in terra straniera.
Lindsay-Abaire non ha dato vita soltanto a una coppia reale travolta e scaraventata via dal proprio mondo, ma ne ha fatto due opposti emotivi polari: la riservata e controllata Becca vuole andare avanti da  sola, mettere da parte  il passato  e  tenersi  tutto dentro; mentre  il più  estroverso  ed espressivo Howie si aggrappa ai ricordi, alle amicizie e alla speranza di rivitalizzare il suo matrimonio.
Inoltre  il  testo  crea  intorno  alla  coppia un  cast di personaggi pittoreschi  e bizzarri  che nonostante tutto aiutano i due genitori “a tornare a casa”. Personaggi centrali della vicenda sono la sorella stravagante di Becca, Izzy, che tocca tutti i nervi scoperti di sua sorella  quando le annuncia di essere incinta; la madre di Becca, Nat, che parla continuamente, ma solo raramente dice la cosa giusta; e Jason, il ragazzo adolescente la cui vita viene sconvolta quando investe incidentalmente il figlio dei Corbett con  la sua auto e da quel momento diventa disperso  in una terra di nessuno, esattamente come  i due protagonisti. Tutti  restano  impietriti e attoniti dalla situazione, eppure, insieme, riusciranno a godere, seppure con difficoltà, di alcuni momenti di umorismo e grazia, quasi a voler ricordare che la vita ha ancora molto da offrire.
Il dramma ha ottenuto ottime critiche, Ben Brantley ha scritto sul New York Times: “Non ci si sente mai violentati da un brutale sentimentalismo che ci dice: “Avanti, tesoro, piangi”. C’è troppa onestà, accuratezza e umorismo nei dettagli”. L’Entertainment Weekly lo ha decretato “un nuovo dramma trascendente e profondamente toccante, che alterna mirabilmente l’ilarità al lutto”.
Rabbit Hole ha ottenuto cinque nomination ai Tony Awards, tra cui Miglior Dramma Teatrale, e nel 2006 ha fatto vincere il Premio Pulitzer a Lindsay-Abaire.  Ma soprattutto il testo è stato amato dal pubblico di tutto il mondo, in particolare da chi conosce bene le difficili questioni e le emozioni imprevedibili descritte e avendo sofferto una grave perdita deve imparare a conviverci.
Il dramma ha ottenuto un rapido successo internazionale e il premio Oscar e produttrice Nicole Kidman ne è rimasta conquistata ancor prima di vederlo, al punto che Rabbit Hole è diventato il suo primo progetto come produttrice e interprete per la sua casa di produzione Blossom Films.
Il produttore Per Saari, partner della Kidman nella Blossom Films, ricorda: “Nicole, che all’epoca era in Australia,  lesse una recensione della pièce e pensò subito che era  il genere di soggetto che avremmo voluto sostenere: un dramma toccante e umano, scritto da un autore giovane e di talento che rispondeva al nome di David Lindsay-Abaire. Nicole e io abbiamo subito avuto una sensazione positiva. Eravamo decisi a vedere il dramma prima che fosse scoperto da Hollywood, così volai a New York alla vigilia della tormenta di neve più spaventosa che abbia mai colpito la città. Rimasi bloccato a New York per quasi una settimana, ma fu tempo speso bene”.
Dopo aver visto Rabbit Hole a teatro, Saari capisce immediatamente perché i critici siano rimasti tanto entusiasti dall’approccio scarno, asciutto e venato di humor a temi delicati come l’amore, il lutto, il matrimonio, i rapporti familiari, che spesso sono annacquati dal sentimentalismo. “Il dramma era scarno e non cercava di sfuggire alla verità del lutto, ma era anche pieno di speranza e umorismo, perché ovviamente l’umorismo e il senso di rinascita fanno parte della tragedia. Avendo perso di recente mio padre e mio  fratello, assistere a questo dramma è stata un’esperienza  terribilmente rivelatrice. Pensavo “Questo me lo ricordo… non sarei mai riuscito a esprimere a parole una simile esperienza, ma ora è là”. E’ come se David avesse scritto le battute perfette, usando le parole perfette che descrivono l’esperienza di un lutto, eppure ha mantenuto una grande umanità e forza espressiva”. La Kidman ha avuto una reazione simile. “Credevo nel tema del soggetto”, dichiara. “Vorrei portare sullo schermo storie difficili da rappresentare. Sono rimasta catturata da questa coppia che divide una tragedia incredibile e sconvolgente, reagendo però in modi diversi. Devono elaborare il lutto ciascuno a modo suo e continuare a vivere insieme. Ho trovato tutto questo molto affascinante e ho desiderato interpretare Becca”.
Quando Saari ha incontrato Lindsay-Abaire, il drammaturgo si è mostrato subito disponibile alla collaborazione. “Avevo la sensazione di non aver chiuso con i personaggi di Rabbit Hole”, confessa  l’autore. “E quando Per e Nicole mi hanno contattato,  l’idea di esplorarli dalla nuova prospettiva cinematografica ha eccitato la mia sensibilità di scrittore”.
Continua: “Per mi disse subito che volevano che mantenessi nei confronti del film lo stesso atteggiamento di paternità che mi legava alla pièce. Ovviamente agli autori non si dice mai niente di simile, ma hanno mantenuto fede alle loro parole. Sono stato coinvolto in ogni scena sul set, non è stata cambiata una singola battuta scritta da me. E infine, tutti coloro che hanno preso parte al progetto, John Cameron Mitchell e l’intero fantastico cast, hanno dato un contributo enorme. Mi sento fortemente in debito nei loro confronti, ma anche io ho cercato di essere sempre presente e per me è stato un vero dono”.
Spiega Saari: “Sostenere l’artista per me e Nicole è una priorità e credo che tutti noi abbiamo subito capito l’importanza di mantenere l’integrità di questo progetto dall’inizio alla fine. David ha fatto parte della nostra famiglia sin dal nostro primo incontro”.
Si sono uniti alla famiglia anche i produttori Leslie Urdang e Dean Vanech della Olympus Pictures che hanno avuto un ruolo di primo piano nel portare il progetto sul grande schermo. Dice Saari: “Nicole e io siamo stati fortunati a collaborare con Leslie e Dean, che sono stati anche i finanziatori del film insieme alla Odd Lot. Leslie, con cui avevo lavorato per la casa di produzione di Robert Redford, è molto capace a muoversi nell’ambito dei film a budget ridotto e ogni giorno ci dimostrava che cosa si può fare con poco denaro o addirittura senza. Ma anche un progetto che sembra nascere sotto i migliori auspici ogni giorno incontra degli imprevisti che minacciano di far terminare le riprese: un’influenza suina, uno spaventoso tornado su New York – ma Leslie era sempre là, col suo sorriso e la decina di film indipendenti che aveva prodotto, a ricordarci che il cinema indipendente funziona così, bisogna sempre andare avanti”.
Urdang e Vanech sono rimasti coinvolti dal soggetto quanto la Kidman e Saari. “Avevo visto il dramma e avevo immaginato Nicole come un’interprete magnifica nel ruolo di Becca”, dice Urdang. “E come molti altri produttori ero alla ricerca di un soggetto che potesse interessare John Cameron Mitchell dopo  Hedwig.  Devo  ammettere  che  sono  rimasto  estremamente  contento  quando  ho  letto  la sceneggiatura, che ho trovato più raffinata, divertente e commovente di quello che avrei immaginato”.
“Ci è sembrata una storia importante da raccontare perché tutti noi dobbiamo, o dovremo, affrontare un lutto. Rabbit Hole, con il suo humor , la sua onestà e la sua indulgenza ci ricorda di come gli esseri umani – ciascuno a modo suo – possano continuare a vivere una vita bella e piena anche dopo aver provato il più terribile dei dolori.”

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

Commenti»

1. Cinema futuro (1.178): "Rabbit Hole" (via AntonioGenna.net Blog) « Quattro chiacchiere in libertà…. - 08/02/2011

[…] Un film che ci parla di un dramma umano difficile da superare (la morte di un figlio) ma lo fa usando toni eleganti e mai banali. "Rabbit Hole" Uscita in Italia: venerdì 11 febbraio 2011 Distribuzione: Videa-CDE Titolo originale: "Rabbit Hole" Genere: drammatico Regia: John Cameron Mitchell Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire (basato sull'opera teatrale di David Lindsay-Abaire) Musiche: Anton Sanko Durata: 88 minuti Uscita negli Stati Uniti: 17 dicembre 2010 Sito web ufficiale (USA): cliccate qui Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui Cast: Nicole Kidman, Aaron Eckhart, … Read More […]


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