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Libri – Roberto Calasso “La Folie Baudelaire” 09/03/2011

Posted by Antonio Genna in Filosofia, Libri.
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“La Folie Baudelaire” (Adelphi, 434 pagine, prezzo di copertina 18 € – Acquista “La Folie Baudelaire” su Amazon.it), scritto nel 2008 da Roberto Calasso, presidente e consigliere delegato della casa editrice Adelphi, ed ora ristampato all’interno della collana “Gli Adelphi”, è il sesto pannello di un’opera ancora in corso dell’autore, iniziata con “La rovina di Kasch” (1983) e nel frattempo proseguita con “L’ardore” (2010).
Al centro di tutto è un sogno, l’unico mai raccontato dal poeta e scrittore francese Charles Baudelaire (nato a Parigi il 9 aprile 1821 ed ivi deceduto il 31 agosto 1867): un sogno in cui è facile entrare ma quasi impossibile uscire, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo il sognatore ma ciò che lo circondava. Nel sogno spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con sorprendente acutezza, Ingres e Delacroix, ed altri due che solo attraverso di lui si svelano, Degas e Manet.
Secondo il perfido critico letterario francese Charles Augustin de Sainte-Beuve, Baudelaire si era costruito un «chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso», che chiamò la Folie Baudelaire (“Folie” era il nome settecentesco dato a certi padiglioni dedicati all’ozio e al piacere),ponendolo sulla «punta estrema della Kamčatka romantica». In questo luogo desolato ma attraente, ritenuto dai più inabitabile, non sarebbero mai mancati i visitatori, anche coloro che la pensavano in modo opposto, da Rimbaud a Proust. Questo luogo sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura.
Nel saggio, Calasso racconta la vicenda discontinua di come la “Folie Baudelaire” venne a formarsi, e di come altri si avventurarono per esplorare quelle regioni.
Un volume abbastanza discontinuo, da leggere con freschezza mentale per evitare di esserne troppo affaticati, che pur non rivelando particolari inediti su Baudelaire colloca il poeta in un contesto più ampio, all’interno dei suoi rapporti con gli altri intellettuali della sua epoca, mostrando che, almeno per qualche decennio, la Folie Baudelaire è stata prima di tutto la stessa città di Parigi.

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Commenti»

1. marisadibartolo - 10/03/2011

Galasso è tra i miei autori preferiti. Io scrivo molto ma leggo poco: uno scrittore che legge mi fa vomitare,è come un cuoco che mangia. Ma Galasso! per lui faccio un’ eccezione, come per Alberto Savinio.Non importa come,comprerò quel libro.


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