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Libri – Shilpi Somaya Gowda “La figlia segreta” 02/03/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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“La figlia segreta” (Corbaccio; titolo originale “The Secret Daughter”, traduzione di Lucia Corradini Caspani; 314 pagine, prezzo di copertina 18,60 € – Acquista “La figlia segreta” su Amazon.it) è il commovente romanzo d’esordio di Shilpi Somaya Gowda, nata e cresciuta a Toronto da genitori indiani emigrati da Mumbai e laureata alla Stanford University.
L’autrice si occupa dell’importante tema della maternità intrecciando tra loro la cultura indiana e quella americana, che conosce meglio grazie alle sue esperienze di vita.
Nel 1984, alla vigilia della stagione dei monsoni, in un villaggio indiano non lontano da Mumbai Kavita partorisce da sola, in una capanna abbandonata: la donna non vuole nemmeno la presenza del marito, dato che la sua società considera le figlie femmine come un problema, e alla nascita della sua prima bambina il marito se n’è sbarazzato in qualche modo. Nell’eventualità che ora le nasca un’altra bambina e non l’atteso primogenito maschio, Kavita si nasconde dato che il marito le ha già detto che una figlia sarebbe più un peso che altro, non potrebbe nemmeno servire come aiuto nei campi e da grande le servirebbe una dote per il matrimonio.
Nasce una bambina: Kavita si reca a piedi a Mumbai con la neonata in braccio e la lascia all’orfanotrofio, donandole il nome (Usha, ovvero “alba”, dato che è nata all’inizio della mattinata) ed un braccialetto d’argento.
Sempre nel 1984, ci spostiamo a San Francisco, in California: Somer, pediatra infantile americana sposata con l’indiano Krishnan, non riesce ad avewre figli e dopo l’ennesimo aborto spontaneo viene a sapere che la attende una precoce menopausa, per cui, per avere un figlio, decide in accordo con il marito di ricorrere all’adozione. La coppia parte per l’afosissima India e finirà per adottare Usha, che nel frattempo per un errore è diventata Asha, nome dal significato ugualmente bello, “speranza”, come quella che Somer e Krishnan hanno nel futuro della loro famiglia.
Mentre Somer e Kris ripartono per l’America, in India è rimasta Kavita, che finalmente è riuscita ad avere un primogenito maschio che l’ha salvata dall’astio del marito e dei parenti, ma la situazione economica della famiglia è drammatica e per questo riparano a Mumbai nella speranza di maggiore fortuna.
La piccola Asha unisce dunque due madri e due mondi completamente diversi, con la speranza in un futuro migliore e in una convivenza possibile tra culture spesso opposte tra loro.

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