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Edicola – “Rolling Stone” #90, aprile 2011: “The Wall – Roger Waters” 01/04/2011

Posted by Antonio Genna in Musica, Rolling Stone.
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Rolling StoneDi seguito ecco la copertina ed un’anticipazione del numero 90 – Aprile 2011 del mensile di musica, spettacolo ed attualità “Rolling Stone”. La rivista, edizione italiana dello storico omonimo periodico statunitense, è edita da Editrice Quadratum, ed è in vendita in edicola da ieri al prezzo di 3,20 €.

Just Another Brick in the Wall
Manco Roger Waters – che riporta in auge il grandioso The Wall (tutte le date sono sold-out) – si era reso conto della coincidenza. E cioè che siamo punto e accapo: i muri c’è chi li sfonda e chi invece ci sta a cavalcioni sopra. Il prosieguo della cover story sul sito di Rolling Stone Italia!

Matteo Renzi: Qualcosa di sinistro
Dice che, fra Marchionne e la Fiom, lui vota Marchionne. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, nemico del cachemire e battutista vernacolare.

Tutto quello che Wes Craven non ha detto
Wes Craven è il maestro dell’horror che ha riscritto la rappresentazione della violenza al cinema. Lo abbiamo intervistato per l’uscita di Scream 4 (nelle sale dal 15 aprile) ed è stata una chiacchierata epocale. Che, per ragioni di lunghezza, continua libera nel cyberspazio.

Ecco l’anticipazione di uno dei servizi di questo mese.

Matteo Renzi: qualcosa di sinistro

Matteo Renzi è il Rottamatore. Trentasei anni, tre figli, ex boyscout postdemocristiano, è sceso in campo con la missione di mandare a quel paese la nomenklatura del Partito Democratico. Il suo partito. Impresa lodevole. Bersaglio grosso. Resa televisiva garantita. Intanto, quando non lo vede nessuno, fa il sindaco di Firenze. Perciò lo incontriamo a Palazzo Vecchio. “Prendi i vertici internazionali che si sono svolti in Italia. – dice – 1994, Napoli, G7: c’hai Bill Clinton, c’hai Francois Mitterand, c’hai John Mayor, c’hai Helmut Kohl, c’hai Silvio Berlusconi. Mentre la sinistra si divide al congresso tra D’Alema e Veltroni. Vertice successivo, Genova 2001: Bush, Chirac, Blair, Schroeder. In Italia c’è Berlusconi, e la sinistra che fa? Fa un congresso, e si divide tra il candidato di D’Alema, Fassino, e il candidato di Veltroni, Giovanni Berlinguer. 2009, L’Aquila, G8: Obama, Sarkozy, Brown, Merkel. L’Italia c’ha Berlusconi. E la sinistra che fa? Si divide: non più in un congresso perché è in grado di innovare. Si va alle primarie con il candidato di D’Alema, Bersani, e il candidato di Veltroni, Franceschini”.Quindici anni mummificati. Ma la domanda è un’altra: perché in dicembre ti sei fatto ricevere da Berlusconi ad Arcore? Non è stata una mossa un po’ azzardata? E soprattutto: hai visto movimenti strani?
“L’incontro col presidente del consiglio si è svolto in una cornice assolutamente naturale. Non c’erano né Emilio Fede né Lele Mora, o almeno se c’erano li hanno nascosti bene”.

Stavano giù, nella sala del bunga bunga.
“Non lo so. Era l’ora di pranzo, abbiamo parlato di questioni che riguardano Firenze e per adesso Berlusconi ha mantenuto gli impegni che aveva preso. Delle altre vicende non ho voglia di parlare”.

D’accordo. Invece, le primarie del partito democratico riusciranno a rottamare qualcuno o qualcosa, oppure niente?
Quest’idea che le primarie siano un problema è tipica di una concezione del partito novecentesca. Per esempio l’idea che Bersani ha del partito è atroce. Lui dice: non mettiamo il nome del candidato leader sulla scheda, perché è una comunità di donne e uomini eccetera. Bella, nobile… Oh, ma Obama ha vinto prima di tutto contro la macchina più forte che i democratici americani avessero mai messo in piedi, quella dei Clinton.

Democratico all’americana, quindi.
“Mi emoziono pensando a Bob Kennedy, mi emoziona vedere quello che ha fatto Clinton. Io avevo un compagno di classe che era andato a studiare a Little Rock. Si chiama Giovanni Pedrocchi e ora fa l’avvocato, simpatico. Ci scrive una lettera: “Cari ragazzi, sono a Little Rock…” E tutti: ma dove cazzo è ‘sto Little Rock? Passano sei mesi e scopriamo tutti dov’è, grazie a Clinton”.

Quando hai cominciato ad avere in testa la politica?
“Ho studiato giurisprudenza e ho fatto la tesi su un grande sindaco di Firenze che si chiamava Giorgio La Pira, ma se m’avessero detto che un giorno avrei potuto concorrere a sindaco avrei chiamato uno psichiatra. Io volevo fare il camionista da piccino”.

Davvero? Invece il tuo prossimo passo è il parlamento, no? I giornali scrivono: “E’ finita la stagione dei sindaci”.
“Certo se devo guardare i candidati che ha dato alla sinistra quella stagione devo prendere atto che coi sindaci abbiamo perso…”.

Rutelli, Veltroni, Bassolino.
“Avevo rimosso Bassolino. Sarà anche finita l’era dei sindaci, ma io giro per la città, prendo i vaffa e li rendo, discuto, parlo di cose concrete. Prima di fare quest’intervista sono stato un’ora col presidente dell’azienda dei rifiuti a ragionare di come interrare i cassonetti…”.

In che senso?
“Un cassonetto normale fa schifo, puzza. Se lo butti di sotto, fai un cassonetto grande tre volte di più”.

Ma devi bucare tutte le strade.
“Poco male. E recuperi posti macchina per i residenti”.

Auguri. Per uno di sinistra è peggio farsi ricevere ad Arcore o peggio sostenere che Marchionne ha ragione, come hai fatto?
“Ma è di sinistra chi, stando a prendere milioni come succede a qualche conduttore televisivo, difende la Fiom perché fa figo?”.

Gad Lerner? Santoro?
“Io dico quei conduttori televisivi, quegli esponenti della sinistra in cachemire…”.

No, il cachemire no! Cos’hai contro il cachemire?
Ok leva il cachemire. Quella sinistra radical chic che difende i lavoratori non capendo che senza quell’accordo i lavoratori non ci saranno più mi fa incazzare. Se mi dici Marchionne o Fiom, io dico Marchionne perché a me piace parlar chiaro.

Non sei tanto di sinistra.
“Siete voi che lo dite!”.

Quelli di destra ti hanno mai cercato?
“Ci fu solo la battuta di Berlusconi, che nel 2005 disse: “Ma come fa uno come lei che viene dal marketing a stare coi comunisti?”. Io risposi: “Da quando c’è riuscito con Bondi ci prova con tutti”. No, per me la politica è Bob Kennedy, è Don Milani…”.

Proprio come Veltroni.
“Penso che Veltroni abbia sbagliato a raccontare una storia vera e bella con un album di famiglia che aveva le stesse facce di sempre”.

Sento odore di Vendola, addirittura.
“Io condivido molto l’idea di Nichi dell’entusiasmo, della passione. Poi dicono che sono tutta fuffa e apparenza, e si sbagliano. La mia idea è dimostrare che la politica può essere un’esperienza meravigliosa”.

Quante ore lavori al giorno?
“Sedici o diciassette ore al giorno. Ecco, pensare che i fiorentini abbiamo votato Matteo Renzi solo perché fa la rottamazione è folle”.
ALBERTO PICCININI

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Commenti»

1. Michael Scarn - 01/04/2011

copertina stupenda e bellissimo numero…speriamo che nel prossimo dedichino un articolo con rispettiva copertina ai Foo Fighters


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