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TeleNews #36 – Festival di Sanremo 2011, quarta serata: Robert De Niro e Monica Bellucci, i Take That, il vincitore dei Giovani Raphael Gualazzi – Luca e Paolo mordono il PD – Canalis in crisi con l’inglese di De Niro – In radio vanno Modà, Emma e Pezzali – I complimenti a Benigni di Giorgio Napolitano – Brutte notizie per il calcio pay dall’Unione Europea – Avanti in Rai le fiction di Barbareschi – Edoardo Camurri a “Mi manda Rai 3” – A marzo arriva su Rai 2 il “Maurizio Costanzo Talk” 19/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Festival, Musica, TeleNews, TV ITA, Video e trailer.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” raccoglie – segnalandone le fonti di provenienza – notizie ed argomenti vari, legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che finora non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate qui il vostro messaggio.

FESTIVAL DI SANREMO 2011, quarta serata

In questo spazio speciale esaminiamo quanto accaduto nel corso della serata di ieri del 61° Festival di Sanremo tramite le parole dei principali quotidiani nazionali.

  • La quarta serata
    Festival al giro di boa, quarta serata dopo gli ascolti-boom della terza, baciata da Roberto Benigni. Si decide il vincitore dei Giovani, è Raphael Gualazzi. Tornano all’Ariston i Take That a sedici anni dal precedente bagno di folla sanremese, Robert De Niro e Monica Bellucci presentano Manuale d’amore 3 di cui sono protagonisti, i big rimasti in gara cantano accompagnati da un artista ospite. L’eliminazione definitiva di Patty Pravo (punita dal televoto insieme ad Anna Oxa) la sconta pure Morgan, che avrebbe dovuto affiancarla e che quindi non riesce a “riconquistare” Sanremo dopo l’eliminazione dell’anno scorso. Eliminati anche Tricarico e Max Pezzali. Aprono la serata Belen e Elisabetta. La Canalis prende un sacco di papere nonostante tenga gli occhi fissi sul gobbo, lassù in alto, che sembra Bernadette. Luca e Paolo tornano a colpire: prima tocca al Pd: Uno su mille ce la fa, o dell’affannosa ricerca di un leader. Poi assolvono Berlusconi: le donne, gli scandali, chi – potendoselo permettere – non avrebbe fatto come lui? “Gli ha solo detto sfiga”.
    Sfilano i duetti. Francesco Renga canta con Emma e i Modà, Carmen Consoli è al fianco di Madonia e Battiato, Francesco Sarcina accompagna Giusy Ferreri, Nina Zilli i La Crus, un coro di bambini fa da contorno a Tricarico, L’Aura affianca Nathalie, Irene Fornaciari fa coppia con Van De Sfroos e la PFM con Roberto Vecchioni. Barbarossa e Del Rosario e Max Pezzali si affidano a uno sketch: i primi con Neri Marcorè, il secondo con Lillo e Greg.
    Molto diva Monica Bellucci, bella, poco credibile quando sussurra “sono una donna come tutte” e spiega che con due figlie piccole è riuscita a organizzarsi. Chissà che fatica trovare una babysitter. L’ex ragazza di Città di Castello, ora icona internazionale di sensualità, chiacchiera con Morandi, emozionato da copione (“sono pazzo di lei da sempre”), lei che “con il tempo bisogna farci i conti e voglio  diventare vecchia, vecchia, vecchia”. Prima o poi accadrà. Come ci si sente a essere il sogno di milioni di uomini? “Non ho un’idea di me stessa, un contro è il pubblico un conto il privato”. Qualcuno aveva riferito una sua frase, “in Italia non ci sono regine o principesse ma solo cortigiane”, lei si affretta a precisare che “l’ho detta tanti anni fa e un giornalista me l’ha ricordato” ma niente a che fare con l’attualità o il ruolo della donna, “pensavo a figure da interpretare, in Francia trovi la regina Margot, in Italia ruoli così importanti non ce ne sono”. Ma come no.
    In Manuale d’amore 3, la Bellucci è la donna per cui perde la testa un professore americano in pensione. Cioè Robert De Niro, anche lui atteso da una poltroncina sul palco, che raggiunge col passo (metodo Stanislavskij?) di uno che s’è alzato dal letto cinque minuti prima. E al quale il pubblico non ritiene di dover tributare nemmeno uno straccio di standing ovation Per essere un’intervista, l’esordio non è incoraggiante. “Le non risponde volentieri alle domande, vero?”, gli chiede Morandi. E quello: “Dipende”. Poi la Bellucci saluta e se ne va e Morandi: “Certo che si mantiene bene…”. Risate in sala. De Niro ripete stancamente quello che da settimane leggiamo ovunque, che ha accettato perché gli è piaciuto il copione, perché c’era la Bellucci, il film è una storia dolce e una figura femminile come lei dava un senso alla presenza di lui, anche un uomo maturo può perdere la testa perché l’amore non ha età. Altri tre duetti, e De Niro rientra per sottoporsi questa volta alle domande della Canalis, che non si capisce perché ma il pubblico si deve convincere che lei parla inglese. Risultato di comicità involontaria. Domande confuse, tradotte o non tradotte, con Morandi di fianco che a tratti sembra nonno Libero e a un certo punto chiede “come si dice Taxi Driver?”.
    L’attesa esibizione dei Take That, la ex boy band, che sedici anni fa fece sfracelli a Sanremo, preceduta da fama planetaria e seguita da orde di ragazzine isteriche, si risolve in poco più che uno spot per il concerto italiano previsto in estate. Cantano Flood, uno dei brani dell’album della reunion da settimane in cima alle classifiche. Poi qualche domanda da Canalis e Belen (ma perché stasera l’hanno conciata come Massimo Decimo Meridio?), rispondono Robbie Williams e Gary Barlow, “ritrovarsi è stato fantastico”. Poi l’annuncio, “il 12 luglio a San Siro unica data”, arrivederci e grazie.
    Momento-satira, Luca e Paolo si producono in una canzone sul Pd parodiando quella, strafamosa, di Gianni Morandi: Uno su mille ce la fa, o dell’affannosa ricerca di un leader. Sullo sfondo, le foto degli esponenti del centrosinistra, e loro due in scena con colbacco da bolscevico. Passano in ressegna i diversi papabili, “Veltroni l’ha già pugnalato D’Alema / lui usa sempre quel sistema”, “Vendola non saprei / c’è questa cosa che è un po’ gay”, “Con Bersani non puoi andare alle elezioni / puoi anche vincere però ti cascano i maroni”, “Renzi può darsi che non perda / però è andato ad Arcore e ha pestato già una merda” e via elencando, per concludere sulla foto di Berlusconi, “dal 6 aprile è sul mercato / chissà che per tornare in pista / lui non diventi comunista”. Un colpo al cerchio e uno alla botte, anche se la botte neanche se ne accorge. Dopo un po’ si ride degli scandali di Berlusconi, Luca a elencare i princìpi violati, Paolo per dire che poi alla fine non c’era niente di così grave. Conclusione? “Non ha sbagliato. Gli ha detto sfiga”.
    (fonte: Repubblica.it, 19 febbraio 2011 – articolo di Alessandra Vitali)
  • IL VINCITORE DEI GIOVANI: Raphael Gualazzi – “Follia d’amore”
  • Gli ascolti della quarta serata, e il programma della finale
    Per maggiori informazioni cliccate qui
    È di 10.616.000 spettatori, pari al 46,91% di share, l’ascolto medio su Rai 1 dell’intero quarta serata del festival di Sanremo. Gli spettatori sono stati 12.857.000 nella prima parte, col 44,24, e 8.266.000 nella seconda, col 52,01. Dati in calo rispetto all’analoga serata dell’edizione di un anno fa: allora gli spettatori furono mediamente 11 milioni 274mila e lo share fu del 50,74 per cento. Nonostante questo, però, va detto che l’edizione affidata a Gianni Morandi e al direttore artistico Gianmarco Mazzi si conferma si livelli di ascolto significativi, sempre abbondantemente sopra la soglia di una media share del 40 per cento.Proclamazione del vincitore e superospite musicale Avril Lavigne: questo il menù della finale di stasera del festival. In via di definizione la presenza di Sylvester Stallone, certa «al 72%», come ha detto il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Per quel che riguarda la gara, sul palco saliranno i dieci Big rimasti dopo le due eliminazioni di venerdì, sarà un meccanismo misto televoto, voto orchestra e ’golden share’ – le preferenze dei giornalisti della sala stampa dell’Ariston – a determinare i tre finalisti.
    Solo dopo questa scrematura, interverrà solo il televoto a proclamare il vincitore, il secondo e terzo classificato di questa 61esima edizione del Festival. Ospite musicale la beniamina dei giovanissimi, la canadese Avril Lavigne che ha in uscita, l’8 marzo, un nuovo progetto discografico dal titolo Goodbye Lullaby.
    (fonte: LaStampa.it, 19 febbraio 2011)

  • Luca e Paolo mordono il PD: “Il leader? Uno su mille ci sarà”
    «Per compattar le opposizioni, c’è solo Berlusconi. E allora diamogli il mandato, dal 6 aprile è sul mercato. Chissà che per ritornare in pista, lui non diventi comunista». Ancora Luca e Paolo, Bizzarri e Kessisoglu, parodici sul palcoscenico dell’Ariston. Colbacco in testa con stella rossa, fanno la parodia di un’altra canzone di Gianni Morandi, Uno su mille ci sarà , e la applicano al tormentato tema del leader della sinistra, approdando alla conclusione di cui sopra, e passando per Veltroni e il suo patema, «lo pugnala già D’Alema», e Franceschini, e Matteo Renzi, e «Nichi Vendola io non saprei, c’è questa cosa che è un po’ gay», «ci serve un uomo vero e quindi avrei pensato a Rosi Bindi». E insomma «troppe correnti, serve un capo che unisca le diversità», e via berlusconeggiando, con foto eponima troneggiante all’Ariston. Ma è nell’ultimo monologo, in onda ben oltre la mezzanotte, che i due hanno fatto gli attori veri, interpretando la scena di due italiani al tavolino, fiasco di vino e scacchi che, senza pronunciarne il nome, analizzano le vicende ultime di Berlusconi, arrivando alla conclusione che «non ha sbagliato, gli è solo andata un po’ di sfiga». Così fan tutti. All’inizio della quarta, nonché penultima, serata del Festival, la coreografia di Daniel Ezralov aveva portato il pubblico a ballare fuori dal teatro Ariston, i ballerini veri a ballare dentro, e le due Belle Rodri-Canal a ballare insieme, legnosette anzichenò. Pazienza, ieri si è appalesata la Diva dell’Empire, con un abito nero generosissssimo, e tutte quelle esse non sono casuali.
    Avete notato che Morandi parla sempre della moglie che tanto si compiace per il marito che incontra le star? Sembra il tenente Colombo quando scopre i suoi assassini potenti. Questa star qui naturalmente dice: «Sono una donna come tutte», per fortuna Morandi la smentisce. Lei continua. «Voglio diventare vecchia vecchia». «In Italia non ci sono regine o principesse ma solo cortigiane». Per carità, lei risponde a tono, ma essere facondi è un’altra cosa. L’arte della retorica, l’oratoria, l’affabulazione che abbiamo ammirato ieri; quel mirabile insieme di magia circenses, il Tony e il clown bianco incarnato nella stessa persona, Roberto Benigni; ebbene, tutto ciò è stato molto lontano, ieri sera, dal palco dell’Ariston. Nonostante ci fosse pure Robert De Niro a parlare d’Italia. Che vocino ha de Niro. E che barba, che pena, sarebbe bello se il Festival la smettesse di ospitare queste star straniere o para-straniere come Bellucci, che davvero non c’entrano niente con la manifestazione. La tassa del superospite. Anche se. Non si può non dar conto di commenti maschili, giunti nel frattempo: i fianchi della Bellucci. Sono fianchi italiani. Sono i fianchi dell’unità d’Italia. Non ci sono Canalis e Rodriguez che tengano. C’è ormone nell’aria. Tocca riferire. E insomma, se non era per ‘sti fianchi, tutto si poteva inscrivere nella categoria «promozione», per dirla con una parola non corriva, nella fattispecie del film «Manuale d’amore 3». A proposito di ospiti stranieri: pare proprio che non vedremo, stasera come si paventava, Sylvester Stallone. Non è stato raggiunto l’accordo economico. E meno male. Pure i Take That: che ci stavano a fare? pare che abbiano pure litigato con Morandi, il pomeriggio, perché errano arrivati in ritardo alle prove. All’inizio, Luca e Paolo erano entrati scambiandosi mazzi di fiori. I fiori della Riviera, bouquet che hanno sostituito le composizioni incoerenti con la scenografia di Gaetano Castelli.
    Ma ieri è arrivata una letterina nientemeno che dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan: «Mi rivolgo sommessamente agli organizzatori del Festival di Sanremo, per ricordare loro che nei più importanti eventi musicali del mondo la bellezza dei fiori sanremesi fa da splendida cornice, così come richiesto da ciò che è bene fare nel caso di circostanze per davvero significative. Mi ha sorpreso non poco infatti notare il fascino delle avanzate tecnologie messe in atto per realizzare favolose scenografie, ma i fiori di Sanremo dove sono finiti?». Mettete dei fiori nei vostri tromboni. A tarda sera è stato proclamato il vincitore tra i giovani: Raphael Gualazzi. Eliminati definitivamente due «Artisti»: Tricarico e Max Pezzali. Peccato.
    (fonte: “La Stampa”, 19  febbraio 2011 – articolo di Alessandra Comazzi

  • Canalis in crisi con l’inglese di De Niro
    Veramente faticosa, lenta, intervista a Robert De Niro al Festival di Sanremo ad opera prima di Gianni Morandi e poi, nella seconda parte, da Elisabetta Canalis, entrambi apparsi impacciati. Nessuna grande concessione da De Niro alle prime domande del conduttore, ma non è che sia nadata meglio poi con la Canalis, che spesso – anche con difficoltà – riassume le risposte in americano dell’attore.
    L’attore ha anche ricordato la Little Italy di quando lui era ragazzino. «Sono cresciuto a Little Italy che era come un piccolo paese del Sud, ora il quartiere è cambiato, è stato ristrutturato, si è imborghesito e pacificato». Proprio in questo contesto la Canalis ha vissuto un momento di imbarazzo quando De Niro ha usato il termine “centrified” chiedendo all’italiana un aiuto nel trovare un termine italiano con cui tradurre quella parola.. la Canalis ripete il termine cercando disperata un aiuto a Morandi che per uscire dalla situazione commenta: «Sei tu quella americana…» a cui lei risponde: «E’ vero, ma mi ha spiazzato».
    Difficile che Morandi la potesse aiutare vista la scenetta avvenuta pochi istanti dopo quando l’attore parlava del film in cui si è impegnato di più (“Toro scatenato”) e il presentatore del Festival interveniva dicendo: «A me piace moltissimo “Taxi driver”» e poi rivolgendosi alla Canalis: «Come si traduce “Taxi driver?”» a cui la showgirl replica secca «Taxi driver», quasi fosse una piccola rivincita dopo la gaffe precedente.
    Per concludere l’intervista Morandi chiede a De Niro di riadattare la scena di “Manuale d’amore 3” in cui fa una dichiarazione d’amore a Monica Bellucci, rivolgendosi stavolta a Elisabetta Canalis. L’attore le dice “ti amo”, dandole un bacio sulla guancia.
    (fonte: LaStampa.it, 19 febbraio 2011)
  • In radio vanno Modà, Emma e Pezzali
    Negoziante di dischi sanremese, ore 17, venerdì 18 febbraio: «Ho venduto parecchi dischi dei Modà e di Emma ma sta succedendo una cosa che non capisco e nonmi èmai capitata. La gente vuole solo la compilation della Universal che contiene Arriverà e non quella della Warner dove la canzone non c’è. I clienti pensano che quest’ultima non sia l’originale e non è così. Valli a capire». Ebbene, se il commerciante nel primo pomeriggio avesse dato un’occhiata alla classifica di I-Tunes, il più importante store on line dove viene venduto il 95% degli MP3, avrebbe trovato sollievo al suo cruccio. Il brano Arriverà, in odore di vittoria festivaliera, sta vincendo con grande soddisfazione di Checco Silvestre ed EmmaMarrone. Sempre su I – Tunes funzionano molto bene le canzoni di Max Pezzali, Nathalie, Davide Van De Sfroos, Roberto Vecchioni, Giusi Ferreri e Luca Barbarossa.
    I negozi
    Sono questi, in attesa della vittoria di stasera, i primi verdetti del Festival di Sanremo, i più importanti in realtà per gli artisti che devono «vendere» la loro musica. Interrogando i responsabili degli uffici commerciali di importanti megastore come Mediaworld, gli store on line Nokia Ovi Store, MSN, IBS, o siti di streaming comeDaDa si scopre che anche gli altri attori di questa recita fanno la loro parte mentre è stupefacente la performance della compilation con le canzoni storiche dei 150 anni che viene venduta «fisicamente » nelle edicole e ha già raggiunto le 75mila copie. A sorpresa Max Pezzali con Ilmio secondo tempo ha intercettato i gusti dei quarantenni e dei teen che lo considerano, evidentemente, un fratello maggiore affidabile. Immaginabile l’ascesa verticale di Nathalie con Vivo sospesa, che dall’inizio della settimana gli scommettitori non hanno mai abbandonato assicurando quote bassissime. Questo, in vista del piazzamento finale e di una «coda» di popolarità x factoriana. La rossa romana è piaciuta al punto da far aprire i portafogli e lo stesso accade per chi ha deciso di acquistare Il mare immenso della rediviva Giusy Ferreri o Bastardo della ripescata Anna Tatangelo. Felicitazioni anche al risorto Luca Barbarossa che con Raquel Del Rosario ha proposto una canzone lieve come Fino in fondo.
    Le radio
    Ora naturalmente vanno fatti distinguo e riflessioni su ciò che accadrà nelle prossime settimane. Il mantenimento dei buoni exploit di vendita e la popolarità delle canzoni potrà avvenire solo se le radio decideranno di programmarle e i discjockey di annunciarle. Intanto, oggi, scorrendo fra le programmazioni dei maggiori network radiofonici Rtl 102.5, Deejay (a sorpresa), Radio 105, Radio Dimensione Suono, ovviamente Radio Italia Solo Musica Italiana e via sino alla più piccola emittente locale, i risultati delle ondemedie confermano quelli dei negozi: Modà, Pezzali,Nathalie e gli altri a seguire, anche a seconda del target della radio. Vecchioni va fortissimo a Radio Italia,Dee Jay preferisce i giovani.
    I giovani
    Già, perché anche i giovani partecipanti al festival stanno andando alla grande. Raphael Gualazzi (vincitore del Premio della Critica dedicato a Mia Martini) così come Serena Abrami, hanno fatto innamorare i manager FM che nelle ultime ore hanno abbracciato anche il reggaeggiante Anansi. Serena ha interpretato al meglio Lontano da tutto, un pezzo di Niccolò Fabi contenuto nell’Ep d’esordio al quale ha collaborato anche Ivano Fossati. Il giovane rasta trentino con Il sole dentro è tra i più suonati dalle radio e c’era da immaginarlo. Raphael Gualazzi, come prevedeva la sua scopritrice Caterina Caselli, sta ottenendo buoni risultati di vendita: un pubblicomolto vario, dal ragazzo al padre di famiglia chiede notizie, vuole preascoltare e poi compra il cd Reality and Fantasy. Insomma, in attesa che il ciclone Sanremo rivoluzioni la hit parade ufficiale e trascini nel gorgo Jovanotti, Gianna Nannini, Biagio Antonacci e Ligabue in vetta ancora per poche ore, attendiamo il verdetto che questa notte uscirà dalla porta del teatro Ariston. Un luogo che da qualche anno è tornato cruciale per la sopravvivenza dellamusica.
    (fonte: “La Stampa”, 19 febbraio 2011 – articolo di Luca Dondoni)

  • Gianni Morandi scambia Sanremo con “Paperissima”
    Rimarranno storiche le gaffe del cantante presentatore. L’altra sera in diretta: «Anche il Festival festeggia i 150 anni della Repubblica». Di che cosa? Redarguito immediatamente dietro le quinte, tornato sul palco si corregge così: «Mi sono sbagliato, la Repubblica è uscita dopo…». E poi ancora: «Ecco un omaggio a Rick e Gion». Rick e chi? Ovviamente Gian. Gianni è così, ne fa una dietro l’altra, ma qui gli si perdona tutto.
    Confonde sempre Luca e Paolo e ogni tanto li chiama Ale e Franz. Sposini lo chiama Roberto e non Lamberto. E, comunque, è in buona compagnia. Belén, alla domanda su cosa spera per l’Italia, risponde: «Spero che ritrovi l’unità e torni ad avere un solo re, non come un tempo quando ne aveva due». E chi vorrebbe come re, Berlusconi? E quando mai abbiamo avuto due sovrani? Vabbè, anche la soubrette argentina è perdonata, deve ancora studiare la storia nostrana…
    (fonte: “Il Giornale”, 18 febbraio 2011)
  • Nello yacht di Lucio Presta si decidono le sorti del Festival
    La riconosci subito. Davanti, parcheggiata, c’è la Ferrari blu che la sua compagna Paola Perego gli ha regalato per il suo compleanno lo scorso anno. Nelle acque del porto di Sanremo galleggia il vero centro di potere della kermesse, “Villa sul mare”, la barca del manager Lucio Presta, l’anima ruggente delle ultime fortunate edizioni di Sanremo. Quelle di Bonolis (due) e di Antonella Clerici, suoi assistiti. Quest’anno è riuscito a convincere i vertici Rai, ormai orientati sulla scelta di Manuela Arcuri, a prendere Belen, la sua pupilla per la quale ha progetti pazzeschi.
    Nello yacht di 43 metri, 15 stanze e 7 persone dell’equipaggio dormono lui, la Perego, i suoi figli e i fidati collaboratori, tra cui Massimiliano, suo cugino coi ricciolini rossi, al quale ha affidato il compito di diventare l’angelo custode di Belen. Qui fa riunioni di lavoro, cene di piacere, invita amici e artisti, tra cui Mara Venier che si è trasferita a Sanremo con la sua Vita in diretta. Belen spesso dorme sullo yacht, lo spazio c’è. Tante stanze, televisori ovunque. Il capitano frena la curiosità della cronista: «Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni né a far entrare nessuno».
    Morandi, Luca e Paolo, Mazzi, sono tutti venuti da lui. Tutti tranne Elisabetta Canalis, non si sa se per scelta o mancanza di invito. Qui, in barca, è stato addirittura allestito il set di “A casa di Paola”, il talk show della Perego, ma solo per pochi giorni: per motivi tecnici il programma è stato trasportato al Casinò. Presta ha occhi su tutto, dalle trattative con gli ospiti internazionali (come i Take That) a quelli italiani, dai neri pubblicitari alla promozione fino alle idee artistiche.
    I suoi personaggi si fidano ciecamente. È in grado di assicurare la presenza di un asso come Roberto Benigni: è il manager anche del premio Oscar. Simona Ercolani e Federico Moccia (che cura in particolare i testi di Belen) appartengono alla sua scuderia. È un ex, invece, Cesare Lanza, che ha firmato le kermesse di Bonolis e della Clerici, ma poi ha litigato con l’entourage “prestiano” tanto che i giornali l’hanno definito il “picconatore occulto” di Sanremo.
    “Villa sul mare” è il luogo in cui, tempo permettendo, Presta si concentra meglio. Infatti l’ha trasformata nel quartier generale della sua nutrita scuderia. Un vero centro direzionale pronto a risolvere problemi e trovare soluzioni.
    Belen a volte si ferma qui, come ha scritto “Tv Sorrisi e Canzoni”, anche se il suo alloggio è al Grand Hotel del Mare della vicina Bordighera, lo stesso di Al Bano (suo figlio non smette un giorno di chiedere notizie sull’Argentina), dove stasera dovrebbe arrivare anche l’amato Fabrizio Corona, ma lui smentisce.
    Il prezzo di una suite varia dai 520 euro della Senior agli 850 della Presidenziale. Belen ha voluto con sé tutta la famiglia, mamma, papà, fratello e sorellina, che però hanno affittato una casa in città. Mancano solo le prozie e l’albero genealogico è completo. Oltre a Massimiliano, Belen è seguita dalla manager ed ex modella Paola Benegas, colei che sette anni fa la scoprì. Ora le fa da assistente.
    Diversissima da Belen è Elisabetta Canalis. Schiva e solitaria, a Sanremo occupa un mini appartamento all’Hotel Europa (230 euro al giorno) e non la accompagna nessuno a parte l’amica Patrizia e l’assistente Monica, che lavora per Beppe Caschetto. I genitori, papà radiologo e professore e mamma insegnante, sono rimasti in Sardegna per stare vicino alla nonna malata, che purtroppo è mancata alla vigilia della kermesse. Non ci sono, stranamente, neppure gli adorati cagnolini di Ely, i pincher Piero e Mia, animaletti che si porta ovunque, in spiaggia, quando corre, a fare shopping nelle vie di Los Angeles. L’ex velina non si separa mai da loro, addirittura spiega nelle interviste che i due cagnolini appagano il suo istinto materno. La loro assenza ha stupito tutti. Più di quella del fidanzato George Clooney.
    Il patriottico Gianni Morandi si accontenta dell’Hotel tre stelle “Il Globo”, lo stesso del direttore artistico Gianmarco Mazzi, ma ha voluto fare di più. Ha fatto costruire una stanza che lo colleghi direttamente con il teatro Ariston. Cosicché, per andare a condurre Sanremo, non deve nemmeno uscire dall’albergo.
    (fonte: “Libero”, 18 febbraio 2011 – articolo di Alessandra Menzani)
  • I complimenti a Benigni di Giorgio Napolitano
    Lui s’è preso gli applausi e se n’è andato, zitto zitto, senza clamori né bagni di folla. Un’immagine poetica, come poetica è stata la definizione che ha dato di lui – non a caso – Mogol, “mi ricorda Charlie Chaplin”. L’esibizione di Roberto Benigni, ieri sera al Festival, fulcro della serata celebrativa del 150esimo dell’Unità d’Italia (dagli ascolti record), ha divertito, emozionato, commosso. A tal punto che anche il presidente della Repubblica s’è voluto complimentare con lui, con una lettera in cui ha scritto che “ha saputo esprimere il sentimento dell’identità nazionale attraverso i simboli della nazione, la storia, la bandiera, l’Inno”. Un messaggio di grande apprezzamento per l’attore che è riuscito, secondo il capo dello Stato, a interpretare i sentimenti con i quali i cittadini partecipano alle celebrazioni del 150esimo dell’Unità.
    Giorgio Napolitano gli ha telefonato, al termine della serata, e ha apprezzato la passione e la competenza con cui Benigni ha spiegato l’Inno di Mameli. Dal Quirinale a Oltretevere: anche l’Osservatore Romano promuove Benigni, che “ha dimostrato che esiste ancora un popolo italiano capace di emozionarsi se i valori comuni sono presentati in maniera convincente” e, continua Marcello Filotei, critico del giornale vaticano, “ha usato la retorica e l’ironia per accattivarsi la simpatia del pubblico, utilizzando la credibilità per commuovere in senso etimologico, cioé per muovere insieme verso qualcosa che unisce”.
    (fonte: “La Repubblica”, 18 febbraio 2011 – articolo di Alessandra Vitali)

ALTRE NOTIZIE

  • Brutte notizie per il calcio pay dall’Unione Europea
    Arriva un’altra europicconata, la seconda in due settimane, per i numi del calcio satellitare a pagamento. Il Tribunale di primo grado dell’Ue ha confermato il principio secondo cui tutti i grandi match pallonari, dalla fase finale di Coppa del Mondo a quella degli Europei, devono poter essere trasmessi in chiaro dalle tv di Stato. La sentenza emessa ieri si appella «al diritto all’informazione e alla necessità di assicurare un ampio accesso del pubblico agli eventi». Di fatto, smantella il monopolio delle partitissime e infligge un duro colpo a Uefa e Fifa, che si erano rivolte alla magistratura comunitaria per capovolgere un’analoga delibera della Commissione. Ora hanno due mesi per l’eventuale ricorso.
    Passo dopo passo, i poteri a dodici stelle stanno riscrivendo il mercato del football formato parabola. Ai primi di febbraio, un parere dell’Avvocato Generale della Corte europea di giustizia ha già aperto la via alla liberalizzazione delle vendita delle schede delle pay tv. Se sarà accolto dal collegio di togati nel nome della libera circolazione dei servizi, si avrà facoltà di riorientare l’antenna verso un’eventuale stazione straniera che offra gli incontri delle squadre italiane a un costo inferiore. L’uso di carte di provenienza estera è attualmente proibito.
    L’hanno chiamata la legge Bosman delle televisioni a pagamento, riesumando il nome del giocatore belga che fu all’origine del pronunciamento che ha eliminato il tetto sugli stranieri (europei) da utilizzare.
    In attesa della sentenza definitiva, il Tribunale dell’Ue ha segnato un altro eurogol ai magnate del pallone (Murdoch su tutti), strappando loro il monopolio delle competizioni globali. «Sono partite che attirano un’audience che normalmente non s’interessa al calcio», gente che non necessariamente guarda le sfide undici contro undici durante il resto dell’anno, spiega la sentenza. Vedere i mondiali, insomma, è un diritto da garantire a tutti.
    In origine era stata la Commissione a vietare la concessione in esclusiva alle pay-tv dei diritti di trasmissione di tutte le partite di calcio della fase finale dei campionati europei e mondiali, mossa che aveva legittimato Belgio e Regno Unito a rompere il fronte. Uefa e Fifa si sono opposte.
    A loro avviso la misura era giustificabile solo negli incontri «prime» della Coppa del mondo (semifinali, finale e partite della nazionale) e per i «gala» dell’Euro (apertura e finale). Il Tribunale ha detto che la libertà va estesa a ogni capitolo della competizione.
    Ne consegue che gli Stati potranno dire quali sono le partite che ritengono debbano essere di pubblico dominio, senza nemmeno l’obbligo di informare la Commissione, perché la rilevanza non si può stabilire a priori. Il caso italiano è lampante. Sky ha i diritti per i Mondiali 2014 in Brasile e una parte potrebbe rivenderli alla Rai che, adesso, ha la strada aperta per intascarseli con maggiore facilità. Immense le potenziali conseguenze. Alla luce della liberalizzazione anche i compensi alle squadre, come quelli alle federazioni, potrebbero non essere più gli stessi.
    (fonte: “La Stampa”, 19 febbraio 2011 – articolo di Marco Zatterin)
  • Avanti in Rai le fiction di Barbareschi, ferme quelle della moglie di Bocchino
    Il doppio giro di valzer in chiave futurista – «me ne vado», «no resto», anzi «mi sento responsabile» – del “trasformista” Luca Barbareschi paga eccome. L’attore, regista, deputato, produttore, ha ottenuto dalla Rai il via libera per due Fiction che vedremo nella prossima stagione televisiva. Resta a bocca asciutta, invece, la moglie di Italo Bocchino, rimasta fuori dal piano editoriale approvato da viale Mazzini nell’ultima seduta del consiglio di amministrazione.
    Barbareschi, raccontano le solite voci di corridoio, teneva in modo particolare a queste due opere televisive, dovendo rivitalizzare le casse della sua casa di produzione Casanova, messe a dura prova dalla serie tv già girate, ma senza acquirente. Fra queste c’è la fiction dedicata a Nero Wolfe, che vede l’attore e doppiatore Francesco Pannofino nei panni del celebre detective che risolve i casi più intricati del mondo. La pellicola è già stata girata e i costi di produzione sarebbero stati particolarmente elevati. Barbareschi, stando a quanto affermano gli addetti ai lavori, aveva la necessità di piazzare il prima possibile questo prodotto, altrimenti avrebbe dovuto stoppare altre opere già in cantiere. E la Rai lo ha accontentato. Disco verde anche per “L’olimpiade nascosta”, fiction dedicata alle gare disputate nel 1940 in un campo di concentramento.
    Il resto del piano prevede opere storiche e d’attualità, ma anche biografie di santi e poeti e soprattutto la famiglia in tutte le sue declinazioni. I ritratti più attesi sono quelli dedicati a Don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione scomparso sei anni fa, Trilussa ed Evita Peron.
    Particolarmente attesa, infine, l’opera dedicata a Giovanni Borghi, da tutti conosciuto come “Mister Ignis”, su cui si era spaccato, nelle scorse sedute, il consiglio di amministrazione. La serie, firmata e prodotta da Renzo Martinelli, è dedicata all’epopea di Giovanni Borghi, definito da Silvio Berlusconi, un «esempio di vita», tanto il premier ha prestato la sua penna per la prefazione del libro scritto da Gianni Sparta.
    (fonte: “Libero”, 18 febbraio 2011, articolo di Enrico Paoli)

In merito a quanto riportato nell’articolo sopra, una doverosa precisazione che mi è stata fornita da Luca Barbareschi:

Le informazioni sono inesatte: i progetti in essere Rai sono stati scritti e sviluppati negli ultimi tre anni, e fanno parte di una continuità di lavoro ed eccelenza che ho da 37 anni, con quasi 100 film prodotti e coprodotti in Italia e all’estero, 1500 di televisione, 2 aziende informatiche e una di logistica più teatro.

  • Edoardo Camurri a “Mi manda Rai 3”
    Non sarà Maria Luisa Busi a condurre il nuovo Mi manda Rai 3 che ripartirà il 29 aprile. La conduttrice di Articolotre si dedicherà ai documentari. Il prescelto di Mi manda Rai 3, la nuova versione del format portato al successo prima da Piero Marrazzo e poi da Andrea Vianello, sarà Edoardo Camurri, 36 enne giornalista che nel suo curriculum vanta esperienze al Foglio, a Vanity Fair, a Omnibus e a Radiotre.
  • A marzo arriva su Rai 2 il “Maurizio Costanzo Talk”
    Dopo “Bontà loro” su Rai 1, Maurizio Costanzo invade anche Rai 2 e conquista una striscia quotidiana. Un nuovo talk show dal titolo Maurizio Costanzo Talk. Il programma andrà in onda tutte le sere, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18.45 per circa 55 minuti. Il conduttore, nel primo esperimento di un talk nella fascia che precede i tg, avrà ospiti e pubblico in studio. E dov’è la novità?
    (fonte: “Italia Oggi”, 18 febbraio 2011, articoli di Marco Castoro)


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Commenti»

1. enry - 19/02/2011

Non ho visto l’intervista a De Niro, ma solo quella ai Take That… una delle cose più imbarazzanti mai viste in tv! Canalis incapace e Belen bella statuina… che pena!!!
Ma poi la Canalis non vive negli States ora? Immagino che il rapporto con George non si basi molto sul dialogo, ma come fa a non sapere un cavolo di inglese??

Trisha - 19/02/2011

Quella di De Niro era pure peggio. Imbarazzante é dire poco.
Almeno Belen sa di sicuro fare qualcosa in più della Canalis.
Comunque non sopporto nessuna della due.
Forse ha mancato a qualche lezione. E’ rimasta al The Cat is on the table. ^_^

albert - 19/02/2011

Non c’è da stupirsi se si mettono due vallette incompetenti.

Sono rimasto sorpreso dell’eliminazione di Max Pezzali,addirittura Albano in finale!

Trisha - 19/02/2011

Non mi aspettavo nemmeno l’eliminazione di Tricarico.
Comunque, secondo me, vincerà Vecchioni o i Modà.

AleDan - 19/02/2011

Tricarico non e’ un granche’ come cantante, la canzone e’ carina e abbastanza orecchiabile
Secondo me vince il duo Barbarossa – Del Rosario ma bisogna stare attenti a Emma e Moda’ e Nathalie che hanno dalla loro i fan acquisiti con i talent da cui provengono
Vecchioni non mi convince molto come possibile vincitore ma sul podio mi sa che ci va cosi’ come potrebbe esserci anche Battiato-Madonia tra i primi (se rendono nota la classifica intera)

2. burchio - 19/02/2011

questo festival si presenta come un cesso…

un cantante che (ovviamente) non sa condurre (non ha proprio i tempi) perchè non è il suo mestiere…due messe lì che magari azzeccano pure i tempi…ma hanno ben poco da dire e IMHO in alcuni momenti sgomitano non per apparire…ma perchè non sanno cosa devono fare

una volta che fanno un palco decente…ci sono luca e paolo che sono il meglio del festival, che ci sono ospiti azzeccatissimi (de niro per me ci sta come il cavolo a merenda…però, lavigne e take that hanno un loro perchè)…sbagliano la cosa + importante che è la conduzione…

sembra gente che sta dietro il palco che imprvvisamente vengono spinti fuori…

a sto punto era meglio pippo baudo


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