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Libri – Padget Powell “Interrogative Mood” 15/03/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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Un’opera davvero originale, questo “Interrogative Mood” (Ugo Guanda Editore; titolo originale “The Interrogative Mood”, traduzione di Giovanni Garbellini; 140 pagine, prezzo di copertina 14,50 € – Acquista “Interrogative mood” su Amazon.it), scritto da Padget Powell.
Cosa ne pensate di un libro che inizia con le frasi “Le tue emozioni sono pure? I tuoi nervi flessibili? Che rapporto hai con le patate? Costantinopoli dovrebbe chiamarsi ancora così? Un cavallo senza nome ti rende più o meno nervoso di uno che il nome ce l’ha?”? Questo non è davvero un romanzo, ma è una lunga serie di domande, alcune intriganti, alcune abbastanza folli, altre stimolanti e provocanti: nel suo complesso un volume davvero intrigante e soddisfacente.
“Interrogative Mood” è l’ultima di una serie di mosse rischiose di Padgett Powell, che ha esordito con il romanzo “Edisto” (1984), finalista al National Book Award statunitense ed apprezzato da pubblico e critica; dopo anni di tentativi più o meno riusciti, la platea dello scrittore si è sempre più assottigliata, e Powell si è dedicato per lo più ad articoli e raccolte di racconti, e dopo lo strano ed ignorato “Mrs. Hollingsworth’s Men” (2000) i due romanzi successivi hanno fatto desistere un po’ tutte le case editrici a cui Powell si era rivolto.
Adesso questo è il libro del ritorno: come già detto, non si tratta di un romanzo, ma riesce a fare ciò che altri romanzi cercano, ovvero offre uno studio caratteriale esplorando le ramificazioni di un individuo e della sua sensibilità personale.
Certo, è difficile una lettura consecutiva delle oltre 130 pagine, come un qualsiasi romanzo: si può riporre sul comodino e leggere a piccole dosi, meditando e facendo pause frequenti per apprezzare anche l’humour che l’autore ha diffuso nel testo, in cui è difficile trovare un senso logico, dato che le domande spaziano dal surreale (“Preferisci uno stagno dalle acque immobili o leggermente increspate?”) al sentimentale (“Puoi dire con certezza di avere amato?”), dal nonsense (“Preferiresti passare una giornata in un centro d’igiene mentale o in un centro commerciale?”), al personale (“Cosa ti farebbe piangere oggi?”), in un “flusso di coscienza” che ricorda un po’ l'”Ulisse” di James Joyce (anche se qui la punteggiatura, soprattutto i punti interrogativi, sono presenti).
Come ha detto Richard Ford, “Se Duchamp o forse Magritte avessero scritto un romanzo, sarebbe stato qualcosa di simile a questo notevole libro di Powell: originale e immensamente godibile…”: inutili altri interrogativi, per un volume che vi spiazzerà in ogni caso, e che vi potrà piacere oppure irritare, senza vie di mezzo.

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