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Cinema futuro (1.182): “Il padre e lo straniero” 13/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Il padre e lo straniero”

Uscita in Italia: venerdì 18 febbraio 2011
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “Il padre e lo straniero”
Genere: drammatico
Regia: Ricky Tognazzi
Sceneggiatura: Giancarlo De Cataldo, Graziano Diana, Simona Izzo, Ricky Tognazzi (basato sul romanzo di Giancarlo De Cataldo)
Musiche: Carlo Siliotto (il brano “Nour Enayyi” è cantato da Haaz Sleiman)
Durata: 113 minuti
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Alessandro Gassman, Amr Waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta, Nadine Labaki, Emanuele Salce, Lavinia Biagi, Emidio La Vella, Claudio Spadaro, Mohamed Zouaoui, Leonardo Della Bianca, Ilary Branco, Matteo Reza Azchirvani, Lia Gotti

La trama in breve…
Sullo sfondo di una Roma dai toni medio-orientali si dipana un giallo con protagonisti l’italiano Diego e l’arabo Walid.
I due stringono una profonda amicizia, uniti dall’amore per i propri figli, purtroppo disabili. Diego, attraverso il rapporto con Walid, metterà in discussione il significato di “diverso” e “normale”. L’amicizia cambierà i due uomini, anche se Walid nasconde molti segreti in cui Diego viene inconsapevolmente coinvolto, mettendo alla prova il loro rapporto.
I sentimenti di Walid sono sinceri o parte di un’intrigo internazionale in cui Diego è solo una pedina? Walid infatti a un tratto scompare e Diego si ritrova ad essere indagato dai Servizi Segreti.
Inizia allora una sua indagine privata per ritrovare l’arabo, attraverso una serie di colpi di scena, e capire chi sia veramente. Alla ricerca di Walid, Diego torna in quel lontano paese arabo in cui era stato con l’amico, sulla traccia di un’antica favola che Walid gli aveva narrato e là troverà l’inattesa verità, come in un mare in cui tutti i fiumi confluiscono…
Il senso della favola gli apparirà chiaro: ciascuno attraverso un percorso tortuoso e difficile può arrivare a scoprire la felicità che ha sempre avuto, senza saperlo, dentro di sé.

A PROPOSITO DI IL PADRE E LO STRANIERO…
di Ricky Tognazzi, Giancarlo De Cataldo, Graziano Diana, Simona Izzo

Dopo Ultrà, La scorta e Canone inverso, un’altra storia in cui un’amicizia maschile è il motore della vicenda, e chiave di volta per risolvere i problemi di identità ed esistenziali del protagonista. Ma fino a che punto possiamo dire di conoscere colui che scegliamo per amico? Fino a che punto possiamo dire di conoscere noi stessi?
“Ogni uomo è un abisso” affermava Buchner nel Woyzeck, “e gettarvi uno sguardo può dare la vertigine.” Ma Diego, il giovane “padre” del titolo, non ha mai letto Buchner. Sono sei anni che legge pochissimi libri e non fa un viaggio. Diego, impiegato nel dipartimento del commercio con l’estero, va in giro con un’auto scassata e divide la casa con sua moglie Lisa, ma ormai sono mentalmente e fisicamente lontani, segnati dalla disgrazia che li unisce e al tempo stesso li divide: un figlio, Giacomino, nato con una grave forma di handicap psicomotorio. Nato sei anni fa. Anche nella vita di Lisa, ancora giovane e bella, c’è quello spartiacque della nascita del figlio: da allora si è “dimessa” dalla vita normale per annullarsi nella totale dedizione alla sua creatura. E il loro matrimonio si è ripiegato su se stesso, il dolore si è cristallizzato in una quotidianità pesante, opaca.
Nel centro di riabilitazione dove viene seguito il suo bambino, Diego conosce Walid.  Walid è “lo straniero”. È arabo. È anche lui padre di un bambino, Yusef, affetto da una sindrome ancora più grave di quella di Giacomino. Tra i due nasce un’amicizia.
L’amicizia è un sentimento misterioso, imperscrutabile eppure tenace, capace di cambiare una vita. Così come misterioso e imperscrutabile è Walid, che viaggia su macchine di lusso con autista, sembra non avere moglie e non racconta nulla del suo privato e del suo lavoro. Due uomini totalmente differenti vengono uniti dal dolore e dall’immenso amore per i propri figli. Ma anche dal desiderio di stare l’uno con l’altro. Walid diventa un secondo padre per Giacomino e Diego lo sarà per Yusef. L’empatia che si crea tra i due da questo momento in poi aiuterà Diego ad affrontare e a trasformare in energia il suo disagio esistenziale.
Diego si ritrova a vivere due vite: quella “normale”: l’ufficio, i colleghi, le abitudini familiari ormai permeate del “male di vivere” caro a Montale. E quella “diversa”: gli incontri con Walid, che lo porta nei bagni turchi, a conoscere  donne dal fascino cosmopolita, ed anche a fare un’imprevedibile incursione in Siria, tra suq e alture di remota bellezza, che accolgono i due padri in una dimensione nuova, irreale,  leggera, affascinante.
Attraverso Walid, Diego si ritrova a muoversi in una Roma per lui poco conosciuta, capitale di un medio-oriente del mondo, fatta di ministeri e antiche rovine, pasticcerie arabe e luoghi orientaleggianti. Ma il viaggio di Diego è soprattutto interiore: è insieme a Walid che arriva a conoscere una parte più “istintiva” e diversa di sé.
Ma che cos’è normale e cosa non lo è? La nostra storia dimostra come la parola “diverso” o “normale” acquisti o non acquisti significato per ciascuno di noi. Diverso è Walid, imprevedibile e trascinante. Diversi sono i figli di Diego e Walid. Diversa è la realtà che Diego vorrebbe vivere, ma che prepotentemente si impone quando è davanti a suo figlio Giacomino. Ma sarà grazie a Walid che Diego riuscirà a non sentire più estranea questa realtà. L’amicizia con uno straniero, che in una grande città come Roma è visto come un “corpo estraneo”, riuscirà a fargli superare le difficoltà del vivere.
Ma un giorno Walid scompare. E scompare anche il mondo così come Diego aveva appena imparato a conoscere. La realtà si fa un quid impalpabile, un gioco di specchi in cui niente sembra più essere quello che sembra.  A ritmare la storia sono imprevedibili risvolti “gialli”, l’irrompere sulla scena dei servizi segreti, che – come Diego scopre con sgomento – da tempo ormai
controllavano la sua vita e quella di Walid.
Il libro, pubblicato dieci anni fa, è in qualche modo ancora più attuale oggi in un mondo post 11 settembre, minato dalla diffidenza e dalla paura.
Al centro di riabilitazione, Diego scopre che è scomparso anche il figlio di Walid. Cosa è successo? Riuscirà mai a ritrovare quell’uomo e quel bambino che ormai gli sono così necessari?
È un viaggio pericoloso quello che intraprende Diego, in una città che si manifesta rischiosa e criminosa. Un viaggio oscuro e sempre più allarmante, nel mistero di un’anima piena di doppi fondi e di identità contrapposte. Chi è davvero Walid? E chi sono coloro che lo stanno cercando? Cosa vogliono da Diego? Cosa pensano che gli abbia lasciato?
Diego dovrà affrontare aggressioni fisiche e svelamenti improvvisi, false piste, fino ad un drammatico colpo di pistola in un recinto di cani selvaggi e sanguinari. Tutto quanto Diego pensava di avere trovato, sembra andato in frantumi. Ma qualche tempo dopo, l’imprevisto riapparire di una meridiana farà capire al nostro protagonista che la storia ha ancora in serbo delle
sorprese.
Diego infine troverà molte risposte alle sue domande, ma soprattutto capirà cos’è veramente che gli ha lasciato Walid. Una gemma: la gemma di un nuovo rapporto con le cose, il calore di un’amicizia tra due uomini, fondata sulla condivisione e sulla complementarietà, la scoperta di una nuova paternità.
È questo il frutto dell’avventura onirica e piena di colpi di scena che Diego è riuscito a condurre fino in fondo. Diego ha scoperto come avrebbe potuto essere e se n’è innamorato. Salvando se stesso, il suo unico vero amico e, soprattutto, l’amore per la sua famiglia: suo figlio e sua moglie. La soluzione del giallo è averlo saputo vivere.

Il trailer italiano:

Backstage:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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