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Cinema futuro (1.179): “Gianni e le donne” 09/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Interviste, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Gianni e le donne”

Uscita in Italia: venerdì 11 febbraio 2011
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “Gianni e le donne”
Genere: commedia / drammatico
Regia: Gianni Di Gregorio
Sceneggiatura: Gianni Di Gregorio e Valerio Attanasio
Musiche: Ratchev e Carratello
Durata: 90 minuti
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis Bendoni, Alfonso Santagata, Elisabetta Piccolomini, Valeria Cavalli, Aylin Prandi, Kristina Cepraga, Michelangelo Ciminale, Teresa Di Gregorio, Lilia Silvi, Gabriella Sborgi, Laura e Silvia Squizzato

La trama in breve…
Gianni, sessant’anni ben portati, è un uomo normale, diciamo così. Ha una natura mite e un’immensa capacità di sopportazione.
È al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si è piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio. Senza contare cani, gatti…
Dulcis in fundo, c’è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma senza badare a spese, con badanti che vanno e vengono.
La sua vitarella scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche, del resto è in baby pensione e di tempo ne ha fin troppo.
Un giorno, l’amico Alfonso gli fa aprire gli occhi: tutti i suoi coetanei, ma anche quelli ben più vecchi di lui, dietro la rispettabile facciata, hanno delle storie. Tutti, anche i vegliardi che vegetano nel baretto sotto casa, hanno l’amante.
Sconvolto dalla scoperta Gianni tenta di fare qualcosa.
C’è Gabriella, irraggiungibile e desiderata per anni, c’è Valeria, il meraviglioso primo amore, la bellissima Cristina, badante della mamma, c’è la vicina di casa, incarnazione della bellezza e della giovinezza, ci sono le infinite donne possibili che abitano il mondo…
Gianni, come un vecchio motore che si rimette in moto produce fracasso, fumo e poco arrosto.

IL MONDO VISTO DA TRASTEVERE
Un giorno a pranzo… con Gianni Di Gregorio

Quale è in breve il tema o meglio il focus centrale del film dove “le donne” giocano un ruolo centrale, specialmente la mamma che sembra la più importante e di sicuro la più invadente? Quasi che il titolo potrebbe modificarsi in GIANNI, LA MAMMA ED ALTRE DONNE…
In questo film ho cercato di raccontare lo smarrimento dell’uomo di mezz’età che si rende conto che le donne non lo guardano più come un tempo. In questo mondo femminile riemerge, possente, il personaggio della madre. Un’altra volta. Segno evidente che questa figura è viva e presente in me, figlio unico di madre vedova. Un personaggio amato e discusso che con la sua solarità e le sue ombre orienta il destino di molti uomini mediterranei.

La formazione del cast, qui come nel “Pranzo…” precedente, è sempre acuta, originale, ricca di tipi eccentrici, le donne in particolare. E tutti, a partire da lei stesso, vengono chiamati col proprio nome reale, come per non staccarli dalla loro vera esistenza. Ci spiega le ragioni di queste scelte?
Lavorando sulla vita quotidiana cerco sempre persone il più possibile “autentiche” e personalità esuberanti che hanno una naturale generosità nel regalare se stessi. Questo è il motivo per cui i personaggi del film continuano a chiamarsi con il loro vero nome.
La continuità fra vita reale e finzione cinematografica, questo non staccare i personaggi dalla loro vera esistenza – come detto efficacemente nella domanda – quando funziona, permette di catturare momenti straordinari.

Nel suo cinema ci sono elementi così ricorrenti che, pur nella loro apparente superficialità, possono quasi essere definiti co-protagonisti: il cibo, la cucina, i pranzi e le cene a tavola, i numerosi calici di vino bianco. È una necessità narrativa, un tocco di sapore casalingo e/o semplicemente sue forti passioni personali?
Da ragazzo ho imparato a cucinare per necessità, visto che mia madre era negata ai fornelli. Da grande ho cucinato e cucino per la mia famiglia, naturalmente accompagnando il lavoro con un buon bicchier di vino. È un’ attività diventata parte della mia vita, ecco perché questa dimensione casalinga entra in maniera massiccia nei miei film.

Questa sua Roma è visualmente piuttosto inedita, poco esposta. Eppure siamo a Trastevere, nel cuore del cuore di Roma. Perché questa precisa scelta del microcosmo urbano nel quale peraltro lei è nato e cresciuto?
Essendo nato e cresciuto a Trastevere, nel cuore di Roma, sono legatissimo a questi luoghi. Cambiano le persone nel tempo, ma non le atmosfere, sempre magiche.
Il mio punto d’osservazione è stato questo. Amando un cinema vicino al reale è stato istintivo ambientarlo nel mio mondo, è stata l’unica chance… probabilmente perché non mi muovo molto.

Lei ha debuttato tardi, seppure con immediato successo, alla regia cinematografica. Però nel corso degli anni ha attraversato esperienze artistiche come il teatro, la recitazione, l’aiuto regia e la sceneggiatura. Di tutto questo patrimonio quanto è confluito dentro al suo fare cinema?
Ho cominciato con il teatro. Poi mi sono gettato nel cinema, facendo tante cose, soprattutto l’aiuto regista. Poi, cedendo alla mia natura più timida e introversa, ho fatto lo sceneggiatore, che è fare cinema dall’interno senza però esporsi in prima linea. Poi le circostanze mi hanno fatto saltare di nuovo fuori della trincea. Ma tutte le esperienze vissute nel lavoro, anche le più lontane, confluiscono nei miei film.

Come attore è protagonista assoluto dei suoi film. Tornerebbe a recitare per altri registi e ci sono autori per i quali farebbe pazzie?
Da ragazzo ho studiato regia ma anche recitazione in una scuola molto seria. Mi impegnavo con passione sui sacri testi. Ma quando in classe andavo a ripetere la mia lezione sul Macbeth o sull’ Amleto, tutti si mettevano a ridere. Il maestro, Alessandro Fersen, spegneva la luce e mi mandava a posto. Una volta stetti malissimo per mesi. Finalmente, alla fine dell’anno, Fersen mi disse: “Non ce l’ho con te, é che tu queste cose non le puoi fare. Sei un comico. Ma non ti disperare, un comico può fare tante cose…”
Per anni non ho fatto l’attore, sempre per timidezza e perché non sono così innamorato di me come deve essere un attore ma adesso sto mettendo a frutto questa lezione. Come le persone che scelgo per i miei film, anch’io sono me stesso. Credo però che se un regista mi volesse potrei anche impegnarmi con tutte le mie forze. Ma verrebbe sempre una cosa da ridere.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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