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TeleNews #33 – Festival di Sanremo 2011, prima serata: i pareri di Aldo Grasso e Antonio Dipollina, le pagelle di Mario Luzzato Fegiz – Luca e Paolo: “Ti sputtanerò” – La Russa aggredisce l’inviato di Annozero – La nuova edizione di Ballando con le stelle – Il tracollo dell’Isola dei Famosi su Rai 2, mai più di lunedì 16/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Festival, Musica, News, TeleNews, TV ITA, Video e trailer.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” raccoglie – segnalandone le fonti di provenienza – notizie ed argomenti vari, legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che finora non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

FESTIVAL DI SANREMO 2011, prima serata

In questo spazio speciale esaminiamo quanto accaduto nel corso della serata di ieri del 61° Festival di Sanremo tramite le parole dei principali quotidiani nazionali.

  • La prima serata
    Il Festival numero 61 è partito nel segno del glamour e della trepidazione, con Ballarò su RaiTre che rosicchiava ascolti già da un quarto d’ora. Hanno chiamato la Clerici (pura trash-tv il soliloquio con la figlioletta Maelle, impietosamente esposta in prima serata), che l´anno scorso ha sbancato l’Auditel, a passare il testimone a un Morandi glitterato e terrorizzato. Forse anche per scaricarsi qualche responsabilità ripete da mesi: «Siamo una squadra».
    E nella squadra ci sono due superchiacchierate vallette – Belén Rodriguez e Elisabetta Canalis – già da sole in grado di galvanizzare l´attenzione del pubblico, e Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, le due Iene che con le loro incursioni hanno cercato di convogliare nel calderone anche il pubblico del loro cult show. E che le due divette siano considerate come una sorta di valore aggiunto della kermesse lo si capisce dal fatto che Morandi per creare l’attesa le chiama sul palco solo dopo un’ora di diretta.
    Grandiosa la scenografia di Gaetano Castelli, dinamica l´orchestra diretta da Marco Sabiu. Ma quanto alle canzoni, ogni anno la stessa solfa. «In questa edizione del vogliamo ribadire la centralità della musica». Mai che si abbia il coraggio ammettere: il Festival è un polpettone televisivo che non può perdere in termini d´ascolto e quindi deve assecondare tutti i meccanismi del varietà; gara e canzoni rimangono un contorno; e neanche prelibato. Le quattordici proposte dei big hanno infranto per l´ennesima volta il sogno di chi ancora crede che la musica possa rinascere dal palco dell’Ariston.
    Le canzoni vengono selezionate con sistemi bislacchi che devono tener conto del contenuto (meglio se in grado di alimentare polemiche), del personaggio (altrimenti non si spiega la presenza di Patty Pravo, oggi maschera incapace di intonare), della tradizione (l’inevitabile urlo di Al Bano), l’invadenza dei talent show che hanno contagiato Sanremo col televoto popolare, un sistema facilmente inquinabile (nelle prime due serate il voto è espresso solo dalla giuria demoscopica presente all’Ariston).
    In effetti, le voci migliori – magari a volte alle prese con brani discutibili, a volte esageratamente sopra le righe – arrivano tutte dalle scuderie di X-factor e Amici: Giusy Ferreri, Emma con i Modà e Nathalie hanno surclassato le esibizioni di veterane come la Pravo e la Oxa, che da sempre insiste su quel fastidioso registro drammatico che prende a pugni l´ascoltatore anche quando si propone di rasserenarlo con la sua bislacca filosofia new age. Meglio sorvolare sulle canzoni di Luca Barbarossa con Raquel del Rosario, Max Pezzali e Anna Tatangelo (la sua “Bastardo” ricorda troppo “Per un amico in più” di Cocciante).
    Da salvare, tra le proposte dei big in gara, ci sono solo la magnifica “Io confesso” dei La Crus, la timida e poetica “Tre colori” di Tricarico e “L’alieno”, l´insolito duetto Madonia-Battiato. Il livello è talmente basso, che la dignità e la misura con cui Roberto Vecchioni esegue la sua “Chiamami ancora amore” sembra fuori luogo, sembra arrivare da un altro mondo, da un’altra televisione. Al Bano ieri ha citato Sant’Agostino: «Chi canta prega due volte». Ma anche chi ascolta può soffrire il doppio.
    (fonte: “La Repubblica”, 16 febbraio 2011 – articolo di Giuseppe Videtti)
  • Gli ascolti della prima serata
    Per maggiori informazioni cliccate qui
    Con 11.992.000 spettatori ed uno share medio del 46,39%, Gianni Morandi e i suoi quattro moschettieri hanno fatto meglio del debutto del festival 2010 condotto da Antonella Clerici. L’anno scorso la prima serata del festival condotto da Antonella Clerici era stata seguita, infatti, da 10.717.000 telespettatori con il 45,29% di share.
    S’è registrato uno share del 45,20% nella prima parte, salito al 47,65% nella seconda. Nel prime time la media di Rai 1 è stata del 37,95%. Il temuto Ballarò su Rai 3 ha ottenuto 4.375.907 con il 14,53% di share, dalle 21.10 alle 23.20. La media di Rai 3 in prime time è stata dell’11,79%.
    (fonte: LaStampa.it, 16 febbraio 2011)
  • Le pagelle di Mario Luzzato Fegiz
    7,5 Al Bano – Amanda è libera
    Dal vivo Albano è una macchina da guerra. Senza cedimenti, senza sbavature. Stavolta è in bilico fra canzone d’autore e bel canto. Il contenuto drammatico del brano (una nigeriana uccisa) deve fare i conti con un testo alla disperata caccia di eufemismi («Notti di Venere piene d’infamità»). 

    6 Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario – Fino in fondo
    Siamo davvero lontani dalle sfumature delicate di «Portami a ballare», che portò Barbarossa alla vittoria nel 1992. Un amplesso romantico con duetto gridato nella miglior tradizione festivaliera (tipo Oxa-Leali, Mietta-Minghi). Raquel è davvero brava. Ma l’accoppiata appare improbabile e un tantino forzata.

    5 Giusy Ferreri – Il mare immenso
    Seconda a «X Factor» 2008, appare in forma e sicura di sé, perfettamente a suo agio in un assordante accompagnamento rock. Lo stile nasal-biascicante la rende riconoscibile e divide
    nettamente il pubblico fra chi la ama e chi la odia. Il brano (non eccelso) ha una esile trama su una coppia in crisi.

    8 La Crus – Io confesso
    La voce muta di Susanna Rigacci conferisce un sapore-Morricone e contribuisce a rendere la canzone del duo Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti in qualche modo unica. Giovanardi in particolare ha una grande capacità teatrale. Il clima è molto retrò. Il brano ha una forte identità e una grande classe.

    5,5 Madonia & Battiato – L’alieno
    Non è carino partecipare al Festival con uno zaino di riserve mentali. Ma è quel che fa Franco Battiato che si risparmia cantando una frazione finale della canzone del suo amico Madonia, con l’aria di chi è capitato qui per caso. Madonia è un bravo musicista, ma non troppo carismatico come cantante.

    8 Modà & Emma – Arriverà
    Testa a testa fra due generi musicali, quello di Vecchioni e quello dei Modà con Emma. Il duetto fra Emma e il cantante Kekko è assolutamente travolgente, la scrittura furba, i giochi armonici azzeccatissimi. Emma appare decisamente «miracolata» da questa collaborazione con i Modà. Brano davvero efficace.

    4 Nathalie – Vivo sospesa
    Viene da «X Factor», nel brano offre una vocina esile non troppo riconoscibile. Siede al pianoforte, canta delineando atmosfere stralunate con un crescendo fine a se stesso, ma non succede niente di speciale. La canzone è inutile, confusa e noiosetta. Insomma: non lascia traccia. Ha fatto di meglio.

    7,5 Anna Oxa – La mia anima d’uomo
    Spesso accade che la Oxa dal vivo non riesca a esprimere con precisione quel che la canzone richiede. Brano bellissimo, ma che dal vivo si rivela arduo per i suoi registri e la costringe a strappare con uno sgradevole effetto squarciagola. Clima comunque originale, moderno, imprevedibile. Eliminata

    6 Max Pezzali – Il mio secondo tempo
    Riproposta dello stile 883, ma con contenuti davvero più seri. Il tono narrante è scanzonato, ma la maturità si sente. Cambiano le priorità, soprattutto quando uno diventa padre. Si butta via quel che fa male, o è inutile. Pulizia totale. Un precisione esecutiva da robot, ai limiti della freddezza.

    5,5 Patty Pravo – Il vento e le rose
    La scena: una pigra domenica mattina, due corpi uniti nel letto. Bussano. Chi è lo scocciatore che disturba l’intimità degli amanti cullati dal sottofondo della tv? Come un film al rallentatore il senso di una relazione. Bel brano, ma grandi problemi di canto dal vivo per Patty. Per questo il voto è basso.

    5,5 Anna Tatangelo – Bastardo
    È una sorta di invettiva che si adatta al nuovo look aggressivo della discussa giurata di «X Factor». Lady Tata tende a strappare negli acuti, spesso rinforzata dalla voce della brava corista Daniela Loi. È un brano incisivo, ma che comunque si muove nell’ambito del birignao sanremese classico. Eliminata

    9 Tricarico – Tre colori
    Un piccolo gioiello che rilegge in modo speciale e cesellato le battaglie del nostro Risorgimento. Tutto è rarefatto, silenzioso, irreale, nebbioso, e il confine fra soldatini di latta e soldati umani molto sfumato. La melodia si richiama ai canti alpini della Prima guerra mondiale come «Il ponte di Perati». Senza enfasi.

    8 Van De Sfroos – Yanez
    L’idea di base del brano è spiritosa e intelligente: gli eroi salgariani si abbandonano alla pigrizia e ai piccoli vizi sull’Adriatico, e tutta la loro carica avventurosa e romantica si scioglie fra sale giochi, biciclette, aperitivi, infradito e riporti. Allegro e ironico. Ma il dialetto comasco forse non aiuta.

    10 Roberto Vecchioni – Chiamami ancora amore
    È una canzone adatta al Festival, ma anche in perfetto stile Vecchioni doc. La lunga notte dell’Italia è cantata con una misura e un equilibrio commoventi, e fotografa lo sconcerto della gente comune. Ma offre anche bagliori di speranza. Una delle più belle canzoni del nuovo millennio.
    (fonte: “Corriere della Sera” – 16 febbraio 2011, articolo di M. Luzzato Fegiz)

  • Il parere di Aldo Grasso
    Ci risiamo: perché Sanremo? È giusto che il dramma si trasformi in farsa? Ci hanno pensato Luca & Paolo a «sputtanare» quello che il Paese sta vivendo. È bastata una parodia della rissa tra Berlusconi e Fini e il gioco è fatto, tutto è apparso come una burletta, una canzonatura. Perché Sanremo, con un premier chiamato a difendersi dalle accuse di prostituzione minorile e concussione, con le donne in piazza per affermare la loro dignità e le loro competenze, con i clandestini tunisini che sbarcano a migliaia a Lampedusa, con una ripresa che è in stallo, con un’industria musicale che non sa cosa farsene di un Festival carico di rughe e di acciacchi? Come mai nessun altro programma televisivo ha la ricaduta mediatica e sociale del Festival? Forse vale ancora la teoria della evasione rituale, del canta che ti passa.
    Ah, se solo si riuscisse a capire il mistero Sanremo
    forse riusciremmo a penetrare i molti arcani che avvolgono questo nostro strano Paese.
    Ogni volta dato per morto, puro evento mediatico tenuto in piedi da cinque serate della rete ammiraglia e da una schiera di mille e passa giornalisti calati alla conquista della più irrelata kermesse canora oggi esistente in Europa, il Festival è forse la fiction meglio riuscita della storia della Rai: «Ogni Sanremo alla sua stagione». Fiction sì, cioè invenzione, racconto, «narrazione» come direbbe Nichi Vendola. Prendiamo il cast di quest’anno: è un perfetto suggerimento per una composizione ideale della compagine governativa. Il duo Mazza & Mazzi, accreditati di simpatie destrorse, hanno scelto un’icona della sinistra, l’ex ciabattino di Monghidoro, trascinatore di folle e di generazioni, il «papa nero» che manca al Pd (persino troppo nero, per via della tinta esagerata), un po’ impacciato come retore, ma imbattibile come creatore di sogni collettivi, cresciuto alla dura scuola dell’«uno su mille».
    A fianco gli hanno messo due bellone, incarnazione del motto «in mutande ma vivi», e due «iene», da intendersi ormai come parodia della controcultura. A Luca & Paolo è stato affidato un doppio compito: attrarre il pubblico più giovane e fare gli spiritosi urticanti, magari parlando male della veneranda istituzione. Se Sanremo si prende in giro da solo disinnesca le velleità di quanti vorranno ironizzare e dileggiare il Festival, e il Paese. Fuori Berlusconi e Fini e dentro due manager come Lucio Presta (il «padrone» di Benigni e di Belén) e Beppe Caschetto (controlla la Canalis ma non ancora George Clooney). Un governo così durerebbe l’intera legislatura, intonando ogni giorno canti alla solidarietà nazionale. E infatti, mentre il Paese reale si mostra indeciso e riluttante, si inizierà proprio a Sanremo a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con la serata «Nata per unire».
    Sanremo poi è la sconfitta delle élite culturali, delle minoranze autocompiaciute, di quelli che soffrono di mal di metafora, almeno da quando Ennio Flaiano, posando il suo sguardo sul Festival, ebbe a dire: «Non ho mai visto niente di più anchilosato, rabberciato, futile, vanitoso, lercio e interessato». La famosa Italia nazionalpopolare che si rispecchierebbe nel Festival è dunque una grande fiction che racconta, più o meno, lo stato di salute del Paese, non per caso affidata a un autore come Federico Moccia. Forse è sua l’idea della Clerici con figlioletta, come risposta “etica” al tredicenne del Pala Sharp.
    Qualche anno fa si pensava che i talent, come Amici o X Factor, avrebbero scalzato definitivamente il Festival. E invece la manifestazione sanremese ha saputo inghiottire il genere nel suo corpaccione e, oggi, in crisi se mai sono proprio i talent. Si pensava anche che la generazione iPod, cresciuta nella rivoluzione digitale, sapesse tutto sui Grammy Award e niente su Sanremo. E invece siti, blog, social network sanzionano ancora la centralità della tv più tradizionale.
    Il Festival di Sanremo è, letteralmente, un luogo della memoria, una localizzazione materiale e insieme una geografia dell’immaginario, un deposito di avvenimenti musicali, di situazioni, di personaggi che si autoalimentano in continuazione perché diventano essi stessi «alimento» per altri media. È una memoria che ogni anno celebra il suo perpetuarsi. È un grande generatore di discorsi, la fiction che ci manca per governare questo Paese con il televoto.
    (fonte: Corriere.it, 16 febbraio 2011 – articolo di A. Grasso)
  • Il commento di Antonio Dipollina
    Gli ascolti della prima serata di Sanremo alimentano un piccolo sospetto: lo scorso anno la conduzione di Antonella Clerici, proprio per i risultati ottenuti, è passata alla storia come trionfale. Questo, nei mesi, ha continuato a tormentare molti che ritenevano la medesima edizione nonché conduzione pressoché irritante. Si scopre oggi che le potenzialità di Sanremo sono in realtà molto superiori, basta avere facce rassicuranti, modi garbati, canzoni ammodo, satiretta riconoscibile e non incendiaria, più un’altra cosa, e se sono due è meglio, che non è bello scrivere testualmente ma si capisce lo stesso.
    ***
    Dopodiché bisognerà pure farlo notare. Morandi è l’istituzione e tiene la barra dritta per come può, prestandosi anche da bersaglio/protagonista di lentezze, errori, imbarazzi. Quello che agita il programma e lo rende un minimo vivace sono Luca e Paolo che dilatano i toni e modi delle loro scenette alle Iene, poi la Canalis con certi richiami molto attillati (wow) e poi Belen e insomma, quello che agita il programma è interamente targato Mediaset. Certo, la Rai avrebbe potuto valorizzare di più altri suoi uomini di punta dell’intrattenimento, tipo Emanuele Filiberto.
    (fonte: Repubblica.it, 16 febbraio 2011 – articolo di A. Dipollina)

  • Luca e Paolo: “Ti sputtanerò”
    L’attualità irrompe sul palco dell’Ariston dopo le 22,30, quando le due Iene addentano la carcassa del Festival con un immaginario duetto Fini-Berlusconi sulle note di una vecchia canzone sanremese di Morandi e Barbara Cola (“In amore”, 1995): «Ti sputtanerò, al Giornale andrò, con in mano foto dove tu sei con un trans, poi consegnerò le intercettazioni e alle prossime elezioni sputtanato sei / Ti sputtanerò con certi filmini che darò alla Boccassini… / Ti sputtanerò, sarà un po’ il mio tarlo con la casa a Montecarlo dei parenti tuoi…». Il testo originale recitava “Ti processerò”, ma le due Iene, viste le notizie di giornata, hanno confessato di aver voluto placare i toni, comunque esilaranti.
    (fonte: “La Repubblica”, 16 febbraio 2011 – articolo di Giuseppe Videtti)

Il testo della canzone:

Ti sputtanerò/ al Giornale andrò/ con in mano foto dove tu/ sei con un trans./Ti consegnerò le intercettazioni/ e alle prossime elezioni/ sputtanato sei./ Ti sputtanerò con certi filmini/ che darò alla Boccassini/ dove ci sei tu./ E le mostrerò donne sopra i cubi/ e ci metto pure Ruby che ti fotterò/ E se Emilio Fede/ non si vede/ ce lo aggiungo col Photoshop./ Ho già sentito Lele Mora/ che dichiara/ cosa/ tutto./

Ti sputtanerò/ sarà un po’ il mio tarlo/ con la casa a Montecarlo/ dei parenti tuoi/ mogli e buoi/ tutti tuoi/ e ti sto sputtanando/ dove/ in questura/ pure/ porto/ anche la Santanché./ Le ragazze stanno dalla parte mia/ e so che mi sostengono/ se l’affitto in via dell’Olgettina è intestato a me./ Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò/ che la casa al Principato appartiene a lui. Ti sputtanerò/ farò l’inventario/ con Noemi e la D’Addario/ dei festini tuoi/

Ti sputtanerò/ dirò a D’Agostino/ che tua suocera e Bocchino han gli inciuci in Rai./ E se tu intercetti/ la Nicole Minetti/ c’è Ghedini/ che intercetterà te./ Ti sto sputtanando/dove?/ da Santoro/ quando?/ora./ Chiamo./Ti sputtanerò. /Non mi butti giù./ Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu.

  • Luca e Paolo: le battute più belle della prima sera
    Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno debuttato al Festival di Sanremo travolgendo il pubblico di battute, sorrisi, comicità e satira politica. «La prima cosa che ho pensato è stata la mia professoressa di filosofia, ero un asino e volevo fare l’attore. Bene, voglio dire alla mia professoressa di filosofia: sto presentando il Festival di Sanremo!». È così che Luca Bizzarri ha esordito nella prima puntata del Festival.
    Poi ha ringraziato il compagno di avventura Paolo Kessisoglu, chiamandolo in scena. A sua volta, Paolo ha parlato di «paura» per questa partecipazione al Festival, «però sono contento di essere qui. Grazie a tutti».
    C’è stato subito un piccolo contrattempo, uno stop inatteso nella scaletta, mentre era previsto il lancio del brano proposto da Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario. Morandi, Luca e Paolo erano in silenzio, bloccati sul palco dell’Ariston. A quel punto Luca ha commentato «è rimasto di m…», mentre Paolo ha detto «se il buongiorno si vede dal mattino…».
    Per tutta la serata hanno divertito il pubblico con la loro costante carica d’umorismo «È arrivata Belen, e tutte le mazze in piedi…». Un’altra delle battute, questa volta assumendo i panni dei comici Ficarra e Picone e giocando sul cognome del direttore di Rai1, Mazza, e del direttore artistico del Festival, Mazzi. Parlando delle polemiche relative alle canzoni “Bella ciao” e “Giovinezza” hanno detto «abbiamo letto i giornali e abbiamo capito come finiva, e cioè Bella giovinezza, ciao». E infine: «in Rai c’è questo, c’è quello, c’è il direttore, c’è il capostruttura, ma alla fine chi decide? Berlusconi». O ancora: «Sapete perchè il Festival di Sanremo lo presenta Gianni Morandi? Perchè è come Berlusconi. «Berlusconi è un eterno ragazzo, come lui», «non è molto alto, come lui», «gli piace cantare, come a lui», «ha tanti di quei capelli che non si capisce…», «è presidente di una squadra, il Milan, come lui presiede questa squadra». «Berlusconi cammina cammina con la squadra e però decide tutto lui ed ecco quindi il nostro PierGianni! Sì, sei PierGianni Morandi». 

    (fonte: LaStampa.it – 16 febbraio 2011)

ALTRE NOTIZIE

  • La Russa aggredisce l’inviato di “Annozero”…
    Ci sono domande che non si possono fare se non si vuole rischiare di essere presi a calci. Almeno a Ignazio La Russa. Quando a margine della manifestazione “In mutande ma vivi” organizzata da Giuliano Ferrara, l’inviato di Annozero Corrado Formigli cerca di avvicinare il ministro della Difesa per fargli alcune domande, prima la Russa dice: “con voi di Annozero non parlo. Mi faccia fare le interviste serie” per poi passare alle vie di fatto. Formigli incalza: “Se fosse dimostrato che Arcore era frequentata da prostitute minorenni, Berlusconi cosa dovrebbe fare?”. Il titolare della Difesa prima dice al cronista di “chiedere a sua sorella” e poi, manco fosse un cavallo, si mette a scalciare da dietro il povero inviato. Non contento La Russa, rivolto a Formigli, si mette a gridare a squarcia gola: “Cosa fa? Mi da pedate da dietro? Mi da pedate? Ma si levi”. Il risultato è che il giornalista di Michele Santoro, dopo essere stato preso a pestoni con il tacco della scarpa di La Russa, viene placcato dalle forze di polizia presenti in sala e identificato. Una bella maniera per non rispondere alle domande…
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 15 febbraio 2011, articolo di Lorenzo Galeazzi)
  • …e non finisce qui!
    A manifestazione conclusa, Corrado Formigli è stato pesantemente insultato dalla folla. Alla fine è stato portato via dalla Digos.
  • La nuova edizione di “Ballando con le stelle”
    La prossima edizione di “Ballando con le stelle” sarà all’insegna degli sportivi. Vi parteciperanno gli ex calciatori Paolo Rossi e Christian Panucci, la nuotatrice Alessia Filippi. Nel cast tra gli altri, anche Vittoria Belvedere, Kaspar Capparoni, Madalina Ghenea. Rossi e Panucci, ora opinionisti di prestigio a Sky sport, saranno costretti a giocare i tempi supplementari, visto che dovranno onorare entrambi gli impegni.
    (fonte: “Italia Oggi”, 15 febbraio 2011 – articolo di Marco Castoro)
    Tvblog ha confermato il resto dei concorrenti ufficiali ed i vari abbinamenti con i ballerini professionisti. In questa edizione ballerà su Rai1 anche un altro sportivo: Christian Panucci, l’ex calciatore ora commentatore per Sky Sport. Passando dal canto al ballo entra nel cast di Milly Carlucci anche Giuseppe Povia, vincitore del Festival di Sanremo 2006. A loro si aggiungono il modello brasiliano Bruno Cabrerizo, il conduttore di “Occhio alla Spesa” Alessandro di Pietro e la giovane attrice Sara Santostasi, protagonista anche nella fiction “Donna Detective” e nella sitcom di Disney Channel “Chiamatemi Giò” . Chiude il cerchio di concorrenti anche la telegiornalista del Tg1 Barbara Capponi.
    Le coppie che si contenderanno la vittoria della settima edizione di “Ballando con le stelle” saranno così composte:  

    Kaspar Capparoni con Yulia Musikhina
    Christian Panucci con Agnese Junkure
    Gedeon Burkhard con Samanta Togni
    Giuseppe Povia con Nuria Santalucia
    Bruno Cabrerizo con Ola Karieva
    Alessandro di Pietro con Annalisa Longo
    Paolo Rossi con Vicky Martin
    Vittoria Belvedere con Stefano di Filippo
    Madalina Ghenea con Simone Di Pasquale
    Sara Santostasi con Umberto Gaudino
    Alessia Filippi con Raimondo Todaro
    Barbara Capponi con Samuel Peron

    Tra di loro avremo quindi la nuova coppia vincitrice di “Ballando con le stelle” dopo l’incoronazione nelle passate edizioni di Hoara Borselli, Cristina Chiabotto, Fiona May, Maria Elena Vandone, Emanuele Filiberto di Savoia e Veronica Olivier.
    (fonte: TvBlog.it, 16 febbraio 2011 – articolo di Hit)

SPAZIO REALITY

L’ISOLA DEI FAMOSI 2011

  • Tracollo per Rai 2, “L’isola dei famosi” mai più di lunedì
    Che l’Isola dei famosi sprofondasse fin dalla prima puntata in Rai non se lo sarebbe aspettato nessuno. Ci credevano in molti al successo del programma di Simona Ventura. Ma la catastrofe si è abbattuta lo stesso sull’Isola. Il Grande fratello di Alessia Marcuzzi ha praticamente doppiato negli ascolti Simona Ventura: 5.356.000 spettatori e il 23,26% di share per il reality di Canale 5 (che, in sovrapposizione, ha battuto anche il film Ex, su Raiuno) contro i 3.101.000 spettatori e 12,36% di share del reality di Rai 2.
    Per l’Isola si tratta del peggior risultato di sempre, addirittura quasi 7 punti meno rispetto a quello del 2006, che deteneva il record negativo con 3.894.000 spettatori e il 19,09% di share. Un’altra secca sconfitta per il direttore di rete, Massimo Liofredi. La scelta del lunedì è stata devastante. Ora si corre ai ripari e si torna al mercoledì. E intanto Endemol si gode il successo nello scontro diretto contro Magnolia.
    (fonte:
    “Italia Oggi”, 15 febbraio 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Masi chiama l’isola: logorrea da incubo
    Non c’è mai fine al peggio e c’è da presumere che il prossimo anno, terminato l’incarico a Viale Mazzini, Mauro Masi si presenti come candidato all’«Isola dei famosi». Intanto, l’altra sera, ha fatto le prove, con un’improvvida telefonata a Simona Ventura, ridicola sia per inopportunità che per insipienza (è di quelli che si credono spiritosi). Se il reality, da lunedì ufficialmente sdoganato dalla direzione generale della Rai, gli parrà troppo impervio potrà pur sempre fare l’opinionista del trash, accanto a Vladimir Luxuria e Alba Parietti (Rai 2, lunedì, ore 21,03).
    Tutta l’attenzione di questa nuova edizione
    era concentrata su Raffaella Fico che, secondo quando emerge dalle intercettazioni dello scandalo, avrebbe partecipato alle cene di Arcore. Così nella scheda di presentazione si è sottolineato il fatto che la ragazza è cresciuta senza aver mai dimenticato i valori fondamentali: «Sono molto cattolica», ha dichiarato la Fico, nota per «aver perso la verginità solo dopo essere uscita dal Grande Fratello» (l’aveva messa all’asta per un milione di euro).
    Il tono della trasmissione che tanto piace a Masi è questo. Dialogo fra la Ventura e la Parietti: «Briatore ce l’ha più grande… intendo la barca, il resto non lo conosco». Simona al concorrente Thyago: «Ti piacciono le donne oppure sei molto democratico?», giusto per capire cosa si intenda per democrazia in tv.
    Daniel McVicar ha perso un figlio in un incidente stradale un mese
    fa e Luxuria sermoneggia sulla libertà di elaborazione del lutto. Per non essere da meno la Parietti, cha da poco ha perso la mamma, vuol far sapere al mondo intero che anche a 50 anni si può restare orfanelli. Simona continua a urlare, l’inviato Daniele Battaglia ha il dinamismo di un bradipo abbarbicato al suo albero, Eleonora Brigliadori stordisce l’intera compagnia per la sua incontinenza verbale. Ma il problema è Masi: al telefono è un incubo, più logorroico della Brigliadori.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 16 febbraio 2011 – articolo di Aldo Grasso)


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Commenti»

1. enry - 16/02/2011

Che geni, cosa pensavano di fare mettendo l’Isola contro il GF? Cmq il mercoledì andrebbe benissimo, speriamo non sia tardi.

Trisha - 16/02/2011

Andrà sicuramente benissimo così potrai guardare il GF ^_^

2. Isola dei Famosi 8: al fine non c’è mai peggio secondo Aldo Grasso :: VIP - 16/02/2011

[…] da ANTONIOGENNA.WORDPRESS.COM Categories : informazione, isola dei famosi, politica, reality, televisione, ultime […]

3. fra - 16/02/2011

Wow le pagelle di fegiz fanno ridere. 7,5 a albano ahahahahha e 8 a La Crus…. si vede che è in piena terza età, e alla migliore cioè Nathalie 4??? ahahahhah

4. Max - 16/02/2011

L’isola ha fatto schifo, ma a parziale difesa devo dire che quando interviene Masi riesce in pochi secondi a coprirsi di ridicolo ma soprattutto a mandare il pubblico in coma, insomma tutto quello che tocca diventa mer…

5. whitegandalf - 17/02/2011

Meno male che spostano l’isola al mercoledì, così posso vedermi sia il GF che l’Isola senza perdermi nemmeno un minuto di diretta!
Naturalmente ero ironico…


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