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Libri – Luigi Grimaldi, Luciano Scalettari “1994 – L’anno che ha cambiato l’Italia” 03/03/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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Da non perdere l’interessante saggio “1994 – L’anno che ha cambiato l’Italia” (Chiarelettere – collana “Principio attivo”, 466 pagine, prezzo di copertina 16,60 € – Acquista “1994” su Amazon.it), scritto dal giornalista freelance Luigi Grimaldi e da Luciano Scalettari, inviato speciale di “Famiglia Cristiana” e consulente della Commissione parlamentare sul delitto Alpi-Hrovatin dal marzo 2004 all’aprile 2005.
Il volume è un’inchiesta approfondita su quattro misteri irrisolti della storia italiana che si sono dipanati in sei anni, dal 1988 al 1994, tra la Prima e la Seconda Repubblica. Si parla del delitto Rostagno (1988), la tragedia del traghetto Moby Prince (1991), gli omicidi dell’ufficiale del Sismi Vincenzo Li Causi (1993) e della morte dei reporter Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (1994).
Come affermato dal volume ben documentato, una controinchiesta che impiega i risultati di diverse indagini della magistratura (da “Sistemi criminali” della Procura di Palermo a “Cheque to Cheque” della Procura di Torre Annunziata), con testimonianze e documenti inediti, un filo comune lega i fatti e le date che preparano la grande svolta del 1994, l’anno della discesa in campo in politica di Silvio Berlusconi.
Tra omissioni, depistaggi e prove inquinate, emergono scampoli di verità sulla tragedia del Moby Prince a Livorno, dove erano in corso manovre illecite di trasbordo di armi e materiale bellico, o sul progetto Urano, una delle più gigantesche operazioni di smaltimento di rifiuti tossici.
Mogadiscio, Livorno, Trapani, Palermo, Roma e Milano si profilano come le tappe di un unico percorso che porta alle stragi di mafia del 1992-1993 e pone sotto una luce diversa la svolta elettorale del 28 marzo 1994, una settimana dopo l’uccisione in Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, i due giornalisti del Tg3 pronti a mandare in onda un servizio annunciato clamoroso e “pericoloso”.
L’inchiesta è arricchita in appendice da due interviste ai magistrati Antonio Ingroia e Luca Tescaroli e da una postfazione di Salvatore Borsellino. Per chi volesse approfondire gli argomenti trattati, non mancano un elenco completo delle fonti consultate ed una ricca bibliografia.

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