jump to navigation

TeleNews #37 – Festival di Sanremo 2011, quinta ed ultima serata: il trionfo di Roberto Vecchioni – A Sanremo successo a metà di Morandi “Forrest Gump” – Le polemiche prima della finale, il caos del televoto – Spartacus gladiatore pulp – Mentana e la battuta a Berlusconi 20/02/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Festival, Musica, TeleNews, Testi, TV ITA, Video e trailer.
trackback

Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” raccoglie – segnalandone le fonti di provenienza – notizie ed argomenti vari, legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che finora non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate qui il vostro messaggio.

FESTIVAL DI SANREMO 2011, serata finale

In questo spazio speciale esaminiamo quanto accaduto nel corso della serata conclusiva del 61° Festival di Sanremo tramite le parole dei principali quotidiani nazionali.

  • La quinta ed ultima serata
    Al Festival di Sanremo numero 61 vincono l’impegno e l’amore. E la canzone d’autore. Trionfa Roberto Vecchioni che distanzia Emma e i Modà (secondi) e Al Bano (terzo) in una edizione premiata dagli ascolti e dalla buona volontà. Il gruppo guidato da Gianni Morandi ce l’ha messa tutta per portare a casa un risultato al grido del tormentone coniato per l’occasione, “stiamo uniti”. Passato un memorabile Benigni, passato un non indimenticabile Andy Garcia, visti Robert De Niro e Monica Bellucci e i Take That, l’ultima serata mette al centro la musica. Musicali anche i due ospiti, la popstar idolo delle ragazzine Avril Lavigne e Massimo Ranieri. Belen fa quello che le riesce meglio, cioè cantare (con suo padre, sul palco, e si commuove), la Canalis quello che le viene peggio, ballare. Ultimi istanti al cardiopalma: entrano nella rosa dei tre Al Bano, Vecchioni e Emma e i Modà. Alla fine la spunta “Chiamami ancora amore”.
    La sfilata dei cantanti si apre con Van De Sfroos e si chiude con Madonia-Battiato. In tutto sono dieci, dopo l’eliminazione di Anna Oxa, Patty Pravo, Max Pezzali e Tricarico. La finalissima si consuma a poche ore dal caos televoto, scoppiato dopo l’annuncio di un consulente di RaiTrade che ha svelato alla stampa che Roberto Vecchioni era in testa con i consensi arrivati fino a oggi. Una rivelazione che comunque, ne sono certi gli addetti ai lavori, non avrà alcuna conseguenza sul risultato finale. Torna sul palco il talentuoso Raphael Gualazzi, che nella penultima sera s’è guadagnato la vittoria nella sezione Giovani e pure il Premio della critica “Mia Martini”. Bravissimo e goffo, è già un personaggio.
    Così come personaggi, vera rivelazione di questo Festival, sono stati Luca e Paolo. Loro, dicono di essersene resi conto solo ora: “Abbiamo capito di avercela fatta perché prima abbiamo incontrato la Carlucci che per la prima volta ci ha salutato con grande entusiasmo”, dice Luca. Da un mese sono i reclusi di Sanremo, vivono “una vita noiosa” fra l’hotel Globo, a due passi dall’Ariston, il teatro, le prove. “Abbiamo anche imparato che qui si fa dietrologia su ogni cosa. Ma se la gente sapesse come nascono i nostri pezzi…”. In realtà non tutto quel che han fatto ha convinto. Soprattutto gli sfottò su Silvio Berlusconi. Che sono parsi più diluiti rispetto a quelli, scatenati e esilaranti, sul Pd. A questo proposito, Giammarco Mazza replica al consigliere d’amministrazione Rai – in quota Pdl – Antonio Verro, che ha criticato la direzione artistica del Festival per “una satira politica da tv commerciale”. “Conosco a memoria il Codice etico della Rai – ha detto Mazza – e nel progettare l’edizione 2011 di Sanremo, e non solo per la serata dei 150 anni, ma in tutte le serate, sono stato molto attento nel garantire i valori che il servizio pubblico è chiamato ad esprimere. E tra questi c’e anche un valore a cui tengo molto: la liberta d’espressione degli artisti”.
    Luca e Paolo invece rispondono a quanti, “pochi per fortuna, hanno scritto che abbiamo ‘assolto’ Berlusconi (nello sketch della quarta serata, sui guai del presidente del Consiglio, che si è concluso con un “non ha sbagliato, gli ha detto sfiga”, ndr). Noi non volevamo né assolvere né condannare nessuno, era chiaramente un pezzo contro il qualunquismo degli italiani. Noi cerchiamo di tradurre sul palco di Sanremo quello che molti italiani pensano. Perché ci sono un sacco di italiani che hanno votato, e ancora adesso voterebbero per Berlusconi. Chissà quante volte un dialogo come quello è stato fatto nelle case degli italiani…”.
    Con il Festival si chiude anche il vero tormentone della serata, quello Belen-Canalis. Utilizzate da mesi come formidabile strumento promozionale, fra fidanzati celebri e ingombranti e finta rivalità. Ma siccome poi sul palco “stiamo uniti, stiamo uniti”, la competizione di cui sopra si è trasformata in una complicità esposta e un po’ forzata fra carezze bacetti e balletti.
    (fonte: Repubblica.it, 20 febbraio 2011 – articolo di Alessandra Vitali)

  • IL VINCITORE: Roberto Vecchioni “Chiamami ancora amore”

“Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
che è così vera in ogni uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore

  • Gli ascolti dell’ultima serata, i commenti di Vecchioni
    Per maggiori informazioni cliccate qui
    Sono stati 12 milioni 136 mila, pari a uno share del 52.12%, gli spettatori della finale del festival di Sanremo vinto da Roberto Vecchioni con ’Chiamami ancora amore’. La media ponderata dell’ultima serata risulta di poco inferiore a quella del festival 2010 di Antonella Clerici (53.21%) e di quella dell’edizione 2009 di Paolo Bonolis (54.24%).
    «Lo rifarei subito, lo rifarei eccome». Roberto Vecchioni, rispondendo alle domande dei giornalisti subito dopo la vittoria, dice di sperare che lo spirito di questo festival, che ha dimostrato che si può fare satira politica un pò su tutti e che può vincere un brano cantauriale ’impegnatoì, «non sia solo un momento». «Credo che un grande esempio sia Gianni Morandi: un italiano sincero, onesto, che ha sofferto e gioito nella sua carriera», dice Vecchioni rendendo omaggio al conduttore del festival. Quanto alla maledetta notte che dovrà pur finire, citata nel suo brano, spiega: «È riferito a due notti diverse. Una notte italiana politicamente orribile perchè non ci vogliamo bene e l’altra è una notte esistenziale in cui bisogna combattere e mettersi d’accordo con una fede o con una speranza perchè sennò non si va avanti. Spero, politicamente, che qualcuno si tolga la maschera. Il problema non è la destra o la sinistra, a volte il problema sono gli uomini».
    Quanto all’attualità del suo brano che parla delle proteste studentesche, aggiunge: «Ho pensato ai ragazzi che sono scesi in piazza, che avevano in mano libri». Infine una battuta ai colleghi cantautori che hanno avuto meno coraggio di lui non accettando di partecipare in gara al festival: «Magari si aprirà una breccia ma arriveranno secondi», ha detto tra gli applausi, lodando anche il coraggio del collega Franco Battiato.
    (fonte: LaStampa.it, 20 febbraio 2011)

  • Luca e Paolo: “Grazie perchè”

  • A Sanremo successo a metà di Morandi “Forrest Gump”
    È stato un trionfo, a prescindere. Il Festival di Sanremo che si è chiuso ieri sera in un tripudio di brividi patriottici e cappelle organizzative verrà ricordato come molto bello, e molto visto. Anche se non è vero. Proprio perché non è vero.
    I ragionieri dell’ascolto potrebbero obiettare che i dati di venerdì (spettatori medi 10 milioni 616 mila, share medio 46,91 per cento) erano in calo rispetto sia alla quarta serata della Clerici (11 milioni 274 mila e 50,74 di share) sia a quella di Bonolis 2009 (share medio 47,47).
    E i ragionieri del manuale tivù potrebbero stigmatizzare le infinite pecche di una conduzione a tratti avventurosa, a tratti incerta.
    Ma queste sono, per l’appunto, ubbìe per ragionieri tristi. Ciò che conta, ciò che resterà, è l’impressione. La profezia che si invera.
    Facile profezia: l’onesto Morandi, il sorridente Morandi, non poteva perdere. Gli eroi non perdono mai, da Topolino in su.
    Un altro conduttore che sciorinasse sul palco dell’Ariston le incertezze, le imprecisioni, gli sbandamenti sciorinati da Morandi finirebbe crocifisso e sbertucciato.
    Ma Morandi non è Panariello, non è Carrà. Non è Clerici. Non è neppure Baudo o Bonolis. Morandi è Forrest Gump. Non è una delle solite teorie sociologiche della mutua che sballano i giornalisti al Festival per lenire la frustrazione di scrivere del Festival anziché di cose da fini intellettuali quali essi si considerano.
    Morandi è davvero Forrest Gump. Me lo ha detto Morandi, anni fa, e da allora ho capito perché Gianni Morandi è Gianni Morandi.
    Morandi-Forrest Gump non dà mai l’impressione di essere più furbo o più bravo di te. Ti dà l’impressione di fare le cose esattamente come le faresti tu: anzi, un po’ peggio. E così ti fa simpatia, e sei pronto a perdonargli qualsiasi defaillance, come la perdoneresti a te stesso.
    Gli unici momenti in cui Morandi non appare un po’ impacciato, e inadeguato, è quando canta. E poiché quest’anno al Festival ha cantato poco, è apparso spesso impacciato e inadeguato. Dunque molto amato da noi comuni mortali impacciati e inadeguati.
    Perché Morandi litiga dietro le quinte con l’inglese borioso Robbie Williams come chiunque di noi litigherebbe con un inglese borioso, dicendogli «This is not the way» per «Non è questo il modo», come direbbe chiunque di noi che non sapremo mai bene l’inglese.
    E fa le domande sciocche a Robert De Niro e i complimenti goffi a Monica Bellucci, come farebbe chiunque di noi davanti al Celebre Attore, o alla Bellissima Diva.
    E si commuove quando parla dell’amico Gianni Bella malato, come si commuoverebbe ciascuno di noi parlando di un amico malato.
    E s’incazza se gli rovinano il lavoro ben fatto, e deve pagare lo scotto della faciloneria altrui, come ci incazziamo noi, nel lavoro e nella vita, mentre paghiamo lo scotto dell’altrui – e della nostra – faciloneria.
    E piange e ride e gli sudano le mani e sbaglia i nomi, come chiunque di noi quando c’è da piangere e ridere e sudare e sbagliare i nomi.
    Ma nel momento peggiore, mentretutti perdono la calma, lui la conserva. Come noi non la sappiamo conservare, ma come la sapevano conservare i nostri nonni contadini, perché quando veniva la tempesta e distruggeva i raccolti, loro sapevano che non c’era nulla da fare, se non ricominciare, con immensa pazienza. E ricominciavano, come ha ricominciato mille volte Morandi, nella sua vita e al Festival di Sanremo.
    Ecco perché Gianni Morandi ha vinto la sua sfida.
    Adesso che l’ha vinta, tutti gli chiedono se l’anno venturo presenterà ancora il Festival; e lui dice che sì, che se lo vorranno gli piacerebbe rifarlo, perché è stato bello; ma in fondo, aggiunge, preferirebbe tornare a Sanremo come concorrente. Come Albano, come gli altri suoi colleghi. Per fare il suo lavoro.
    Non più Forrest Gump, un po’ impacciato, e inadeguato; ma Gianni Morandi, il Famoso Cantante.
    (fonte: “La Stampa”, 20 febbraio 2011, articolo di Gabriele Ferraris)

  • Le polemiche prima della finale, il caos del televoto
    Giornata di polemiche a Sanremo. Con uno “scivolone” sulla gara e sui televoto che alcuni temono possa compromettere l’esito della competizione a poche ore dalla proclamazione del vincitore. A commettere la leggerezza è un conuslente di RaiTrade, membro del gruppo che presidia le operazioni di televoto. Sebastian Marcolin – così si chiama – a poche ore dalla sfida decisiva sul palco, nel corso della conferenza stampa mattutina all’Ariston ha detto che “Roberto Vecchioni è stato il più televotato”. Sette parole che fanno andare su tutte le furie il direttore artistico Giammarco Mazzi: “Questa è una cosa gravissima – tuona – è scarsa professionalità, il voto è ancora in corso e quel che ha detto potrebbe influenzare il risultato. Lei sta diffondendo un dato sensinbile”. E insiste: “Dovevate limitarvi a dare i dati generali sulle cifre, come vi viene in mente di fare nomi?”.
    E’ bastato un attimo a far esplodere il caos nella sala stampa. Le urla di Mazzi, un vaffa… dal sen fuggito a Morandi, la faccia smarrita dell’uomo RaiTrade e le richieste di chiarimento dei cronisti. Non pago, Marcolin riprende la prola e aggiunge anche alcuni dati sulla distribuzione geografica dei flussi. “Al Bano è stato votato in Puglia, mentre Van De Sfroos è stato molto votato in Lombardia…”. A quel punto Mazzi sbotta di nuovo: “Basta, questa persona se ne deve andare”. Che cosa ne pensa il diretto interessato: “Mi fa sicuramente piacere essere primo nel televoto di ieri, è la conferma che il brano sta arrivando alla gente. Non penso di essere danneggiato”, ha detto Vecchioni.
    Quando gli animi si placano, il direttore di Rai 1, Mauro Mazza, dice che alla fine “l’incidente non altera nulla e il televoto va avanti nei tempi stabiliti” e anche Giammarco Mazzi ridimensiona, parlando di “un piccolo pasticcio che non avrà ripercussioni importanti”. Ma una prima conseguenza arriva a stretto giro: il Codacons annuncia un ricorso al Tar del Lazio perché “non si tratta di una gaffe – dice il presidente del Comitato, Carlo Rienzi – ma di una irregolarità che potrebbe condizionare il voto del pubblico a casa. I risultati sulle preferenze dei telespettatori – ricorda Rienzi – vanno tenuti segreti fino all’ultimo per garantire imparzialità e uguale trattamento a tutti i concorrenti”. Il Codacons annuncia quindi che chiederà ai giudici di annullare i televoti giunti al Festival fino alla serata di ieri, “e non escludiamo di rivolgerci alla magistratura al fine di garantire la buona fede dei telespettatori e il corretto svolgimento della gara canora”.
    Più tardi, è ancora il Codacons ad annunciare di aver inoltrato un esposto all’Antitrust “per annullare tutta la gara di ieri, perché – dice l’associazione – adesso verranno influenzate le scommesse e una parte di questi soldi va allo Stato”. ”Avevamo detto che il televoto doveva essere eliminato – dice il presidente Carlo Rienzi – non c’é alcun controllo, alcuna garanzia e alcuna trasparenza. Ora verranno influenzati soprattutto i vincitori e, si sa, la vincita di un festival come quello di Sanremo implica tanti guadagni che non possono essere legati a un signore che dà risultati quando non dovrebbe darli”.
    Il dubbio di Nando Pagnoncelli è su come si possa dimostrare che un annuncio di quel tipo abbia poi influenzato il voto successivo. “In che modo si può dimostrare? Non dico che il ricorso sia infondato, ma dico che sarebbe difficile dimostrare che il mancato annuncio avrebbe prodotto un esito diverso”. Il presidente dell’Ipsos spiega che lo scorso anno, per l’ultima serata del Festival, il flusso fra sms e linea fissa era stato di circa un milione e ottocentomila voti; per quel che riguarda questa edizione, finora sono arrivati circa 200 mila televoti. “Quindi rivelare le graduatorie parziali è, sì, un fatto grave e inedito – aggiunge Pagnoncelli – ma vista la proporzione di uno a nove, è difficile che possa compromettere i risultati finali”. Da anni, annuncia Pagnoncelli, ci si interroga su questo punto anche sul fronte dei sondaggi politici: può la pubblicazione di un sondaggio influenzare l’intezione di voto e in che misura?”.
    Esclude conseguenze  sull’esito finale anche l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che in ogni caso, sottolinea, vigilerà sullo svolgimento delle operazioni, “riservandosi di intervenire, qualora dovessero emergere irregolarità o violazioni, pretendendo un nuovo conteggio dei voti, la rettifica dei risultati o, nei casi più gravi, anche il loro annullamento”. UIl regolamento sul televoto appena varato dall’organismo di garanzia, all’articolo 8, prevede la facoltà, per le emittenti, di rendere noti i risultati “al termine delle operazioni” ma anche “al termine delle singole sessioni di voto”. Ma visto che si tratta “di un errore materiale, “l’episodio di oggi potrebbe semmai avere influenza sulla gestione delle scommesse, che però non è di competenza dell’Agcom”.
    Le dichiarazioni sul vantaggio di Vecchioni al televoto hanno scatenato anche il caos nel settore delle scommesse. Da qualche giorno i maggiori operatori avevano aperto il goco sul possibile vincitore di Sanremo. E come ricorda l’agenzia Agicos, fino ad oggi sono state giocate, su Sanremo, centinaia di migliaia di euro e la vittoria di Vecchioni era quotata 3 volte la posta. Dopo la rivelazione, le grandi società come Snai si stanno apprestando a ritoccare in basso la quota se non addirittura a chiudere il gioco per il rischio di speculazioni.
    (fonte: Repubblica.it, 19 febbraio 2011 – articolo di Alessandra Vitali)
  • Nessun pericolo di irregolarità, le precisazioni Rai
    «Il 61° Festival della canzone italiana di Sanremo non corre alcun rischio per quanto riguarda i risultati finali delle votazioni di questa sera». È questo il contenuto di una nota che la Rai ha appena diffuso dopo le polemiche di queste ore sul televoto. Nel comunicato Viale Mazzini ne ha approfittato per ricordare i meccanismi attraverso i quali si è arrivati e si arriverà a determinare i vari verdetti intermedi e finali.
    I MECCANISMI DI VOTO –
    «Il meccanismo di votazione – si legge nella nota Rai – ha avuto diversi momenti e diversi protagonisti: nella prima serata la sola giuria demoscopica per la categoria Artisti; nella seconda serata la sola giuria demoscopica per la categoria Artisti e una giuria mista (50 per cento giuria tecnica, composta dall’orchestra – 50 per cento televoto) per la categoria Sanremo Giovani 2011; nella terza serata solo televoto per il ripescaggio di due cantanti della sezione Artisti e giuria mista (50 per cento giuria tecnica – 50 per cento televoto) per la sezione Sanremo Giovani 2011; nella quarta serata giuria mista (50 per cento televoto e 50 per cento giuria tecnica) per la sezione Artisti e giuria mista (50 per cento giuria tecnica e 50 per cento televoto, con successiva golden share della Sala Stampa RadioTv) per la categoria Sanremo Giovani 2011».
    TELEVOTO E CORRETTIVI –
    È pertanto evidente , sostiene la Rai che, fino all’inizio della serata finale, «il televoto ha avuto un peso relativo ed è sempre stato temperato da altri correttivi, affidati a esperti. Nella stessa serata finale, inoltre, il risultato che porterà all’individuazione dei tre finalisti sarà affidato alla giuria tecnica per il 50 per cento e al televoto per il restante 50 per cento che – giova ribadire – ripartirà da zero». Su questo risultato interverrà la golden share della Sala stampa Ariston Roof che farà scalare d’imperio tre posizioni all’artista più votato. «Gli azzeramenti delle varie classifiche provvisorie generate dal televoto costituiscono la migliore garanzia circa l’assoluta regolarità del meccanismo che porterà al risultato finale» spiega ancora la nota. «La Rai Radiotelevisione Italiana nello scusarsi con tutti gli addetti ai lavori per l’equivoco che ha generato oggi una serie di fraintendimenti con i media e gli stessi concorrenti – conclude la nota – ringrazia i rappresentanti dei consumatori che hanno saputo cogliere e sottolineare la regolarità e trasparenza delle procedure sin qui seguite. La Rai, infine, diffonderà più tardi – come stabilito dall’Agcom – i dati relativi alla categoria Sanremo Giovani 2011. E lo stesso farà domani per quanto riguarda la categoria Artisti».
    (fonte: Corriere.it, 19 febbraio 2011)

  • Raphael Gualazzi: il mio sogno? Rendere popolare il jazz
    Raphael Gualazzi è un ragazzone di quasi trent’anni che assomiglia tanto a Cesare Cremonini e ama il jazz tanto da volersi battere per renderlo sempre più popolare. Follia d’amore , questo il titolo della canzone vincitrice anche del premio della critica Mia Martini e di quello dei giornalisti della radio e della tv all’Ariston. L’artista urbinate è felice, ma imbarazzatissimo, specie quando gli si chiede se non pensa che buona parte del successo sanremese sia dovuto anche alla presenza del trombettista Fabrizio Bosso che lo accompagna. «Senza dubbio sì. Grazie a Fabrizio il mio pezzo ha avuto la forza di arrivare agli italiani».
    L’artista è già famoso nei circuiti jazz internazionali. Ora l’obiettivo è quello di farsi conoscere in Italia e partecipare al Festival (vincendolo) è stato solo un passaggio. «Spero che la musica di nicchia possa tornare al grande pubblico perché è piena di storia, di sfaccettature sociologiche: sono cresciuto attraverso gli studi classici, il blues, il soul, lo stride-piano di Art Tatum e Fats Waller ma anche grazie alle influenze più innovative di Jamiroquai o Ben Harper. Oltre che una grande passione, la musica per me è un dignitoso mezzo per vivere e mantenermi. Venire qui è stata un’esperienza formativa e sono onorato di esser salito su uno dei palcoscenici più importanti della tradizione musicale del nostro Paese».
    Caterina Caselli, la sua discografica e scopritrice, è al settimo cielo e rivela: «Anche Robert De Niro ha applaudito quando Gianni Morandi ha annunciato la sua vittoria». Dopo i Negramaro, Malika Ayane, Elisa e Andrea Bocelli ora è la volta di Gualazzi e l’ex casco d’oro parla del suo nuovo pupillo con entusiasmo. « E’ una soddisfazione far conoscere questo talento a tanta gente». Il brano Follia d’amore è contenuto nel nuovo album «Reality and Fantasies» e l’8 marzo dall’Auditorium di Roma parte il tour italiano.
    (fonte: “La Stampa”, 20 febbraio 2011, articolo di Luca Dondoni)

ALTRE NOTIZIE

  • Spartacus gladiatore pulp
    Di Spartacus, il famoso schiavo che sfidò l’impero di Roma, conoscevamo bene il film di Stanley Kubrick interpretato da Kirk Douglas. Quante discussioni: Spartacus proto-marxista (gli «spartachisti» di Rosa Luxemburg), Spartacus che spezza le catene della schiavitù, Spartacus che dà il nome a una squadra di calcio sovietica, lo Spartak Mosca. Adesso arriva uno Spartacus che sembra rivisitato e corretto da Quentin Tarantino, un pulp gladiatore che combatte in un’arena di sangue, sabbia e sesso. Non è Roma, ma Sodoma. Non è la rivolta per la libertà e l’amore di una donna, ma è il furore estetico dei corpi, una lotta fra palestrati per il piacere, molto gay oriented, di osservare quei corpi (SkyUno, giovedì, ore 21,10, esordio record con una media di 226.402 spettatori e una permanenza pari al 52%).
    «Spartacus: sangue e sabbia» (Spartacus: Blood and Sand) è una serie prodotta da Sam Raimi e ispirata alle graphic novel di Frank Miller (Sin City): la trama è un puro pretesto per un’esplosione di colori, di brutalità, di letti e di lotte. La vera trama è l’esagerazione, l’eccesso, la palpitazione (la pulp-itazione) e lo scenario diventa un universo fantastico, privo di connotazioni storiche, dominato dal ralenti, il modo più semplice per esaltare l’effetto speciale. Come si legge in una nota, «il linguaggio è brutale e schietto e l’effetto scenografico è grandioso. Una sorta di mash up tra 300 e Il Gladiatore».
    «Spartacus» ricorda molto i «peplum film» realizzati in Italia negli anni Sessanta e che avevano per protagonisti Maciste, Ercole o Sansone. Erano pellicole girate a basso costo ma potevano contare su attori atletici e muscolosi, anche se incapaci di recitare. Qui il «peplum» si esalta e si erotizza (potenza del budget!). Il canale statunitense via cavo Starz ha già richiesto una seconda stagione composta da altrettanti 13 episodi. A causa della malattia che ha colpito l’attore Andy Whitfield, la produzione si è vista costretta un recasting del ruolo principale, che è stato assegnato all’attore australiano Liam McIntyre.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 20 febbraio 2011 – articolo di Aldo Grasso)
  • Mentana e la battuta a Berlusconi
    «Questa è mia figlia, ma è maggiorenne». Una battuta scherzosa ma pungente, che però ha creato un certo imbarazzo. Enrico Mentana l’ha rivolta al premier Silvio Berlusconi in pieno centro a Roma. INCONTRO CASUALE – Il siparietto nel primo pomeriggio: il direttore del Tg di La 7 ha incrociato per caso il presidente del Consiglio mentre l’auto blindata del Cavaliere stava lasciando la residenza di palazzo Grazioli. Il giornalista era a passeggio per il centro storico della Capitale con i figli e portava la più piccola sulle spalle. Berlusconi lo ha visto, ha fatto fermare il corteo ed è sceso per salutarlo. Larghi sorrisi e strette di mano. Il Cavaliere si è messo subito a scherzare con la piccola: «Ma sei così grande e ancora hai il ciuccio?», le ha detto sorridendo e poi, accorgendosi che aveva in mano degli stuzzicadenti, ha avvertito il padre di fare attenzione. A questo punto Mentana ha presentato al capo del governo anche gli altri figli. Il più grande ha stretto la mano al premier. Poi il direttore ha introdotto anche la figlia più grande, con queste parole: «Anche lei è mia figlia, ma è maggiorenne…». Lo ha detto scherzano e per sottolinearlo ha riso della sua battuta, ma Berlusconi no: anzi, è calato un momento di imbarazzato silenzio che Mentana ha cercato di rompere chiedendo al Cavaliere se fosse diretto ad Arcore. «Si vado ad Arcore», ha risposto Berlusconi, che per cambiare argomento è tornato a giocare e a scherzare con la figlia più piccola del giornalista.
    (fonte: Corriere.it, 19 febbraio 2011)


Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

Annunci

Commenti»

1. Trisha - 20/02/2011

L’avevo detto che avrebbe vinto Vecchioni o i Modà. ^_^

2. enry - 20/02/2011

Mah… alla fine ha vinto Vecchioni… amatissimo da pubblico e critica a quanto pare. A me la sua canzone non è particolarmente piaciuta e sinceramente non credo che tra qualche anno la ricorderemo. Già adesso non mi entra in testa, figuriamoci.
Ottimo secondo posto (con l’8% di voti differenza) per i Modà + Emma, scandaloso invece Al Bano sul podio.
Clamorosi (in negativo) i risultati di Nathalie, Ferreri e Tatangelo, nemmeno tra i primi sei!
La prima aveva uno dei pezzi più belli ed era fresca vincitrice di X Factor. La seconda aveva avuto un grande successo con i primi lavori e alla vigilia era una delle favorite. La terza, almeno a Sanremo, aveva sempre avuto successo. E invece sono state decisamente snobbate, a favore di nomi sicuramente meno popolari come La Crus, Madonia e Van De Sfroos. Cmq tristissima la proclamazione del vincitore senza i tre finalisti sul palco, si è perso tutto il pathos!

IRapeYourMind - 20/02/2011

“E invece sono state decisamente snobbate, a favore di nomi sicuramente meno popolari come La Crus, Madonia e Van De Sfroos.”

Ma meno male che la qualità per una volta ha pagato sulle semplice notorietà, la Ferreri e la Tatangelo (almeno nella prima serata) erano inascoltabili.
La Crus e Davide invece sempre al top con le loro canzoni, con il duetto e con la canzone “classica”, De Sfroos ha interpretato meglio di De Gregori la sua canzone, e cantarla meglio di chi l’ha scritta e l’ha resa famosa è sinonimo di bravura assoluta.

enry - 20/02/2011

Infatti era per dire che è stata una sorpresa questa classifica, soprattutto viste le premesse della vigilia.
Poi che non abbia ancora capito nulla della canzone di Van De Sfroos o che l’apporto dato da Battiato al pezzo di Madonia sia stato esiguo (ma sembrava fosse cantata solo da lui)… beh quelli sono altri discorsi.

IRapeYourMind - 20/02/2011

Consolati mia nonna Milanese al 100% mi chiedeva in che lingua stesse cantando XD (va bhè che il dialetto di Como è diverso però diamine).
Battiato mi chiedo anch’io cosa ci facesse lì.

enry - 20/02/2011

Eheh, sono milanese anch’io però ho fatto fatica a seguire tutto! Ogni tanto poi partivano parole “straniere” tipo iPhone o vuvuzela e le capivo meglio!

Trisha - 20/02/2011

La canzone in dialetto aveva un ritmo molto simpatico ed orecchiabile. Io ho captato anche: Red Bull, Sandokan, Suzuki, La Perla di Labuan e Romagna mia. eheheheheheheh
Non ricordo la canzone di Vecchioni (sono passate più di 24 ore?) ^_^

enry - 20/02/2011

Ma nemmeno 24 ore! La canzone è bella, ma per nulla orecchiabile. Non che sia per forza un difetto, però cavoli… la canzone che vince il Festival dovrebbe essere un minimo di facile presa, essere radiofonica… non solo avere un bel testo.

P.S. E’ vero in Yanez viene detto anche “Romagna mia”, l’ho capito anch’io…anche se non so cosa c’entri!

IRapeYourMind - 20/02/2011

Perchè Sandokan va in vacanza a Rimini, per quello dice Romagna Mia XD

Trisha - 20/02/2011

@enry
Concordo. La canzone vincitrice dovrebbe essere ricordata. Mi ricordo ancora quella dei Jalisse Fiumi di Parole. ^_^
Ho notato che alcune radio non hanno proprio filato le canzoni di Sanremo. E’ normale?

P.S. Romagna mia é la canzone del gruppo Casadei. Ballo liscio (Mazurca, Valzer
Polka).

enry - 21/02/2011

Ahah Sandokan che va in vacanza a Rimini mi mancava!
Cmq mi sa proprio che avrà successo sta canzone…
@Trisha
Fiumi di Parole è indimenticabile dai… anche se i Jalisse sono stati l’esempio perfetto di “meteora”!

3. Massimiliano - 21/02/2011

A me era piaciuta molto quella di Nathalie, anche se un po’ ostica per San Remo. All’Arena di Giletti l’hanno insultata più volte, in sua assenza. Una vergogna.
La migliore del festival per me era quella dei La Crus.


Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: