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Edicola – “Le Scienze” n°511, marzo 2011: “Il rumore della coscienza” 16/03/2011

Posted by Antonio Genna in DVD, Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
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Ecco la copertina, i principali contenuti ed una descrizione degli allegati facoltativi del numero 511 – Marzo 2011 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana del prestigioso “Scientific American”, già in edicola da qualche settimana.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 3,90 €.

I contenuti di questo numero:

Scienza e società
Ogm e bolle di sapone

di Enrico Bellone

Lavori in corso

Scienza per immagini
Vista ai raggi X

di Anna Kuchment

Intervista
L’uomo dei microprocessori

di Silvia Bencivelli

Made in Italy
Un laboratorio grande come un chi
p
di Letizia Gabaglio

Scienza e filosofia
Democrazia tra le particelle

di Elena Castellani

Appunti di laboratorio
Spazio, tempo e numero nella mente

di Edoardo Boncinelli

Il matematico impertinente
La quadratura del cerchi

di Piergiorgio Odifreddi

Astri & Particelle
Il gigante va in pensione

di Roberto Battiston

Homo sapiens
L’allegro passato di Denisova

di Giorgio Manzi

Scienza news

Contact il giorno dopo

di Tim Folger
Secondo gli astronomi, se mai riceveremo un segnale extraterrestre, questo accadrà piuttosto presto. Ed ecco che cosa potrebbe succedere subito dopo

Cento trilioni di connessioni
di Carl Zimmer
Il rumore di miliardi di cellule cerebrali impegnate a comunicare potrebbe nascondere il segreto della coscienza

AMS: alla ricerca dell?altra materia

di Roberto Battiston e Andrei Kounine
È finalmente prossimo al lancio il grande rivelatore di particelle progettato per studiare i raggi cosmici operando come modulo esterno della Stazione spaziale internazionale

Fumo radioattivo

di Brianna Rego
Da decenni ormai l?industria del tabacco conosce le procedure con cui rimuovere un pericoloso isotopo radioattivo dalle sigarette, ma non ha fatto nulla. Ora però le cose potrebbero cambiare

La vera rivoluzione sessuale
di John A. Long
Rivoluzionando un percorso evolutivo che arriva fino agli esseri umani moderni, recenti scoperte fossili indicano che nei vertebrati la copula ha un?origine ben più antica rispetto a quanto ipotizzato. I primi a praticarla furono pesci primitivi

Tunnel di lava
di Michel Detay e Björn Hróarsson
L’Islanda è ricca di tunnel scavati da lave fluide sui fianchi dei vulcani. Queste gallerie, che si trovano anche su satelliti naturali e altri pianeti del sistema solare, ospitano curiose strutture di lava solidificata

In cerca di soluzioni radicali
Intervista di Mark Fischetti
La svolta energetica avverrà reinventando tecnologie di uso quotidiano, come spiega Vinod Khosla, uno dei più conosciuti investitori del settore

I rifugiati del clima
di Alex de Sherbinin, Koko Warner e Charles Ehrhart
Le variazioni nell?intensità delle piogge e nel livello dei mari causeranno migrazioni di massa senza precedenti nella storia dell?u manità

L’ascesa dei robot scienziati
di Ross D. King
Le macchine possono formulare ipotesi, svolgere esperimenti per verificarle e valutare i risultati. Senza intervento umano (o quasi)

Terapie psichedeliche
di Roland R. Griffiths e Charles S. Grob
Alcune sostanze che alterano la mente potrebbero indurre profonde riorganizzazioni psicologiche che normalmente richiedono decenni di impegno sul tradizionale divano dello psicoterapeuta

Coordinate

Asteroidi pericolosi
Mark Fischetti

Rudi matematici
Il gomitolo di Gordio

di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

Libri & tempo libero

Povera scienza
Problemi e astroblemi

di Paolo Attivissimo

Pentole & provette
Vita da bollicine

di Dario Bressanini

Inoltre, con Le Scienze di marzo 2011, a richiesta e a pagamento:

– il terzo DVD “Uomini e scimmie” della serie “Nel giardino di Darwin”.

– il 46° titolo della collana “Biblioteca delle Scienze”, il libro “Eternità – Il nostro prossimo miliardo di anni” di Michael Hanlon, finora inedito in Italia.

Un paio di secoli fa, l’umanità aveva cominciato a fare enormi progressi nella comprensione delle leggi di natura, e aveva mosso i primi passi nella tecnologia moderna. Ma davvero nessuno, a quell’epoca, poteva immaginare come sarebbe stato il mondo ai giorni nostri, nemmeno la mente più visionaria e brillante. Perché in fondo, dice Michael
Hanlon nell’introduzione di Eternità, il libro inedito in Italia che sarà allegato al numero di marzo di «Le Scienze», il nostro mondo non era cambiato di molto per migliaia di anni.
È divertente, dice Hanlon, provare a speculare sul nostro futuro come specie, sul futuro del pianeta e della vita che lo abita. E inizia la sua avventura dal futuro che conosciamo, o crediamo di conoscere. Dal riscaldamento globale con i suoi potenziali effetti alla rivoluzione medica dettata dal DNA, fino alle nanotecnologie. Ma non si ferma certo qui. Anzi, passando dalle previsioni a breve termine alle visioni a lungo e lunghissimo termine, scatenando l’immaginazione oltre ogni confine temporale, arriva a raccontarci che la nostra scienza sa dirci con un ragionevole margine di certezza che cosa accadrà alla Terra tra un miliardo di anni. A essere sinceri, con molta più accuratezza di quanto non possa dirci su che cosa saranno l’umanità, la scienza e la tecnologia tra appena un secolo.

Infine, l’editoriale del direttore Marco Cattaneo.

Cose di cui essere fieri
I successi della scienza italiana nell’età del degrado

C’è davvero tanta Italia a bordo di AMS, il grande rivelatore di particelle che partirà in aprile a bordo della missione shuttle STS-134 per agganciarsi alla Stazione spaziale e studiare i raggi cosmici dallo spazio, a caccia di antimateria e materia oscura, per spiegare alcuni degli enigmi più intricati del cosmo. Come raccontano Roberto Battiston e Andrei Kounine a p. 50, nell’esperimento – costato 1,5 miliardi di euro e la cui realizzazione è durata 16 anni – hanno un ruolo di primo piano l’Agenzia spaziale italiana e l’Istituto nazionale di fisica nucleare, ma anche molte aziende aerospaziali nazionali che godono di fama e stima in tutto il mondo.
Un po’ come a Ginevra, dove LHC vede impegnato un numero formidabile di fisici e tecnici italiani, a cominciare da Fabiola Gianotti, Guido Tonelli, Paolo Giubellino e Pierluigi Campana, i portavoce dei quattro esperimenti in corso nel più ambizioso e complesso acceleratore di fisica delle particelle mai costruito.
Piaccia o no, tutto questo è un prodotto di quell’università pubblica italiana che – a detta del ministro che dovrebbe governarla e dei troppi economisti-opinionisti-riformisti che la denigrano dalla cattedra di un’università privata – genererebbe soltanto clientele e baronie. Sembra proprio che all’estero non siano d’accordo, se affidano ancora all’Italia e agli scienziati italiani ruoli di primo piano nelle più importanti collaborazioni internazionali, e se continuano ad assumere giovani ricercatori italiani nei loro atenei.
Tutto questo fa riflettere. Perché è sempre più chiaro che il nostro grosso guaio non è una patologia del sistema dell’istruzione o della ricerca, quanto piuttosto la cronica impreparazione della classe dirigente politica e imprenditoriale a sfruttare le occasioni che la scienza mette loro a disposizione, per inseguire modelli di sviluppo miopi e di retroguardia. Tanto più se si vanno a rivedere i quattro casi (Olivetti, Mattei, Ippolito, Marotta) raccontati da Marco Pivato in Il miracolo scippato, di cui trovate una recensione in questo numero.
È passato mezzo secolo, da quelle storie oscure e turpi. E mi viene da pensare che nessuno, ma proprio nessuno, si è seriamente preoccupato di imparare le lezioni del passato per progettare il futuro del paese. Però poi penso a tutti quelli che tengono duro, come i fisici di AMS e LHC, ai ricercatori che con uno stipendio da fame si arrampicano sui tetti per far sentire la loro protesta ma poi anticipano comunque di tasca loro i quattrini per partecipare ai congressi, ai giovani che si iscrivono a fisica, chimica, biologia perché credono nei valori dell’istruzione, della ricerca, della cultura anche se sanno che probabilmente in patria non troveranno né sbocchi né opportunità.
E grazie a loro mi accosto con animo più sereno ai festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia. Perché c’è ancora qualcosa di cui andare dannatamente fieri, in questo paese.

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